
La cappella dedicata alla Madonna presso la Posta di Ricorsi dipendeva dalla parrocchia di S. Biagio: la messa vi veniva celebrata ogni domenica o festa di precetto da un sacerdote di Campiglia "a spese e comodo degli individui della Posta o Osteria del luogo e abitatori delle vicinanze", oltre che degli eventuali viaggiatori.
Nel 1775 le condizioni dell’edificio non sono buone: monsignor Giuseppe Bernardino Pecci trova tutto in stato poco decoroso, al punto da minacciare l’interdetto. Cinque anni dopo le cose sono cambiate, tanto che il Vescovo "nihil decrevit", ma nel 1786 le magagne sono di nuovo evidenti: la chiesa è "soggetta a umidità e ornata con poca decenza". Si ordina quindi di ripulire l’ "acquidotto", cioè la gronda, e di scavare meglio il canale di scolo nel tentativo di risanare l’edificio.
Nel 1790 tutto è rimasto come prima: la chiesa è "soggetta a grande umidità…indecentissima nell’arredo"; il canale di scolo è "ingombrato di spini e immondezze, la cantonata verso la porta fuori di piombo, e la finestra della facciata in quella parte appuntata." Il Vescovo concede tre mesi di tempo per la risistemazione : in caso contrario, al solito, minaccia di comminare l’interdetto.
La visita del 1795 è soddisfacente: la chiesa è stata da poco sistemata grazie all’intervento di "pii benefattori".
L’ispezione successiva è del 1807: il problema dell’umidità permane, ma le condizioni generali sono "decenti": sono anche stati acquistati arredi sacri nuovi, che custodisce il parroco di Campiglia.
Ma nel 1819, all’atto della visita del vescovo Giacinto Pippi, le condizioni sono tornate cattive : "…Il detto Oratorio fu ritrovato infognito dall’umido sì per causa dei terreni superiori, sì per essere lo sciacquo ingombro di roghi e di altre piante ; e però il Vescovo mandò che sollecitamente venga ripulito detto sciacquo, altrimenti pronunzierà decreto di interdetto…" .
Ancora una volta la minaccia non ha seguito : nel 1825 il vescovo Giovanni Sergardi Bindi ordina di ripulire la chiesa e la biancheria per la messa, di ridorare la patena, di sostituire le grate del confessionale : poca cosa. La chiesetta è stata presa in cura da un "patrono", Carlo Marzocchi di Ripa d’Orcia : si deve forse a lui, probabilmente più interessato dei vari osti e postieri al decoro dell’edificio, il miglioramento delle condizioni.
S.Maria di Ricorsi è tuttora esistente presso il bellissimo edificio della Posta, anche se non è officiata; attualmente è in buone condizioni, almeno nelle parti visibili.