Prosegue
il tour dell’interregionale 1970-1997 della B’n’R Association
and Production.
Fino
ad ora è stato possibile vedere una piccola parte della regione Marauders, soffermandosi in particolare su James Potter, Sirius
Black, Remus Lupin e Severus Snape; ora, pur
proseguendo nella visita di questa attrazioni, sarà
data particolare attenzione a Lucius Malfoy e soprattutto alle caratteristiche socio-politiche
della regione visitata. Si prevedono apparizioni sporadiche di Longbottom. La velocità di viaggio sarà momentaneamente
diminuita per permettere il migliore apprezzamento della regione. Attenzione: cliff-hanger al termine della visita.
Ricordiamo ai possessori dell’apposita ‘Slytherin Card’ che le
facilitazioni sono state estese a tutto il tour. Sottolineiamo
inoltre che è vietato lanciare personaggi dal finestrino; chiunque abbia
portato con sé una Mary Sue è pregato di tenerla ben legata e chiusa
nell’apposito cestino.
La B’n’R Association
and Production vi augura un buon soggiorno e vi prega di lasciare un commento a
fine lettura! Grazie per aver scelto la nostra compagnia.
Kim
& Alex, hostess incaricate
B’n’R Association and Production
is proud to present
a Harry Potter fanfiction
(\) IO SONO QUI, TU DOVE SEI? (/)
ovvero
%%%
dreaming demons %%%
SECONDA TAPPA:
FAZIONI E TRADIZIONI
- siamo -
Without contraries is no progression.
---
W.Blake, "The Marriage of Heaven and Hell"
Io vorrei solo poter leggere in pace.
.......
Sì, il padre di Malfoy e il
mio girano negli stessi ambienti. Ma io voglio solo
leggere in pace.
.... Snape....
Hai qualche problema con questo?
Severus.
Hai qualche problema con questo?
Hai qualche problema con questo?
Io vorrei solo poter leggere in pace.
Hai qualche problema con questo?
Comunque....
Il padre di Malfoy e il mio
girano negli stessi ambienti. Ma io voglio solo
leggere in pace.
Hai qualche problema con questo?
...
Il padre di Malfoy e il mio
girano negli stessi ambienti. Ma io voglio solo
leggere in pace.
Ma
io voglio solo leggere in pace.
Ma
io voglio solo leggere in pace.
Hai qualche problema con questo?
Ma
io voglio solo.
Ma.
Solo.
Pace.
MA.
Snitch!
Io vorrei solo poter leggere in pace.
(/) (\)
Quando Sirius e Remus arrivarono nella
sala comune, alle 7.45 spaccate, ci trovarono di già James,
seduto su una delle poltrone, in apparente conversazione mentale con se stesso.
‘Buongiorno.’,
chiamò Remus.
‘Buongiorno!’, fece eco Sirius.
‘ ‘Giorno.’,
rispose il ragazzo, tornando con i piedi per terra.
‘Pronti
ad iniziare?!’, chiese eccitato Sirius,
stiracchiandosi e sorridendo. ‘Non vedo l’ora, io!!’.
‘Mh... Sì. Sono sicuro sarà tutto molto interessante.’, annuì Remus, mentre l’altro si
avviava verso la porta d’uscita.
‘Aspetta, Sirius.’,
lo chiamò James. ‘Non
andare. Severus non è ancora arrivato.’
‘Eh?! Ma dobbiamo proprio
aspettarlo? Io ho fame!!’, protesto l’altro, girandosi
a guardare l’amico con espressione disperata.
‘Sirius, torna qua e siediti. Non ci sposteremo finchè non arriva anche lui.’,
tagliò corto James.
Sirius
rimase piuttosto perplesso dal tono della frase e, tornato sui suoi passi,
chiese:
‘Che
problema c’è adesso? Dici che Sev non sappia trovare
la strada per la colazione?’
‘No,
non è questo il punto. Comunque, è educazione
aspettarlo. Come speri di diventare suo amico se non lo aspetti nemmeno per i
pasti?’, sbottò James,
girandosi dall’altra parte, evidentemente interessato al camino spento.
