OASIS

 I GIGANTI D'ARGILLA

Noel è un pò stufo del rock aggressivo, e una bella virata verso le slow ballad, soprattutto ora che ha 'un bambino del cazzo in giro per casa' sarebbe un bel tonico.

Se volete sapere quan'è facile arrivare sulle spalle di un gigante, chiedetelo agli Oasis. se volete sapere quant' è difficile restarci, chiedetelo lo stesso agli Oasis, che, ultimamente, hanno contemplato il mondo dalla sua vetta più alta solo per qualche giorno. Poi, inesorabile, la discesa, lenta in alcune parti, brusca e inarrestabile in altre. Preceduto da rumori e clamori, spesso alimentati da vampate di sano egoismo, il disco ha dato il suo meglio nella prima settimana di vendite (grazie, soprattutto, alle prenotazioni), poi ha ceduto il passo a chi, al primo posto, c'era già: in Inghilterra i Travis, altrove, quasi ovunque, l'ormai resuscitato e pluridecirato Santana. Parlare di flop è forse prematuro, perchè le grandi band, a volte, rastrellano quintali di gloria nelle arene di tutto il mondo, portando in giro tournee al limite dell'epico, cosa che, nelle debite proporzioni, sta accadendo anche ai fratelli Gallagher. Resta il fatto che, dopo il fiasco dichiarato di BE HERE NOW - attestatosi solo (si fa per dire) intorno ai sei milioni di copie- tutti si attendevano un riscatto da quella che, nonostante tutto, resta la band più discussa del mondo. E il riscatto, in parte, c'è stato, se si considerano i presupposti sotto i quali è nato STANDING ON THE SHOULDERS OF GIANTS. Noel, per esempio, ha smersso di drogarsi, dopo aver ammesso, in un inervista rilasciata a Rockstar (febbraio 2000) di aver attinto a fonti lisergiche (e non solo) per recuperare qualcosa che somigliasse all'ispirazione per scrivere le canzoni di Be Here Now. Gli Oasis, anche se la cosa è passata spesso sotto silenzio, sonostati una band sull'orlo dell'autodistruzione, sul punto di immolarsi al mito del rock dannato, drogato e fugace. E invece Noel ha avuto la forza di rigenerarsi, di scandagliare il repertorio che gli appartiene e di tirare fuori dieci canzoni che segnano il balzo definitivo verso la maturità, che scorrazzano sapientemente lungo trent'anni di musica (dai '60 ai giorni nostri, saltando a piè pari gli '80). Manca, ahime, la magia di Definitely Maybe e WTSMG, piccoli capolavori generazionali che, man mano che il tempo passa, corrono sempre più il rischio di rimanere lampi nel buio. Manca lo stellone magico che ha accompagnato la penna di Noel dei tempi d'oro, quando la Creation era una casetta accogliente nella quale si preparava il vero rock degli anni '90, nella quale si stava forgiando il suono del decennio a venire e del quale tutti si sarebbero innamorati. Adesso, invece, la Creation non esiste quasi più, perchè gli Oasis sene sono andati e Alan McGee, il 'mitico' fondatore, ha deciso di cambiare rotta e di laciare il timone a qualcun'altro. Il futuro, diceva qualcuno, è ormai un ipotesi, e lo sgretolamento del tempio indie pare ormai inesorabile. restano però gli Oasis, con una nuova band della quale si è parlato a sfinimento, che però fanno di tutto per rimanere gli Oasis, incazandosi anche con l'aria che li circonda e insultano chiunque capiti a tiro. Incontrare Liam non è mai un'esperienza piacevole, soprattutto se ha qualcosa da dirti. ne sa qualcosa Robbie Williams, che si è dovuto inventare un contrattacco sardonico (a base di crisantemi e condoglianze per SOTSOG) all'offesa di Liam, secondo il quale 'il ciccione dei take that' sarebbe dovuto rimanere a fare il ballerino. Ne è persino seguita una sfida a singolar tenzone (soprattutto a singolar cazzotti) risoltasi poi nel nulla, ma degna di finire nel Celebrity Death Match di MTV. i bookmaker avevano già scommesso su Williams vincente 2-1, per via di quel 'vantaggio di peso' che giustificherebbe anche le parole di Liam. che la carriera degli Oasis possa essere a una svolta, come vuol fare intendere, assai poco eufemisticamente, Robbie williams, è tuttavia un ipotesi da valutare, anche perchè Noel ha ammesso, a più riprese, di aver scritto un bel mucchio di canzoni per quello chevdovrebbe essre il suo pimo album solista, e ha confessato di non trovarsi troppo a suo agio nehli Oasis, quando (ma quando) non ha libertà di fare quello che vuole. E' un pò stufo del rock aggressivo, e una bella virata verso le slow ballad, soprattutto ora che ha 'un bambino del cazzo in giro per la casa' sarebbe un bel tonico, Nonostante tutto, però, gli oasis mantengono la rotta senza scosse. I due Gallagher dicono di fregarsene di eventuali flop o di cali di popolarità, e c'è da credergli. Dopo aver scritto i veri inni di una generzione che si sta ormai riciclando, dop aver dato forma ad un'era e aver creato una genia di musicisti e musicanti, dopo aver prodotto la trascendenza stessa del pop, non hai più neanche bidogno di salire sulle spalle del gigante. Lo puoi guardare direttamente negli occhi.

MAX MALAGNINO

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