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SANT'AGOSTINO

 

"(Parlando di quando era lattante) In che modo peccavo, dunque, allora? Forse perché cercavo avidamente i seni materni strillando? (...) Dunque i bambini non sono innocenti nell'anima; lo sono, semmai, in quanto sono ancora in formazione. Ho visto un bambino che soffriva di gelosia: non parlava ancora, e già guardava, pallido e accigliato, un altro lattante (...) ."

Confessioni,Libro I, 7

 

Come si dice: tutto è puro per chi è puro...

 

" (Parlando di quando era un po' più grandicello) Spesso nel gioco carpivo vittorie anche con la frode, vinto dalla vana bramosia di eccellere sugli altri. (...) E questa sarebbe l'innocenza dei fanciulli? Non lo è, Signore, non lo è, Dio mio! Sono infatti queste cose che, da imbroglio ai pedagoghi e ai maestri, da furto di noci, palline e passeri, si trasformano, col passare a età più matura, in imbrogli ai governanti e ai re, in furto di oro, di poderi, di schiavi, così come i castighi con la bacchetta diventano supplizi ben più gravi. Dunque, o nostro re, quando hai detto: di costoro è il regno dei cieli, intendevi esaltare nella fanciullezza soltanto il simbolo dell'umiltà".

Confessioni, Libro I, 19.

 

E che esagerazione! Se fosse vero, dovremmo essere tutti delinquenti, ché tutti da piccoli abbiamo barato al gioco. Da notare l'osservazione finale. E' un esempio di come si possa far dire al Cristo quello che si vuole.


"C'era un albero di pere nelle vicinanze della nostra vigna, carico di frutta non allettante né per l'aspetto né per il sapore. Dopo aver protratto a lungo i nostri giochi sulle piazze secondo i nostri usi, nel cuore della notte ce ne andammo (veramente perversi) a scuotere quell'albero e spogliarlo della frutta. Ne portammo via un carico notevole, e non già per mangiarla noi: la gettammo addirittura ai maiali. Se ne assaggiammo una parte, lo facemmo solo per gustare una cosa proibita. Ecco com'è fatto il mio cuore, o Dio, ecco il mio cuore di cui hai avuto pietà, così ridotto in fondo all'abisso."

Confessioni, Libro II, 4.

 

Ora, potrebbe anche andare bene, se non fosse che il Santo si fustiga per questo furto di pere per i sei paragrafi successivi!  Il curatore della mia edizione lo giustifica dicendo che si trattava di un atto di vandalismo, "grave almeno quanto i peccati sessuali". Avrebbe potuto consolarsi considerando l'atto di vandalismo compiuto dal Cristo stesso in Marco, 11:12-14.

 

"In quegli anni tenevo presso di me una donna che però non mi era unita in matrimonio, come si dice, legittimo; l'avevo presa nel mio vagabondare in mezzo a quelle passioni prive di senno, Tuttavia avevo lei sola, e le fui anche fedele. Sperimentai in quella situazione quanto sia diverso un patto coniugale sancito ai fini della procreazione, e una intesa fondata soltanto sulla libidine dalla quale possono anche nascere figli, magari non voluti, ma che, una volta nati, si fanno amare."

Confessioni, Libro IV, 2.

 

E' tutto qui. Sette paragrafi per un furto di pere, e non una sola parola di pentimento per aver preso una donna, quasi fosse una cosa, per averla sedotta, per averle fatto fare dei figli, abbandonando poi sia lei che loro.

 

 

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