EMBRACING THE ICE KNIFE

By B’n’R

Capitolo n° 8

 

In Too Deep (by SUM 41)

Troppo dentro

 Più velocemente cadiamo,

Più ci fermiamo e temporeggiamo

Stiamo di nuovo correndo in cerchio

Come cose che stiamo cercando

Hai detto che non era abbastanza

Tuttavia stiamo provando ancora una volta.

Forse stiamo provando con troppa foga.

Quando, davvero, è più vicino di quanto non sia troppo lontano

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Invece di finire sotto

 

Sembra che ogni volta che

Sono con te perdo la testa

Perché mi sto chinando all’indietro per avere una connessione

E’ una cosa di cui lamentarsi

Ma quando mi fai impazzire

Bene, allora credo sia tempo di prendersi una pausa.

 

Forse noi stiamo provando con troppa foga.

Quando davvero è più vicino di quanto sia troppo lontano

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Invece di finire sotto

Invece di finire sotto

 

Non posso sedermi tranquillamente e chiedermi perchè.

C’è voluto così tanto tempo per farlo morire

E odio quando lo fingi

Non puoi nasconderlo, a questo punto potresti anche adeguartici.

Quindi credimi non è facile.

Sembra che qualcosa mi stia dicendo 

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Perchè ci sono troppo dentro, e sto provando a rimanere

A galla nella mia testa, invece di finire sotto.

Invece di finire sotto

Invece di finire sotto


Invece di finire sotto di nuovo

Invece di finire sotto

Invece di finire sotto

Invece di finire sotto

 

 

 

Kyota piombò nella sala, investendo un malcapitato Balrog.

Akane si girò di scatto e seppe istintivamente che la patata stava per esploderle in mano. Non ebbe nemmeno il tempo di desiderare di essere da qualche altra parte. Akogare e Sendo smisero immediatamente di discutere. Jin entrò a ruota dopo Nobu ed in coda venne Maki, con calma, le mani in tasca e la sua dentiera ben in vista.

 

Talpe in pozzi petroliferi

(XXXXXXX174)

Chapter #8

 

 

Seguì un silenzio assordante. Akane non sapeva cosa dire, Akogare era ancora presa dalla discussione con Sendo, che osservava perplesso il nuovo arrivato, e Kyota boccheggiava.

 

‘A... Aka-chan... Perché.... ? Io... Davvero non capisco...’

Akane prese a tremare leggermente, parve volesse dire qualcosa, poi scosse la testa, riaprì la bocca, ma non le uscì nulla; allora si morse un labbro mentre gli occhi le diventavano lucidi.

‘MA QUANDO MAI HAI CAPITO QUALCOSA TU?!?!?!?’, esplose rabbiosa, afferrando la sua bibita e scaraventandola sul muro. ‘MA QUANDO MAI QUALCUNO DEI PRESENTI HA CAPITO QUALCOSA?!?

Bhe, io ho capito tutto...’, commentò Maki sorridendo.

‘TACI BRUTTO STRONZO!’, urlarono Akane, Akogare e Sendo all’unisono.

‘Sì, ecco, sottoscrivo...’, disse Jin.

 

Dopo queste varie esplosioni, la situazione tornò allo stato iniziale.

Aka-chan... Sei la sua ragazza?’

‘Certo che no!’, sbottò lei. ‘Sono la sua babysitter.’

Jin guardò Aka, cercando di capire se stesse facendo dell’ironia o meno; non pareva però una situazione molto ironica. Akogare la fissava stupita; che si stesse ficcando in un altro casino?

‘E allora perché non mi hai mai parlato di lui?’, biascicò Nobu, facendo un passo avanti.

‘Parlato?! PARLATO?!?! Ma ti sei visto?!? Quando mai io e te abbiamo parlato? Quando mai sei stato ad ascoltarmi? Basket, basket, basket, basket, Kainan, basket. E poi... Anche se ti fosse entrato in testa che io e Kaede viviamo nella stessa casa, come avresti reagito? Mi avresti chiesto di trasferirmi? Ma scherziamo?! .... Io non posso scegliere.’, concluse ansando, e scuotendo la testa.

 

‘Allora era questo che non potevi cambiare, mh?’, chiese Jin.

Akane non rispose.

‘Ma Aka-chan... Certo che puoi scegliere! Non vedo dove sta il problema... Sempre se questa non è solo una scusa...’

E’ proprio qui il punto! Non vedi il problema! Lo vedo solo io; non serve a niente parlarne se nessuno vede le cose dal mio punto di vista!’, lo rimbeccò Akane.

‘Forse il tuo punto di vista è sbagliato!’, urlò Nobu.

