Procede il tour del 1970-1997 della B’n’R Association and Production, ormai alla sua quarta tappa.

Dopo gli sconvolgimenti dello scorso appuntamento, ora un paio di nodi vengono al pettine e la regione Marauders si sistema in posizione più sicura ed efficiente. Verrà dunque prestata particolare attenzione al nostro Quartetto favorito, in cui le relazioni iniziano a delinearsi più chiaramente. Lucius Malfoy presente quanto basta, e velocità di viaggio costante.

Ricordiamo ai possessori dell’apposita ‘Slytherin Card’ che le facilitazioni sono state estese a tutto il tour e che è vietato lanciare personaggi dal finestrino; chiunque abbia portato con sé una Mary Sue è pregato di tenerla ben legata e chiusa nell’apposito cestino.

Approfittiamo di ringraziare la nostra valorosa Beta di Viaggio, che si assume il gravoso incarico di rendere questo viaggio sempre migliore. *vocina preregistrata* Domo Arigatou Gozaimasu! *fine vocina preregistrata*

La B’n’R Association and Production vi augura un buon soggiorno e vi prega di lasciare un commento a fine lettura! Grazie per aver scelto la nostra compagnia.

 

Kim & Alex, hostess incaricate

 

 

 

 

B’n’R Association and Production

 

is proud to present

a Harry Potter fanfiction

beta-read by: Clyo

 

 

(\) IO SONO QUI, TU DOVE SEI? (/)

ovvero

%%% dreaming demons %%%

 

 

 

QUARTA TAPPA:

 ASSESTAMENTI

- abbiamo -

 

 

Now that I know you (I could never turn my back away)
Now that I see you (I could never look away)
Now that I know you (I could never turn my back away)
Now that I see you (I believe no matter what they say)

                        --- P.O.D., "Alive"

 

 

 

Severus era sdraiato sul letto, le tende chiuse, supino; appoggiata sul cuscino, già aperta, stava la sua nuova copia di Moste Potente Potions.

‘E’ permesso?’, chiese James sbucando all’improvviso dal punto di unione dei due tendali; l’altro ragazzo era così assorto nella lettura che sobbalzò.

‘Oh, scusami.’, disse subito Potter. ‘Non volevo spaventarti…’

‘Non mi hai spaventato.’, grugnì Snape.

‘Be’, comunque, posso entrare?’

Senza rispondere, Severus fece aprire le tende e le richiuse subito una volta che l’amico fu passato.

 

 ‘Come va? E’ i tuo gradimento?’, chiese James, sedendosi sul letto a gambe incrociate e indicando il libro.

L’altro ragazzo lo fissò, perplesso. ‘Certo.’

‘Bene.’

 

I due si fissarono per un po’, senza parlare. Alla fine, Snape alzò un sopracciglio.

‘Cosa c’è?’

‘Niente.’

‘Mi stai dicendo che volevi solo sapere se Moste mi piaceva?’

‘Sì.’

‘Potevi risparmiarti la fatica.’

James scoppiò a ridere: ‘Maddai, Sev. Non è il caso di essere così acidi!’ Visto poi però che l’altro ragazzo non accennava a cambiare espressione, alzò le mani, in segno di resa. ‘Ok, ok, come non detto. Mi spiace di averti disturbato durante l’attività più importante della tua giornata. Tolgo subito il disturbo.’ E così dicendo fece per spostarsi da dov’era abbarbicato.

 

All’improvviso, Snape lo afferrò per un braccio. James gli sorrise: ‘Ehi, va tutto bene. Non mi offendo mica, so che la colpa è mia.’

Severus arrossì leggermente. ‘Non mi interessa niente se ti offendi.’ L’altro si limitò a ridere, facendolo diventare ancora più scuro in volto.

‘Allora dimmi cosa c’è.’, chiese divertito Potter, sedendosi nuovamente e guardandolo con curiosità.

L’altro ragazzo si rese conto allora che lo teneva ancora per il braccio, ma non mollò la presa.

‘Perché?’, mormorò alla fine Severus, senza guardarlo in faccia.

‘Perché mi conveniva.’

Snape alzò gli occhi di scatto. ‘Cosa?’

