Ushuiaia dal Canale Beagle
Ushuaia (30000 abitanti), il cui nome è di origine yahgan e significa
"baia che penetra a ovest" , oltre ad essere la capitale della Terra del Fuoco,
dell'Antardide Argentino e delle Isole dell'Atlantico Sud, è anche la città più australe del
mondo: 54° e 46' di latitudine sud.
È situata ai piedi dei monti Martiales, sopra la costa settentrionale dell'omonima baia sul
canale di Beagle; a sud il paesaggio è chiuso dalle agresti montagne delle isole cilene di
Navarino e Hoste. Le principali fonti di reddito degli abitanti sono l'impiego nella pubblica
amministrazione, il lavoro presso le numerose industrie elettroniche di assemblaggio e
recentemente le attività legate al settore del turismo.
La crescita vertiginosa che ha investito la città negli ultimi anni ha dato origine a uno
sviluppo urbanistico disordinato e alla nascita di nuovi quartieri decisamente poco
aggraziati che in verità non stonano con lo stile di città di frontiera che permea Ushuaia; un'impressione
che trova conferma passeggiando per l'Avenida San Martin, la via principale parallela al canale
di Beagle, dove le vetrine dei negozi espongono articoli di importazione duty free, ma
soprattutto tabacchi e liquori.
Storia della città
Il vescovo Stirling, primo uomo bianco che visse nella Terra del Fuoco, nel 1869 rimase accampato
per sei mesi sulla costa meridionale di Ushuaia. Nel 1870 Thomas Bridges creò, sempre nello stesso
luogo, una missione anglicana e con la moglie Mary e la figlioletta di un anno fu il primo bianco
residente, seguito da John e Clara Lawrence nel 1873. Thomas Bridges fu il vero "padre" della
Terra del Fuoco: apprese l'idioma yahgan, di cui compilò un preziosissimo dizionario, tradusse parti
della Bibbia nella lingua locale, esplorò i canali a bordo della lancia "Leeloom" e cercò
di rendere più sicura la vita dei bianchi coltivando rapporti di amicizia con gli indigeni, di cui comunque
fu sempre strenuo difensore.
La missione Anglicana fu attiva sino al 1907 e numerose famiglie continuarono ad abitarla fino al 1948,
quando l'armata argentina ne prese possesso; attualmente tutta l'area è interdetta al pubblico.
Sul luogo dove sorgeva Casa Stirling, abitazione dei primi missionari, è stato eretto un monumento commemorativo.
La zona dove oggi sorge Ushuaia era il centro della regione occupata dagli Yahgan e si possono ancora
distinguere tracce della loro passata presenza: i pozzi circolari visibili giungendo a Ushuaia in aereo
o i monticoli formati dalle conchiglie vuote dei molluschi, che gli indigeni mangiavano in grandi quantità,
diffusi un po' ovunque nei dintorni.
La fondazione ufficiale di Ushuaia risale alla spedizione del comandante A. Lasserre che vi stabilì
la prefettura nel 1884.
Elemento determinante nello sviluppo della città fu la creazione del carcere, poiché la vita e il
lavoro degli abitanti erano strettamente intrecciati con la presenza e i compiti dei prigionieri che,
d'altra parte, contribuivano fattivamente con le loro fatiche alla costruzione della città. Essi erano
addetti alla raccolta della legna anche per la comunità e alla costruzione di edifici, come il carcere,
eretto nel 1902, e la casa che attualmente ospita il Museo territoriale: quotidianamente venivano
trasportati ai posti di lavoro con un trenino che attraversava la città lungo il percorso dell'odierna
Avenida Maipù. All'interno della prigione, inoltre, si dedicavano alla fabbricazione di mobili e
oggetti di arredamento e alla confezione di vestiti.
Nel Museo del Fin del Mundo sono esposti vari documenti e testimonianze sulla vita della colonia
penale e sull'attività dei carcerati.
La prigione venne definitivamente chiusa nel 1974, ma uno dei padiglioni è ancora conservato
allo stato originale e si può visitare all'interno della base navale Almirante Berisso.
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