‘Finché l’unico punto di vista giusto è quello del Kainan, certo che il mio è sbagliato, e che cavolo! Non vorrai che mi uniformi al vostro pensiero assurdo!

‘Mai sentito parlare di Darwin?’, chiese il capitano del Kainan, sornione.

‘Mai pensato a stare zitto?!’

 

Maki si avvicinò lentamente ad Akane, la afferrò per il fiocco dell’uniforme e si mise a scrollarla con forza, scandendo:

‘Porta più rispetto ai tuoi senpai.’

Nobunaga e Jin rimasero piuttosto spaventati a guardare la scena, Sendo non si fidò a muovere un dito, e toccò ad Akogare accorrere, per attaccarsi al braccio di Maki per cercare di fermarlo, con poco successo.

 

Maki-san, lasci Tsukuri. E tu, Ako, lascia Maki-san.’, intervenne Sendo, recuperando il suo sangue freddo, e avvicinandosi con calma.

Maki scrollò ancora una volta Akane e poi la mollò sul pavimento, sorridendo. La ragazza non lo guardò, rialzandosi in piedi, risistemando il fiocco e avviandosi con calma verso l’uscita più vicina.

Jin-san, arrivederci. Kyota-kun. Sendo-san. ......’, poi si fermò sulla porta, senza girarsi, e chiese, fra le lacrime,Akogare, mi accompagni a casa?’, ma se ne andò senza aspettare risposta. L’altra ragazza l’inseguì di corsa.

 

***

 

Akane girò velocemente la chiave della porta d’entrata e fece accomodare Akogare nel salotto antistante. Il gatto dormiva sul divano, ma al suo arrivo si svegliò e dopo essersi stiracchiato venne a salutarla. Annusò con circospezione l’ospite da cima a fondo, e poi, soddisfatto, andò a mangiare.

 

Akane preparò un the grigio, e poi si sedette sul divano accanto ad Ako e rimase silenziosa, guardando il liquido nella sua tazza.

 

‘Pensavo Naga avrebbe fatto qualcosa....’, disse poi Akogare.

‘... In che senso?’

‘Quando Maki ti ha spintonato.’

‘Ah. Io no. .... Vedi, è un tipo incostante, per cui è inaffidabile. Non vede le incoerenze nel suo agire. .... Bha, tutto questo è assurdo.’

‘... Mi dispiace.’

‘Eh? E di cosa?’

‘Che quella sottospecie di cretino, imbecille, deficiente di Akira l’abbia detto a Maki.’

.... Bha, quanto pensi ci avrebbe messo a scoprirlo da solo? Va in giro ad indagare sui fatti nostri... A far che, poi...

‘Non capisco....

 

La discussione morì ancora una volta, mentre le due guardavano i loro the senza vedere niente.

‘Maledetto deficiente....

‘Già...’

‘Cosa si fa ora?’, chiese Ako, mescolando a vuoto col cucchiaino.

‘Ci si spara?’

E dare questa soddisfazione al Vecchio? Neanche morta. Perlappunto.’

Fuori cominciò a piovere, lentamente.

‘Perché Akira-san si è innervosito così tanto, prima?’, chiese Akane, afferrando il gatto che stava passando e mettendoselo a peso sulle ginocchia.

..... Mah, vai a capirlo. Il fatto è che... Io penso che senza accorgersene Maki abbia toccato un tasto dolente; Akira si è trasferito a Kanagawa con me, questo è vero, ed è entrato al Ryonan, ma lo ha fatto perché... La sua è sempre stata una difficile situazione, nella sua famiglia dico... Non si è mai trovato bene, e anche a Tokyo passava un sacco di tempo a casa mia, invece che dai suoi; quando poi noi ci siamo dovuti trasferire, lui ha colto l’occasione del Ryonan al balzo ed è venuto con noi. Meno si ricorda della sua famiglia, meglio sta. Maki deve aver introdotto il discorso e Akira ha interpretato il tutto in maniera personale.

Akogare guardò il gatto in braccio ad Akane, e non riuscì a reprimere un sorriso, vedendolo che faceva le fusa. La pioggia continuava a scendere calma.

‘Mi chiedo chi possa aver detto a Maki certe cose...’, si chiese Akane, mentre accarezzava la pancia del micio, affettuosamente.

‘Potrebbe anche aver fatto delle ricerche, chessò io...

‘Nel giro di mezz’ora, in uno stadio di basket? Non credo...Bha...’

‘Se dovesse venir fuori che è colpa mia, non me lo perdonerei mai...’, commentò Ako.

Il silenzio scese di nuovo, mentre le due si limitavano a riposarsi, stanche anche fisicamente dopo quella giornata assurda.

 

‘... Prima ti sei messa ad urlare contro Naga...