James sorrise, ma non era un’espressione rassicurante; inclinò la testa appena, osservando con estrema attenzione il volto dell’altro. ‘Mi conveniva. Avevo promesso a Sirius di portarti il libro; dovevo fermare Malfoy prima che anche la nostra diventasse una faida di proporzioni catastrofiche. Ho giocato il tutto per tutto e ho vinto, prendendo due piccioni con una fava. Ecco tutto.’

Severus boccheggiò, incredulo. ‘…Impossibile.’

Potter scoppiò a ridere nuovamente; la cosa iniziava a dar sui nervi all’altro, che strinse ancora di più la presa sul suo braccio, ma lui parve non accorgersene. ‘Be’, non dirmi che ti sei bevuto la storia della nostra società segreta degli esclusi, vero?’

 

Snape balzò all’indietro con così tanta velocità da mancare la direzione che aveva originariamente inteso, e rotolò giù dal letto, finendo impigliato nelle tende.

‘Sev!’, esclamò James, alzandosi in piedi preoccupato e avvicinandosi, ma l’altro si districò con dei movimenti confusi ed indietreggiò ulteriormente, fino al centro della stanza. In quel momento, entrarono gli altri due componenti del club.

 

‘Ah, eccovi qui.’, esclamò Sirius, raggiante. ‘Ho scoper…’, ma la sua frase venne interrotta e coperta dall’urlo di Snape.

‘COSA DIAVOLO SEI, POTTER?!’

Black congelò sul posto, poi lentamente alzò le mani, imitando inconsciamente il gesto che James così spesso faceva ultimamente: ‘…Calma.’, disse quindi, anche se sembrava più voler calmare se stesso. ‘Cosa c’è, adesso?’

Snape continuava a fissare Potter con gli occhi sgranati. Il ragazzo con gli occhiali continuò a guardarlo senza dire niente; poi sorrise piano. ‘Va tutto bene.’

‘Chissà perché non mi convinci per niente.’, notò con aria casuale Remus.

‘Per l’ennesima volta, Sev non ha capito cosa volevo dirgli.’

‘Inizio a pensare che sia tu a non saperti spiegare, sai?’, continuò l’altro, grattandosi dietro l’orecchio.

James sorrise. ‘Forse hai ragione.’

‘Be’, io e Sirius volevamo solo dirvi che abbiamo scoperto un nuovo passaggio segreto. Ma ve lo faremo vedere più tardi, quando…’, e qui lanciò un’occhiata un tantino schifata a Severus, ancora sconvolto sul pavimento. ‘Avrete sistemato i vostri problemi. Vieni, Sirius, andiamo.’

Le proteste di Black vennero ignorate ampliamente mentre veniva trascinato fuori dalla stanza.

 

James scoppiò a ridere. ‘E bravo Rem…. Be’, comunque…’, continuò riportando la sua attenzione su Snape. ‘Dammi la mano.’

‘Eh?’

Potter si sedette davanti all’altro ragazzo e lo fissò con calma. ‘Vorrei che mi dessi la mano.’

Snape si accigliò. ‘Perché?’

‘Così non scappi.’, sorrise. ‘Forse.’

Severus girò la testa dall’altra parte. ‘Scordatelo.’

‘Ok. Comunque, quello che volevo dire prima non è venuto fuori bene come volevo. Intendevo che noi di certo non siamo niente di particolare, non credi?’

Ancora stupito di come Potter avesse rinunciato al suo proposito senza problemi, Snape ascoltò la frase senza registrare nulla. ‘Come?’

James gli sorrise di nuovo. ‘Nel senso,  siamo solo 4 cretini appena arrivati. Non saremo certo noi a sconvolgere il sistema delle cose.’

Un lampo di sorpresa passò sul viso del suo interlocutore, che subito però arricciò il naso e replicò acido: ‘Piacere di vedere che te ne sei accorto.’

‘Bene. Solo questo; da come hai reagito, l’avevi sicuramente interpretato in un’altra maniera.’

Severus divenne vagamente più rosato in volto, ricordandosi la figura poco dignitosa di appena prima.

 

‘Ecco tutto. Adesso vado a vedere dove si sono cacciati gli altri.’, concluse James alzandosi in piedi.

‘Aspetta.’,  esclamò subito Snape, fermandolo per un braccio.

‘Sì?’

‘… Allora cosa stai facendo?’

‘Mh?’

