Lo Stadio: una storia
infinita!
Quanto durerà ancora lo stadio Pierluigi
Penzo? È un interrogativo che si pongono tutti i tifosi
lagunari, oramai questo impianto sportivo non ha più
i crismi per poter ospitare una partita di campionato di serie
B.
Questo stadio, anno dopo anno, vede diminuire la capienza totale
di posti e solo grazie a speciali deroghe concesse dalla Lega
calcio si continua ad assistere alle partite nel catino, che
fino a poco tempo fa si infiammava per le prodezze di Recoba
e company.
Divenuto ormai troppo scomodo e obsoleto, si parla oggi di un
nuovo impianto, come se ne parlava ieri, esattamente nel giugno
del ’61, 43 anni e qualche mese fa. Il conte Giovanni
Volpe di Misurata affermava:” Se in due anni Venezia non
avrà il suo stadio, la squadra non potrà essere
potenziata”; e così il conte insieme ai suoi più
stretti collaboratori, Anacleto Ligabue ed Enrico Linetti, già
pensavano al progetto di un nuovo stadio da presentare al sindaco
dell’epoca, Favaretto Fisca. Si pensava di costruire una
cittadella sportiva, con tanto di palazzetto e piscina coperta
nella zona di Forte Marghera. Lo stadio avrebbe avuto una capacità
di 50 mila posti, e sarebbe costato 900 milioni, attualmente
pari a 8 milioni di euro, però il discorso rimase in
sospeso a causa del pessimo andamento della squadra che nel
’59-60 rischiò la retrocessione in serie C.
La questione stadio ritornò a galla nel ’61-62
quando il Venezia ritornò nuovamente nella massima serie,
ma venne trovata una via di mezzo ampliando lo stadio di Sant’Elena
da 18 a 24 mila posti, ma il progetto ed i sogni di molti sportivi
veneziani andarono nuovamente in frantumi con la retrocessione
del ’62-63. Nel ’66 il Venezia fu nuovamente promosso
in A ma per quanto riguarda la storia stadio non vi furono importanti
sviluppi.
Dopo molti anni di anonimato nell’ 87 avviene la fusione
tra le due società calcistiche Venezia e Mestre. La squadra
disputa i campionati di serie C nello stadio Francesco Baracca
sino al campionato 1990 - 91. Con la promozione nella serie
cadetta, dopo alcune partite disputate ancora nello stadio Baracca,
casa della squadra lagunare diviene il Pier Luigi Penzo. La
prima partita che vi viene disputata è Venezia - Reggiana.
11 anni dopo, nel 1998, la squadra allenata da Walter Alfredo
Novellino ritorna in serie A, dopo 32 anni di purgatorio. Puntualmente
si ripropose la questione dello stadio, nel frattempo la squadra
continuava a giocare al Pierluigi Penzo, grazie a speciali deroghe.
L’ex presidente del team arancioneroverde, Maurizio Zamparini,
insieme all’amministratore delegato Enzo Cainero costituirono
la Marco Polo Spa., società nata per progettare il nuovo
stadio, ideato da un pool di architetti veronesi, Archive, mentre
la costruzione sarebbe stata affidata alla ditta Mazzi, anch’essa
di Verona (appartenente alla famiglia che era al vertice della
società calcistica scaligera).
Il nuovo stadio secondo il progetto sviluppato doveva sorgere
tra Dese e Tessera, vicino all’autostrada A4 e all’aeroporto,
in modo tale da facilitarne l’afflusso sia dalla terraferma
che dalla laguna.
L’impianto sportivo di forma circolare non avrebbe avuto
né la pista d’atletica né le recinzioni;
una capienza di 30 mila posti a sedere e soprattutto sarebbe
stato il primo stadio in Italia a possedere la copertura mobile.
Altre particolarità del progetto Zamparini erano la nascita
di due campi d’allenamento, di alcuni alberghi, un cinema
ed infine un centro commerciale.
