Marzo 2007,

quattro BDT in vacanza a Sori

 

 

Primi ad arrivare, con il treno Milano-Recco delle 8,10, sono in quattro: Marisa, Ermanno e Lamberto della BDT Arcobaleno e Valeria di Metissage.

220 passi dalla stazione, gli avevano detto e 220 passi sono. In leggera discesa, la stradina si snoda tra giardini e muretti liguri, fino al cancellone verde con lo stemma degli scout Cngei. I due gestori, Agostino e Giuseppina, li aspettano puntualissimi.

 

Il colpo d’occhio, in particolare per chi viene da Milano, è semplice e straordinario  insieme: una casetta gialla, un cortile a pietre grigie, un giardinetto con le bandiere inglese (?) e italiana. Subito dopo, quasi verticale come un sipario, l’azzurro blue jeans del cielo e del mare di Liguria. Sulla sinistra, il profilo inconfondibile del promontorio di Portofino.

Ma nella breve vacanza (lunedì-venerdì 5-9 marzo 2007) vip non ce ne saranno. Ci saranno soltanto 11 soci di quattro Banche del tempo, in semplicità e amicizia.

 

Poco dopo arriva una station wagon grigia, carica al limite di sopportazione.  E’ la BDT di Milano Niguarda: Piera, alla prima esperienza di vacanza in condivisione, Giusy con il nipotino Lorenzo (con la playstation di ordinanza) e Luigi al volante. Ospite, con sacco a pelo da pescatore, Giancarlo della BDT Centro Storico.

 

Per scaricare i bagagli occorrerebbe davvero un camallo  del porto di Genova, che è appunto a 20 chilometri di distanza. Piano piano valigioni, trolley, sacche rosse misteriose e frigo portatili trovano collocazione nella casetta gialla. Ultimo scende ‘tit Chou, il cagnolino di Giusy. Si guarda intorno e poi sparisce nel giardino.

Il frigo della casa si riempie di piatti preparati a Milano, culatello, latte, formaggi…

 

Per dormire ci sono due camerate da sei posti con letti a castello. C’è anche una zona notte da quattro posti, con tendone a fiori sul corridoio. Nei week end, ci dormono i ragazzi del Cngei e altri scout provenienti da tutt’Europa. Anzi, la casa di Sori è talmente bella e richiesta che c’è una lista d’attesa di quasi un anno.

 

Ma dal lunedì al venerdì, se non è luglio e agosto, è spesso libera.

Ecco l’idea vincente: ogni tanto prendiamola noi delle BDT. Anche perché molti di noi sono in pensione, oppure ci sono mamme con bambini  piccoli che non hanno problemi di scelta per farsi una vacanzina in condivisione.

 

Il problema pratico (ma mica tanto pratico) dei letti a castello viene subito risolto. Si occupano tutti i posti in basso. Lorenzo, per i suoi pochi anni, se ne va in seconda branda. E così Luigi, vantandosi dell’esperienza scout.

 

I servizi, spartani ma in perfetto ordine, sono esterni, in una costruzione bassa e separata. C’è anche un bagnetto interno con doccia calda.

Ma mi raccomando lo scaldabagno e la stufetta. Ci avverte subito Agostino. Il contatore Enel gira e alla fine arriva il conto.

 

Mancano all’appello Francesca di Milano Centro Storico e Marilù di Roma. Arriveranno domani.

Il cielo è appena increspato, e la tentazione di andare in giardino è forte. Anche perché i giardini sono due, a digradare a terrazza sul mare. Ma c’è subito la prima riunione, che comincia con le presentazioni perché le persone si conoscono soltanto a gruppetti di due o tre. Poi si radunano sul tavolo del refettorio gli alimenti che sono stati portati da casa: pasta, vino, zucchero, sale, biscotti, pane…A occhio c’è da non morire di fame per almeno due giorni.

Ermanno viene nominato all’unanimità tesoriere e raccoglie da ciascuno 50 euro di acconto. Poi si valutano gli scontrini degli alimenti portati da Milano e si rimborsa la relativa spesa. Il culatello, da 45 euro al chilo, fa venire i brividi, un po’ per la voglia di farsene un panino al volo, un po’ perché potrebbe aprire una falla nel bilancio sociale. Ma non sarà così perché oltre a essere buonissimo durerà per giorni. Insomma, dal capitale sociale (i 550 euro degli acconti) si rimborsano gli scontrini degli alimenti portati da Milano.

 

 

Si sistemano anche i conti delle spese di viaggio, che però non entrano nel bilancio di Sori. Comunque sono circa 16 euro a persona tra andata e ritorno.

Ma è già l’ora di pranzo e in cucina le signore fanno a gara. I signori vengono relegati a ruoli gregari: Lamberto si rivelerà bravissimo a tagliare fettine millimetriche di verdure e salumi. Oppure ad apparecchiare e sparecchiare. 