I due si fissarono negli occhi per un lungo attimo. La mano di Snape si contorse contro il maglione di Potter, che teneva con forza. ‘Se sai che è inutile, perché continui con questa farsa?’

James scoppiò a ridere. ‘Non ho mai detto che era inutile. E Remus sembra pronto a sbranarsi chiunque si pari sulla nostra strada, per cui ci rimarrebbe male, non pensi? Mentre Sirius affogherebbe. Oh, senza contare che sei troppo mitico per mollarti.’

‘…Cos…?’

‘Ma a proposito di farse…’, James si avvicinò all’orecchio di Severus. ‘Mi raccomando: per Malfoy noi siamo forti, determinati e soprattutto pericolosi, chiaro?’. Così dicendo gli batté la mano sulla spalla un paio di volte, sorridendo. ‘Conto su di te per tenere su le apparenze.’

 

E con questa, sparì oltre la porta.

Severus rimase a guardare il punto dove era svanito, imbambolato:, stava iniziando a capire il motivo per cui, nonostante ogni fibra dell’essere di James Potter gridasse inconfondibilmente “Gryffindor!!”, il ragazzo era in Slytherin.

 

(/) (\)

 

L’accordo che avevano stabilito con Malfoy era una delle cose dai contorni più sfocati in cui Sirius avesse mai avuto la disgrazia di capitare.

 

Il ragazzo era arrivato a questa conclusione dopo una mezz’ora passata a rigirarsi nel letto, senza riuscire a prendere sonno. Non solo non capiva perché James avesse voluto firmare un trattato di pace così facilmente, ma non arrivava proprio al motivo per cui James avesse voluto firmare un trattato di pace, punto. Malfoy aveva dato loro fastidio fin dal primo giorno di scuola, ovvero… Una settimana prima. Sirius si alzò di scatto a sedere: effettivamente erano solo sette disgraziati giorni che conosceva Malfoy, eppure sembrava molto di più. Magari erano stati nemici in una qualche vita precedente? Oppure… Sirius arricciò il naso. Oppure Malfoy era così arrogante che detestarlo era una cosa innata.

Sì, probabilmente il termine era proprio quello: nemico naturale.

 

Il che non spiegava affatto perché James avesse voluto stringere pace con lui, anzi. Lui aveva sicuramente più motivi per odiare Malfoy di ogni altro; o magari Severus… Mah, Severus rimaneva ancora un puzzle.

Sirius si sdraiò nuovamente.

E Remus non aveva detto nulla, lui che qualche mattina prima aveva tutta l’intenzione di staccare a morsi la testa del biondo. Ma anche Remus non era molto semplice da capire.

Adesso che ci pensava nessuno là dentro sembrava essere davvero facile da averci a che fare. Ed ecco il club di Persone Normali che se ne volava via dalla finestra. Ma che normali e normali, era stato uno stupido a pensare che dei maghi potessero esserlo, o che magari volessero condividere con lui i loro piccoli segreti.

 

A quel punto si ricordò che anche lui era un mago. Allora, forse, era il caso di non essere affatto una persona normale; probabilmente conveniva diventare qualcos’altro.

Già.

 

(/) (\)

 

Il pomeriggio dopo, finite le lezioni, i quattro camminavano lentamente sulle sponde del lago. La giornata era stata piuttosto deprimente, regalando pioggia tutta la mattina, e ora presentava solo un aria umida e nebbiosa; l’aspetto dei ragazzi si abbinava perfettamente con il tempo atmosferico.

Sirius procedeva prendendo a calci svogliatamente piccoli sassi, mentre James camminava guardando per terra, con Severus che lo seguiva a mezzo metro di distanza, fissandolo senza l’aria di voler fare null’altro. Fu Remus, leggermente scostato dal gruppo, che ruppe il silenzio.

‘James.’

L’altro ragazzo, sentendosi chiamare, sollevò la testa.

‘James, penso che qui tutti vogliano sapere perché hai voluto stringere un’alleanza con Malfoy.’

‘Un’alleanza?’, chiese atono Sirius. ‘Pensavo fosse solo una tregua.’, continuò poi, più parlando a se stesso che a gli altri, con poco interesse per la cosa.

‘Credo che nessuno abbia ben capito cosa abbiamo stretto con Malfoy.’, notò Severus.

James gli sorrise, sedendosi su uno dei tanti, grossi sassi vicino alla riva. ‘L’idea era quella. Nemmeno Malfoy sa cos’è, e questo va a nostro vantaggio, no?’

