Salve, salve…. Per festeggiare (?) la fine degli esami ho pensato di aggiungere questo pezzo su Sirius. E’ venuto un po’ diverso, alla fine, rispetto a come l’avevo progettato, ma mi soddisfa. Avevo pensato di intitolarlo ‘M di [Madness]’, dato che si vede lontano un miglio che il ragazzo non è tanto giusto…

A prima vista può anche sembrare un pezzo piuttosto positivo, ma tanto so che non lo è. Alcune cose risulteranno piuttosto ironiche a chiunque abbia letto il 5° libro… ^.^;;;

Non so se questo terzo ‘passo’ di “M di…” risulterà piuttosto diverso dagli altri due…Spero di no, ma tenete conto che è passato più di un anno da quando ho scritto “M di [Moony]”… Comunque, ho sentito il bisogno di aggiungere anche questo capitolo.

I nomi che troverete in questo capitolo sono:

- Marauders: Malandrini

- Dementors: Dissennatori

- Snape: Piton

- Moony: Lunastorta

- Padfoot: Felpato

- Wormtail: Codaliscia

- Prongs: Ramoso

Approfitto per ringraziare per le recensioni dei precedenti capitoli ^_^ Ditemi cosa ne pensate anche di questo :-) !

Attenzione, angst angst angst!!!

Buona lettura! Come sempre, commenti a [email protected].

 

Kim

 

(..... Mi rifiuto di leggere una qualsiasi cosa su questo argomento. Nd Mith)

(M di Mith!! ^^;;;;;;;;;;;;;; Nd Io)

 

Disclaimers:

'Harry Potter' (c) J.K.Rowling/Bloomsbury (e di certo non sono io)

'We are family' (c) The Corrs, PolyGram International Inc./Beacon Communications Music Co., BMI (e non l'ho scritta io)

 

 

 

***

 

A Mith, anti-Quiddich dal profondo, anche se continua a giocarlo.

 

***

 

 

 

Piove.

Ricordo vagamente che la pioggia non mi piaceva. So che preferivo il sole. Perché… Non so, forse perché era normale, no? Ma ora piove.

Non mi sono mai sentito più vivo.

 

M di...

[Marauders]

 

E’ stato come risvegliarmi improvvisamente da un sogno – o forse da un incubo – senza sapere cosa esattamente avevo sognato, ma con la distinta impressione che fosse stato opprimente.

Come essere seduto al cinema a guardare un film che non mi piace, legato sulla sedia a vedere la mia vita andare in macerie, da lontano, senza poter far nulla. Come se non avessi più avuto alcun controllo su di me, sulle cose che mi accadevano.

 

Sai cosa significa questo?

 

All’inizio mi sentivo leggero; il profondo odio che provavo verso il mondo, il senso di disperazione, l’incredulità nel vedermi tradito e abbandonato da tutti – soprattutto da persone di cui mi fidavo (di cui mi ero fidato?) – lentamente andavano sfocando in qualcosa di indistinto, simile all’acido, che mi corrodeva da dentro, e mi rendeva sempre più trasparente..

 

Poi, piano, tutto quello che rimane è il nulla. Tutto si ripete all’infinito, uguale, senza senso, senza motivo. Ed è semplice chiudere gli occhi e lasciarsi guidare dall’assenza di marea. Ci si scherma, ci si barrica; si crea un mondo diverso, nella propria mente. Che senso ha essere al mondo, se il mondo non c’è…

 

C’erano giorni in cui mi chiedevo se la mia esistenza non era sempre stata quella, chiuso in quella stanza buia, senz’aria, asfissiato, solo e dimentico che all’esterno c’era ancora qualcosa, che fuori di lì la vita continuava, per tutti quelli che io conoscevo, che amavo… O quasi tutti.

 

C’erano giorni in cui mi chiedevo se era vero che esistevo o se era solo un’illusione. Se in realtà non ero un oggetto dimenticato lì da qualcuno; una cosa inutile gettata via. O semplicemente, se io non ero, punto.

Quando inizi a chiederti questo, quando ormai ti mimetizzi con lo sfondo, l’esterno ti arriva già ovattato da molto, come se anche il mondo non fosse altro che un’illusione, un qualcosa di distorcibile a piacere… Come se, volendo, tu potessi muovere le cose con la forza del pensiero, andando contro ogni legge fisica, perché del resto, se ciò che è all’esterno è una tua creazione, potrai ben cambiarla a tuo piacimento, no?

