EMBRACING THE ICE KNIFE

By B’n’R

Capitolo n° 4

 

I’ll be there for you (from Friends)

Sarò lì per te

Sicchè nessuno ti aveva detto che la tua vita sarebbe stata così.

Il tuo lavoro è un gioco, tu sei a pezzi, la tua vita sentimentale è arrivata in ospedale già morta.

E' come tu fossi sempre incastrato in seconda

e quando non è stato il tuo giorno, la tua settimana, il tuo mese o anche il tuo anno...

Sarò lì per te... quando comincia a diluviare.

sarò lì per te... come ci sono stato prima.

Sarò lì per te... perchè anche tu sei qui per me...

Sei ancora a letto alle 10 e il lavoro cominciava alle 8.

per ora hai solo bruciato la colazione, le cose vanno alla grande.

Tua madre ti aveva avvisato che ci sarebbero stati dei giorni del genere,

Ma lei non ti disse quando il mondo ti avrebbe portato giù in ginocchio.

Nessuno mi ha mai conosciuto... Nessuno mi aveva mai visto.

Pare tu sia l'unico che sa... Cosa vuol dire essere me.

Qualcuno con cui affrontare la giornata... Con cui farcela attraverso tutto il casino.

Qualcuno con cui rido sempre...

Anche nel mio peggio, sono al mio meglio con te, yeah.

E' come se tu fossi sempre incastrato in seconda

e quando non è stato il tuo giorno, la tua settimana, il tuo mese o anche il tuo anno...

 

 

Seduta assonnatamente su un treno pendolare, Akane Tsukuri ponderava su disgrazie passate, delle quali era stata testimone appena qualche giorno prima, e su quelle future, che di certo non sarebbero mancate.

‘Uff…’, disse alzando le spalle e sbuffando.

 

Liceo Ryonan! Stazione del Liceo Ryonan!

(Tra te e Sendo-san)

Chapter #4

 

 

Si stava decisamente avvicinando l’estate.

Nonostante fossero appena le nove e mezza, l’aria mattutina risentiva già del calore dei raggi solari. Il cielo era solcato dalle ultime nuvole solitarie, che pigramente migravano verso sud, sospinte da un leggero vento. La giornata prometteva bene. Almeno per quanto riguardava il tempo.

A dire la verità, Akane non era così sicura che la giornata promettesse bene.

Sendo Akira…Ala piccola e soprattutto Stella del Ryonan. Molto male. Molto molto male. Questa è la prima partita dello Shohoku. Molto male. Prevedo Torri. Prevedo tempesta… A proposito, ho lasciato l’ombrello a casa. Speriamo il tempo regga.…Non ci conto molto. Ala piccola. Stella. Naga. Chissà che starà combinando. Allenandosi, ovviamente. …Ma che domande idiote mi sto facendo?’

 «Liceo Ryonan! Stazione del liceo Ryonan!»

Scendi, Akane, scendi. E’ la tua stazione. Dov’è sta scuola? Mi hanno detto vicino alla spiaggia. Ah, dev’essere quella roba lì. Mh…Grazie a Dio non devo camminare tanto. E se dopo piove, sono subito in stazione. Speriamo non mi lincino, con la divisa del San Yan addosso. Del resto, sarò solo io. Forse era meglio se non venivo in divisa…Ma dopo devo andare a scuola, per cui sarei dovuta passare per casa, il che è assolutamente fuori luogo. Insomma, ho fatto ancora la scelta giusta. E’ importante uscire di casa sempre organizzati. Bene. Ma dov’è la palestra?’

La scuola del liceo (privato) Ryonan aveva, oltre agli edifici per le aule, i laboratori, e la palestra, una fantastica vista sul mare. Impossibile non fermarsi per dare almeno un’occhiata.

Ah. Adoro l’aria di mare…E pensare che Naga non aveva mai tempo di fare passeggiate con me. Ah, maledetto mondo crudele, chi è che ha inventato il basket, maledizione maledizione maledizione. Che nervi. … Che depressione. Accidenti, non c’è più tempo. Dov’è l’entrata? …Dannato chi l’ha inventato, il basket. Un giorno o l’altro faccio un cartellone enorme e l’appendo in salotto…Ma chi se ne accorgerebbe…’

       

La palestra era semivuota. Non c’erano nemmeno i giocatori.

Ma…Ma…Ma che abbia sbagliato qualcosa?! Impossibile. L’ho sentito, ha fatto «Liceo Ryonan! Stazione del liceo Ryonan!» …Non può esistere un altro liceo Ryonan. No. Per cui…forse ho sbagliato palestra…Eppure…Questa cartina turistica parla chiaro. Il liceo Ryonan è qui e il cartello fuori dice “Palestra”, non “Palestra 1”,  o “Palestra 7”…Palestra è Palestra e dunque unica…Sì. Ma allora dove sono tutti?’