Severus alzò un sopracciglio.

‘Nel senso che non sa cosa aspettarsi da noi.’

‘Ah.’, rispose Snape, con l’aria di non seguire assolutamente il discorso.

 

‘Lasciando stare momentaneamente questo…’, si intromise Remus, avvicinandosi. ‘Come dobbiamo comportarci noi, con lui?’

‘Ottima domanda. Pensavo aveste un feudo, con lui.’, aggiunse Sirius, tirando un calcio all’ennesimo sassolino.

‘Una faida, Sirius, non un feudo.’, lo corresse Severus, senza nemmeno guardarlo, mentre si sedeva di fianco a James.

Black alzò di scatto la testa, guardando Snape con aria leggermente sconvolta. Gli altri tre, sorpresi dal movimento brusco, si girarono nella sua direzione. Sul volto di Sirius, lentamente, apparve un sorriso, timido all’inizio, ma che ben presto divenne enorme, per somma perplessità degli altri.

‘Ah, bhe, certo… Una faida, era proprio quello che volevo dire.’, rise poi, sedendosi davanti a James e Severus, su un altro sasso.

 ‘Non c’è esattamente una faida tra di noi, ma la cosa importante è che questo non conta assolutamente niente.’, riprese poi il discorso James.

‘Se lui non andasse in giro ad insultarci.’, fece notare con forza Remus.

‘Già, ma adesso non lo farà più.’

‘E chi te lo assicura?!’, ruggì Lupin, avanzando su James, decisamente alterato.

Severus alzò immediatamente una mano. ‘Calmati. Stiamo tenendo un concilio, c’è abbastanza gente che vuole le nostre teste, lì fuori, senza che cerchiamo di staccarcele noi a vicenda.’

Remus lo fissò per un secondo, sorpreso, e poi indietreggiò, passandosi nervosamente la lingua sulle labbra.

‘Va tutto bene, Rem.’, gli sorrise James. ‘Lascia almeno che vi spieghi… Severus sa già parte della storia; era di quello che parlavamo ieri. Dunque, siediti anche tu.’ Il ragazzo fece come gli era stato detto, sistemandosi di fianco a Sirius. ‘Il fatto è che abbiamo… Pardon, *ho* fatto credere a Malfoy che sappiamo dove stiamo andando, cosa stiamo facendo e che non sarebbe saggio mettersi in mezzo. E lui l’ha bevuta completamente.’

Sirius e Remus rimasero a fissarlo senza riuscire a parlare.

‘Complimenti. Questo era esposto molto meglio di quanto tu non l’avessi spiegato a me la prima volta.’, notò Severus, senza sprecarsi nemmeno a dirlo ironicamente.

‘Grazie.’, sorrise James, e a Snape parve di vedere, finalmente, l’ombra sarcastica che aveva tanto cercato nei gesti del ragazzo.

 ‘Aspetta, aspetta… Era un bluff!’, esclamò all’improvviso Remus, agitando le braccia con aria sconvolta.

‘No, no, non un bluff. Basta fargli credere che siamo molto forti e che non è il caso di darci fastidio.’

‘Questo a casa mia si chiama proprio…’, stava replicando Lupin, quando Sirius l’interruppe.

‘Perché noi non siamo forti.’ Non era una domanda.

‘Forti? Ma ti sei visto?’, gli chiese Severus, senza l’ombra di un sorriso.

‘Sev.’, esclamò James con un certo tono di urgenza, passandogli un braccio attorno alle spalle, come se il ragazzo si fosse appena lanciato contro il loro amico e lui avesse voluto fermarlo. Snape congelò al tocco, ma anche se Potter non lasciò la presa, la sua attenzione era già diretta a Sirius. ‘No, noi non siamo forti, ma è ovvio che tu non abbia idea di cosa sia la forza. Sei di origini Muggle.’

 

Sirius per un po’ non disse nulla, rimanendo con la testa china, a guardarsi le mani. Poi lentamente alzò lo sguardo su James. ‘E’ un problema? Non essere forti.’

L’altro ragazzo batté un paio di volte le palpebre, colto alla sprovvista. ‘Non… Non saprei dirti esattamente.’

