OASIS: SESSO, BIRRA E ROCK'N'ROLL

E' proprio vero: ci marciano, Soprattutto i due fratelli Gallagher, nati a Manchesrter da genitori irlandesi. Hanno perfino i capelli tagliati a caschetto, appunto come i Beatles prima maniera, La somiglianza, vedremi poi, non si ferma lì. I due sono comunque l'anima degli Oasis, una coppia artistica destinata a ripetere il binomio fatale Lennon/Mc Cartney (e richards/Jagger, e Bono/The Edge). Ma le carte del pop anni Novanta si sono furiosamente mescolate: Noel Gallagher, autore di canzoni beatlesiane, chitarrista, somiglia più o meno a George Harrison, e nessuno mette in dubbio -grazie amche a certi occhialetti ovali- una qualche vicinanza con la figura di John lennon del fratello minore Liam, asciutto performer della band più osannata del momento, voce nasale che ricorda perfettamente il leggendario impasto canoro. Dei Beatles, naturalmente. E il ventisettenne Liam s'è fatto birre a catena, sabato sera, nel secondo concerto qui al Point di Dublino, davanti a ottomila ragazzi che saltavano come ossessi sul ritmo martellante della musica. cantava efficace ma distratto, si vedeva che aveva la testa altrove. era anche 'fatto'? Ah, saperlo. dopo l'osannato concerto, s'è comunque scoperto chwe era reduce da una notte da cani giù al Westbury Hotel: la sua compagna Patsy Kensit aveva semidistrutto la camera, dopo averlo acchioappato mentre faceva il cascamorto con una rossa irlandese alle quattro del mattino. Patsy - ed è già un segno del successo degli Oasis che lei, cacciatrice di star, si sia messa con Liam, abbandonando Jim Kerr dei Simple Minds scomparso dalle hit parade- ha chiesto poi una stanza per sè sola; il suo ganzo, dopo la lite ha continuato a bere come se niente fosse, finchè (per la cronaca) alle sei precise del mattino ha vomitato sul tappeto del bar. Ma tutto il soggiorno dublinese degli Oasis (si pronucia, mi raccomando, Oésis, con l'accento sulla e), seguito con trepidazione dai media, ha avuto sempre come protagonista Liam, che giovedì si era trattenuto a lungo con Bono vox degli U2: si sono ubriacati insieme al pub, e della ciucca sono uscite, a testimonianza imperitura, foto curiose di un 'bocca a bocca' fra i due. cose da ciucchi, appunto.

Le cronache rosa non sono peregrine, in questo caso: la minuziosità delle testimonianze dimostra l'avvio di un fenomeno divistico scomparso da anni, che può diventare anche planetario. Per ora, i cinque Oasis -e già li chiamano i Fab Five- hanno frustato le reni al British Pop, ridandogli clamore internazionale; nel tramonto del grunge, hanno grandissimo successo negli Stati Uniti, dove svettano nelle zone più alte della classifica con WTSMG; riviste e giornali - perfino il New Yprk times- gli dedicano copertine e paginate intere; hanno venduto 150 mila copie di questo loro secondo disco anche in Italia, dove l'unico concerto di venerdì prossimo è esaurito. e non si riesce a convincerli a passare dal piccolo Vigorelli al più capace Palatrussardi 'We don't care, non ce ne grega niente. Noi vogliamo un ambiente per stare vicini ai fan'

WTSMG ha un merito enorme: le canzoni hanno una melodia cantabile, molte con un sapore di innegabile marca beatlesiana. Piace ai diciottenni, ma presto piacerà anche ai quarantenni legati al ricordo antico dei Fab Four. Gli oasis non nascondono mai il loro debito nei confronti dei Beatles: terminano il oncerto con I'm The Walrus , dai brani si colgono frasi come Yellow Submarine, e una delle canzoni di maggior successo - Wonderwall, che Noel canta accompagnandosi con la chitarra acustica- ha lo stesso titolo di un album di George Harrison. Poi però in concero martellano come dannati, con una ritmica punk che fa saltare la platea, trascurando la partitura per una formula musicale intercambiabile, innervata dalla chitarra: e questo è forse il limite degli oasis dal vivo. Che però suscitano grandi cori felici, con la piacevolezza di brani di puro r'n'r come Roll With it e Some Might say; ed è già un inno Champagne Supernova, che narra come un temuto scontro fra stelle si trasformi invece in un bell'evento, da festeggiare. Ma i testi sono perlopiù intrisi di amarezza; la limpida poetica beatlesiana, ahime, resta lontana. Canta Wonderwall: Forse tu sei quella che mi salverà. Nelle loro parole non ci sono certezze, solo una speranza venata di pessimismo; purtrioppo i felici Sessanta stanno al museo delle cere. Una parentesi di intimismo arriva con Noel solo alla chitarra acustica, che per tre brani si limita a suonare perchè, tanto,cantano i fan. una delle canzoni più amate, Don't Look Back In Anger , avverte comunque 'Non mettere la tua vita nelle mani di una band di rock'n'roll' Chissà se i fan riusciranno a resistere (ma, a giudicare dal concerto, pare proprio di no). Successone.

Dublino:Liam Gallagher finisce ormai ogni settimana sulla copertina delle riviste pop: i media lo preferiscono al fratello Noel per la sua espressione pensosa, enfatizzata da una barba che molti si sono affrettati a partagonare con quella di John Lennon.eppure è Noel il cuore degli Oasis.Nel 1990, all'audizione per un posto di cantante nella band degli Inspiral carpets, riuscì a strappare solo il ruolo di tecnico del suono, ma in ogni momento libero componeva e suonava. Nel frattempo, Liam -che si fece subito notare per il suo caratterino- aveva formato un gruppo: mancava però la 'mente' musicale, e fu così che pensò al fratello maggiore. Vengo, ma solo se fate quello che dico io fu la risposta di Noel. Laband incominciò presto a farsi notare sulla piccola scena di Manchester, ma fu Johnny Marr a dare il primo segnale di interesse con una telefonata di complimenti allo stesso Noel. Da lì, con una serie non troppo lunga di audizioni, si arriva al primo cd, intityolato Definitely Maybe, che ora sta ricominciando a vendere in tutto il mondo sull'onda del successo del gruppo. E adesso, con il secondo disco, la popolarità, oltre ogni aspettativa.

MARINELLA VENEGONI

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