‘Mh, sì, hai ragione. Ma che si
sbrighi! Io ho fame!!’, continuò Sirius,
lasciandosi cadere su una poltrona adiacente, mentre Remus,
dopo averli fissati entrambi senza dire niente, si appoggiava allo schienale
della stessa.
In quel momento, le ragazze scesero dal loro
dormitorio facendo un sacco di chiasso; circondato da loro e sorridendo appena,
camminava Lucius Malfoy.
Il gruppetto si fermò a guardare gli altri tre.
Risatine.
‘Salve.’,
cominciò poi il biondo. ‘Temo che ieri sera non ci sia
stato tempo di presentarsi. Io sono Malfoy. Lucius Malfoy.’, disse inclinando
leggermente la testa.
‘James Potter. Questo è Remus Lupin, e lui è Sirius Black.’, rispose il ragazzo
con gli occhiali, senza alzarsi da dove stava.
Malfoy
rimase in silenzio per un attimo. Poi si avviò verso la porta, seguito dalle
ragazze. Quando però ci arrivò davanti, si fermò e si
girò.
‘Allora?’, chiese, con fare scocciato.
‘Allora cosa?’, rispose Remus,
alzando un sopracciglio.
‘Non
sto parlando con te.’, lo tagliò fuori freddamente Malfoy.
‘Allora, Potter?’
‘Allora cosa?’, ripeté James.
‘Sto
andando a fare colazione.’, precisò a quel punto Lucius,
distanziando nettamente le parole.
‘Vai
pure. Nessuno ti ferma.’, si intromise nuovamente Remus. Sirius aveva deciso di
starsene in disparte, vista la pessima aria che
tirava.
‘Ho già detto che non sto parlando con te.’, scandì Malfoy.
‘Ma io sì che sto parlando con te. E ho anche detto che puoi andare, nessuno ti
ferma.’, la voce di Lupin si era fatta senza dubbio minacciosa.
‘Certo che nessuno mi ferma. Mi chiedo piuttosto cosa stia
fermando voi.’, rispose il biondo, arricciando il naso, evidentemente
contrariato.
‘Noi’, disse a quel punto James, ‘stiamo aspettando Snape.’
‘Snape?’
‘Sì.
Comunque, se vuoi aspettarlo anche tu, puoi sederti
qui con noi.’, proseguì l’altro ragazzo, facendo un ampio cenno col braccio,
indicando le poltrone.
‘Io non aspetto nessuno Snape.’, sibilò Malfoy.
‘Allora ci vediamo a colazione, mh?’,
chiuse James, tornando a fissare il caminetto, come
se il biondino se ne fosse già andato.
Gli occhi di Malfoy si
dilatarono paurosamente e di certo, se gli sguardi potessero uccidere, James si sarebbe ritrovato in cenere senza avere il tempo
di dire ‘Ma comunque io’.
Dopo questo, tuttavia, Lucius
si girò e se ne andò, sempre seguito dal suo corteo.
Nel frattempo, Severus Snape stava guardando tutta la scena dalla cima della rampa
di scale.
(/) (\)
Snape
scese silenziosamente le scale, la sua attenzione ferma sul terzetto di fronte
a lui.
‘Heo, Remus!
Ancora bene che eri tu quello che voleva dargli una possibilità!’, esclamò Sirius.
‘Già, peccato che lui non me ne abbia
dato nessuna, di possibilità di dargli una possibilità.’, rispose amaramente
l’interpellato, scuotendo nervosamente la testa come per scacciare qualche
brutto pensiero.
‘A Malfoy non servono possibilità.’, disse lentamente Snape,
facendoli girare nella sua direzione.
‘Poco
male.’ gli rispose James, alzandosi in piedi.
‘Questo
è tutto da vedersi. Ti sei schierato dal lato sbagliato, Potter.’,
nella voce di Severus si poteva cogliere una punta di amarezza, sommersa dall’evidente scocciatura di aver a
che fare con gente così stupida.
‘Me
lo dice sempre anche mio padre. Vecchia abitudine personale.’, gli sorrise apertamente James,
facendogli alzare impercettibilmente un sopracciglio.
‘Bhe, lasciando perdere l’idiota di turno, che ne dite se
andiamo a mangiare? Ho fame!’, si intromise Sirius, avviandosi verso la porta. Gli altri lo seguirono
senza aggiungere altro.
Silenzio.