Parlare di stadio comunque non è del tutto adeguato perché
secondo il pensiero zampariniano questo doveva trattarsi di
un impianto polifunzionale in grado di ospitare altri avvenimenti
come il rugby, incontri di boxe ed alcuni concerti musicali
durante il periodo estivo, tutto ciò per autofinanziare
la costruzione dello stadio che all’epoca sarebbe costato
circa 50 milioni di euro.
Sembrava che questa volta fossimo vicini alla posa della prima
pietra, ma gli intoppi burocratici prima legati all’aspetto
ambientale e poi viario ed infine alcuni fraintendimenti fra
Zamparini e la classe politica veneziana e regionale riguardo
la costruzione del nuovo centro commerciale, fanno si che l’operazione
stadio-terraferma salti per aria.
Conseguenza del progetto sfumato è l’addio di mister
Emmezeta che lascia la società lagunare smantellandola
nell’estate del 2002 a favore del Palermo sua nuova squadra.
Il suo addio si chiude con la polemica nei confronti sia della
tifoseria, accusata di poca riconoscenza, che dei politici incolpati
di non aver collaborato nel progetto che avrebbe portato il
Venezia ad alti livelli, dopo aver ovviamente costruito lo stadio
a Tessera.
Nell’estate del 2002 a capo dell’A.c. Venezia 1907
s’insedia Franco Dal Cin (dopo una lunga querelle che
si sta ancora protraendo riguardo la proprietà della
squadra) che insieme all’allenatore Gianfranco Bellotto
ed a un mix di giocatori pescati dalle serie inferiori o disoccupati
riescono a strappare all’ultima giornata una miracolosa
salvezza, quando già i media la davano per spacciata,
in un Pierluigi Penzo ridotto a 10 mila posti, con le due curve
private degli anelli superiori.
A salvezza ottenuta l’amministratore delegato Franco Dal
Cin minaccia di portare la squadra a giocare a Jesolo, Sandonà
o Padova in quanto il Penzo con le strutture in tubi innocenti
non è più sicuro. Ritornano a galla i soliti discorsi
sul nuovo stadio, ma ora che non c’è più
zamparini bisogna trovare un nuovo finanziatore individuato
dal sindaco Paolo Costa nel Casinò di Venezia.
Il nuovo stadio non sarà uguale a quello pensato da Archive,
in quanto non si dispone della stessa quantità di denaro
che il Zampa poteva sborsare, quindi non avrà la copertura
mobile (così si faciliterà l’ossigenazione
del manto erboso), non ci saranno alberghi all’interno,
non verranno costruiti né il centro commerciale né
i negozi ma avrà ugualmente una struttura polifunzionale,
ospitando concerti di rugby e concerti di musica.
Il nuovo impianto sportivo pensato dall’architetto australiano
Lawrece Nield è a forma di catino, lungo 150 metri e
alto 30 metri, con due palestre interne di cui una per l’equipe
lagunare ed una aperta al pubblico, 10 palchi vip, cabine tv,
e 4 telecamere aeree più altre 2 posizionate a bordo
campo. Tutti i posti sono a sedere, 30 mila circa; l’entrata
ad ogni settore avverrà attraverso ad una delle 4 torri
situate ai lati del catino, le curve inizieranno a 10-20 metri
dalle porte e non ci sarà neppure il fossato attorno
il campo, si prevede che il deflusso possa realizzarsi in 8
minuti, facilitato dalla locazione del parcheggio, posto dietro
le curve e alla rampe d’uscita.
La costruzione del nuovo stadio a Tessera costerà presumibilmente
al Casinò di Venezia 20-25 milioni di euro, nel frattempo
manca solo l’okay dalla Regione per la parte viaria circostante
lo stadio, si presume che tra 6 mesi possano iniziare i lavori
e che entro giugno 2005 il sindaco Paolo Costa possa regalare
alla città il tanto sognato stadio.
G.S.