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                                                                         BLOWUP

Tre canzoni che son quattro.Cos� come c'� una piccola discrasia nei numeri, alla stessa maniera nel pop dei 100 Motels (mezzi zappiani?) si colgono piacevoli differenze.In quegli scarti s'insinua l'originalit�.Che fa anomale Postribolo (il mood dei Violent Femmes di The Blind Leading etc) Niente Funziona Davvero (waltzerino malinconico-lisergico) Vieni Qui (tra Barrett e Rino Gaetano).Tant'� che la cosa pi� compiuta (Radio Peyote Love Theme)� talmente (quasi)normale da farci venire in mente Vasco Rossi (ma siamo noi ad essere maliziosi.....)
6/7
                                                            

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I 100 Motels sono Luca e Diego, un duo proveniente da Alba, in provincia di Cuneo. Luca sa autodescriversi con piacevole ironia; l'incipit dell'autobiografia (che vi consiglio di andare a leggere per intero sullo scarnissimo sito ufficiale) recita: "Come la maggior parte dei giovani musicisti degli anni '90 Luca suona in una band di noise rock. Come la maggior parte delle bands noise rock degli anni '90 il gruppo si scioglie e Luca resta solo in casa a registrare tutto quello che gli passa per la testa su un 4-tracce"! Da tipi cos� era lecito aspettarsi che il CD contenesse in realt� quattro brani invece di tre, "quattro tracce registrate in salotto e camera da letto", appunto (quasi tutte "negli accordi di DO e SOL", "come la maggiorparte dei musicisti influenzati dal rock americano degli anni '90"...). Gi�, perch� di null'altro si tratta se non di pop casalingo, ovviamente lo-fi, forse geniale, senz'altro attraente ed ispirato come pochi altri. Il demo � definito "molto semplice e scarno": definizione indubbiamente realistica, ma che nasconde un'eccessiva modestia. Tale semplicit� � in effetti il segreto che permette a queste canzoni di risultare assolutamente irresistibili dopo un unico ascolto e di rimanere appiccicate per sempre nella testa. Canzoni che parlano di solitudine, di immobilit�, di insicurezza, di bisogno d'amore; e per farlo usano un linguaggio semplice e diretto, ma che descrive immagini e concetti per nulla banali. L'introduttiva Postribolo d� un'idea gradevole, ma assolutamente approssimativa e riduttiva, di quel che seguir�: come resistere, infatti, a piccole, timide, spartane ma entusiasmanti gemme pop quali sono Niente Funziona Davvero e Vieni Qui? La prima, un pezzo assolutamente irrinunciabile: tastierina, voce malinconica, voce filtrata, una chitarra, e qualche sibilo; la seconda, un meraviglioso invito sconsolato, lamentoso e a tratti grottesco. Io, per l'appunto, non ho saputo resistere a quello che si stava rivelando un piccolo miracolo, un miracolo fatto di melodie, cos� povere e semplici che fanno quasi sorridere, ma in realt� capaci di smuovere qualcosa dentro. Radio Peyote Love Theme chiude splendidamente il lavoro evocando addirittura l'immediatezza romantica di Luca Carboni ("ma tu punta alla vita/la mia, che � tua") - ma con aggiunto un bell'assolo 'randagio' che sa tanto di Motorpsycho - e regalando in quattro minuti tante, tante emozioni.
Il mio consiglio, ripeto, � di fare una capatina su www.geocities.com/centomotels, dove troverete altri mp3 (da non mancare assolutamente T'Immagini Berlino), ed un rimando - sbagliato! Quello giusto � questo - a Vitaminic, in cui sono sistemati ulteriori brani scaricabili.
Chi � rimasto affascinato da Bugo abbandoni quel gusto demenziale e si prepari alla sua versione pi� 'seria' (ma - dal mio punto di vista - decisamente pi� convincente), quasi fosse l'altra faccia della stessa medaglia. "Niente funziona davvero", dico io, eccetto questa musica umile e poverissima, eppure cos� incredibilmente coinvolgente e ricolma di emozioni. Dio solo sa quanto mi sia innamorato di queste magiche, brillanti creazioni... Beh, in verit� ora lo sapete anche voi. E adesso non resta altro da fare che aspettare trepidanti il primo disco, gi� prontamente definito dagli autori The Next Big Flop!

                                                           
       
                                                                 
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Niente titoli delle canzoni, niente contatti, niente di niente. Peccato, perch� questo demo non � davvero male. Certo, non ci si sente dentro nulla di particolarmente sconvolgente, ma per lo meno non ci troviamo di fronte all�ennesima raccolta di banalit� nu-metal n� alle fisime adolescenziali di qualche giovinastro post-grunge. Il territorio, nel caso dei 100 Motels, � quello di una sorta di cantautorato �indie�, definizione che gi� di per s� vuol dire tutto e niente.
Si parte con un motivetto scemo che recita �sono qui nel mio postribolo�, e si rimane in parte spiazzati, senza capire se � verso Bugo, Beck o Tom Waits che il duo punta la propria ispirazione. Poi, un paio di motivetti belli tristi e pi� vicini ad una vena quasi malinconica, che non lascia spazio ai non-sense di circostanza tanto utilizzati da molti cantautori il cui nome inizia per B, abbastanza brevi, concisi e ben arrangiati (i suoni sono scarni e per lo pi� chitarristici) da non stufare. Forse quello che non ci va proprio � il tono della voce, che nei momenti migliori pu� ricordare (la sparo!) Rino Gaetano, ma alla lunga suona forse un po� troppo monocorde e buttata l�. La canzone conclusiva (ebbene s�, queste �3 nuove canzoni� sono quattro) chiude a suo modo in bellezza, piccolo esercizio di stile indie-rock certo senza grosse pretese ma dotato di ottima personalit�. Se solo fossero meno indolenti potrebbero fare grandi cose, speriamo che il mondo del cool-indie-rock italiano non se li mangi prima di farli crescere.




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