| Lunga
storia della F.C. Edo Mestre
Tutto ebbe inizio nell'estate del 1961 quando un gruppo di giovani
studenti universitari, appassionato di calcio, decise di fondare
una squadra. L'animatore era un certo Terzio Luppari al primo
anno di medicina e con lui amici quali Fagherazzi, Handjeff, Guglielmi,
Orlandi, ecc. Il nome della squadra venne deciso in ricordo dello
zio di Luppari, da poco scomparso, Edoardo chiamato "Edo",
e così nacque l'Edo Mestre! Il nome stava bene, presidente
fu nominato Terzio Luppari e i soldi nemmeno si sapeva cosa fossero.
Si unirono in quegli anni anche il fratello di Luppari, Renato,
ed altri giovani giocatori che nel futuro sarebbero diventati
dirigenti: Giuseppe Damian, Giangiacomo Del Pra e Gianni Tamponi.
Furono anni di non molte soddisfazioni (la squadra viveva sull'entusiasomo
ma con pochissimi mezzi finanziari) e nelle partite erano di più
le sconfitte.
Nel 1968 la squadra disputò il primo campionato di 2a categoria,
ottenendo una salvezza stentata ma accolta come un grosso successo
per i mezzi di allora. L'anno successivo si tentò di portare
la squadra ai primi posti, ma purtroppo le ambizioni vennero sonoramente
ridimesionate. Il campionato si concluse con una pesante retrocessione
che sancì la fine - temporanea - della squadra, collegata
anche a problemi di studio (all'università) di molti dirigenti.
Nell'agosto di cinque anni dopo (1975) quasi per scherzo i vecchi
amici di un tempo si ritrovarono e decisero di rifondare la Società.
Ormai gli anni erano passati, ma lo spirito goliardico era rimasto
intatto. Il primo campionato (Terza Categoria) finì a metà
classifica e alla fine di quell'anno avvenne una strana fusione
con una squadra di Venezia, il Saccafisola, ed il nome divenne
Edosaccafisola: i rapporti fra le due dirigenze non erano proprio
rosei, ma c'era la sicurezza di formare un organico da primi posti.
Infatti l'anno successivo (1976-1977) - coi nuovi colori sociali
gialloblu - si vinse alla grande il campionato grazie anche ai
validi Ranzolin, Mora e Mazzilli del Saccafisola cui si unirono
lo slavo Marovac e Capitanio, cavallo di ritorno. L'allenatore
era Gianni Tamponi e i punti di vantaggio sulla seconda furono
10. Dopo il trionfo la squadra riprese il nome di Edo Mestre e
al Saccafisola andò il settore giovanile. In quel periodo
andava però crescendo l'esigenza di un proprio terreno
di gioco (la squadra giocava le partite interne al Federale di
Spinea, come nei primi anni sessanta), e di li a poco l'attesa
terminò: venne affittato il campo in via S. Maria Goretti
a Mestre (che presto si rivelò dotato di un paessimo fondo),
a cui furono dedicati grossi sforzi, ripagati comunque dall'autonomia
e dall'avvento del settore giovanile.