 

Ma se tu sapessi l’intera storia…

 

Mi stavo perdendo da lungo tempo, appigliato ormai a un ricordo di una vita che sembra essere stata un’invenzione, quando avvenne. Vidi Wormtail sul giornale; capì che stava andando ad Hogwarts.

Fu come un fulmine a ciel sereno.

Come la tempesta che spezza la tranquillità di un’afosa e umida giornata estiva.

 

Dov’è lui, Sirius?

 

Mi resi conto che il mondo esterno esisteva. Mi resi conto che io esistevo. Mi resi conto che la mia vita non era una bugia che mi ero inventato per hobby. Mi resi conto che io, là fuori, avevo ancora qualcosa da fare.

Dovevo uscire, e alla svelta. Dovevo far funzionare la testa, e di corsa: l’anno scolastico sarebbe iniziato presto ed era imperativo che io arrivassi ad Hogwarts al più presto. Non c’era tempo per esitare. Vivere aveva poco senso già da parecchio; c’era tutto da guadagnare a tentare un’evasione.

Io dovevo arrivare ad Hogwarts.

 

Dov’è lui, Sirius?

 

Caddi in uno stato simile alla frenesia; passavo le ore diurne (suppongo) camminando in tondo, quelle notturne a rigirarmi sulla brandina. All’improvviso sapevo chi ero e cosa volevo. Nessuno mi avrebbe mai più fermato.

 

Non ricordo molto del mio viaggio fino a terra; so solo di essermi mosso con un unico obiettivo, con tutta la decisione che ero capace di raccogliere, e di essere svenuto una volta a riva. Per fortuna un cane nero che dorme sulla spiaggia non attira molta attenzione.

 

Quando mi svegliai, pioveva.

Piove ancora, ma sta smettendo.

Nell’aria c’è quel tipico profumo della terra appena bagnata, dopo un periodo di siccità magari. Mi è sempre piaciuto moltissimo e il fatto di avere, ora, l’olfatto di un cane, mi permette di apprezzarlo di più. E’ legato a così tanti ricordi che all’improvviso vengo inondato da immagini che nemmeno io sapevo esistessero più, ma che evidentemente un po’ di spazio nella memoria ce l’hanno ancora.

 

James, la prima volta che lo vidi, fermo tra gli altri ragazzi del primo anno.

James, la prima volta che ci sfidammo a duello, per gioco, vicino al lago.

James, che rideva sdraiato nell’erba umida.

James, quando passeggiavamo in silenzio la sera.

 

Ci vedremo ancora…

 

Mi prendo un attimo di tempo, anche se so che ne ho poco, per riassaporare tutti quei ricordi che i Dementors mi impedivano di rivivere. Piano, rivedo tutta la mia vita con il mio migliore amico; cerco di imprimermi nella mente tutto quello che lo riguarda, per non dimenticarmene mai più. Per non rischiare mai più di scambiarlo per un’illusione.

 

James, che volava veloce sul campo di Quiddich, una macchiolina rossa quasi invisibile.

James, che correva per i corridoi al mio fianco, quando eravamo in ritardo per le lezioni.

James, che si picchiava con Snape.

James, mentre strofinava i trofei, al lume di una candela.

James, mano nella mano con Lily.

James, al suo matrimonio.

James, mentre passeggiava nervosamente nel corridoio dell’ospedale.

Harry

 

Chissà come sta Harry, adesso. So poco e niente, del ragazzo che mi appresto a raggiungere. Chissà con chi vive. Non credo l’abbiano lasciato a Moony

 

Sei davvero il figlio di tuo padre, Harry

 

Una scarica elettrica mi percorre dal naso alla coda. Mi distacco dai miei ricordi, di nuovo il profumo della polvere umida mi riempe le narici. Balzo in piedi, con rinnovata energia. Moony!

Ah, Moony, vecchio mio, quante ne abbiamo passate insieme…Di nuovo le immagini si affollano nella mia mente: Moony che sorride, presentandosi; Moony che scuote la testa e alza gli occhi al cielo, come faceva sempre; Moony che ride sommessamente; Moony che mi saluta dal finestrino dell’Hogwarts Express, agitando una mano; Moony che piange come un disperato; Moony che corre sotto la luna piena, al mio fianco, ululando…Il suo odore particolare di lupo…

 

Io sono Moony – questo era il

soprannome che mi avevano dato i miei amici a scuola.

