Elementi di variazione sociolinguistica nella prosodia di due parlanti di Cogne (Valle d'Aosta).

Stefania Roullet

Aosta/Aoste

Il linguaggio, come si sa, varia in funzione di numerosi fattori; si parla spesso, per esempio, di varietà diatopiche, diacroniche, diamesiche, diafasiche e diastratiche. Per quanto riguarda queste ultime, in particolare, si ammette generalmente che le variazioni legate alla stratificazione socioculturale non sono sufficienti a dar conto di tutta la fenomenologia della variazione sociale. Essa può rivelarsi, infatti, anche nelle differenze linguistiche che si manifestano fra gruppi sociali, fra generazioni diverse e fra uomini e donne … A lungo si è discusso in merito alla differenziazione linguistica legata al sesso dei locutori senza peraltro giungere a identificare l'esistenza di vere varietà di lingua né di caratteri macroscopici che distinguano la "lingua" degli uomini da quella delle donne. Tuttavia, un'ottica sociolinguistica permette di rilevare l'esistenza di differenze talora notevoli tra i due sessi : sembra ormai provato che le donne sono più inclini degli uomini ad adottare varianti normative o caratterizzate da un maggior prestigio. Niente impedisce perciò di ritenere che questa "predilezione" possa manifestarsi anche nella scelta e nell'utilizzo dei patterns intonativi. Nel corso di un'analisi finalizzata alla descrizione dei contorni intonativi di frasi di modalità affermativa (di tipo dichiarativo) e interrogativa (di tipo globale o 'sì/no') nella parlata di Cogne, queste ipotesi hanno parzialmente trovato conferma. Nell'intervento che intendiamo proporre mostreremo le differenze più significative riscontrate nella prosodia (relativa a frasi pronunciate in isolamento nel francoprovenzale cognein e nella varietà locale di italiano regionale) dei due locutori considerati (naturalmente un uomo e una donna, approssimativamente coetanei) e tenteremo di spiegare i motivi di tale differenziazione.

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