LE FIAMME GIALLE SPULCIANO FRA I CONTI DEL VENEZIA

Si chiama «doping amministrativo» e, assieme a quello farmaceutico, è il flagello del calcio moderno. Dopo mesi e mesi di denunce, non troppo velate, e di accuse, lanciate ai quattro venti, finalmente sono partite le perquisizioni sui bilanci delle squadre di A e B. Qualcuno preferisce parlare di accertamenti, fatto sta che il mondo del pallone è sotto inchiesta. L’operazione, denominata «piedi puliti», è partita da Roma e mira ad accertare eventuali irregolarità nella gestione economica dei club professionisti, della Federcalcio e della Lega. I reati ipotizzati sono falso in bilancio e abuso d’ufficio: gli inquirenti sospettano irregolarità nella redazione dei bilanci e nelle iscrizioni ai rispettivi campionati. C’è chi trema e chi invece sorride, prefigurando già il finale.
La Procura capitolina, coordinata dai Pm Silverio Piro, Maria Cristina Palaia e Luca Palamara, vuole fare chiarezza sul panorama calcistico nazionale, a partire dalla vicenda delle fideiussioni estive fino alle dichiarazioni del presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, secondo il quale alcune società non avrebbe avuto il diritto di partecipare ai campionati in corso. La Guardia di Finanza ha così violato le stanze segrete di 53 società, acquisendo i bilanci dal 1999 al 2003. E l’inchiesta riguarda molto da vicino l’ambiente lagunare perché, dopo le beghe tra Zamparini, Carrano e Dal Cin, finalmente si potrà fare un po’ di chiarezza sui bilanci arancioneroverdi. Attualmente, non è un mistero, la società sostiene costi superiori ai ricavi e i dati ufficiali parlano di un buco di 4 milioni di euro che, qualora fosse confermato, non sarebbe poi tanto drammatico rispetto la posizione di altri club. Il parco giocatori del Venezia è attualmente stimato sui 7 milioni di euro e da tempo, dopo l’addio di Zamparini, la politica societaria è basata sulla scoperta di nuovi talenti da rivendere per incamerare quattrini. Ma quello che ci lascia sgomenti è l’ingarbugliata questione sulla proprietà. Per il tribunale di Verona, il Venezia appartiene a Carrano che però non ha versato un euro. Qual è allora il ruolo di Dal Cin e, soprattutto, Zamparini ha reciso una volta per tutte i legami con Venezia? E se il buco accertato fosse superiore, chi dovrà pagare? Zamparini, Carrano o Dal Cin? Speriamo venga fatta chiarezza.
Le Fiamme Gialle, giovedì scorso, hanno scartabellato e fotocopiato per quasi dieci ore i registri lagunari ma Franco Dal Cin si dichiara tranquillo perché il Venezia “si è sempre mosso nel rispetto delle regole” e, più che di perquisizione, preferisce parlare “d’acquisizione di documenti”. Ora attendiamo gli sviluppi, sperando che, qualora si debba fare giustizia, questa valga per tutti, grandi e piccoli. E che la vicenda, come invece sostiene lo stesso Dal Cin, “non si concluda in una bolla di sapone”.

Giacomo Garbisa

 

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