‘Ah sì? Può darsi... Non ragionavo molto, all’epoca.’

‘... ....   Sei esplosa come un vulcano tappato. .... La cosa ti rendeva così nervosa?’

Bha. Probabilmente parecchio. Del resto si tira avanti da troppo tempo....

‘Gli hai detto che sei la babysitter di Rukawa-kun; ma a me avevi detto un’altra cosa.

Akane venne presa dall’insano istinto di uccidere il gatto.

‘Sono vere entrambe le cose.’

‘E come sei arrivata a questo punto?’

La ragazza guardò Ako come se le fosse spuntata un’altra testa. Poi scosse il capo e sospirò.

‘Come mai io e Kaede viviamo sotto lo stesso tetto? Come mai io sono ingabbiata qui? Bhe... Le nostre due madri erano molto amiche, facevano lo stesso lavoro. C’eravamo io, Kaede e sua sorella Megumi... Poi un giorno, Kaede era venuto a dormire da noi, non ricordo adesso il perché ma comunque... Pare ci fu una fuga di gas o qualcosa... Casa sua saltò per aria in un sol botto, e la sua famiglia con la casa. Lui era sempre stato un tipo timido, ma dopo quell’incidente è diventato quel frigo di cui si parla tanto in giro. E poi... No, bhe, questo è quanto.’

 

‘Eh, no, aspetta. Niente segreti, eh? Tanto poi Maki li scopre lo stesso.’, tentò di farla ridere Akogare, con poco successo.

‘Veramente, mi sento un po’ scema a continuare il racconto... Ma del resto è da lì che è cominciato tutto. Due anni fa, i miei, che fra parentesi sono archeologi, hanno ricevuto un’occasione favolosa per un sito in America del Sud, per cui hanno preso e se ne sono andati. Adesso vivono un po’ lì e un po’ fra i laboratori di ricerca di New York e Los Angeles. Non volevano che andassi con loro, perché ci tenevano io avessi una buona istruzione qui in Giappone; ma a Kaede, sapendo che ama tanto il basket e che l’America è la patria di questo stradannato sport, avevano proposto di trovare un qualche appartamento vicino Los Angeles.’

 

Akogare si sporse in avanti, con l’aria incuriosita e preoccupata, e chiese:E poi?’

Akane fece un respiro profondo e decretò:……Bhe…Cavolo, non ci credo ancora adesso…Kaede è rimasto qui!’

A questa affermazione la Torre si sbriciolò su se stessa.

‘…E…Perché?’

‘…Non lo so. A dir la verità… Io credo…Ah bhe, forse sarebbe meglio dire che io spero…Che lui sia rimasto per… farmi… compagnia…’, concluse la ragazza asciugandosi le lacrime che rischiavano di riprendere a scendere.

 

‘…Ahahaha! Ma tu guarda! E io che pensavo che tu e Rukawa-kun aveste un rapporto tipo quello mio e di Akira…Ma lui partirebbe sicuramente, se ne avesse l’opportunità! E sicchè il buon Kacchan ha rinunciato al suo sogno per rimanere qui con la bella Akane!’

Ahahaha! Rinunciato al suo sogno?! La battuta dell’anno! …Figurati…Probabilmente stava dormendo quando i miei gliene hanno parlato e non ha capito cosa gli stavano proponendo. Sono solo io, che credo quello che voglio. Un po’ come quando tu dici che Akira-san è venuto a Kanagawa con te. Ma in realtà è solo un caso. …Io non lo vedo neanche più di tanto, Kaede; parte la mattina all’alba e torna verso le 10 e mezza; mentre mangiamo dice tre parole in croce sulla sua giornata, che ultimamente si riassumono in “cretino, idiota, spreco”. E questo nei giorni buoni; quando perde, per esempio, gira per casa sfasciando tutti i soprammobili. A volte mi arriva anche qualche soprammobile addosso. Insomma, è decisamente una coabitazione.’

‘Akira, quando perde, a volte è proprio da recuperarlo col cucchiaino. Per il resto del tempo, quando non è a scuola, è con me…Se mi distraggo anche solo un secondo, eccolo ricoperto da ragazze di tutti i tipi, e lui è così scemo che non se ne rende neanche conto…Bhe, chiariamoci, non è che Akira sia proprio scemo come sembra a prima vista… Io penso che quasi quasi preferisca fare il finto tonto per non tirar su rogne… E magari non essere costretto a dire cose antipatiche alla gente… Non è mica Maki, lui… Prima che faccia qualcosa sul serio deve arrivare ad un punto di non ritorno, dove deve per forza decidere… Bhe, hai visto anche in partita, no? E poi tutte quelle oche giulive… Mmmhh, che nervi!! Non capiscono assolutamente niente! Tipo quella disgraziata…’

 

‘Gelosia portami via?’, sorrise Akane.

