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GIOVANNI PAOLO II (papa)

 

"L'uomo, per natura, ricerca la verità. Questa ricerca non è destinata solo alla conquista di verità parziali, fattuali o scientifiche; egli non cerca soltanto il vero bene per ognuna delle sue decisioni. La sua ricerca tende verso una verità ulteriore che sai in grado di spiegare il senso della vita; è perciò una ricerca che non può trovare esito se non nell'assoluto. Grazie alle capacità insite nel pensiero, l'uomo è in grado di incontrare e riconoscere una simile verità. In quanto vitale ed essenziale per la sua esistenza, tale verità viene raggiunta non solo per via razionale, ma anche mediante l'abbandono fiducioso ad altre persone, che possono garantire la certezza e l'autenticità della verità stessa. La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita a un'altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente più significativi ed espressivi."

Fides et Ratio, 33

 

Che l'uomo sia naturalmente alla ricerca della verità è affermazione che piace condividere, anche se la grande maggioranza delle persone di tutto si preoccupa, meno che della ricerca della verità. Che questa verità di cui l'uomo ha bisogno non debba essere solo una verità parziale, è anche vero. C'è bisogno di una visione del mondo. Ma non è detto che tale ricerca debba sfociare nell'assoluto (Dio). Proprio per l'amore della verità, l'uomo può riconoscere che tale assoluto non esiste, che non esistono che verità parziali, incapaci di soddisfare il bisogno umano di una visione comprensiva e tranquillizzante del mondo. Dice poi che l'uomo è da solo in grado di incontrare questa verità; subito dopo, non si capisce perché, aggiunge però che è il caso che si abbandoni ad altre persone (la Chiesa), che garantiranno che le cose che crede sono vere. Delle due l'una: o l'uomo tende per natura alla verità, ed è attrezzato per raggiungerla -e allora la Chiesa è inutile; oppure l'uomo è incapace di raggiungere la verità cui pure aspira -ed in questo caso gli uomini di Chiesa sono dei superuomini, gli unici che Dio ha dotato della visione: il resto dell'umanità è sordo e cieco.

 

"Abbattute le barriere razziali, sociali e sessuali, il cristianesimo aveva annunciato fin dai suoi inizi l'ugluaglianza di tutti gli uomini davanti a Dio"

Ratio et Fides, 38

 

Questo è falso. Si veda la voce su San Paolo.

 

"Si deve considerare, in modo particolare, che una è la verità, benché le sue espressioni portino l'impronta della storia e, per di più, siano opera di una ragione umana ferita e  indebolita dal peccato."

Ratio et Fides, 51

 

Il peccato ha indebolito la ragione umana? Perché, prima del peccato Adamo ed Eva erano dei filosofi? Che facevano nell'Eden, riflettevano, discutevano, meditavano? Nella Bibbia non c'è traccia di questa perfetta attività intellettuale prima del peccato. La Genesi dice che Dio creò l'uomo e lo mise nel giardino dell'Eden "perché lo lavorasse e lo custodisse" (2:15). Non dice che l'uomo fu creato e messo nell'Eden per contemplare e sviluppare sistemi filosofici perfetti. Era custode (ma da chi lo custodiva, questo giardino?) e zappatore.

 

"Le culture, quando sono profondamente radicate nell'umano, portano in sé la testimonianza dell'apertura tipica dell'uomo all'universale e alla trascendenza."

Fides et Ratio, 70

 

Anche questo è falso. Vi sono culture che non hanno alcuna apertura alla trascendenza. Non sono profondamente radicate nell'umano? E che significa? Che le etnie che non sono aperte alla trascendenza sono bestiali?

 

"In realtà, la democrazia non può essere mitizzata fino a farne un surrogato della moralità o un toccasana dell'immoralità. Fondamentalmente, essa è un « ordinamento » e, come tale, uno strumento e non un fine. Il suo carattere « morale » non è automatico, ma dipende dalla conformità alla legge morale a cui, come ogni altro comportamento umano, deve sottostare: dipende cioè dalla moralità dei fini che persegue e dei mezzi di cui si serve. Se oggi si registra un consenso pressoché universale sul valore della democrazia, ciò va considerato un positivo « segno dei tempi », come anche il Magistero della Chiesa ha più volte rilevato. 

Evangelium Vitae, 70

 

Traduzione. La democrazia va bene fino a quando va nella nostra direzione. Ma anch'essa, come ogni altro comportamento umano, deve sottostare alla legge morale. Ma la Chiesa rappresenta le vera legge morale: anche la democrazia, dunque, è vera solo fino a quando è sottoposta alla Chiesa.

 

"Si sono attribuite alla coscienza individuale le prerogative di un'istanza suprema del giudizio morale, che decide categoricamente e infallibilmente del bene e del male. All'affermazione del dovere di seguire la propria coscienza si è indebitamente aggiunta l'affermazione che il giudizio morale è vero per il fatto stesso che proviene dalla coscienza. Ma, in tal modo, l'imprescindibile esigenza di verità è scomparsa, in favore di un criterio di sincerità, di autenticità, di « accordo con se stessi », tanto che si è giunti ad una concezione radicalmente soggettivista del giudizio morale."

