By B’n’R
Capitolo n° 4
Sarò lì
per te
Il tuo lavoro
è un gioco, tu sei a pezzi, la tua vita sentimentale è arrivata in ospedale già
morta.
e quando non
è stato il tuo giorno, la tua settimana, il tuo mese o anche il tuo anno...
sarò lì per
te... come ci sono stato prima.
Sarò lì per
te... perchè anche tu sei qui per me...
per ora hai
solo bruciato la colazione, le cose vanno alla grande.
Tua madre ti
aveva avvisato che ci sarebbero stati dei giorni del genere,
Ma lei non ti
disse quando il mondo ti avrebbe portato giù in ginocchio.
Pare tu sia
l'unico che sa... Cosa vuol dire essere me.
Qualcuno con
cui affrontare la giornata... Con cui farcela attraverso tutto il casino.
Qualcuno con
cui rido sempre...
Anche nel mio
peggio, sono al mio meglio con te, yeah.
E' come se tu
fossi sempre incastrato in seconda
e quando non
è stato il tuo giorno, la tua settimana, il tuo mese o anche il tuo anno...
‘Uff…’, disse alzando le spalle e sbuffando.
(Tra te
e Sendo-san)
Chapter #4
Nonostante
fossero appena le nove e mezza, l’aria mattutina risentiva già del calore dei
raggi solari. Il cielo era solcato dalle ultime nuvole solitarie, che pigramente
migravano verso sud, sospinte da un leggero vento. La giornata prometteva bene.
Almeno per quanto riguardava il tempo.
La palestra
era semivuota. Non c’erano nemmeno i giocatori.
Il tipo che
aveva attirato l’attenzione della ragazza sembrava, nel frattempo, molto
convinto di quello che andava facendo e, avanzando con passo deciso, si piantò
di fronte al Gorilla #1 e chiese (mentre Akane tirava le orecchie):
‘Chi
di voi è Sendo?’
‘Che faccia
incredibile!’, commentò il #5 del Ryonan.
‘Ma insomma,
Sendo non c’è ancora?!’, urlò un uomo anziano sul bordo del campetto, che doveva
essere, ad occhio e croce, l’allenatore del Ryonan.
Il salutò
riecheggiò per la palestra silenziosa, facendo voltare tutti. Ma proprio tutti.
Mentre la
ragazza entrava in panico, tale Sendo Akira si era andato a cambiare; e fu solo
allora che Akane vide, vicino alla porta, una figura piegata in due a riprendere
fiato.
E perse la
mascella.
…
…
….
SIAMO IN
RITARDOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!’
‘Decisamente.’
‘Ma cosa sto
dicendo? Sei in ritardo! Muoviti! Hai mangiato?! Hai preparato la borsa?!’
‘Ma io
credevo che l’avessi fatta tu…’, piagnucolò il ragazzo, grattandosi la testa. ‘E
poi ho fame! Cosa c’è per colazione?’
‘Prendi
questo toast.’
‘Ma non c’è
niente sopra….’
‘La
marmellata è sul tavolo. Il cucchiaio pure. Non bere latte. Vado a prepararti la
borsa. Lavati i denti. Pettinati nel minor tempo possibile. Non divagare. Non
dormire. E MUOVITI, IDIOTA, NON STARE A GUARDARMI!!!!’
Il ragazzo
sorrise amabilmente e pescò con calma della marmellata d’arance, spalmandola con
nonchalance sul toast, mentre la ragazza correva disperata per la casa.
DON – DON –
DON – DON – DON
‘Sto
mangiando. Sono in pigiama.’
‘Tò, prendi i
tuoi vestiti.’
‘Non vado in
palestra con la gonna a pieghe.’
‘AAAAAAAAAAAAAAH, questa è mia. Questa è tua. La camicia non l’ho trovata,
prendi la maglietta. Ho trovato la scarpa. Ah, ma te l’avevo già detto. Hai
preso la bici? Tieni la borsa.’
‘Ah, la borsa
che hai messo nella tuta.’
‘Certo, quale
se no? Quante borse hai? Quante tute hai? Quante te ne servono? Che divisa vuoi?
Bianca, blu, rossa, le abbiamo finite. Prendile tutte e due. Dov’è Hikoichi
quando serve?! Ti sei vestito? Bene, andiamo.’
‘No.’
‘Giusto. ……
No?!?! COME NO?!?!’
‘I capelli.’
‘Giusto…….. I
capelli?!?!?!?! COME I CAPELLI?!?!?!’
‘I capelli,
poi. Dammi cinque minuti.’
‘Giusto. ……
NON CE LI ABBIAMO CINQUE MINUTI.’