‘Certo! Prima che io lasci andare il MIO Acchan via con una ragazza qualsiasi, questa deve avere la mia approvazione! Non lo darò alla prima disgraziata che passa! In fondo ci ho lavorato su 15 anni, no?’

‘…E io? Io avrei la tua approvazione?’

‘……………Bhe….Magari se mi dai Rukawa-kun in cambio….’

Le due scoppiarono a ridere, mentre la porta d’entrata s’apriva e il secondo inquilino faceva la sua apparizione.

 

‘Sono tornato.’

 

‘Ah, Kaede!’, esclamò Akane, ricomponendosi e alzandosi in piedi. ‘Ben tornato. Vuoi mangiare?’

Rukawa annuì, mentre Akogare saltava in piedi e urlava:Non mangia! La matricola a dieta!’

Il ragazzo fulminò l’ospite e poi rivolse uno sguardo perplesso ad Akane.

‘Ah sì, questa è Katawa Akogare, la ragazza di cui ti ho parlato. Oggi si ferma a cena da noi; spero la cosa non ti dispiaccia.

Rukawa sbuffò e si diresse verso la cucina, dopo aver abbrancato il gatto con mossa fulminea.

‘Ah…Akane, scusa, forse non avrei dovuto urlare che era una matricola a dieta… Ascolta, adesso posso chiamare a casa…Giusto per avvisare mia mamma…E fare diventare verde Akira dall’invidia?’

‘Invidia?’

‘Cosa ne pensi di Rukawa? GRANDE!… Ha fatto così l’altra volta….’, rise Ako.

 

Mentre l’altra telefonava, Akane andava in cucina a reperire qualche resto da usare per cena. Rukawa già pisolava sul tavolo, all’unisono col gatto. Dal salotto si sentiva la voce di Akogare: ‘Pronto? Ah sei tu, Akira… Oggi non torno a cena… Ma fatti gli affari tuoi! Io non mi faccio i tuoi, tu non ti fai i miei, così non spiattelliamo in giro niente, in questi casi ed in tutti gli altri…NooVabbè guarda, sono da Akane… Ma sì che c’è anche lui…Ma no!…Non ci pensare nemmeno, mi arrangio…Tanto non sai dove sta… Come, sai dove sta?!…Cosa sei diventato, il braccio destro di Maki?! …Bha, fai come vuoi, non c’è nessun campetto qui intorno, e se per caso ci fossero, scompariranno misteriosamente in un’altra dimensione…sì, sì ciao.’

 

Quando la ragazza ebbe finito la telefonata kilometrica, Akane aveva anche preparato la cena.

‘Mi dispiace, ma sta volta dobbiamo arrangiarci a ramen

‘Mi dispiace, ma Akira verrà a prendermi…

‘…Per farsi perdonare?’, sorrise Akane.

‘Errata corrige. Akira verrà a trovare Rukawa-kun…Mi dispiace, Rukawa-kun…Ah! Rukawa-kun sta ronfando sul tavolo. Anche il gatto sta ronfando sul tavolo!’

‘Per favore, calcia giù il gatto dal tavolo…

Mentre Ako obbediva, Akane passò un dito bagnato sulla fronte di Kaede, che scosse lentamente la testa e cercò di risvegliarsi per la cena.

 

Il silenzio regnava sovrano, tranne che per i miagolii disperati del gatto fuori dalla finestra e gli slurpamenti dei ramen.

 

Da sopra la sua ciotola, Akogare scoccava occhiate alterne ai due, che mangiavano senza badare ad altro; poi Akane, sempre fissando la sua cena, disse:Complimenti per la partita. Mi sono un po’ preoccupata quando non ti ho visto in campo, ma poi presumo il nonno si sia deciso a farvi entrare, alla fine...’. Rukawa non rispose, limitandosi ad annuire appena visibilmente.

 

‘Esattamente perché non voleva farvi giocare?’, continuò lei.

.... Idiota.... Rissa....’

‘... Capisco...’

Di nuovo l’unico rumore che si sentiva era il gatto, arrabbiatissimo, fuori dalla porta sta volta.

 

I tre finirono di cenare senza aggiungere altro.

Rukawa si alzò e sparì al piano di sopra, mentre le due ragazze spreparavano; poi rimasero a guardarsi, senza saper bene che fare.

‘Ma è sempre così silenzioso?’, chiese poi Akogare, facendo un cenno con la testa verso le scale.

‘Sì.’

‘Adesso capisco da chi hai preso...’

Akane la guardò malissimo, e poi si girò per finire di sistemare la cucina; Ako nel frattempo era tornata in salotto.

