VENEZIA – “Se non sono arrivato in nazionale prima,
credo che dipenda anche dal fatto che l’eco della stampa
veneziana sia meno forte di quella genovese. Che conti poco,
insomma”. Con queste parole, testualmente riportate da
un articolo del “Gazzettino” del 18-2-2004, Stefano
Bettarini si è presentato nel ritiro della nazionale
a Palermo prima della sfida con la Repubblica Ceca. Le parole
dell’adone toscano alla prima azzurra, a nostro parere
si sono rivelate una colossale gaffe. Nei quasi tre anni trascorsi
a Venezia, Bettarini è diventato un idolo della curva
arancioneroverde che lo ha apprezzato per il suo comportamento
sia fuori che all’interno del campo. Tuttavia, chi non
ha la memoria corta, ricorderà che il primo anno del
terzino in laguna non è stato certamente entusiasmante,
tutt’altro. Certamente patì lo stato di forma di
tutta la squadra che, non a caso, quell’anno retrocesse
malamente. Quindi la chiamata in nazionale non era affatto pensabile.
L’anno seguente Bettarini si riprese una rivincita personale,
contribuendo attivamente alla promozione in A ma, come tutti
sanno, un ottimo campionato in serie B non vale certamente la
convocazione in azzurro. L’ultimo anno passato in laguna,
nonostante un discreto campionato – almeno nella parte
iniziale della stagione – è coinciso con l’ennesima
retrocessione e, dati alla mano, non abbiamo memoria di giocatori
che abbiano vestito l’azzurro militando in squadre che
lottano per non retrocedere. Negli anni precedenti il giocatore
aveva militato in A con le maglie di Cagliari, Fiorentina e
Bologna ma l’unico campionato di spessore era stato quello
della mezza stagione 98/99 con i rossoblu. Prima di Bettarini
hanno esordito in nazionale giocatori quali Di Natale, Perrotta
e Legrottaglie. E sinceramente non ci sembra che la stampa empolese
e veronese abbia una forte eco nazionale. Forse, più
che nella stampa veneziana, i motivi di una tardiva convocazione
andrebbero ricercati altrove.
Giacomo Garbisa