‘Vorrà dire
che tu verrai a scuola in pigiama.’
‘Pigiama? Ti
sei già vestito. ….. WAAAAAHAHAH!!! Dov’è la mia divisa?!?!’
‘Sbrigati.
Siamo in ritardo.’
Era evidente
che ormai si stava avvicinando l’estate.
Dopo un po’,
finalmente, la nostra eroina distrutta dalla vita riuscì a sollevarsi ed entrare
in palestra.
‘…’
‘Eho…’
‘Manco per
niente.’
‘Mh. E allora
che fai qua?’
‘Sono venuta
a vedere lo Shohoku. E tu?’
‘Sono venuta
a vedere Sendo.’
‘Mh.’
‘….’
‘Hai di nuovo
il fiocco asimmetrico. Aspetta che te lo sistemo.’
‘Bhe, a dir
la verità sono venuta a portarlo, Sendo…’
‘….’
‘Sai com’è,
non è mai puntuale… E’ un tipo sregolato.’
‘L’avevo
notato. Piuttosto… Che ci fa il tinto con il numero 10?’
‘Bho. Forse
Rukawa avrò voluto l’11.’
‘Tuo zio.
L’11? Ma che numero è?’
Si girarono
piano; davanti a loro c’era una ragazza snella, con i capelli lunghi fino più o
meno ai gomiti e ondulati, castano scuro, occhi dello stesso colore, alta circa
1 e 60 cm, con indosso la divisa del Ryonan.
‘No. Cioè, io
sono Yosai Miyu. Tu sei Katawa Akogare. Piacere. Adesso ci conosciamo.’, sorrise
la nuova venuta.
‘Piacere.
Adesso ci conosciamo! …. Ah, questa è Tsukuri Akane.’
‘Una tua
compagna al San Yan?’
‘Sì.’
‘Ciao,
piacere.’, sorrise di nuovo Miyu.
‘Come fai a
sapere tutte queste cose? E poi sto guardando il riscaldamento. Se non hai
niente da dire puoi anche andartene e lasciarmi in pace.’, la segò via Akane,
per poi girarsi.
‘No. Ma
perché?’
‘Perché… Ah,
niente.’
‘E’ un mio
senpai. Lo conosci bene, vero? E’ davvero bravo. Io seguo il basket da anni ma
non ho mai visto qualcuno giocare così bene!! A proposito, io scrivo per il
giornalino della scuola. E allora volevo raccogliere un po’ di informazioni… Su
Sendo-senpai.’
‘Sì, è una
buona idea, in fondo siamo qui per questo, no?’, sorrise Akogare.
‘Ah, bhe,
certo… Ah, Sendo-senpai… Che stella! Che fisico! Tutta la squadra dipende da
lui; Fukki lo tiene così da conto… Ma tutta la scuola lo tiene da conto, no?
Persino i suoi senpai, lo tengono da conto! Guardate Uozumi-san… E Taoka-sensei,
poi. Non si permette nemmeno di sgridarlo! E ci manca anche altro! La squadra
sarebbe allo sbaraglio senza la sua guida. …. E poi, fra parentesi, è un tipo
così originale, con quei capelli all’ultima moda….’
‘All’ultima
moda….’, sorrise Akogare.
‘Molto bene.
Adesso taci o ti butto di sotto. E lo faccio sul serio. Così vediamo se il tuo
Sendo-senpai viene a salvarti! E chissà che non si rompa una gamba nel
processo!’, urlò Akane, facendo girare tutti gli spettatori.
Il fischio
dell’arbitro risuonò dando inizio all’incontro.
87 a 86 per i
padroni di casa.
Lo Shohoku
aveva perso.
Il Ryonan
aveva vinto.
Basta.
‘Uff. Hanno
vinto, meno male…’, sorrise Akogare, uscendo con Akane dalla palestra, mentre
Miyu saltellava contentissima. ‘Se la sono vista proprio brutta. Non pensavo lo
Shohoku fosse così forte. Dici che arriveranno quest’anno almeno fra i best 8?’
‘Hai visto,
te l’avevo detto! Te l’avevo detto! Te l’avevo detto!’, urlò Miyu, che si beccò
una super pedata da Akane, che la mise K.O., mentre le due proseguivano senza di
lei.
‘Mh, può
darsi. Bisogna starci attenti… Ma comunque, sono quasi sicura che quest’anno
riusciamo ad arrivarci, alle nazionali, non credi?’
‘…….. Bho.’
‘Tsk. Bisogna
passare sopra il cadavere del Kainan, però, prima.’
‘Non vedo
l’ora.’
‘Vero,
vero!?’