I pensieri sconnessi della ragazza vennero interrotti ed ulteriormente sconvolti dall’entrata in campo di un set di gente in maglia bianca e azzurra, sulla quale spiccavano chiaramente i kanji “Ryo” e “Nan”. Forse. Oppure “Misasagi Minami”. Visto il caso, magari era proprio “Ryonan”.

Ma la cosa più sconvolgente era il tipo che stava davanti a tutti, coprendoli.

Che roba enorme. Sembra proprio un gorilla. Và che faccia. Ma che sia Sendo? Aspetta… Calma, Akane…Pensa. Sendo Akira, ala piccola e soprattutto Stella. Ala piccola. Quella cosa non può fare l’ala piccola. …Ma allora chi è Sendo? Dov’è Sendo? Calma e sangue freddo. Ala piccola. Dunque. Non troppo grosso. Eh, ma tanto sono comunque tutti più piccoli di quello. Magari è il sei…Con quel caschetto. Oppure quello pelato…L’otto…Meh, che schifo. Ma che squadra di scorzoni. O forse è quel nano che urla in panchina con quel libro in mano. Ma cosa sto dicendo, quello dev’essere più basso di me. Ma allora Sendo è proprio il sei. Ah, ma aspetta un attimo…sono solo in quattro in divisa. Dov’è il quinto? Dov’è quinto?!? Pensavo si giocasse in cinque. Hanno cambiato? Alle superiori si gioca in quattro?! O forse è che il gigante fa per due?!? Alt. Calma. Ci dev’essere una spiegazione logica. Qualcuno non è ancora arrivato. Sendo si è rotto una gamba. Fantastico, siamo a cavallo, abbiamo vinto la partita, posso anche tornare a casa. E se invece Sendo è già qui, ma si sta ancora cambiando, significa che è molto vanitoso. Ah, ma stavolta cade male, il vecchio…Il Vecchio… Oppure, Sendo è uno dei buzzurri presenti e qualcun altro è in ritardo. O magari, Sendo sta mattina è rimasto a dormire…Ah, ma cosa sto dicendo, ho sbagliato persona…Nah. Ma aspetta che vedo sti qua dello Shohoku. Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiih, che squadra di scorzoni!! Che roba, che censura! Un altro gorilla. Com’è che si chiamava?… Gori…Ah, ma forse gori stava per gorilla…Mh. Oh, quello con la tinta rossa. Com’è che si chiamava? Idiota, Cretino, Spreco…’

 

Il tipo che aveva attirato l’attenzione della ragazza sembrava, nel frattempo, molto convinto di quello che andava facendo e, avanzando con passo deciso, si piantò di fronte al Gorilla #1 e chiese (mentre Akane tirava le orecchie):

Chi di voi è Sendo?’

‘Oh, finalmente qualcuno d’intelligente che pone delle domande opportune. Chi di voi è Sendo? Mh? Mh? Rispondete.’    

Ma chi è questo tipo assurdo?’, chiese Gorilla #1 indicando il tinto.

‘Che faccia incredibile!’, commentò il #5 del Ryonan.

‘Maddico, ma vi siete visti voi!? Moh e rispondete!!’

‘Ma insomma, Sendo non c’è ancora?!’, urlò un uomo anziano sul bordo del campetto, che doveva essere, ad occhio e croce, l’allenatore del Ryonan.

‘Oh. Sicchè è proprio come si sosteneva nell’ipotesi ‘Sendo si è rotto una gamba’. Solo che loro non lo sanno ancora. Poverini. …Non mi piace guardare la partita da qua sopra. Posso tornare a casa?…’

‘BUONDI’!!’

Il salutò riecheggiò per la palestra silenziosa, facendo voltare tutti. Ma proprio tutti.

‘Scusate il ritardo.’

Sulla porta secondaria della palestra era apparso uno strano tipo; la prima cosa che saltava agli occhi era la sua interessante capigliatura, che ricordava decisamente un porcospino, oppure una di quelle pareti che si vedono nei film o nei videogiochi, da cui escono tutte le lance appuntite per triturare lo sfigato di turno (che di solito è il Prince of Persia). La seconda cosa era l’altezza; era molto alto, anche per un giocatore di basket, seppure non quanto Gorilla #1. Portava la divisa alla meno peggio, con una maglietta al posto della camicia regolamentare, la giacca sbottonata e scarpe da ginnastica; un tipo sicuramente sregolato.

‘Mazzate oh. Alla faccia della squadra di scorzoni…………………………’

Impegnata com’era ad annotare tutti questi particolari tecnici, Akane non si rese nemmeno conto che, davanti quello che era stato dimostrato essere Sendo Akira, era cominciata una processione di gente che portava omaggio.