Severus
sembrava ritrovarsi piuttosto bene nei corridoi del castello, dunque gli altri
tre si limitavano a trotterellargli dietro per non perdersi.
Silenzio.
Dal nulla, poi, sbucarono due ragazzi; due Gryffindor, come dimostrava lo stemma sulla divisa. E parevano marciare dritto verso di loro.
James
accelerò appena e si portò al fianco di Snape. Poi
guardò i due; dovevano essere di prima anche loro. Remus
si girò verso di loro, accigliandosi. Sirius fissò i
suoi amici, senza capire lo scopo di tutta la messinscena. I Gryffindor girarono improvvisamente verso un corridoio
laterale, proseguendo per la loro strada senza degnare i quattro Slytherin di
uno sguardo.
Snape
fissò un attimo James, perplesso.
Sirius,
che a questo punto davvero non ci capiva più niente ma era deciso a chiarirsi
le idee, afferrò Remus per una manica e lo tirò
indietro, al suo fianco.
‘Ehi, che diavolo è successo?’,
gli sussurrò, cercando di non farsi sentire dagli altri, che continuavano a
guardarsi come se nulla fosse.
‘Non lo so esattamente, ma quei due non mi sembravano
avere buone intenzioni, per cui ho solo pensato fosse
meglio avvicinarsi… Nel caso James e Severus avessero avuto bisogno di me.’, spiegò il ragazzo,
con un’espressione che diceva chiaramente ‘ovvio, no?’.
‘Accidenti. Ma siamo proprio in
guerra aperta con il resto del mondo!’, sbottò Sirius,
scuotendo la testa.
A questo Remus lo fissò in una
strana maniera, ma non disse nulla. Nel frattempo erano anche arrivati nella
Sala Grande.
(/) (\)
La colazione passò senza troppi problemi, se si
escludono i fulmini provenienti da Lucius Malfoy. Severus dimostrò comunque la sua abilità nel mangiare e leggere
contemporaneamente, Sirius quella nel mangiare e
parlare contemporaneamente, Remus nel mangiare,
annuire, fulminare Malfoy e guardarsi intorno, e James quella di mangiare, annuire, guardarsi attorno e
tenere un occhio sugli altri tre... contemporaneamente.
Un quartetto di gente molto abile, senza dubbio.
Comunque,
nonostante i fulmini e tutto il resto, la giornata proseguì liscia; doppia Erbologia con Hufflepuff,
Incantesimi, pranzo, Storia della Magia, Trasfigurazione. Sirius
passò l’intera mattinata facendo attenzione agli altri componenti
del suo gruppo: Severus andava molto bene in Erbologia, mentre il cavallo di battaglia di James era senza dubbio Trasfigurazione. Remus
tirava avanti senza particolari problemi. Bene.
Se Sirius avesse avuto un qualsiasi intoppo in futuro, ora
sapeva a chi rivolgersi.
Malfoy
non se la cavava male in Incantesimi, aggiunse poi
come Post Scriptum. Non si sapeva mai.
E a proposito di Malfoy, era decisamente uno che apprezzava la compagnia femminile;
infatti, se n’era stato tutto il giorno con le ragazze, pranzo compreso.
E a proposito delle ragazze, erano decisamente
gente che apprezzava la compagnia di un Malfoy;
infatti, gli avevano sbavato addosso tutto il giorno, pranzo compreso.
Ma a parte Malfoy e le
ragazze, adesso che avevano finito le lezioni, che diavolo potevano
fare? Questo attualmente era il problema principale di
Sirius. E non ci mise molto
ad esporlo agli altri tre.
‘Io,’ disse Snape,
‘vado in biblioteca.’ e si avviò senza ulteriori indugi.
‘Sì.’
gli fece eco James. ‘Vado
con lui. Venite anche voi?’
Remus
guardò Sirius e Sirius
guardò Remus.
‘Io preferirei seguirli...’, disse
poi il ragazzo dai capelli castani.
Black era indeciso. Non aveva nessuna voglia di passare
il rimanente della giornata in biblioteca, ma del resto non voleva nemmeno
passarlo da solo. E poi magari più tardi poteva
convincerli a fare qualcosa di più interessante.
