Il lago Argentino

La scoperta del Lago Argentino: una lunga storia.
"Mare interno, figlio del manto patrio che copre la cordigliera, nell'immensa solitudine, la natura che ti ha creato non ti ha dato un nome: la volontà umana da oggi ti chiamerà Lago Argentino!..."
Il battesimo del lago Argentino da parte di Francisco P. Moreno, 15 febbraio 1887.

La mattina del 7 novembre 1782 una spedizione di spagnoli al comando di Antonio de Viedma lasciava la Bahìa San Juliàn diretta verso la cordigliera allo scopo di procurarsi legname da costruzione per la Nueva Colonia de Florida Blanca, che, secondo quanto riferito dagli indigeni "abbondava là a ovest, sulle sponde del grande lago dal quale nasceva il Rio Santa Cruz".
La spedizione risalì il corso dei fiumi Chico e Chalia, arrivando il 19 novembre del 1782 alla Laguna Grande, l'attuale lago Viedma, e si accampò in un luogo chiamato Chapar dagli indigeni pensando così di aver raggiunto le sorgenti del Santa Cruz.
Il giorno seguente Viedma decise di proseguire l'esplorazione costeggiando le rive del lago in direzione nord-ovest fino all'estremità nord-occidentale, da dove poté osservare, primo tra gli europei, il ghiacciaio Viedma, il monte Chaltén-Fitz Roy e il Cerro Torre.
Nell'aprile del 1834 la spedizione inglese della Beagle, al comando del capitano Robert Fitz Roy e con al seguito il naturalista Charles Darwin, cercò di ripetere l'impresa.
Raggiunta la foce del fiume Santa Cruz, per due settimane e mezzo gli esploratori ne risalirono il corso su tre imbarcazioni trainate dall'equipaggio con l'ausilio di robuste corde; ma la forza della corrente, il terreno difficile e soprattutto la carenza di viveri li fecero desistere dall'impresa a solo un paio di giorni di marcia dalla meta!
Fu un'altra spedizione di marinai inglesi, questa volta organizzata e finanziata dall'argentino Luis Piedra Buena, a raggiungere l'attuale lago Argentino nell'ottobre del 1867.
Partiti a cavallo dall'Isla Pavòn e costeggiata per 19 giorni la riva meridionale del Rio Santa Cruz, i pionieri giunsero sulle sponde di quella che battezzarono Laguna del Rio Santa Cruz, nelle cui acque galleggiavano gli iceberg giganteschi staccatisi dal ghiacciaio Perito Moreno.
Ritornati all'Isla Pavòn, oltre alla relazione sul viaggio, consegnarono a Piedra Buena una bottiglia rinvenuta sulle sponde del fiume in località Valle del Misterio e contenente un messaggio di Fitz Roy scritto 40 anni prima!
Nel 1873 una spedizione argentina sbarcata dalla goletta Chubut e al comando del sottotenente Valentin Feilberg si cimentò nell'impresa.
Il viaggio durò 19 giorni e più di una volta gli uomini dovettero caricare sulle spalle la lancia che li trasportava; alla fine, il 26 novembre, Feilberg raggiunse il punto dove le acque del lago Argentino danno origine al Rio Santa Cruz, convinto però di aver raggiunto il lago Viedma!
A testimonianza dell'impresa compiuta conficcò nel terreno, in quella che in seguito Moreno e Moyano chiamarono Punta Feilberg, un remo sotto il quale, come d'uso, seppellì una bottiglia contenente un messaggio autografo.
La definitiva rivelazione geografica dell'area e la conferma che il Santa Cruz non nasceva dal lago Viedma ma da un altro grande lago si deve a Perito Francisco Pascasio Moreno; nel 1887 egli esplorò buona parte della regione e il 15 di febbraio, giunto sulle sponde del lago, lo battezzò con alcune delle più belle frasi prodotte dalla sua vena artistica, nel classico stile aulico dell'epoca con frequenti riferimenti all'amor patrio.

 

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