‘Ma certo che è un problema.’, sbottò Severus; James si girò verso di lui:

‘Dici così solo perché sei stato cresciuto con quest’idea.’

‘Questo non è affatto vero!’, urlò immediatamente il ragazzo, sul bordo dell’indignazione.

‘E allora dimmi perché è un problema!’, ribattè James, con altrettanta foga.

‘Perché i deboli sono sempre sopraffatti!’

‘Questa non è una guerra!’

‘E allora cos’è, di grazia!?’

‘Viviamo in una società civile, per Diana!’

‘Sull’orlo di una guerra!’

 

I due rimasero a guardarsi, ansando. James si passò la lingua sulle labbra, secche.

‘Cosa stai dicendo? Che guerra?’, chiese poi, con più calma.

Snape rimase un attimo a fissarlo e poi scosse la testa lentamente: ‘Non ne sai niente, allora? Pensavo i Potter… Se ne fossero accorti…’

‘Accorti di cosa?’

‘Alt, alt, alt.’, esclamò Remus alzandosi in piedi e avvicinandosi ai due. ‘Stiamo divagando. Cerchiamo di attenerci al soggetto originario, a dopo le altre discussioni.’

James annuì piano, lanciando però un’ultima occhiata a Severus, per posporre la loro chiacchierata.

‘Di cosa parlavamo… Ah, giusto, di Malfoy. Quello che intendo quando dico che noi non siamo forti, Sirius, è che non abbiamo agganci per farci rispettare, capisci? Non forti in senso assoluto, non vorrebbe dire nulla.’

‘Siamo solo quattro idioti.’, tradusse Black con aria abbattuta.

‘Già, e la cosa peggiore è che non andiamo nemmeno tanto d’accordo, come invece Malfoy crede.’, annuì Remus.

‘E’ importante convincerlo del contrario. Deve vederci come qualcosa di…Mh, desiderabile, ecco. Qualcosa di cui vorrebbe far parte. Penso sia l’unica maniera per tenerlo buono e riuscire a…’, spiegò James, senza però trovare una buona conclusione alla frase.

‘Questa è una cosa che mi stavo chiedendo da un po’.’ Severus sorrise con una punta di sarcasmo. ‘Cosa esattamente dobbiamo fare?’

 

Gli altri tre lo fissarono a lungo, perplessi.

‘Vivere.’, rispose dopo un po’ Remus.

‘E dovevamo far su tutto questo casino, per riuscirci? Sono abbastanza sicuro che avrei respirato comunque, a data odierna, senza dichiarare guerra a Malfoy.’ , sbottò Sev.

Remus lo guardò come se gli fosse cresciuta una seconda testa.

‘Penso… Penso che Rem abbia ragione.’, si inserì quindi Sirius. ‘Nel senso… Vivere per come siamo. Non dover cambiare.’

‘In fondo è stato Malfoy a dichiararci guerra.’, annuì Lupin.

Severus si alzò di scatto in piedi, nuovamente alterato. ‘Ma dichiararci a chi, per Merlino? Noi chi? Non c’è noi!’

A questa Remus reagì decisamente male. Saltando immediatamente per aria, marciò minacciosamente su Snape. ‘A quanto pare esiste solo quando ti fa comodo!!’

‘Ehi, calma…’, cercò di fermarli James.

‘Quando Longbottom ti ha attaccato, ti andava be…’

‘Non ho chiesto mai a nessuno di…’

‘SILENZIO!’

 

I due si girarono verso il rumore inaspettato, sobbalzando. James si alzò lentamente in piedi e si avvicinò, prendendoli entrambi per un braccio.

‘Stiamo calmi.’, disse con l’aria di chi non ammette repliche.

‘Per favore.’, aggiunse Sirius, dalla sua pietra. ‘Ripartiamo dall’inizio… Io non ci sto capendo più niente. Cosa stiamo facendo?’, mormorò, nascondendosi il volto tra le mani.

 ‘Dunque…’, iniziò James con la faccia di chi si appresta a riassumere una questione piuttosto complessa., mentre faceva cenno agli altri di sedersi di nuovo. ‘Severus vuole leggere.’

‘E cosa diavolo vuol dire questo?’, chiese stancamente Sirius.

‘Che vorrebbe essere lasciato in pace e mandare al diavolo fazioni e compagnia.’