‘Ok. Andiamo.’, e il terzetto
si affrettò dietro a Severus,
che ancora una volta sembrava sapere la direzione giusta.
(/) (\)
La biblioteca aveva una certa aria surreale che colpì Sirius appena entrato. Doveva aver colpito anche Remus, da come si guardava attorno nervosamente.
Libri perfettamente spolverati sopra
ogni scaffale; libri enormi a dir poco. E
rotoli di pergamena. E la Restricted
Section. Per la prima volta nella sua vita, Sirius si rese conto di cosa voleva dire avere una
biblioteca a disposizione. Questi non erano libri che ti insegnavano
cose banali, del tipo perché piove o come distinguere il Gotico dal Barocco;
questi qui erano libri veri. Libri con dentro cose utili:
libri con cose che si facevano tutti i giorni (come aprire una porta: Alohomora! - ma chi lo
sapeva?!), oppure libri su come raggiungere gli effetti più incredibili, tipo
far volare le cose (Wingardium Leviosa!
- ‘..... Guarda che è LeviOUssa!’).
Quel posto, decise Sirius, gli piaceva.
Remus
doveva essere giunto alla stessa conclusione, perché ora stava tranquillamente
facendo i compiti per Trasfigurazioni, di fianco a James,
che invece studiava Erbologia. Snape
stava sull’altro lato del tavolo, quello esterno, prendendo appunti da un tomo
enorme pescato chissà dove. Sirius gli si sedette di
fianco, leggendo un libro sugli incantesimi più elementari.
Fu in quel momento che scoppiò il finimondo.
Qualcosa di non meglio identificato atterrò sul tavolo,
ed esplose. Sirius non fece nemmeno tempo a rendersi
conto di cosa stava succedendo quando la cosa si ripeté, solo che questa volta
l’Oggetto Volante non Identificato, invece di colpire la tavola, prese Snape secco in testa,
esplodendo dopo esser rimbalzato. Madam Pince fu lì
prima che nessuno riuscisse a dire ‘ma veramente io’.
‘Cosa sta succedendo?!’, urlò
allarmata la bibliotecaria, accolta dalla quasi comica panoramica di James, lungo disteso per terra, dopo essere evidentemente
caduto all’indietro dalla sedia, Severus seduto
immobile, avendo solo avuto tempo per chiudere il tomo che stava leggendo, e Sirius che invece si era fatto istintivamente scudo con il
suo libro.
‘Cre...’, cominciò Snape.
‘Credo che qualcuno ci abbia scambiati per bersagli
per Dungbombs.’
‘Questa
poi! Cosa stavate facendo? Ma
chi è stato?’, chiese adirata Madam Pince.
‘Noi
stavamo leggendo...’, cominciò James.
‘Non
stavamo dando fastidio a nessuno...’, gli fece spalla Sirius.
‘E’ un’indecenza...’, blaterava
Snape per conto proprio.
‘Credo
sarebbe più utile chiedere informazioni a quei due lì che stanno uscendo.’,
disse Remus, in piedi di fianco alla bibliotecaria,
la quale si girò subito, mettendo a fuoco i suddetti fuggitivi, giusto in tempo
per vederli sparire oltre la porta.
‘Ma
tu guarda se la gente deve venire a disturbare in bilbioteca!!’,
urlò furiosa Madam Pince. ‘In biblioteca!! Ah, ma
Professor McGonagall mi sente! Voi quattro, fuori di
qui, che devo risistemare.’
‘Ma come, io...’, cominciò Sirius,
solo per essere letteralmente spedito fuori dalla
biblioteca, assieme ai suoi tre compagni.
‘Evvai di sfiga!
Ragazzi, cominciamo bene!’, proclamò, mentre i quattro
si guardavano senza sapere che fare. ‘E poi, che diavolo volevano
da noi quelli?!?’
Silenzio. James stava ancora
scuotendo la testa.
‘Eh?! Qualcuno me lo spiega?!?’
Silenzio. Remus lanciò
un’occhiata a Potter, come aspettando qualcosa.
‘Ragazzi...?’, chiese perplesso, mentre ancora una
volta nessuno gli prestava
attenzione.
Snape
si morse il labbro inferiore, poi abbassò lo sguardo, si girò e si avviò per il
corridoio, senza guardarsi nemmeno una volta alle spalle. James
rimase lì, oscillando nervosamente sul posto, e guardando Remus.