 

‘Senti....’, cominciò poi. ‘A proposito di quel discorso del.... Ahem... Bacio....’

Bacio?’

Massì! Il Vecchio maniaco...’

‘Ah....

Cioè, io ho chiesto ad Akira perché una persona in genere bacia un’altra, in caso lui avesse migliori idee delle mie, ma mi ha risposto che in genere è perché si piacciono... O almeno, a una piace l’altra... Ma... Non sono riuscita ad applicare questa teoria a questo caso specifico... Che ne dici?’

‘Che appena Jin-san lo sa, saranno casini... Ma adesso che ci penso... Lo sa già! .... Com’è che Maki è ancora vivo?’

‘L’erba cattiva non muore mai!’

‘Anche se è vecchia?’

 

Le due ragazze rimasero di nuovo a guardarsi, sedute sul divano.

‘... Forse Jin-san non è affatto interessato a Naga? Magari non abbiamo capito bene.’

Be’, veramente me l’ha praticamente detto lui... Poi bisogna vedere.... Magari ha una qualche tecnica segreta nella manica... O forse sono solo le regole di gioco del Kainan... Oppure... Semplicemente Maki è molto più forte di Jin-san e l’avrebbe spedito all’ospedale se solo avesse detto o fatto qualcosa... E Jin-san non è così scemo da farsi finire all’ospedale...’, concluse Akane scuotendo la testa.

Mh... Ma, e Maki? Perché Maki ha baciato Naga?...... Ho come l’impressione di non riuscire a capire molto di quello che fa il Vecchio Bavoso...’

‘E io ho come l’impressione che nelle nostre vite precedenti, noi gli abbiamo fatto qualcosa di terribile e ora lui si stia vendicando.... E poi, è pur sempre il capitano della squadra del Kainan, e loro giocano secondo le loro regole. Incomprensibili a noi miseri umani... Un po’ come Elrond, non so se mi segui...

‘Capisco... Effettivamente, avevo notato che era una scuola un po’ strana....

‘Facciamo sempre in tempo a trasferirci!’

E togliermi la soddisfazione di sbeffeggiare Maki non appena il Kainan perde?! Giammai!’

‘Perché, secondo te il Kainan perde?’

Be’, prima o poi. L’anno scorso sono arrivati quarti; li ha sbattuti fuori il Sonno.

‘Il Sonno?’, chiese Akane, perplessa per il nome piuttosto curioso della squadra.

‘Sì, la squadra di Sawakita.... (O forse era Kitazawa?)... E’ uno che alle medie ha battuto persino Acchan.... Due settimane di depressione, mi è costato, quell’idiota di un pelato. E pensa che è persino andato a giocare in America, lui!’

Shhhht! Non dire “America” a voce troppo alta... Kaede ha orecchie ovunque...

.... Bhe.... Lasciamo perdere il Sonno... Dicevamo di Maki... Dicevamo di Maki? Ah, sì, la mia vendetta sarà terribile!’

‘No, veramente dicevamo che si sta vendicando di qualcosa, probabilmente.... Ma non saprei cosa... Aspetta un attimo, eh, torno subito. Non ti muovere.’

 

Akogare guardò Akane schizzare su per le scale, e poi tornar giù alla stessa velocità con un blocchetto nero in mano.

‘Guarda...’, cominciò lei, sfogliandolo rapidamente. ‘Qui ho scritto un rapido riassunto di tutto quello che è successo. Insomma, questo è più o meno il mio diario; allora, non mi pare che Jin-san abbia mai detto niente a proposito di una vendetta di Maki... Sempre che non se la sia presa per il fatto che non abbiamo voluto fargli da segretarie...’

Aspetta, aspetta. La prima volta che Maki mi ha parlato, io l’ho lasciato solo 10 minuti con Naga, più o meno... Quando sono tornata, Nobunaga era sciolto sul pavimento, e poi era così sotto shock che si è messo a dire qualcosa sul lasciare il basket per te....’, mentre Ako parlava, l’altra ragazza prendeva rapidamente appunti. ‘La seconda volta, era dopo che io e te avevamo litigato... Ci sono andata a sbattere sopra, e lui cercava Naga; poi mi ha fatto un terzo grado su chi ero, che rapporto c’era tra me e la sua matricola d’oro,  e se sapevo chi era la Ragazza della Cioccolata Calda. Anzi, prima credeva che fossi io, poi mi ha riconosciuta come la Ragazza del Bottone, il che vuol dire che Nobunaga gli racconta tutto quello che noi gli diciamo. Era lo stesso giorno in cui Naga ti ha detto che Maki non voleva che lui avesse una ragazza...

