Sebbene una marcata impronta sociale abbia caratterizzato la linguistica
russa fin dai suoi esordi, la sociolinguistica come disciplina autonoma si
sviluppa in Russia solo negli ultimi decenni del secolo scorso, per giungere
ad una espansione massima di orientamenti e metodologie nel periodo
postsovietico.
Nel presente lavoro si intende in primo luogo tracciare un quadro sintetico
ed il più possibile esaustivo dei maggiori ambiti di ricerca
sociolinguistica, che negli ultimi anni, grazie ai macroscopici fenomeni di
mutamento linguistico, hanno trovato in Russia un terreno sempre più
fertile. Nel vasto panorama delle tendenze attuali si cercherà comunque di
focalizzare l'attenzione sull'indagine macrosociolinguistica, in particolare
sullo stato attuale del plurilinguismo nelle repubbliche dell'ex URSS,
analizzando l'evoluzione del rapporto fra il russo e le lingue nazionali
(Ln) presenti nell1area ex sovietica (fenomeno solitamente definito come
bilinguismo unilaterale, del tipo Ln-russo). Tale problematica appare ricca
di implicazioni non solo linguistiche, ma soprattutto socioeconomiche e
politiche, visto il ruolo determinante che assumono le strategie economiche
e nazionalistiche nella formazione di una nuova identità culturale
postsovietica. Il fenomeno in questione, mancando di stabilità e
prevedibilità, è variamente definibile: pur sviluppandosi il tipo di
bilinguismo russo-Ln, si passa da situazioni di assimilazione quasi completa
della lingua nazionale (il caso bielorusso) a vari stadi di emancipazione
linguistica da parte delle etnie titolari (il caso delle repubbliche
baltiche), con '1affermazione di realtà intermedie (i casi del Kazakistan e
della Kirghisia). Sarà interessante analizzare i diversi livelli di disagio
della popolazione russofona (in proposito spesso si usa definire il fenomeno
in termini di vera e propria diaspora dell'etnia russa minoritaria),
confrontandoli con situazioni ben più gravi a rischio di vera e propria
estinzione linguistica.