Remus ricambiò lo sguardo, inespressivo. Per la
centesima volta in due giorni, Sirius ebbe la netta
impressione di aver perso qualche collegamento. La cosa si faceva quantomeno
seccante. Questo mondo magico era più complicato di quello che sembrava.
‘Ok. Basta così.’, si intromise innervosito. ‘Cosa c’è
adesso? Sputate il rospo.’
‘Mh... Niente, niente di importante...’, disse James.
Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso. Sirius afferrò James per il
colletto e ripeté a denti stretti, scrollandolo ad ogni parola: ‘Ok, ho detto. Cosa.
Diavolo. E’. Successo. Questa. Volta.’
Remus
si limitò a guardarli, senza intervenire.
‘Non
credo che tu possa capire...’, replicò l’altro ragazzo, cercando di liberarsi
dalla presa.
‘Perché?
Mi credi particolarmente scemo?!’
‘No. Perché sei di origini Muggle. Voi... Muggle...
Non potete capire.’
‘Io. Non. Sono. Un. Muggle.’,
scandì Sirius. ‘E comunque,
i Muggle non sono così idioti come credete da queste
parti. Scommetto che non ne conosci nemmeno uno, tu. Ma lasciali perdere. Spiegami cosa diavolo è successo, e
perché siamo stati attaccati così di punto in bianco, e perché Sev se n’è andato di tutta fretta. Sì?’
‘Lasciami.’,
fu tutto quello che ottenne da James.
‘Rispondimi e ti mollo.’
‘Mollami
e io rispondo.’
Sirius
sembrò ponderare per un attimo, poi lasciò andare l’altro, che si risistemò il
colletto alla meglio.
Remus
continuava a guardare.
‘Allora?’, sbottò Black incrociando le braccia.
‘Andiamo fuori in giardino? Così possiamo spiegarti. E’ una storia lunga.’, sbuffò l’altro, passandosi una mano
tra i capelli.
(/) (\)
‘Dunque,’ cominciò James una volta che si furono sistemati sulla riva del
lago, ‘Noi... mh... Maghi... Cioè... Non posso dire
che ho una gran esperienza in Muggle, ma conosco a
grandi linee la loro società... Comunque, vedi, noi maghi abbiamo la magia,
sì?’
‘Sì,
James, ma dove stai...’, lo interruppe Sirius.
‘Lasciami parlare! Stavo dicendo, sì, noi
abbiamo la magia, dunque, non abbiamo bisogno di... mh,
come la chiamate? Sì, tenoclogia.’
‘Tecnologia, dici?’
‘Sì, ecco, comunque, in un
certo senso noi ragioniamo in modo diverso rispetto ai Muggle,
perché, vedi, noi in un certo senso dipendiamo dalla magia, dunque, non abbiamo
bisogno di novità o cose del genere... Metti, ‘Alohomora’
è ‘Alohomora’ da secoli, non c’è bisogno di
cambiarlo, capisci? Non possiamo mica migliorarlo. Come si fa? Possiamo avere
nuovi incantesimi, ma la maggior parte sono
tradizionali, capisci, sì? Comunque, il discorso è che
noi siamo molto legati alle nostre tradizioni. Ok?’
‘Sì,
ti seguo.’, replicò lentamente Sirius.
‘Dunque,
è normale per noi avere delle tradizioni che si seguono da secoli, sì? Ed è altrettanto normale avere dei... Mh...
Più o meno, delle fazioni, ok? I veri motivi della
loro esistenza non se li ricorda più nessuno, credo,
ma ogni fazione ha le proprie idee, le proprie tradizioni, e così via. Le
famiglie più antiche da sempre sono divise in queste fazioni; è una cosa
normale, ovvia. E’ per questo che raramente trovi una
persona che non è nella Casa della propria famiglia. Gli Snape,
per esempio, sono degli Slytherin, e ciò risale ancora a quando il loro
capofamiglia dell’epoca fece un patto d’alleanza con Salazar
Slytherin stesso. Prendi ora i Longbottom; loro sono
una famiglia di origini leggermente più recente, ma
sono definitivamente tutti Gryffindor. E veniamo ora
al punto della nostra questione.’