La vedo male. Molto male…Ma aspettiamo. Chi vivrà, vedrà. Non fasciamoci la testa prima di romperla. Non mettiamo il carro davanti al buio. No, ai buoi. …Oh Grande Budda!! Aiutami tu!’

Mentre la ragazza entrava in panico, tale Sendo Akira si era andato a cambiare; e fu solo allora che Akane vide, vicino alla porta, una figura piegata in due a riprendere fiato.

E perse la mascella.  

***

TATATATA – TATATATA – TATATATA – TATATATA – TATATATA

TRRRRRRRR – TRRRRRRRRR – TRRRRRRRRR – TRRRRRRRRRR

PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI – PIPIPI…

‘Cos’è sta robaaaaa?’

‘Laa…. Sveiii-aaa….. Yawn…’

‘Aah… La sveia…. La sveia? LA SVEGLIA?!?!?!? LA TERZA SVEGLIA?!?!?!?!?!

….

SIAMO IN RITARDOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!’

‘Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo.’

‘Decisamente.’

‘Ma cosa sto dicendo? Sei in ritardo! Muoviti! Hai mangiato?! Hai preparato la borsa?!’

‘Ma io credevo che l’avessi fatta tu…’, piagnucolò il ragazzo, grattandosi la testa. ‘E poi ho fame! Cosa c’è per colazione?’

‘Prendi questo toast.’

‘Ma non c’è niente sopra….’

‘La marmellata è sul tavolo. Il cucchiaio pure. Non bere latte. Vado a prepararti la borsa. Lavati i denti. Pettinati nel minor tempo possibile. Non divagare. Non dormire. E MUOVITI, IDIOTA, NON STARE A GUARDARMI!!!!’

Il ragazzo sorrise amabilmente e pescò con calma della marmellata d’arance, spalmandola con nonchalance sul toast, mentre la ragazza correva disperata per la casa.

‘Dov’è la scarpa sinistra? Dov’è la borsa? Dov’è la tua camicia? Cosa devi metterti? Metto la borsa nella tuta, o la tuta nella divisa? E la mia tuta? E il tuo shampoo? E il mio, di shampoo, dove l’hai messo? E il mio toast? Non mangiarti tutto… Per piacere… Akiraaaaa…’

DON – DON – DON – DON – DON

‘Le campane delle morte!! La quarta sveglia !!! Siamo in ritardassimo!! Muoviti! Ho trovato la scarpa. Hai preso la bici?!’

‘Sto mangiando. Sono in pigiama.’

‘Tò, prendi i tuoi vestiti.’

‘Non vado in palestra con la gonna a pieghe.’

‘AAAAAAAAAAAAAAH, questa è mia. Questa è tua. La camicia non l’ho trovata, prendi la maglietta. Ho trovato la scarpa. Ah, ma te l’avevo già detto. Hai preso la bici? Tieni la borsa.’

‘Ah, la borsa che hai messo nella tuta.’

‘Certo, quale se no? Quante borse hai? Quante tute hai? Quante te ne servono? Che divisa vuoi? Bianca, blu, rossa, le abbiamo finite. Prendile tutte e due. Dov’è Hikoichi quando serve?! Ti sei vestito? Bene, andiamo.’

‘No.’

‘Giusto. …… No?!?! COME NO?!?!’

‘I capelli.’

‘Giusto…….. I capelli?!?!?!?! COME I CAPELLI?!?!?!’

‘I capelli, poi. Dammi cinque minuti.’

‘Giusto. …… NON CE LI ABBIAMO CINQUE MINUTI.’

‘Vorrà dire che tu verrai a scuola in pigiama.’

‘Pigiama? Ti sei già vestito. ….. WAAAAAHAHAH!!! Dov’è la mia divisa?!?!’

‘Sbrigati. Siamo in ritardo.’

Era una tranquilla mattinata di fine Aprile; le nuvole navigavano lentamente nel cielo, addensandosi a tratti, ma lasciavano ancora vedere il sole. Per essere solo le 10.15, faceva già parecchio caldo.

Era evidente che ormai si stava avvicinando l’estate.

Una bicicletta con due persone e una borsa a bordo sfrecciava a velocità pericolosamente impressionante verso il Liceo Ryonan, la scuola più vicina. Alla sua guida c’era una ragazza con un toast in bocca, mentre in piedi dietro il sellino stava un tipo piuttosto alto, che si teneva tranquillo sulle spalle dell’altra, bevendo da una bottiglietta d’acqua.

‘Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Rukawa sarà già lì, con tutto lo Shohoku e pure Akagi-san. Di certo nessun serio giocatore di basket dormirebbe quanto Akira. Che disperazione. Che disperazione. Che disperazione. Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Brutto cretino. Dovrebbe darsi alla pesca. Grazie a Dio che la squadra senza di lui non va da nessuna parte, se no l’avrebbero già cacciato a calci… Siamo in ritardo. Siamo in ritardo. Che figure, che figure. E poi chi lo sente Uozumi-san?! E il vecchio bavoso…Vecchio Bavoso? Io, ovviamente. Che nervi, che nervi. Che figure. Siamo in ritardo!!’