Snape arrossì leggermente a veder esposto il proprio desiderio senza alcun preavviso, ma Black si limitò ad annuire come se fosse stata la cosa più ovvia del mondo.

‘Nonostante Remus non l’abbia mai detto chiaramente, suppongo che voglia avere un gruppo di amici.’, James sorrise. ‘Non hai l’aria di uno che ne abbia mai avuti molti.’

‘Dici?’, notò Sirius. ‘Non mi pareva.’

Lupin comunque assentì, facendo un timido sorriso.

‘Quanto a me…’ Gli altri tre lo guardando, attendendo con una certa ansia; fino a quel punto, aveva tirato lui la carretta, ma dove stava andando esattamente?

James sorrise. ‘Io non saprei.’

‘Fantastico…’, borbottò Severus.

‘Ma sono felice di essere qui, perché voi mi piacete.’

 

La frase rimase immobile nell’aria per un po’, mentre nessuno fiatava.

‘Potter, tu sei malato.’, sbottò poi Snape, scuotendo la testa, mentre il fantasma di un sorriso gli appariva sulle labbra.

James rise. ‘E’ la prima volta che incontro gente come voi. Ero davvero ansioso di uscire di casa.’

‘Perché?’, chiese Remus.

‘Mah, lì è tutto così immobile, così uguale. Avevo paura di poter diventare anche io un vecchio ritratto polveroso, a forza di starci in mezzo.’, il ragazzo continuava a ridere. ‘Invece, qui è tutto così… Interessante.’

‘Ecco cosa ci fai in Slytherin…’, notò Severus, sempre con espressione divertita.

‘Sì. Ecco cosa ci faccio in Slytherin.’

‘Non potevi andartene in Hufflepuff? Almeno lì non ci sono faide.’

‘E abbandonare tre persone così notevoli? Giammai!’

Remus e Sirius rimasero in silenzio, perplessi, a guardare i due che discutevano dandosi delle grandi arie, ridendo con gusto.

‘Ehi…’, sorrise poi Lupin. ‘Adesso che avete ristabilito la vostra fratellanza Slytherin, possiamo per favore tornare al tema principale?’

‘Ah, già…’, James si asciugò le lacrime. ‘Dì un po’ Sirius, che vuoi fare tu?’

‘Capirci qualcosa.’

‘Ah.’, replicò l’altro un attimo imbarazzato. ‘Giusto. Dunque… E poi?’

‘Bho. Diventare il miglior Complottatore Di Scherzi & Affini Ai Danni Del Prossimo, suppongo.’ Il ragazzo aveva spostato il suo sguardo sul lago con aria depressa, apparentemente non interessato nel discorso.

 

Cercando un aiuto, James si girò verso Severus, ma quest’ultimo fece spallucce. Fu Lupin a quel punto ad intervenire:

‘Io penso che Sirius sia ancora un po’ scosso da tutto quello che è successo, vero? Nel senso… Non solo è arrivato in mondo di cui non sa nulla, ma è stato pure catapultato nel casino delle alleanze fra famiglie e Casate. E’ ovvio sia perplesso, no?’

Potter e Snape annuirono in simultanea, mentre invece Sirius non diede segni di vita; Remus gli appoggiò una mano sulla spalla e sorrise:

‘Visto che loro due sanno difendersi benissimo, vuol dire che mi dedicherò completamente a te.’‘

Ehi!’, protestò il ragazzo. ‘Me la cavo perfettamente da solo!’

Remus rise. ‘Come no?! Anche io!’

‘Allora, Rem, lo lasciamo nelle tue competenti mani.’, dichiarò James con fare solenne. ‘Trattalo bene.’

‘EHI!’, ripeté Sirius, iniziando però a ridere, presto seguito dal resto del gruppo.

 

‘Perfetto.’, proclamò quindi Severus. ‘Adesso che abbiamo stabilito dove stiamo noi strategicamente e cosa vogliamo fare della nostra vita, suppongo sia il caso di passare al secondo punto. Ovvero, cosa vogliamo fare con Malfoy.’, continuò, consultando una finta agenda.

‘Sì, Signor Segretario, grazie per il suo prezioso appunto.’

‘Si figuri, Signor Presidente Potter. Ehi, allitera…’

‘Orbene, Concilio. Cosa vogliamo farne del suddetto elemento?’

Ci furono parecchi secondi di silenzio, mentre i ragazzi ponderavano.

