L'INCENDIO DEL REICHSTAG

 

Attentato incendiario, messo in atto a Berlino il 27 febbraio 1933, che distrusse il palazzo del Reichstag (Parlamento tedesco) e forn� il pretesto al neocostituito governo di Adolf Hitler per sbarazzarsi dell'opposizione e spianare la strada all'imposizione del regime nazista. Come responsabile materiale dell'attentato, avvenuto poco meno di una settimana prima delle elezioni legislative, fu subito incriminato un giovane disoccupato olandese, ex comunista, Marinus Van der Lubbe.

Gi� il 28 febbraio il governo, con il pretesto che l'incendio fosse la prima avvisaglia di un'imminente rivolta comunista, fece emanare dal presidente Paul von Hindenburg il cosiddetto "decreto-incendio" (Brandverordnung), con il quale veniva proclamato lo stato di emergenza e la sospensione delle libert� fondamentali. Immediatamente i nazisti scatenarono in tutto il paese una campagna di intimidazioni e violenze contro le sinistre, che consent� al Partito nazionalsocialista di ottenere il 43,9 % dei voti alle elezioni del successivo 5 marzo. Il 23 marzo il neoeletto Reichstag approv� una legge che attribuiva i pieni poteri a Hitler, prorogando di fatto lo stato di emergenza fino alla fine del regime nazista.

Il processo per l'incendio del Reichstag si apr� il 21 settembre davanti alla Corte suprema di Lipsia. Insieme a Van der Lubbe comparvero come imputati Ernst Torgler, gi� capo del gruppo comunista al Reichstag, e tre esponenti bulgari del Comintern, tra cui Georgj Dimitrov. Il processo si concluse il 23 dicembre con la condanna a morte del solo Van der Lubbe per incendio doloso, mentre gli altri imputati furono assolti.

 

Hosted by www.Geocities.ws

1