 

Mh... Maki, quella volta, se l’era anche presa con Jin, perché non gli aveva detto che io ero la Ragazza della Cioccolata Calda.... E poi... Senti, come hai detto che si chiama il tuo Senpai?’

Bhe, Fujima-san. Perché?’

‘Ma tu guarda... Jin-san quella volta mi aveva detto che gli ricordavo un certo Fujima dello Shoyo.

‘Il Senpai?!?!...... Bhe, si conoscono di vista, presumo. Il Senpai e Maki hanno una rivalità millenaria, come del resto Kainan e Shoyo. Ma il Senpai perde sempre contro il Vecchio Bavosissimo... E la cosa gli dà un po’ fastidio....’, concluse Akogare disperata.

‘Allora, aspetta... Forse stiamo vedendo la cosa dal punto di vista sbagliato. Facciamo uno schemino... Dunque... Per trovare la talpa....’, disse Akane mettendosi a scarabocchiare su una pagina bianca. ‘Maki, Naga, Jin-san. Io, te, Akira-san. E questo è quanto. Dunque, Maki ha detto a Naga e Jin-san di Kaede, che gliel’aveva detto Akira-san. Ma Maki sapeva anche di Akira-san...’

‘Solo la seconda volta che ha trovato Akira, però.

‘Giusto, il che vuole dire che nel frattempo si è informato. O ha ascoltato noi, o qualcuno ci ha sentito ed è andato a dirglielo (ma questa non mi pare ancora una storia di spionaggio), oppure Maki si è informato da qualcuno che già lo sapeva di suo.... Che Jin-san l’avesse scoperto? O forse tu l’hai detto a Naga?’

‘......................................................... Oporcavacca!!!!! Io ho detto a Naga.... No, aspetta un attimo, io gli ho solo detto che conoscevo Akira, mica che eravamo vicini di casa. E poi tutta la storia del trasloco.... No, impossibile.’

‘Metti però che Maki l’abbia saputo da Naga, e poi sia andato ad indagare... Dove può aver indagato in mezz’ora in una palestra? ......... E se fosse andato a chiederlo a quel tizio.... Quello a cui Akira-san l’aveva detto....’

Koshino-san? Si mangerebbe la lingua prima di dire in giro una cosa del genere.... E se Maki avesse spedito Jin-san ad informarsi e poi Jin-san gliel’avesse detto quando è arrivato?’

Mh.... Può darsi... Ma... Ho come l’impressione che ci stia sfuggendo qualcosa di evidente.... Eppure....’

 

In quella suonò il campanello.

‘Oh, questo dev’essere Akira-san...’, disse Akane alzandosi in piedi e avviandosi verso l’entrata.

‘Ah bhe, guarda che puoi anche lasciarlo fuori tutta la notte a gelare, eh?’, le disse Ako, ma lei aveva già aperto la porta.

‘Ehilà! Sono qui per Akogare. Non ho sbagliato casa, vero?’, sorrise radioso Sendo entrando.

‘Buonasera, Akira-san. Akogare è qui, sì.’, rispose Akane senza scomporsi.

Attirato probabilmente da suono del campanello, Rukawa apparve sulle scale, accigliandosi di colpo vedendo il nuovo ospite.

‘Oh, chi si vede!’, esclamò l’altro avanzando in salotto, sempre con il suo sorriso TM, e senza badare minimamente ad Akogare. ‘Rukawa!’

 

Cosa fa questo qui?’, chiese il ragazzo ad Akane.

E’ venuto a prendere Akogare; è il suo vicino di casa.’, rispose lei, fulminando Sendo con un’occhiataccia. ‘Forse adesso è proprio meglio se torni a casa, Ako. Si sta facendo molto buio.’

‘Già, hai proprio ragione! Vieni, Akira, andiamo!’, esclamò l’altra ragazza alzandosi in piedi, mettendosi la giacca, e afferrando l’amico per un braccio.

‘Ma veramente io....’, protestò lui senza troppo successo.

‘Grazie mille di tutto; Akane ci si vede domani, Rukawa-kun grazie della compagnia. Ah, e Aka? Per favore, cerca di venire a capo di quel casino, eh?’, esclamò Akogare chiudendosi la porta alle spalle e trascinandosi via Sendo.

 

‘Arrivederci, Akira-san. ......... Arrivederci?’, disse Akane.

 

......

 

‘Sendo?’, chiese Rukawa, fissando con aria addormentata la ragazza.

 

***

 

Il fatto era ignoto a tutti, ma il giorno dopo Jin Soichiro avrebbe trovato una cosa che gli avrebbe fruttato più di un pozzo petrolifero, e di sti tempi è dire tanto.

 

***

 

 

Il 20 maggio Tsukuri Akane e Katawa Akogare arrivarono a scuola con due occhiaie pazzesche.