‘Se non siamo forti, perché non abbiamo agganci, e questo è male…’, disse poi Black. ‘Allora perché non fare di lui il nostro aggancio?’

Gli altri tre si guardarono; Severus scosse la testa. ‘Non è possibile. Guardaci. Non basterebbe l’influenza di Malfoy per sistemarci.’

‘Guardaci?’

‘Nel senso… Io sono un rifiuto di famiglia, James è un Potter, Remus non è nessuno, tu sei ancora meno…’, spiegò Snape, facendo ampi gesti sconsolati con le mani. ‘Cioè, dal loro punto di vista.’, si affrettò ad aggiungere.

‘Oh. Loro chi?’

‘I purosangue Slytherin. Quelli più grandi. Malfoy è solo uno del primo anno, il fatto che sia un membro di una famiglia influente conta fino ad un certo punto.’

Sirius annuì. ‘Come fa qualcuno di estraneo a fare un’ascesa sociale?’

Snape alzò un sopracciglio. ‘Non può. Oppure è molto molto forte, e non si ferma davanti a niente.’

‘Forte come?’

‘Con la magia.’

‘Mh. Non potremmo rientrare in questa categoria?’

‘Sirius, ci stai dicendo di conquistare il mondo?’, sorrise James.

‘Ma no! Fargli capire che siamo gente con cui non si scherza. Un po’ come abbiamo fatto con Bonbottom.’, esclamò Black agitando la mano, come per allontanare l’idea di assoggettare il mondo.

‘E’ fattibile, ma non contro un’intera Casata.’

‘Be’, penso che l’abbiamo capito grazie alla scenetta che abbiamo fatto con Malfoy. Quando l’hai picchiato, James.’, fece notare Remus.

Potter annuì. ‘Probabilmente abbastanza per farci odiare da mezza Casata. Mi stupisco che non abbiano ancora cercato di ucciderci. Comunque, l’idea era quella. Fare in modo che Malfoy ci veda molto potenti e senza alcun freno, come se niente potesse fermarci.’

‘Posso capire che questo sia molto divertente, ma a parte questo c’è un altro motivo per farlo?’, chiese Sirius.

‘Avere un Malfoy dalla propria parte è sempre meglio di niente. E poi…’, James lasciò la frase in sospeso, grattandosi il mento con aria pensierosa, prima di esplodere in un sorriso enorme. ‘Non trovate sia terribilmente interessante anche lui?’, concluse scoppiando a ridere.

Severus si diede una manata in fronte per la disperazione. ‘Su un lato più serio…’, disse poi. ‘Penso sia il caso di iniziare a imparare qualche maledizione.’

‘Maledizione? Sev, vuoi conquistare il mondo?’, l’interpellò sorridendo Sirius.

‘No, idiota. Ma se si parla di conquistare Slytherin… Mi sa che dovremmo darci da fare.’, concluse alzandosi in piedi, con tutta l’aria di voler iniziare subito. Remus gli lanciò un’occhiata di perplessità mista a disapprovazione. ‘Sempre che non vogliamo rimanere qui ad aspettare che la nostra beneamata Casata ci riduca in cenere per aver disturbato l’ordine naturale delle cose, vero?’

‘Yay!’, esclamò Sirius balzando in piedi, entusiasta. ‘Io sono bravissimo ad imparare.’

Gli altri si guardarono ridacchiando.

 

 (/) (\)

 

‘Accio!’, urlò Sirius. James spostò la testa, per evitare di essere colpito dalla borsa di Remus che volava dal legittimo proprietario a Black, e continuò a salire le scale verso il dormitorio. ‘Fantastico!! Hai visto, Sev?! Non ci sono più segreti per me! HAHAHA!’

‘Severus, siamo sicuri che questa sia stata una buona idea?’, chiese sconsolato James all’amico; per tutta risposta egli scosse la testa con aria afflitta. ‘Ah, ecco.’

Il quartetto entrò nella propria stanza e i vari membri piombarono sui rispettivi letti, esausti – tutti tranne Sirius che ancora rideva, orgoglioso.

‘Come prima giornata è andata molto bene.’, notò Severus, girandosi su un fianco, rivolto a James. ‘Ed è vero… Sirius impara sicuramente in fretta.’