James
inspirò profondamente. ‘Le famiglie meno influenti
generalmente si alleano con quelle più potenti, ok?
E’ da parecchio tempo, per esempio, che gli Snape e i
Malfoy fanno parte della
stessa fazione. Ed è da parecchio tempo che i Longbottom
e gli Snape.... Mh, diciamo che non si sopportano. Dunque, quello che
abbiamo ricevuto prima doveva essere un biglietto di benvenuto da parte di Frank Longbottom, per Snape.’
Sirius
era rimasto a guardare James con un
espressione da pesce palla.
‘..................... WHOA!!’, esclamò alla fine,
riprendendo a respirare (dato che se n’era
momentaneamente dimenticato). ‘Questa poi...’
‘E’... Mh, è per quello che i
miei non apprezzeranno il fatto che io sia finito in
Slytherin... Noi siamo Gryffindor... Anche se la mia
nonna paterna era in Hufflepuff....’
‘Mh....
Allora, questo è il motivo per cui tu e Sev non
sembravate andare troppo d’accordo...’.
‘Sì.
Noi Potter non amiamo particolarmente gli
Slytherin... Comunque, non abbiamo molto contro gli Snape, nè contro i Malfoy, almeno di personale... Se non fosse che nell’ultimo
giro si sono alleati entrambi con gli Yoshinami, con
cui noi avevamo un lotta piuttosto accesa.’
‘Ioscimami? Che
nome è?’, chiese Sirius alzando un
sopracciglio.
‘Giapponese. Ma comunque loro vivevano qui
da un paio di secoli... Una faida recente, era la nostra.’, rispose James, grattandosi la nuca.
‘Vivevano?’
‘Tutti
morti.’
Sirius
deglutì a vuoto. ‘... Capisco... Ma dicevamo di Severus... Sicchè è destinato ad
essere vittima di una guerra tra famiglie? Non ci credo....
Mi pare di essere nel Medio Evo, diavolo! Come Romeo e Giulietta…’, sbottò poi,
sbattendosi una mano su una gamba.
‘Ora capisci perché dicevo che voi di origini
Muggle non potete capire... Bisogna crescerci dentro, per accettarlo...’, mormorò l’altro
ragazzo. ‘E anche così…’, finì bisbigliando e
passandosi una mano sul volto.
‘E tu?’, chiese Sirius girandosi verso Remus.
‘Qualche faida contro qualcuno che io debba sapere?
Giusto per prepararsi, sai....’, aggiunse con tono
quasi ironico.
‘No. La mia è una famiglia....
normale, per così dire. Le faide le lasciamo a quelli di prestigio... Alle famiglie più antiche.’, addocchiò
James. ‘Quelle che badano a quante generazioni di
maghi possono risalire.’
‘Ah, capisco. Sicché non è
nemmeno normalissimo nel mondo magico. Meno male... Ma
scusa un attimo.’, disse Black riportando la propria attenzione su James. ‘Sev
non ha nessun alleato in questa scuola del diavolo?!? Qualcuno a cui
attaccarsi, in Slytherin?’
‘Tipo Malfoy?’, chiese ironicamente l’interpellato, alzando un
sopracciglio.
‘Ew. Nessun altro?’, replicò
l’altro con aria schifata.
‘Temo
di no. Vedi, sono i Malfoy
i portabandiera. Discendono da Salazar Slytherin. Uno
Snape, particolarmente come Severus,
non ha possibilità di rovesciare la situazione a proprio favore.’
‘Particolarmente come Severus?’, chiese Remus, perplesso, chinandosi in avanti.
‘Non
mi sembra molto interessato alle politiche di fazione. Ce l’ha
detto ieri, ricordi? Lui vuole solo leggere.’, spiegò James, con aria piuttosto preoccupata.
Remus
e Sirius rimasero in silenzio un attimo, guardandolo.
‘Allora.... Era quello che
intendeva dire?’, disse Remus, mentre Sirius esclamava ‘Non me lo ricordo per niente. Quando l’ha detto?’
‘Sì.
Era per questo che io... Mh,
questa mattina...’, continuò James, facendo ampi
cenni con le mani.
‘Immaginavo una cosa del genere....’,
replicò Lupin girandosi a guardare il lago, con aria
abbattuta.