Si lasciarono entrambe cadere sulle rispettive sedie, ma Akogare mancò miseramente e cadde invece sul pavimento; dopo un po’, risistematasi lentamente, chiese:

Aho, Aka, hai scoperto qualcosa?’

‘No, ma ho una fastidiosissima zanzara che mi ronza in testa.... Non riesco a capire dove sbagliamo.’

‘Non è mica un problema di matematica...’

‘No, però.....

 

Le cinque lezioni mattutine passarono in un soffio, con Ako che ronfava sul banco e Akane che cercava di venire a capo del loro puzzle; il problema si pose loro all’ora di pranzo.

‘Che si fa?’, chiese Akogare grattandosi la testa. ‘E’ prudente andare in giardino?’

‘Credo di no. Perché non andiamo sul tetto? Kaede ci passa sempre tutta la pausa pranzo (dormendo).’, rispose Akane, mentre già si avviava.

 

Il tetto della scuola aveva una fantastica visuale sull’edificio della sezione maschile, sulla palestra numero 2 e sul giardino brasiliano. Che bello.

Akane si mise a trafficare di nuovo con tutti i suoi fogli, piluccando il suo pranzo, mentre Akogare cercava di seguire gli ultimi sviluppi della situazione.

‘Allora, siamo arrivati al punto che forse è stato Jin-san ad informare Maki...’, cominciò Aka.

Mh, lo sai che ho scoperto che Jin-san e tale Fukuda Kiccho, giocatore del Ryonan, si conoscono? Me l’ha detto ieri Akira.’

‘Ah sì?..... E come hai fatto a chiederlo ad Akira-san?’

‘Ah, bhe, gli ho parlato un po’ della questione.... Più o meno... Ah! Ti ho anche portato il mio diario, così forse veniamo a capo di qualcosa?.... Ma devo averlo lasciato in classe. Torno subito.’

‘Stai attenta!’, le urlò dietro Akane mentre la ragazza spariva giù per le scale.

 

Il fatto che camminasse strisciando su per i muri non salvò la povera martire; infatti, appena fuori dalla sua aula, sentì una mano che le si appoggiava su una spalla. Akogare saltò per aria e cacciò un urlo; Maki le sorrideva vittorioso.

 

Anf anf.... Tu! Sparisci dalla mia vista, Vecchio Bavoso!

‘Oh, suvvia suvvia, più garbata... Non sta bene dire certe cose ai senpai...’, rispose con calma lui.

‘Non ho tempo da perdere con te!’, sbottò lei, girandogli le spalle e facendo per andarsene.

‘Oh, nemmeno io con te, se è per quello.... Volevo solo sapere come sta Acchan.... E il tuo Senpai.... Fujima Kenji, vero?’

Akogare corse via urlando disperata.

‘Akaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!

 

Dopo un po’ giunse sul tetto, ancora sotto shock.

‘Akane! Akane, il Vecchio ha scoperto chi è il Senpai! Com’e possibile?!’

L’altra ragazza la guardò in silenzio, poi cominciò lentamente a sbattere la testa sul muro dove era appoggiata.

‘Qui c’è davvero una talpa enorme!’

‘ARGH! Com’è possibile?!?! Che sia andato per esclusione dopo aver capito che non poteva essere Akira?!

‘Hai idea di quanti giocatori ci siano nella prefettura?! E’ assurdo!’

 

‘E poi... ...... ...... ....... ..... ..... Aspetta un attimo! ................’

 

***

 

Jin non aveva la minima voglia di andare all’allenamento. Kyota era seduto di fianco a lui, sul praticello a tematica brasiliana, con la testa a ciondoloni e lo sguardo vacuo; nemmeno lui pareva molto interessato ad andare ad allenarsi.

‘Nobunaga...’, lo chiamò piano il suo senpai, senza ottenere però nessuna risposta. ‘Nobunaga...’

 

Jin sbuffò, sconsolato, e si sedette di fianco alla matricola, passandole un braccio sopra le spalle e scrollandola un pochino. ‘Su, Nobu, non fare così. Succede a tutti.’

 

Kyota scosse la testa, dando così segno di aver sentito l’altro ragazzo, ma di non credere a quello che gli diceva, anche se si avvicinò ulteriormente per cercare un po’ di conforto.

‘Dai, Nobu. Sono sicuro.... Sono sicuro che sistemerai tutto con Akane. E’ stato solo un malinteso.’

Un malinteso di due anni? Alla faccia del “solo”.’, sbottò la matricola.

 

Jin a quel punto non sapeva più davvero che fare, a parte maledire Maki-san con tutto se stesso.

Probabilmente evocato da questo odio profondo, il suddetto ragazzo apparve dal nulla, procedendo diritto verso di loro.

