KETCHUP O MAIONESE? brano per brano ad uso e consumo di giornalai musicali & semplici curiosi, un'agile e godibile guida all'album, con malcelate pretese letterarie. |
punk per le libertà
fate largo alla banda. l'inno di mameli prima che diventasse la sigla di sanremo (2005) era già intro nei nostri concerti.
mameli > forza italia > faccetta nera: passato, presente, futuro? ...un viaggio da incubo condensato in un jingle da un minuto.
cowboy del nordest
stacco. campo lungo, lunghissimo. la padania cotta dal sole o immersa nella nebbia, sempre e comunque in produzione. dal west al north-east senza ritorno: camion come carovane, autostrade come piste nel deserto, zone industrial-artigianali come laboriosi villaggi dove il "muso rosso" può pure lavorare.
il Mito del Nordest, demolito.
7:40
7:40 - per chi suona la sveglia? l'amaro risveglio del lavoratore nordestino: fuori dai fumi dell'ideologia, si ritrova impiegato flessibilizzato sottopagato.
e non sa con chi prendersela.
7e40 - incubo per commercialisti... ORA RIVOGLIO I MIEI SOLDI INDIETRO!
740 - una macchina, magari volvo.
l'eletto
ci si affida, senza bisogno d'inventare nulla, alle parole del Premier, raccolte dall'autorevole New York Times.
il mondo dei pompieri
insieme a una generazione di eterni devoti a playstation e shrek, anche i cetomedio fuggono nell'infanzia.
ognuno ha il suo mondo dei pompieri.
il problema, se mai, è poi uscirne.
toghe rosse
immaginiamo la comica indignazione del lettore medio de "il Giornale". Vittorio Feltri avrebbe saputo far meglio?
Uno spaccato della politica anni 90, quando giudici e mister mortadella facevano tremare i polsi della Nuova Classe Dirigente.
la rivincita dei nerds
una giovinezza passata fra chip e hard disk, e poi l'epopea californiana dei New Age Mutant Ninja Hackers. La repellenza sexy dei nuovi miliardari brufolosi.
Il Nerd, sdoganato, si diffonde come un virus e scopa un casino.
burghy (la canzone del)
il mito dei *nostri* anni ottanta. moncler, timberland, capitalismo italiano pre-global.
ma soprattutto una canzone sentimentale, su amicizie irrorate da *ketchup o maionese*, sabati inutili, orgoglio della propria sfiga.
gli otto otto tre in filodiffusione.
sbrega la negra
ipotizzando un "hardcore padano", questo ne sarebbe l'anthem. necessaria per apprezzarlo l'immedesimazione nell'idiota medio produttivo.
vancimuglio
la Secessione non è un pranzo di gala.
Nell'immaginario norditalico la Battaglia di Vancimuglio è l'apice di una guerra sotterranea a Roma, che in un delirio post-ideologico riesce a mettere insieme evasione fiscale (“non ho più voglia di pagare le tasse”) e velleità rivoluzionarie ("merda sulla polizia").
Nel fango e nel letame di quel bordo autostrada si forgiò l'Uomo Padano.
cemento
da postmoderni (in)consapevoli, coviamo una schizofrenia insanabile: da una parte l'amore per la sicurezza cetomediocre garantita, dall’altra la consapevolezza che la guerriglia urbana è molto più divertente. + cemento!
12settembre
ladies and gentlemen, here's mr Bush... il buon George Doubliu – qui campionato - partecipa in prima persona a questa radiocronaca al cardiopalma del Day After.
di nostro c'è solo il coretto finale, che fa la morale, tutto il resto è raccolta indifferenziata dal mediascape globale.
austria uber alles
un vecchio brano dedicato a haider, all'epoca (circa 2000) ammirato dai padani come fulgido esempio di efficienza nazistoide.
di lui abbiam perso le traccie, resta una canzone tra le più divertenti in stile dead kennedysiano.
mike bongiorno is dead
e se le BR fossero state un po' meno "vetero" e avessero iniziato a colpire i Grigi Funzionari, quelli che blocchetto dopo blocchetto, giorno dopo giorno, edificano le m(a)est(os)e montagne di Ignoranza Industrializzata che ci sovrastano? che sarebbe l'italia senza mike? e pippo, e raffaella e...
birra sborra e divertimento (aka seghe)
brano in stile pseudo-Oi!, outing sfacciato, dichiarazione d'amore per l'autoliberazione tramite autoerotismo. la volgarità è consapevole e rivendicata, alla faccia del perbenismo, sia esso major o indie.
non c'entra molto col resto del disco, ma resta un inno e qui non poteva mancare.
burger king (la canzone del)
si conclude la saga del burghy, visto che il burghy non esiste più (a vicenza... a casalecchio di reno n'è rimasto uno e glorioso). ne prendiamo atto, perché a volte la vita non chiede “scusa” né “permesso” e la funzione rewind non è prevista dal grande orologio della Storia.
dalla cadenza marziale e vagamente "sovietica", il brano si può anche leggere come una riflessione sull'(in)evitabile deriva socialdemocratica che ogni sogno rivoluzionario porta con sé. morto il burghy, o chi per esso, ci si svende al meno peggio, con una scelta lucida quanto disperata.