Il concetto di mental maps, cioè la ripartizione delle aree linguistiche nella mente dei parlanti, è finora poco diffuso nella sociolinguistica italiana. Eppure, data la ricchezza e molteplicità del suo "paesaggio" linguistico e dialettale l’area italiana si presterebbe senz’altro ad un tipo di ricerca che mira al rilevamento di dati sulla percezione soggettiva dei confini dialettali. Per raccogliere dati attendibili su questo sapere linguistico spesso sfuggente dell'individuo si tratta quindi di elaborare una metodologia delle interviste differenziata a seconda dei singoli parlanti.
Di conseguenza tre punti meritano una maggiore attenzione: 1) Come, con quali procedure d’inchiesta, si possono ottenere dati specifici che vadano oltre i soliti stereotipi espressi dai parlanti in tali occasioni (pur essendo gli stereotipi una preziosa fonte di informazione per il genere di indagine previsto)? 2) In quale misura essi possono essere considerati rappresentativi di una determinata località/un determinato gruppo di parlanti? 3) In quale maniera i mental maps soggettivi dei parlanti di una determinata area possono essere riuniti in un quadro completo e come ricollegarli alla realtà "oggettiva" dei geolinguisti e dialettologi?
Accanto allo stesso quadro teorico-metodologico saranno presentati risultati tratti da preinchieste svolte con informatori di due regioni d’Italia. Tuttavia, tenendo conto del carattere provvisorio e necessariamente limitato di questa ricerca, la relazione si vuole innanzi tutto spunto per ulteriori discussioni e ricerche in quella direzione.