Il castello di Campiglia tra Settecento e Ottocento

A metà Settecento l'erudito Antonio Pecci descriveva così il castello di Campiglia, iniziando dalla torre che lo domina:

"Situata sopra un gran masso che intorno intorno la circonda e poco lungi da essa e in muraglia unita ha a destra un piccolo baluardo non affatto distrutto e a sinistra altro simile mancato intieramente; sul finire della torre attaccano subito le muraglie, che scendendo a poco a poco circondano tutto il castello serrato con porta da capo e un'altra da piedi, restando fuori tutta la borgata; distribuzione e direzione delle case nel castello è a linea obliqua e nel borgo a linea retta, e poche sono le rovinate. Fuori della porta di sotto al castello esiste il Borgo in fondo al quale vi è una fontana d'acqua perenne, siccome un'altra fontana rimane per la parte della Porta di sopra al Castello e le strade sono in stato poco ragionevole, né vi sono case d'apparenza molto comode, e benché vi sia il Palazzo di Giustizia con torre e oriolo, neppur questo può considerarsi ampio e vistoso" (La Storia di Siena antica e moderna, 1758).

E. Crociani, appassionato e attento studioso di storia locale, ricorda che "l'oriuolo che si trovava sull'angolo rivolto ad Ovest del 'Palazzo di Giustizia', vale a dire sulla parete del fabbricato in cima alle 'sedici' all'altezza dell'incrocio tra via Visconti e via Santa Maria, vi è rimasto, sempre in funzione, fino a quando non fu trasportato sulla 'Torre del colombaio', a fianco della 'Porta di sotto', negli anni intorno al 1910. Dalla nuova sede ha continuato con i suoi rintocchi a scandire le ore fino alla seconda guerra mondiale. Oggi il meccanismo e la campana sono introvabili, e di tale orologio non rimane altro che il quadrante, in travertino e numeri romani, murato sulla parete esterna di detta torre che guarda a Sud-Est".

Possiamo farci un'idea più chiara del paese grazie alla mappa del catasto leopoldino degli inizi dell'Ottocento.

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