Nella stagione 1981-82 l'Edo divenne Edogaribaldi per la fusione
appunto col Garibaldi, squadra di settore giovanile: quest'ultimo
ne trasse ovviamente giovamento, e negli anni a seguire sfornò
buoni giocatori. Il 1984-1985 fu davvero un calvario e si concluse
con il ritorno in terza categoria. La squadra era sicuramente
da primi posti, l'inizio fu promettente, ma poi una incredibile
serie di incidenti e alcuni errori tecnici la fecero precipitare
in fondo al difficile girone castellano. Fu un'amara beffa ma
i pochi dirigenti rimasti (cessò il connubio col Garibaldi)
seppero reagire e con la passione di sempre si tirarono su le
maniche e continuarono ancora. L'insistenza fu subito ripagata:
ripescaggio immediato in Seconda Categora per il 1984-1985, grazie
ad un buon punteggio
Per il 1985-1986 sotto la guida del nuovo mister De Gasperi, ritornò
in gialloblu Busato, arrivarono David, Franzin, Ircando, Dalla
Sala, Scroccaro, Vianello, ma l'organico sembrava avere problemi
in mezzo al campo. E infatti alla fine del girone di andata la
squadra si trovava a metà classifica e dopo la sconfitta
alla prima di ritorno a Chirignago si pensava di più a
evitare la retrocessione. Invece iniziò un'incredibile
serie di 24 punti in 14 partite che si concluse, grazie anche
alla flessione dell'ex capolista Trivengas, col primo posto assieme
alla Gazzera: era spareggio per la promozione. Lo spareggio venne
giocato al Baracca davanti a 1200 persone. Purtroppo, dopo il
vantaggio siglato da Agostini e dopo due clamorose palle gol fallite
nel primo tempo, il terzino Franzin toccò di mano in area
un pallone innocuo: rigore e 1-1. Il risultato non si sbloccò
più e i rigori promossero la Gazzera. Lo shock fu tale
che venne perso pure il successivo spareggio per l'altro posto
in Prima Categoria contro il Biancade, seconda di un altro girone.
Fu questa l'amara chiusura di un'avventura stupenda e irripetibile,
che portò per la prima volta l'Edo a sfiorare davvero la
promozione.
Per la vera promozione si dovette attendere l'arrivo di Gianni
Benatelli (1989-90), cha aveva già conquistato la promozione
con Malamocco e Vigna (era stato un tenace ma sportivo avversario).
Arrivarono con lui anche Pauletto, Morace, Vicil, Carriglio, e
il bomber Cammozzo. Il campionato fu una cavalcata trionfale:
primo posto con 45 punti ma promozione conquistata largamente
con 3 giornate di anticipo (43 punti in 27 partite!!!), con lo
Scorzè secondo finito a -9. Ottimno Cammozzo nel girone
d'andata, decisivo per tutto l'anno Gaiba (14 gol in 25 partite),
ottimo rincalzo d'attacco Pauletto, difesa superba (solo 13 gol
incassati nelle prime 27 gare, ovvero a campionato aperto, poi
18 alla fine), e grande festa finale. C'era però anche
da preparare l'avvento in Prima Categoria col confermatissimo
Benatelli per il 1989-1990: la squadra fu comunque solo ritoccata,
e la scelta si rivelò ben presto giusta. L'approccio con
la nuova serie fu infatti ottimo, i protagonisti della precedente
cavalcata si ripeterono alla grande in un camiponato ovviamente
ben più duro e e l'annata si concluse con un (sorprendente)
secondo posto dietro il Malcontenta, che valeva un nuovo salto
di categoria! L'Edo Mestre approdava quindi per la prima volta
in Promozione dopo 28 anni dalla nascita.
Il primo anno di Promozione, il 1990-1991, coincise con la possibilità
di giocare le gare interne al Baracca. Questa volta però
il campionato non fu tutto rose e fiori: ci si salvò con
molta paura al quart'ultimo posto (alcuni giocatori pagarono inevitabilmente
il doppio salto di categoria in due anni). L'anno dopo infatti
arrivarono un nuovo allenatore, Sandro Scarpa, e alcuni giocatori
di categoria, fra i quali il rientrante Proni, ma soprattutto
fu comprato un certo Mauro Minio, che sarebbe diventato il più
grande bomber nella storia dell'Edo. La squadra si dimostrò
subito di un'altra pasta, Minio, grazie anche alle sue proverbiali
punizioni dal limite, segnò 15 gol, tutti o quasi decisivi,
e alla fine fu sfiorato un ulteriore salto in alto: secondo posto
dietro al Campetra dopo una memorabile battaglia a due, che sfociò
in un infuocato face to face in trasferta alla penultima giornata,
quando lo stesso Campetra stava a +1: dopo lo svantaggio iniziale
di due gol la squadra si ritrovò, raggiunse il 2-2 ma non
trovò il colpo che valeva il campionato. L'ultima giornata
vide entrambe le contendenti vincere e quindi la promozione nel
neonato campionato di Eccellenza spettò al Campetra, ma
fu comunque una grandissima annata. Ed infatti non fu gettato
al vento il lavoro fatto, ma sfruttato al massimo l'anno seguente,
il 1991-1992. La squadra, sempre agli ordini di Scarpa, rimase
intatta nell'ossatura, Minio e Proni erano ancora le punte di
diamante, e il campionato fu vinto a man bassa, con 8 punti di
vantaggio. Minio riuscì anche a migliorare il suo bottino
personale e siglò 18 reti col solito alto contributo di
punizioni. L'Edo approdava per la prima volta in Eccellenza con
la terza promozione in 5 anni.