 

I miei sensi di cane mi sopraffanno, e mi ritrovo a correre attraverso il boschetto davanti alla spiaggia; l’odore della terra, i rumori della notte, i ricordi di James, e il pensiero di Moony…Tutto questo mi ha lanciato in uno stato di euforica eccitazione. Ululo al cielo la mia ritrovata libertà; ho le ali alle zampe, procedo ad enormi balzi finché non piombo in un ruscello non visto. Schizzo acqua a destra e a sinistra, abbaiando alle gocce, spaventando gli uccelli notturni. Faccio quello che voglio.

Sono libero.

 

Mi giro per vedere se Moony e gli altri mi hanno già raggiunto.

Solo dopo me ne rendo conto.

Qui non siamo ad Hogwarts, ed io sono solo.

E James è morto.

 

Niente affatto, Padfoot,vecchio amico.

 

Il pensiero mi congela sul posto.

James è morto.

Lentamente, tutto il resto mi ritorna alla mente: sono appena fuggito da Azkaban, e sto andando da Harry, perché c’è il rischio che Wormtail lo consegni a Voldemort, così come ha tradito James. E me. E Moony.

Al gelo subentra il fuoco della rabbia; mi sento avvampare…

Maledetto, miserabile, inutile e stradannato ratto… Non ne rimarrà molto, una volta che avrò finito con te… Non rimarrà proprio niente.

Come ha potuto… Ancora non ci credo. Maledetto vigliacco, maledetto topo; tutto, gli avevamo dato, tutto: un gruppo di amici, un tetto che lo proteggeva da chi gli voleva fare del male, e niente avevamo chiesto in cambio…

E io da bravo cretino ci sono cascato miseramente. DANNAZIONE!

 

Perdonami, Remus.

 

Mi siedo nell’acqua. Devo calmarmi. Cerco di nuovo di far scorrere dei bei ricordi nella mente, ma su tutti ora appare il sottotitolo ‘Finito’. Andato, per mai più tornare.

Moony e Prongs erano la mia famiglia; i Marauders erano tutto quello che avevo. Adesso non c’è più nessuno. Ma noi avevamo così tanti progetti per il futuro… I nostri sogni sono andati in frantumi come vetro su marmo nero… Noi siamo andati in frantumi.

Penso a James: sono sicuro che si è battuto fino alla fine, come ho fatto io contro gli Auror, quando mi hanno arrestato. Povero Prongs… Non meritava di finire così.

Nessuno di noi meritava di finire così.

 

So solo come iniziò…

 

E Moony? Povero Moony, chissà quanto ha sofferto. Lui non ha nemmeno potuto difendersi; lui era davanti ad un nemico invisibile… Chissà come sta. Chissà se c’è qualcuno che controlla che mangi tutti i giorni. Chissà se è tutto solo, quando si trasforma. Chissà dov’è adesso.

E tutto questo è successo per colpa di un ratto traditore. Ma farà la fine che si merita.

 

La prospettiva di una vicina vendetta mi riscuote. Mi alzo in piedi e mi avvio verso quelli che sembrano i tipici rumori di una paesino; devo arrivare ad Hogwarts.

Nonostante tutto quello che è successo, e i rapidi cambiamenti di stato d’animo, adesso mi sento leggero. Mi pare di essere nuovamente sulla piattaforma 9 e tre quarti, per la prima volta, con davanti una vita piena di possibilità da scoprire. Se Prongs non c’è più, ora sono io che devo darmi da fare per Harry 

Punto primo, prendere Wormtail e farlo in tanti piccoli pezzi. Punto secondo, trovare Harry e magari chiedergli se vuole venire a vivere con me, da qualche parte… Punto terzo, trovare Moony e farlo venire a strare con noi...

 

Sbrigati, Remus

 

Non mi dispiace come programma. Sono sicuro che Harry sarà come suo padre, buon sangue non mente… Si potrebbe pensare anche alla rinascita dei Marauders.

 

Lo uccidiamo insieme?

 

Sono sicuro che avremmo successo

 

 

Living life is fun and we've just begun
To get our share of the world's delights
High hopes we have for the future
And our goal's in sight
(WE!,) no we don't get depressed
Here's what we call our golden rule...
Have faith in you and the things you do
You won't go wrong, oh-no
This is our family Jewel, yeah
We are family, wow...
(Sing it with me...)

 

 

 

                                                                                                

- M di... [Marauders] ; fine.

 

[ Citazioni tutte tratte da “HP and the Prisoner of Azkaban”.Dato che le ho prese dal testo originale e poi tradotte, probabilmente non corrispondono esattamente alla versione italiana  - K ]

 

 

FANFIC

 

Hosted by www.Geocities.ws

1