Veritatis Splendor, 31

 

E quale verità può esserci, se nella mia coscienza non la vivo come tale? Se non lo prendo dalla mia coscienza, il giudizio morale, da dove lo prendo? Posso sottostare a principi esterni che la mia coscienza non riconosce come veri e giusti? Cosa devo fare, ridurmi ad un automa che segue ordini e segue indicazioni, senza interrogarsi?

 

"La fermezza della Chiesa, nel difendere le norme morali universali e immutabili, non ha nulla di mortificante. È solo al servizio della vera libertà dell'uomo: dal momento che non c'è libertà al di fuori o contro la verità, la difesa categorica, ossia senza cedimenti e compromessi, delle esigenze assolutamente irrinunciabili della dignità personale dell'uomo, deve dirsi via e condizione per l'esistere stesso della libertà."

Veritatis Splendor, 96

 

Traduzione. La nostra fermezza (quella fermezza che in passato ha prodotto l'Inquisizione e i roghi) non è poi cosa cattiva. Noi non siamo contro la libertà. Noi rappresentiamo la verità, e poiché non c'è vera libertà senza verità, noi lottiamo per la vostra vera libertà, anche quando sembra il contrario. Quella che vi togliamo è la falsa libertà. Dovreste ringraziarci. Facciamo un esempio. Tu sei omosessuale. Vorresti poter amare chi ti pare, come ti pare. In fondo non fai del male a nessuno, pensi. E' una tua libertà. Ma: bada bene, è una falsa libertà, perché va contro la verità. Va contro, cioè, quello che dice la Chiesa: perché si sa bene che la Chiesa possiede la verità. Dunque la Chiesa combatte la tua finta libertà di amare, in nome della vera libertà di amare (la libertà di amare secondo verità): che consiste, nel caso specifico, nel non amare affatto.

 

"Ciò favorì che un gran numero d'indigeni si convertissero al cristianesimo, mossi dalla grazia di Dio e dalla forza persuadente della Buona Novella. Fu così che il Vangelo impregnò la fede e la vita dei nativi in America Latina producendo genuini valori spirituali e umani. Nei miei viaggi apostolici, io stesso ho potuto constatare questi valori del cristianesimo latinoamericano.

Così, tra luci e ombre - più luci che ombre, se pensiamo ai frutti duraturi della fede e della vita cristiana nel Continente - la prima semina della parola di vita, nata da tante fatiche e sacrifici, evoca i sentimenti dell'Apostolo, che furono il motto di tanti missionari 'Avremmo desiderato darvi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita'"

Lettera apostolica in occasione del V centenario dell'evangelizzazione del Nuovo Mondo.

 

Peccato che i popoli indigeni siano stati quasi interamente sterminati, in seguito alla colonizzazione. Peccato che le culture autoctone siano state completamente distrutte. Giovanni Paolo II definisce opera della "grazia di Dio" e della "forza persuadente della buona novella" il genocidio fisico e culturale dei popoli americani, per il quale qualcuno ha parlato di "olocausto americano".

 

"Un accenno ritengo, poi, doveroso fare alle ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi. [Gay Pride]. A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato al Grande Giubileo dell'Anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una Città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la verità, perché verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male."

Angelus, Domenica 9 luglio 2000

 

Se uno manifesta per i proprio diritti, è un affronto al Giubileo. Ma il Giubileo non è stato un affronto durato un anno non solo ai gay, ma a tutti i non cattolici? Roma è una città cattolica? Una città che si offende, come se fosse una persona, quando dei gay manifestano? E non si offende per la presenza stessa dei gay? Non si offende per la presenza degli atei? Che bisogna fare, cacciare tutti i non cattolici praticanti papisti? Non si offendeva Roma, quando vi regnava il papa, ed era la città italiana col maggior numero di prostitute? 

 

Dobbiamo ora rivolgere la nostra meditazione alla verginità e alla maternità, come due dimensioni particolari nella realizzazione della personalità femminile.

Mulieris dignitatem

 

La donna secondo Giovanni Paolo II. O madre, o vergine.

 

La pace è un fondamentale diritto di ogni uomo, che va continuamente promosso, tenendo conto che "gli uomini in quanto peccatori sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta del Cristo" (Lumen gentium, 78). Talora questo compito, come l'esperienza anche recente ha dimostrato, comporta iniziative concrete per disarmare l'aggressore. Intendo qui riferirmi alla cosiddetta "ingerenza umanitaria", che rappresenta, dopo il fallimento degli sforzi della politica e degli strumenti di difesa non violenti, l'estremo tentativo a cui ricorrere per arrestare la mano dell'ingiusto aggressore.

Grazie, carissimi, per la vostra coraggiosa opera di pacificazione in Paesi devastati da guerre assurde; grazie per il soccorso che prestate, incuranti dei rischi, a popolazioni colpite da calamità naturali. Quanto numerose sono le missioni umanitarie nelle quali vi siete impegnati in questi ultimi anni!

Giubileo dei militari e delle forze di polizia, 19 novembre 2000

 

Dare per scontato che l'uomo, data la sua natura corrotta, è sotto la costante minaccia della guerra  giustifica la guerra stessa come cosa normale e inevitabile. Le iniziative per disarmare l'aggressore si risolvono in genere in massacri di popolazioni civili. I più vergognosi episodi di violenza sono stati giustificati con l'ingerenza e le missioni umanitarie. Ed il papa ringrazia.

 

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