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| Il
primo anno di Eccellenza l'Edo arrivò terza, mentre l'anno
successivo scampò la retrocessione per un soffio. Come
allenatore per il 1995-1996 tornò l'amico Gianni Vio (ex
giocatore e già allenatore dell'Edo nell'83-'84). L'annata
fu rosea oltre ogni più ottimistica previsione: il secondo
posto dietro il PortoSummaga valse spareggio per la promozione
contro il Rovigo davanti a 1500 persone, ma l'esito dell'out-out
fu ancora una volta negativo per i gialloblù. Si restava
dunque ancora in Eccellenza nonostante l'ottima stagione e le
grandi prestazioni soprattutto di Proni, Michele Gaiba, Sansonetto
e Vian.
Il 2001-2002 fu per la Edo Mestre l’annus horribilis della
retrocessione in Promozione dopo 10 anni ininterrotti di permanenza
in Eccellenza: alcune scelte sbagliate soprattutto in attacco
per sostituire le punte che non c’erano più, e una
campagna acquisti-cessioni fatta in grande economia, portarono
ad una partenza sbagliata con la sostituzione di Nardo dopo poche
giornate e l’ arrivo di Marchesin che però entrò
in rotta con la squadra che di fatto lo estromise alla fine del
girone di andata; tornò quindi in panchina una vecchia
gloria dell’Edo e cioè Sandro Sacarpa, che aveva
allenato i gialloblu per tanti anni; all’inizio ci furono
buoni risultati, ma dopo l’espulsione dalla squadra della
punta Cadamuro per motivi disciplinari, qualche infortunio e qualche
problema di lavoro, l’Edo si avviò lentamente e inesorabilmente
ad una amarissima retrocessione.
Il 2002/2003 doveva essere l’anno della rinascita: un allenatore
esperto come Marino Brocca, una squadra rifatta quasi completamente
con sforzi economici e con giocatori anche di categoria superiore
quali Scarpa, Giacobe, Barbieri ed altri giocatori di valore quali
Santon, Montagner, Zanon, Franzoi: dopo una partenza a razzo,
ben presto la corsa si fermò per una serie di infortuni
ma soprattutto per il lento ma inesorabile deteriorarsi del rapporto
tra giocatori e allenatore: a 10 giornate dalla fine la squadra,
che doveva vincere il campionato, era invece a metà classifica
col morale sottoterra. Si cambiò per forza e arrivò
Gianni Vio, vecchia conoscenza dell’Edo Mestre alla sua
quarta esperienza in gialloblu; successe il miracolo: la squadra
ingranava e dopo una bellissima rimonta finiva al secondo posto
dietro la Piovese, accedendo agli spareggi. Purtroppo però
con tre posti a disposizione su quattro fu proprio l’ Edo
Mestre a non tornare in Eccellenza per colpa anche di un arbitraggio
scandaloso nel primo spareggio col Valdosport (due rigori inesistenti
contro e tre espulsioni), perso ai supplementari. Il secondo contro
il Foroni Verona, con la squadra priva di ben 6 giocatori tra
squalifiche e infortuni, venne perso all’ultimo rigore.
La sfortuna si materializzò anche la domenica successiva
quando il Casaleone, perdendo lo spareggio per la serie D, non
regalò il posto in Eccellenza alla quarta squadra Veneta
di Promozione (l’Edo per appunto). Durante l’estate
scompariva il Mestre di serie C2 e la Edo Mestre ne raccoglieva
l’eredità cambiando i propri colori in aranciogialloblu,
ponendosi come prima squadra della città: il resto è
storia di questi giorni. |