Arequipa - Plaza de Armas
Lontano da Lima, isolata in una fertile valle chiusa fra il deserto e le montagne, sotto un cielo azzurro
turchese, Arequipa era un tempo una stazione di transito fondamentale per il traffico commerciale che
legava le ricche miniere d'argento boliviane alla costa peruviana. La città, costruita con la pietra
candida proveniente dal vulcano Misti,uno dei tre vulcani che si trovano nei dintorni, è soprannominata
"Città bianca". È la seconda area urbana del Perù in ordine di estensione ed è uno dei centri più ricchi
della nazione. Ai tempi delle colonie era il luogo dove le tradizioni europee erano più forti e la sua
popolazione era composta in maggioranza da spagnoli; le attività che la resero prosperosa, l'agricoltura
e la pastorizia, sono ancora le fonti di ricchezza della regione.
Nel 1541 il re di Spagna conferì a quest'oasi ai piedi di un vulcano innevato il titolo di
"Nobilissima,
Lealissima e Fedele Città dell'Ascensione della Nostra Signora della Bella Valle di
Arequipa". Gli indios Aymarà che vivevano nei pressi del fiume Chili la chiamavano più
semplicemente Ariquepa: "il posto dietro il monte a punta".
Secondo un'altra versione l'Inca Mayta Capac durante un viaggio fu commosso dalla bellezza della valle e
ordinò al suo seguito di fermarsi con le parole quechùa "Ari quipay" (sì, fermiamoci!).
Qualunque sia la verità, oggi Arequipa è diventata una splendida città, nonché la capitale intellettuale del perù.
La Plaza de Armas di Arequipa è una delle più belle piazze del Perù. Un intero lato è occupato dall'enorme
cattedrale con due campanili, ricostruita per due volte nei primi dell'800 dopo essere stata distrutta da un
incendio e da un terremoto. Nonostante le abbondanti e un po' sinistre decorazioni esterne, la cattedrale
è singolarmente essenziale all'interno. L'orologio stabilisce in modo ufficioso l'orario della città ed è un po'
il simbolo della puntualità degli abitanti (il peruviano è in genere un ritardatario cronico). L'organo della
chiesa, restaurato di recente, proviene dal Belgio; il pulpito, in legno finemente lavorato, opera dell'artista
francese Rigot, risale al 1879 e fu donato dalla figlia di un aristocratico locale.
Un portico a due piani corre lungo gli altri tre lati della piazza, che con le sue palme, i vecchi lampioni a gas
e la fontana bianca nel mezzo del giardino all'inglese è un luogo ideale per passeggiare e sedersi su una panchina.
È anche il centro dove gli schietti arequipeños si riuniscono in occasione di comizi, proteste e feste. Gli edifici
in massiccia pietra bianca dagli ingressi finemente scolpiti hanno visto scorrere 450 anni di storia.
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