 

Eccovi qui, disgraziati! Muovetevi che l’allenamento sta per cominciare!’, disse loro seccato, afferrando Kyota per un braccio e trascinandoselo via di peso. ‘Vieni anche tu, Jin!’, aggiunse dopo, girandosi verso il suo kohai con un sorrisetto abbozzato, ma senza aspettarlo.

 

Jin non aveva proprio l’intenzione di seguirli, ma sapeva che non era una scelta che poteva fare.

‘Forza!’, esclamò a voce alta a se stesso. ‘Un giorno (non tanto lontano, spero) le cose cominceranno ad andare meglio.... “Più si va giù, e più dopo si ritorna su....”....’, si avviò canticchiando. La sua andatura comunque era molto molto lenta, a prova della convinzione con cui aveva detto quelle parole.

                                                                                                  

***

 

Al liceo San Yan, quella mattina, si era presentata alle lezioni una nuvola nera; a guardare meglio, a dir la verità, si trattava di una Torre ambulante la cui sommità era circondata da un nebbione scuro. A guardare ancora meglio, era Katawa Akogare.

 

Seduta sul suo posto, Akane fissava preoccupata la sua amica, che era evidentemente di pessimo umore e terribilmente depressa; nonostante al momento non avessero prove certe, tutti gli indizi raccolti ultimamente davano Akogare come la responsabile di tutto il “casino trasloco”, e la ragazza non lo stava prendendo molto bene.

 

Il suono della campana della pausa pranzo le risvegliò dai loro cupi pensieri; dopo essersi scambiate un’occhiata, le due si comunicarono telepaticamente di trasferirsi sul tetto. Sulla porta della classe, però, le sorprese l’ultima persona che si aspettavano di vedere arrivare di corsa.

 

Jin-san.’, disse Akane fissandolo.

‘Salve. Posso parlarvi un attimo?’

‘Stavamo andando sul tetto.’

‘Per gettarci di sotto.’

‘…’

 

***

 

‘Allora?’, chiese Akane, mentre apriva il cestino del pranzo.

‘Ehm… Come va?’

‘Malissimo.’, rispose Akogare afflosciata sul pavimento.

‘Ne deduco che Sendo è ancora arrabbiato…?

‘Non sono affari suoi. E poi non centra niente.’

Jin sorrise, preso un po’ in contropiede:Mi dispiace per quello che è successo, ma io non posso farci proprio niente.’

‘Come se avrebbe fatto qualcosa, se avesse potuto …

‘Mi dispiace. …Nobunaga non la sta prendendo molto bene.

‘Curioso come l’unico che l’abbia presa bene sia stato Maki.’, sbottò Akane.

Jin continuò a sorridere:Già…’

 

Ci fu una pausa silenziosa, durante la quale il ragazzo fece un respiro profondo.

‘Devo presupporre che tra te e Naga sia proprio finita.

‘Sì, sì… Glielo lascio.’

Jin cambiò colore, diventando un bel rosa gamberetto; poi si prese il volto tra le mani, scosse un po’ la testa, e ne venne fuori ristorato nella sua solita tinta.

‘Soichiro non è il momento di perdersi in queste scemenze; stavamo dicendo? Ah sì, qualcuna di voi ha per caso un cellulare?

‘Forse. Perché?’, chiese Akogare.

‘Avrei proprio proprio bisogno di fare una chiamata. Solo pochi secondi, non ti preoccupare. Me lo presti?’

‘Come mai non l’ha chiesto a Naga?’, indagò Akane.

‘Troppo poco prudente…’, sorrise Jin.

‘Prego.’, disse Akogare passando il telefono. ‘Basta che rechi danno a Maki.’

‘Oh, lo farà.’

 

 

---- Chapter #8, The End

 

 

 

Non mi arrendo (by 883)

 

Tanto ti aspetterò

ti guarderò abbracciare il tuo amore e poi

ti parlerò di qualunque cosa

per non farti dire "come stai"

Forse tu non mi vedrai

ma io sarò sempre dietro gli angoli bui

ti aprirò la strada

non ti lascerò mai (mai mai)

 

Io non mi arrenderò

tanto so che il tempo mi aiuterà

solo di notte quel brivido alla gola

di malinconia per te

 

Quel profumo sentirò

e il tuo corpo come per incanto sarà

quasi uscito dal

sogno quasi mia realtà

 

Forse un giorno sarà bello

fare tardi insieme a te

e contare i passi tuoi

sulle scale dei pensieri miei

 

Come se, come se

come se tutto il mondo

fosse fermo ad osservare noi

forse un giorno sarà bello

sarà bello prima o poi

 

Tanto ti aspetterò…

 

FANFIC

 

 

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