Giunto in laguna, molti si sono chiesti chi
fosse questo brasiliano dal nome atipico. Ma i calciofili con
la C maiuscola ne avevano già apprezzato le qualità
vedendolo giocare nelle fila della Salernitana. Non a caso,
il d.s. Giuseppe Cannella, nell’allestire la rosa del
Veneziamestre, si è voluto portar dietro il promettente
brasiliano. In realtà, le prestazioni fin qui offerte
da Babù non sono state all’altezza delle aspettative
ma siamo convinti – e il sottoscritto dichiara di essere
un suo grande estimatore – che, superata la fase d’ambientamento,
il 23enne di San Paolo sarà fondamentale per la salvezza.
Lo scorso anno, in una squadra già condannata alla C
– evitiamo di esprimerci in merito al ripescaggio -, Babù
impressionò per la sua velocità e la rapidità
d’esecuzione. In grado di giocare su entrambi i versanti
del fronte offensivo, quest’anno mister Gregucci lo ha
spesso impiegato anche sulla fascia destra. Ma il suo ruolo
ideale, nello scacchiere a due mezzepunte dietro il centravanti
boa, sembra quello di mezzapunta di destra, ruolo in cui dovrà
vincere la concorrenza di Miramontes e del neoarrivo Parente.
Dotato di una buona tecnica di base, Babù, più
che la conclusione a rete, predilige partire esterno per convergere
e servire l’assist, come dimostrano i numerosi palloni
messi al centro lo scorso anno. Non possiede un gran tiro dalla
distanza ma le caratteristiche fisiche lo rendono comunque un
attaccante potente. Per lui garantisce Marcos Cafù che
lo portò in Italia nel 2001. Su di lui scommise Zeman
che, piaccia o no il suo modo d’allenare, ha gettato alla
ribalta, tanto per fare alcuni nomi, calciatori del calibro
di Signori, Baiano, Rambaudi, Kolyvanov e Paulo Sergio. Confidando
nelle sue potenzialità, speriamo che possa esibire i
suoi scarpini catarifrangenti esultando a seguito di molti gol
e non solo correndo a vuoto sulla fascia. Così saranno
smentiti anche i più scettici.
G.Gar.