L'antica chiesa di San Biagio

 

Alcune notizie circa le caratteristiche della Chiesa di San Biagio antecedente la riedificazione del De Vegni si possono desumere dalla relazione della Visita pastorale compiuta nel 1790 da Monsignor Giuseppe Bernardino Pecci, Vescovo di Montalcino dal 1774 al 1809.

In essa si fa menzione:

  1. Dell'altare di San Pietro e Paolo, "posto in fondo alla Chiesa dal lato dell'epistola" (sulla destra), di patronato della famiglia Marianelli, dotato dal reverendo Pietro Paolo Marianelli, pievano di Campiglia, con lascito testamentario del 12 aprile 1624.
    Nella relazione del Melini (1819) si legge che l'altare venne riedificato dal sacerdote Pietro Paolo Marianelli, omonimo del testatore e usufruttuario dei benefici, "nell'occasione che fu riformata la fabbrica di questa Chiesa", cioè tra il 1793 e il 1795.
  2. Dell'altare del Santissimo Crocifisso, "posto in fondo alla Chiesa dal lato del Vangelo" (a sinistra). E' l'altare trovato da Pippi "spogliato dei sacri arredi per la negligenza dei rettori dei benefizi", per cui viene imposto ai rettori pro tempore (il sacerdote Giovanni Battista Scannelli e il chierico Francesco Marzocchi) di provvedere entro un mese.
  3. Dell'altare di San Giacomo, sempre sul lato del Vangelo, che nel 1790 "fu ritrovato indecente nelle sue suppellettili e specie nelle tovaglie", per cui viene ordinato di provvedere al più presto. L'altare risulta di patronato della famiglia Marzocchi.
    Esso non compare più nella relazione del 1819, poiché era stato demolito nella ristrutturazione del 1793-95; il beneficio ad esso annesso, sempre legato alla famiglia Marzocchi, viene trasferito all'altare del Santissimo Crocifisso.

Nella relazione del 1790 gli altari di San Pietro e Paolo e del Santissimo Crocifisso sono indicati "in fondo alla Chiesa" e non viene fatta menzione di quadri eventualmente esistenti sopra di essi (questo però può facilmente dipendere da una scelta del cancelliere del Vescovo Pecci, in quanto la minuzia del verbale del 1819 è più un'eccezione che una regola), mentre nella relazione del 1819 Melini li descrive come sormontati dalle tele ancor oggi conservate in San Biagio, e indurrebbe quindi a pensare ad altari appoggiati ai lati della Chiesa.

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