‘……’
‘Akane, hai
per caso un ombrello?’, chiese Akogare, scrutandosi attorno preoccupata.
‘L’ho
dimenticato. Ma tanto la stazione è qui vicino.’
‘Sì, bhe,
ma…. Mh.’
Poi apparve
Sendo.
Rukawa lo
fissò senza dire nulla. Poi si avvicinò, e batté la mano che l’altro aveva teso.
Sendo
sorrise. Rukawa girò i tacchi, riprese la borsa rossa che aveva abbandonato, e
si avviò.
Sendo allora
si girò verso il tinto, chiamandolo:
‘Sakuragi.’
‘Che?’
‘Se davvero
vuoi annientarmi… … dovrai allenarti a costo della vita.’
‘Che…?! Sendo!!’,
sbraitò il tinto, che però poi strinse la mano all’altro.
Akane fece
per seguirli.
‘Akane, ma
vai di già?’, le chiese Akogare.
‘….’
‘Fermati a
mangiare qualcosa qui, no?’
‘E i compiti
di matematica? Devo passare a scuola a prendere le fotocopie che il prof ci ha
lasciato.’
‘Ma….
Facciamo domani insieme, no? Dai, c’è un ottimo posto qua vicino dove andare a
mangiare. Ci andiamo insieme?’
‘…’. Akane
guardò il gruppo che si allontanava, poi si girò verso Akogare e sospirò un ‘Va
bene.’
‘Ehi, che
entusiasmo….’
‘Mah…’
‘Oh, Akira…’
Akogare
guardò Sendo, ma non disse nient’altro. Akane si girò per osservare lo stangone
in faccia; allora la sua amica si volse verso di lei.
‘Oh, Akane…
Questo è Sendo Akira. Acchan, questa è Tsukuri Akane, la mia compagna di
banco.’, li presentò Akogare allora.
‘Oh, ciao!
Come va?’, sorrise di nuovo Sendo.
‘Piacere.’,
rispose Akane, inchinandosi. ‘Congratulazioni per la vittoria.’
‘Grazie! Come
stavo dicendo prima, mi sono proprio divertito. Voi no?’
‘Sì, sì,
certo. Bravo. Adesso noi dobbiamo andare, ci vediamo sta sera.’, cercò di
tagliar corto Akogare.
‘Ah, che hai
fatto?!’, urlò Ako, prendendola per controllare fosse ancora tutta intera.
‘Eh… Ho
stretto la mano a Sakuragi… Quello è pazzo! Che male!’, protestò Sendo.
‘Ben ti sta,
così impari a stringere la mano a gente strana. Prendi le chiavi. Guai a te se
ti addormenti che io sono ancora fuori. Ma dov’è la divisa?’
‘Nella
borsa.’, rispose Sendo sorridendo. (‘O forse era la borsa nella divisa?’)
‘E dov’è la
borsa?’
(‘La borsa
nella divisa?’, si chiese Akane)
‘La borsa….
Dunque, vediamo… La borsa…’, disse l’altro pensieroso, appoggiandosi una mano
sul mento. ‘Allora, sono entrato in palestra, poi sono andato a cambiarmi… Ah,
facile, nello spogliatoio. …. …. Perché?’
‘Vedi di non
dimenticarla qui.’
‘Non ti
preoccupare…’, sorrise Sendo, mentre Akogare se la dava a gambe trascinandosi
dietro Akane.
Il locale era
piccolo e sembrava accogliente; pochi clienti occupavano i posti al centro della
sala, ben illuminati. Il colore dominante era un verde chiaro, presente perfino
sui piatti, mentre le pareti erano semplicemente bianche. I tavoli erano
scomodamente rotondi, e disposti in ordine quasi sparso.
‘Tò, hanno
ridipinto…’
‘…’
‘Allora, ti
piace questo posto?’
‘Sì.’
‘Cosa
prendi?’
‘Un tè.’
‘Allora vado
ad ordinare.’
‘Dimmi…Come
mai eri venuta a vedere la partita dello Shohoku?’
‘…Volevo
rendermi conto di come giocavano.’, scosse vagamente la testa Akane.
‘…’
Le due
rimasero in silenzio, una sorseggiando il suo tè e l’altra azzannando la sua
pizza Hawaii.
‘Potevi
alzarti prima.’
‘…Ho sentito
solo la terza sveglia…E se non la sentivo io, la partita non si sarebbe neanche
giocata!’
‘…Che?’,
chiese Akane sollevando lo sguardo dal tè.
‘Perché, tu
credi che al Ryonan si giochi senza Akira?’