‘Mattina?
Ma che dite? Cosa del genere?
Che genere?’, chiese Sirius
confuso.
‘Senti,
Sirius... Accontentati di quello che sai, ok? E’ abbastanza per capire la
faccenda. Comunque, la cosa basilare è che non è sano
per Snape girare da solo per Hogwarts,
mh?’, annuì James con
forza.
Silenzio.
‘Ma....’, Sirius
guardò i due, accigliandosi. ‘Noi siamo...... Noi
quattro... Siamo amici, no?’
Remus
lo fissò perplesso. Amici?
‘Io...’, disse lentamente James,
dopo una pausa. ‘Io penso che possiamo cercare di essere almeno civili nei suoi
confronti, e poi sinceramente...’, Remus lo guardò, cambiando il soggetto davanti ai suoi occhi ma non
l’espressione sul suo volto. ‘Sì, bhe, visto che siamo tutti in Slytherin, a questo punto facciamo
buon viso a cattiva sorte, no?’, rise appena Potter,
cercando di alleggerire il tono della conversazione.
Sirius
sorrise. ‘Non è cattiva sorte. Con me è sempre sfiga! Te l’avevo detto, no, ieri?’, e scoppiò
a ridere di gusto.
Anche James sorrise. ‘Ci stai?’, chiese
poi a Remus.
Remus
annuì immediatamente, serio. Poi però alzò un sopracciglio.
‘Sentite, adesso non per dire...’, cominciò, ‘Ma se Severus non è il caso che
vada in giro da solo..... Che diavolo ci facciamo noi tre qui a parlare mentre
lui chissà dov’è?’
James
aprì la bocca, e poi la richiuse.
‘Oh per Merlino!!’, urlò,
saltando in piedi e cominciando a correre verso l’ingresso principale della
scuola, seguito immediatamente dagli altri due.
(/) (\)
In biblioteca - non c’era.
Nella Sala Grande - non c’era.
Nella Sala Comune - non c’era.
James,
Remus e Sirius si fermarono
a riprendere fiato sulle poltrone, senza sapere più dove sbattere la testa.
‘Forse....(Anf)
Forse è andato a spedire una (anf) lettera?’ ipotizzò
Sirius.
‘Aspetta un attimo che controlliamo nel dormitorio… Se
non c’è poi ci dividiamo e lo cerchiamo per tutto il castello.’, propose Potter, riprendendo a
correre su per le scale.
‘Spero
solo di non doverlo trovare in infermeria’. disse Remus, mentre gli teneva
testa.
‘Sempre
se c’è ancora qualcosa da trovare...’, mormorò Sirius.
‘Non
essere così pessimista. Non possono mica ammazzarlo!’, gli
rispose James.
‘No?’
‘Ma
certo che no! Dumbledore sa a grandi linee tutto
quello che succede in questa scuola, e non penso che
lascerebbe gli studenti ammazzarsi tra di loro.’
‘Dumbledore sa tutto quello che succede?’
‘Non esattamente, ma lascia perdere che ti spiego un’.... altra.... volta.....’, James
concluse lentamente la frase mentre entrava nel dormitorio. Severus
era seduto sul suo letto.
‘Sev!’, urlò Sirius, entrando a tutta velocità e lanciandoglisi
praticamente addosso. ‘Sev! Ci hai fatto prendere un colpo!! Pensavamo già Bonbotton ti avesse...
Cosa diavolo ti è successo in faccia?!? Oddio, sanguini! Che ti hanno fatto?!?’, gridò, passandogli una mano sul volto. Severus non si mosse.
‘Sirius. Calma.’, disse James
scandendo bene le parole. ‘Spostati.’
‘Ma James! Ma guarda! Ma!’, continuava il ragazzo, sconvolto.
‘Sirius. Spostati. Lo schiacci.’
James
con calma scansò Sirius di fianco e si sedette sul
letto di Snape, tirando fuori un fazzoletto pulito
dalla tasca dei pantaloni e cominciando a tamponare il taglio che l’altro aveva
sulla fronte.
‘Sto
benissimo. Lasciatemi in pace.’, disse poi glaciale Snape.
‘Sev! Ma sei matto?!? Dovresti
andare subito dal preside e...’ continuò Sirius.