Cucinando si sciorinano abitudini di famiglia e teorie alimentari. Ma io faccio così…A casa mia si scaldano prima i piatti…Il formaggio grana non va mai grattato, al massimo si fa col coltello a scheggette piccole come un’unghia e si sparge con gesti laghi ma precisi direttamente in tavola…

Intanto è tutto uno scambiarsi di ricette e di trucchetti sorprendenti. Lorenzo se la fila con la play e Luigi comincia ad armeggiare con cavi elettrici e stenditoi.

Si mangia sotto la tettoia, ospitando i due scout-gestori: Agostino, col pizzetto bianco da storico dello scautismo, e la Giuseppina, pittrice calligrafica al computer.

Valeria, trentenne effervescente, accetta prenotazioni ai suoi incontri di yoga. Luigi apre una scatola  bianca, che diventa una bottega di riparazioni per borse e portachiavi.

E’ lunedì 5 marzo ed è cominciata la vacanza in condivisione.

Presto formalità e piccoli imbarazzi vengono dimenticati.

 

Ogni giorno ci si ritaglia almeno un’ora per organizzarsi e fare i conti, degli euro e delle ore. Per gli euro campiamo con i 50 a testa dell’acconto, poi si vedrà il saldo finale a sorpresa. Più complicati (siamo una BDT) sono invece i conti delle ore. All’unanimità, dopo breve approfondimento, si adotta la linea delle BDT di Milano Centro Storico e Niguarda: tutto quello che si fa, va contato, senza impazzire sui dettagli.

 

 

Valeria, saltabeccando come un picchio tra riflessioni, foto ricordo (ma si ricorderà poi di scaricarle?) sedute yoga, copiature al pc e telefonino, dopo tre giorni parte con il treno. Il lavoro l’attende.

Martedì Luigi va a Genova a prendere Francesca da Milano e Marilù da Roma. Si scoprirà poi che il treno da Roma aveva fatto una fermata proprio a Sori…

Con l’occasione si fa la spesa alla Coop dell’imbarco Caracciolo, là dove partono e arrivano i traghetti per la Tunisia. Comodissimo: si parcheggia (gratis) ci sono tutti i negozi ed è vicino alla stazione FS.

 

Mercoledì il tempo si incupisce: quasi freddo, grigio, pioggerellina fastidiosa. Ci si chiude nella casetta. Luigi dirotta Lorenzo dalla playstation perché i treni che passano vicini possono interferire e rovinare il prezioso giocattolo, che va quindi protetto dentro la borsa del pc.

 

Tra indovinelli e giochi vecchissimi (nuovissimi per un bambino di 10 anni) la serata passa.

C’è anche da preparare la targa ricordo da appendere alle pareti tra altre mille. Sarà scelta una fetta di radice di ulivo, limata, incisa e firmata da tutti.

 

 

I grandi giocano a scala 40 e sudoku fino a tardissimo. Giancarlo e Francesca fanno anche qualche ora di computer di base. Marilù cerca di imparare quattro parole di milanese. Ma è fatica vana.

 

Il meteo promette bene.

E mantiene le promesse: giovedì (è l’8 marzo) è un trionfo di sole e tepore più che primaverile.

E’ la festa della donna e alle signore viene risparmiata la cucina. Si compra tutto da Edo: friggitoria e pizzeria tipica ligure. I maschietti offrono di tasca loro il dolce.

 

I cinque giorni lunghissimi e intensi, volano via, tra spruzzi e pazzi voli di aeroplani di carta, passeggiate in paese. Ogni giorno si va al mare, con le due opzioni: gli scogli sotto in giardino, da raggiungere con i 72 gradini scavati nella roccia, oppure la spiaggia. Ci si arriva con una breve passeggiata in paese, occasione anche per fare la spesa. Ci scappa anche una gita a Chiavari, a trovare amici di amici sconosciuti di Marisa.

 

Anche venerdì, l’ultimo giorno, il tempo è bellissimo: da far venire la voglia di prendere la residenza. Sacchi a pelo all’aria, bagagli fatti e rifatti, piccoli bucati. Piera, acrobatica, sale sui tavoli per stendere. Salire è facile, scendere un po’ meno…

 

Prima di salutarsi, i conti. Insomma, tra anticipi, materiali portati da Milano, casa, riscaldamento, gas acqua e energia elettrica, ciascuno ha speso meno di 15 euro al giorno.

Possibile? Si rifanno i conti, ma Ermanno, precisissimo, non ha dubbi. In condivisione, in uno dei posti più belli del mondo (!?) mangiando benissimo e dormendo un po’ spartani, si spendono 15 euro al giorno.

Grazie alle BDT, al Cngei e alla contessa Gigliucci che 60 anni fa ha lasciato agli scout la casa e il terreno, con il solo vincolo di non venderla e di destinarla soltanto a scout e associazioni similari. Ma grazie anche alla voglia di compagnia ed essenzialità di chi frequenta la casa scout di Sori.

 

Resoconto di Luigi Tomasso – BDT Milano Niguarda

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