‘…’, Akogare
osservò la reazione della sua amica, prima di parlare di nuovo. ‘Sì certo. La
squadra senza di lui non va da nessuna parte. Non hai visto che disastri. E che
scorzoni. Anche Uozumi-san…’
‘Uozumi-san?’
‘Sì…Il
capitano, il numero 4. Quello enorme.’
‘Ah…Gorilla#1…’
‘Ahm…Sì
quello. Riconoscibile eh?’
‘Come quell’altro…’
‘Akagi-san…No?’
‘Può darsi…’
‘Che idiote…’
‘Perché non
hai mai sentito i tifosi del Ryonan…’
‘Cosa c’è tra
te e Sendo-san?’
Poi si
raddrizzò sulla sedia, si pulì la bocca con il tovagliolo, si schiarì la voce e
chiese:
‘Come,
scusa?’
‘Siete vicini
di casa? Siccome non frequenti il Ryonan e non puoi essere la loro manager, per
andare a svegliarlo devi per forza avere un rapporto personale con lui.’
‘Bè…Ha
dormito a casa mia.’
‘Oh.’
‘No, aspetta,
non hai capito…Non è come può sembrare!’
‘Non lo è
mai.’
‘Sì, cioè nel
senso…Lui DORME, io DORMO…’
‘E’ per
quello che non sentite la sveglia.’, annuì Akane da sopra la sua tazza.
‘Decisamente.
Ma guarda che lui dorme spesso a casa mia…Perché rimane a giocare con la
Playstation e poi si addormenta…Ma è normale. Sai com’è lui, sregolato…E anche
un po’ pigro…’
‘…Ho
presente.’
‘Volevo
vedere la stella del Tomigaoka alla sua prima partita alle superiori.’, rispose
Akane senza cambiare espressione né guardare l’altra ragazza.
‘Ohhhhooo…’,
rise Akogare, ‘Un’ammiratrice segreta….Altro che MACHEFICOMICIFICCO…. E adesso
cosa vuoi fare?’, sorrise Akogare costruendosi un castello di carte della Torre,
poi divenne cupa di colpo e disse: ‘Ma aspetta un attimo…E Naga? Cos’hai
intenzione di fare?’
‘Non in quel
senso…Nei confronti di Naga…O forse nei confronti di Rukawa?’, chiese l’altra
persa nella visione di un Rukawa con due lunghissime treccione bionde,
affacciato al poggiolo del castello ed un Akane su Ombromanto che stava
arrivando di corsa fra i flutti, con un Naga scimmia attaccato alla coda del
destriero.
‘Ah, niente.
Tanto quando perde lui non mangia mai.’, purtroppo il castello della ragazza
venne a questo punto spiaccicato da un enorme pianto di ramen piovuto dal cielo.
‘…?’
‘Come sarebbe
a dire che non mangia?’
‘Ah, non
mangia, certo.’
‘Scusa ma
adesso devo proprio andare. Grazie per la compagnia. Ci vediamo domani.’, e cosi
dicendo Akane si alzò e se ne andò, correndo sotto la pioggia con la borsa sopra
la testa.
Ironic
(by Alanis Morisette)
Ironico
Un vecchio compì novantotto anni
Vinse
la lotteria e morì il giorno seguente.
E' una mosca nera nel tuo Chardonnay
E' una grazia per una condanna a morte due minuti troppo tardi
E non è ironico Non credi?
E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio
E' una corsa gratis quando hai già
pagato
E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito
E chi avrebbe pensato che il discorso tornava
Il sig. Giocala sul
sicuro aveva paura di volare
Fece le valige e baciò i suoi figli
Aspettò tutta la sua stradannata vita per prendere quell'aereo
E mentre l'aereo precipitava pensò
Bhe,
non è bello
E non è ironico non credi
E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio
E' una corsa gratis quando hai già pagato
E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito
E chi avrebbe pensato che il discorso tornava
Bhe, la vita ha uno strano modo di prenderti alle spalle
Quando pensi che è tutto ok e tutto andrà bene quando
Pensi tutto è andato storto e tutto ti esplode in faccia.
E' un ingorgo quando sei già in ritardo
Un cartello 'non fumare' sulla tua pausa per la sigaretta
E' come diecimila cucchiai quando tutto quello che ti serve è un
coltello
E' incontrare l'uomo dei miei sogni
E quindi incontrare la sua bella moglie
E non è ironico non credi
Un po' troppo ironico, e sì lo penso proprio
E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio
E' una corsa gratis quando hai già pagato
E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito
E chi avrebbe pensato che il discorso tornava
La vita ha uno strano modo di prenderti alle spalle
La vita ha uno strano modo di aiutarti fuori dai guai
Aiutarti fuori dai guai