‘Bene! Domani alle maledizioni, eh?’, chiese il ragazzo in questione, balzando sul letto di Snape, che annuì debolmente. ‘Ha! Userò Malfoy come cavia!’

 

In quel momento qualcosa batté sulla porta, con leggerezza. Severus sollevò la testa, facendo quindi un cenno a James, che si alzò in piedi e si avvicinò con cautela, subito seguito da Sirius.

‘Sht!’, fece Potter, appoggiando l’orecchio alla porta. Da fuori venivano, appena udibili, alcune voci.

‘Cosa c’è?’, bisbigliò Remus, appoggiandosi a Sirius per sporgersi in avanti.

James non rispose, ma alzò una mano indicando a Severus di avvicinarsi. Lupin subito appoggiò una mano sulla spalla di Black e lo tirò a distanza di sicurezza.

Snape imitò Potter, cercando di capire cosa stava succedendo all’esterno; dopo alcuni secondi alzò un sopracciglio, facendo un cenno perplesso all’amico. James annuì, i due si spostarono e spalancarono la porta.

 

In piedi, a pochi metri, stavano quattro persone, tre delle quali a semicerchio attorno alla quarta. Quest’ultima si girò di scatto e James e Severus si trovarono davanti un Lucius decisamente più pallido del solito.

‘Cosa c’è?’, chiese James, guardando gli altri tre.

‘Niente che t’interessi, Potter.’, sputò un ragazzo alto, con i capelli castani, corti, e dagli occhi verdi.  

‘Ma davvero? Allora sono sicuro che non interesserà nemmeno a lui, vero?’ James fece un ghigno poco rassicurante. ‘Bene, perché avremmo bisogno di parlargli.’, e così dicendo allungò una mano, afferrò Malfoy per un braccio e lo tirò con forza dentro il dormitorio. Severus chiuse la porta subito dietro di lui, sigillandola con un incantesimo.

‘Chi era?’, chiese Remus, guardando il nuovo arrivato, ancora sul pavimento, con aria schifata.

‘Lestrange.’, rispose brevemente Snape, assicurandosi di aver fatto un buon lavoro con l’entrata.

‘Cosa voleva da te, Malfoy?’, chiese James, tendendo una mano per aiutarlo a rialzarsi. Lucius comunque parve non voler rispondere, limitandosi a fissare con insistenza il pavimento.

‘Allora?’, disse Severus, torreggiando su di lui, mentre anche Remus e Sirius si avvicinavano.

‘…Niente.’, rispose allora Malfoy, sottovoce.

 

Sirius sbuffò e si lanciò sul suo letto, evidentemente decidendo che la cosa non gli interessava.

James invece sorrise. ‘Bene, allora è tutto sistemato.’

Lucius alzò la testa, guardandolo, sorpreso. ‘Uh?’

‘Se non volevano niente, non c’è nemmeno niente da preoccuparsi.’, spiegò, e poi si rivolse a Snape. ‘Severus, mi faresti vedere un attimo Moste? Quella parte sugli ingredienti all’inizio.’

Malfoy assunse un colore rosato, mentre la sua espressione si contorceva dalla rabbia. ‘Per te è tutto così facile, vero, Potter?’, urlò saltando in piedi.

‘Mi pare che sia tu a complicare le cose…’, rispose l’altro facendo spallucce. ‘Mister Dipartimento Complicazione Affari Semplici.’

‘CoAS.’, aggiunse Sirius, ridacchiando.

‘Carino.’, fece eco Remus.

‘Penso che Luce andrebbe meglio, non credete?’, chiese James, divertito, sedendosi sul suo letto. ‘Aye, Signor Segretario, che ne pensa?’

Severus lo fissò per un attimo e poi decise di stare al gioco. ‘Direi che è molto… Simpatico.’, sogghignò quindi. ‘Signor Presidente.’

James annuì solennemente. ‘Allora è deciso.’

Malfoy avanzò verso Snape. ‘Cosa diavolo state dicendo?!’

‘Ti abbiamo appena trovato un soprannome, Luce dei Miei Occhi.’, rise Sirius, aprendo il libro di incantesimi e iniziando a rivedere i vari foglietti di appunti che ne svolazzavano fuori.

‘Mi pare un’ottima cosa, no?’, disse Snape, sorridendo ironico. ‘Vuol dire che gli piaci.’

E scoppiò a ridere.

 

 

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