La millenaria storia dell'Istria e il suo travagliato e ricco avvicendarsi
sul territorio e nella gente che la abita ha creato un vero e proprio ecosistema
linguistico e culturale che esige d'essere studiato e catalogato. Un metodo
valido è sicuramente rappresentato dall'idea di un Atlante Linguistico
dell'Istria e del Quarnero maturato nel corso degli ultimi quarant'anni
di questo secolo dopo la proposta fatta da parte del prof Pavao Tekav©i¢,
uno dei massimi conoscitori della situazione e della storia linguistica
istroquarnerina.
La presente ricerca si propone di indagare e discutere non soltanto
il testo, e cioè la materia linguistica che viene raccolta nel corso
delle interviste dialettologiche sul campo, ma anche il contesto che determina
continuamente il realizzarsi del testo.
L'approccio teorico a questi due concetti ci conduce a ricercare il
loro potere pratico-realizzativo nella manifestazione geografica concreta
sul territorio della penisola istriana. Le caratteristiche giudicate importanti
a questo scopo sono la posizione geografica che defiinisce i rapporti dell'uomo
con la terra che abita e la storia che li caratterizza cambiandoli e/o
radicandoli.
Dopo uno sguardo storico-teorico che analizza l'idea degli atlanti
linguistici e la loro realizzazione nel corso della storia della linguistica
e delle implicazioni da essi portati all'attenzione della linguistica contemporanea,
la ricerca si sofferma su alcuni aspetti che un atlante linguistico rileva
nella loro crucialità. Questi aspetti sono il contatto linguistico
e il rapporto tra lingua e dialetto permeati dal problema del bilinguismo,
della diglossia e dell'interferenza linguistica.
La ricerca si conclude attraverso l'analisi degli sviluppi della/e
cultura/e capace/i di descrivere e spiegare il presente attraverso lo storico
contenuto nelle voci del dialetto e della lingua non soltanto parlati e
capaci di descrivere o dire il mondo, ma usati per relazionarsi e per relazionarci
con il mondo.