‘Sirius, taci.’, lo interruppe Remus,
che nel frattempo aveva bagnato un altro fazzoletto e lo stava porgendo a James.
‘MA INSOMMA!!!’, urlò Sirius perdendo definitivamente la pazienza.
‘SIRIUS,
TACI!’, gli rispose Remus.
Silenzio.
‘State
meglio ora che avete urlato?’, chiese James senza
nemmeno girarsi. ‘Sedetevi e lasciate che Severus ci spieghi cosa è successo. Scusali,’ disse poi a Snape. ‘Sono un po’ nervosi. Abbiamo corso come dei pazzi fino ad adesso per tutta Hogwarts, e
non riuscivamo a trovarti.’
‘Non
siete le mie guardie del corpo’, replicò piatto
l’altro ragazzo, cercando di alzarsi e andarsene, ma senza successo, dato che James lo teneva per un braccio.
‘Cosa è successo?’, chiese poi Sirius, a voce piuttosto bassa.
Silenzio.
‘Sev?’
‘Niente.’
‘Doveva
essere un niente piuttosto affilato per tagliarti in quella maniera.’, notò Remus.
Silenzio, di nuovo.
‘Eddai, Sev.
Mi dispiace di essermi messo ad urlare, ma adesso non fare il cocciuto, sì? In
fondo qui siamo tutti amici, no?’, sorrise Sirius,
annuendo come per invitare l’altro a parlare.
Severus
saltò in piedi. ‘NON ME NE FREGA NIENTE SE TI METTI A
URLARE, E NON STO FACENDO IL COCCIUTO E NON HO CHIESTO A NESSUNO DI ESSERE MIO
AMICO E SE E’ PER QUESTO NON MI RICORDO NEMMENO COME TI CHIAMI!!!!!’, urlò
furioso e quasi spingendo James giù dal letto. ‘Lasciatemi in pace...’, concluse, andandosene alla finestra e
girando loro le spalle.
‘....’, Sirius
era rimasto senza parole, con gli occhi sgranati. Tutto quello che seppe fare
dopo fu abbassare lo sguardo e mordersi il labbro inferiore, che tremava
leggermente.
Remus
rimase fermo dov’era, guardando gli altri tre senza muovere un dito, con
un’espressione piatta sul viso. James fissò per un
attimo la schiena di Severus, ma poi la sua
attenzione venne attirata da qualcosa sul letto.
‘Oddio.’, sussurrò, e allungò
una mano per prendere quello che aveva tutta l’aria di essere un pezzo di cuoio
scuro.
Severus
non gli badò nemmeno.
‘Oddio, Snape, questo...’, James sollevò quello che aveva trovato, e a questo punto
anche Severus dovette prestargli attenzione.
Troppa.
Urlando ‘Mollalo!’, Severus si
lanciò furiosamente verso James, cercando di
strappargli di mano il pezzo di cuoio (o qualsiasi cosa fosse, comunque). I due caddero dal letto e ruzzolarono sul
pavimento, mentre Sirius faceva solo in tempo ad
aprire la bocca, immobilizzato dallo stupore. Remus
fece un passo avanti, con una strana espressione di attesa
in faccia, ma non intervenne.
‘M....
MA! Ma che diavolo fate?!?!’, urlò Sirius
risvegliandosi come dallo stato di shock in cui era.
Nel frattempo Severus era finito con la schiena sul pavimento, con James
seduto sopra di lui, ma questo non gli impediva di dimenarsi come
un’anguilla, tirando furiosamente calci e pugni in ogni direzione.
‘Severus, James non ha nessuna
colpa in quello che è successo!!’, urlava nel frattempo Sirius,
cercando di afferrare le braccia del ragazzo. ‘Cerca
di calmarti per carità! Remus, non startene lì
impalato! Dammi una mano a tenerlo fermo! Remus!!!’
Prima che nessun altro potesse
dire o fare qualsiasi cosa, ci fu un rumore di vetri rotti, e gli occhiali di James volarono per la stanza.
Silenzio.
Severus
aveva smesso di muoversi convulsamente.
‘Io volevo solo poter leggere in
pace...’, sussurrò, prima di scoppiare in singhiozzi.
+ FAZIONI E TRADIZIONI –siamo– +