Con un enorme frenone, la bici si inchiodò sul pavimento, esattamente davanti alla porta secondaria.

‘Wops’, sorrise Sendo. ‘Mi sono schizzato l’acqua in faccia.’

‘Chi se ne fregaaaa!! Fila dentro, idiota, dì che sei venuto di corsa e inventati qualche scusa, chessò, ti è morto il cane, e buona fortuna per la partita e per la scusa. Vai!’, e così dicendo lo spinse dentro, mentre lei si fermava a morire di fianco alla bici, ancora masticando il suo mezzo toast.

‘Santa pazienza. Tutte le volte la stessa storia. Non è possibile.’

Dopo un po’, finalmente, la nostra eroina distrutta dalla vita riuscì a sollevarsi ed entrare in palestra.

Uno strano tinto che sfidava Sendo fu la prima cosa che vide, ma poi la sua attenzione venne attirata da un altro tipo in maglia rossa che se ne stava in disparte, fissando il suo amico.

‘Rukawa Kaede… Ala piccola. Stella delle medie Tomigaoka, e astro nascente dello Shohoku. … Sì, bhe, adesso ha trovato pane per i suoi denti…. Mh. Però. Buttalo via…. Che scorzoni, comunque, gli altri. A partire dal Gorilla. …. Ma guarda, c’è un po’ di gente a vedere la partita… Saranno le solite Sbavatrici. …… …… …… …… MH!?!?!’

***

‘…’

‘…’

‘Ehilà.’

‘Eho…’

‘Non sarai qui per conto del Kainan!?’

‘Manco per niente.’

‘Mh. E allora che fai qua?’

‘Sono venuta a vedere lo Shohoku. E tu?’

‘Sono venuta a vedere Sendo.’

‘Mh.’

‘….’

‘Hai di nuovo il fiocco asimmetrico. Aspetta che te lo sistemo.’

‘Bhe, a dir la verità sono venuta a portarlo, Sendo…’

‘….’

‘Sai com’è, non è mai puntuale… E’ un tipo sregolato.’

‘L’avevo notato. Piuttosto… Che ci fa il tinto con il numero 10?’

‘Bho. Forse Rukawa avrò voluto l’11.’

‘Tuo zio. L’11? Ma che numero è?’

Era una calda mattina di Aprile, pronta alla pioggia, quando Tsukuri Akane, senza minimamente aspettarselo, si ritrovò Katawa Akogare nell’ultimo posto dove pensava di poterla vedere. Benché le due si conoscessero già, fu questo incontro a lanciare le basi degli sviluppi dei mesi successivi, unito alla partita che si stava per svolgere: Sendo Akira contro Rukawa Kaede.

***

‘Ciao!’

Akane ed Akogare, appoggiate sulla ringhiera guardando il riscaldamento, si gelarono sul posto. Calma. Voce femminile. Calma.

Si girarono piano; davanti a loro c’era una ragazza snella, con i capelli lunghi fino più o meno ai gomiti e ondulati, castano scuro, occhi dello stesso colore, alta circa 1 e 60 cm, con indosso la divisa del Ryonan.

‘Ciao…’, rispose Ako. ‘Ci conosciamo?’. Akane non disse nulla.

‘No. Cioè, io sono Yosai Miyu. Tu sei Katawa Akogare. Piacere. Adesso ci conosciamo.’, sorrise la nuova venuta.

‘Piacere. Adesso ci conosciamo! …. Ah, questa è Tsukuri Akane.’

‘Una tua compagna al San Yan?’

‘Sì.’

‘Ciao, piacere.’, sorrise di nuovo Miyu.

‘Come fai a sapere tutte queste cose? E poi sto guardando il riscaldamento. Se non hai niente da dire puoi anche andartene e lasciarmi in pace.’, la segò via Akane, per poi girarsi.

‘Ehm… E così fai il Ryonan!!’, esclamò Akogare ridendo. ‘Fai la classe di Akira Sendo?’

‘No. Ma perché?’

‘Perché… Ah, niente.’

‘E’ un mio senpai. Lo conosci bene, vero? E’ davvero bravo. Io seguo il basket da anni ma non ho mai visto qualcuno giocare così bene!! A proposito, io scrivo per il giornalino della scuola. E allora volevo raccogliere un po’ di informazioni… Su Sendo-senpai.’

‘Allora taci e guarda la partita, visto che te ne intendi. Sta cominciando.’, l’interruppe Akane.

‘Sì, è una buona idea, in fondo siamo qui per questo, no?’, sorrise Akogare.

‘Ah, bhe, certo… Ah, Sendo-senpai… Che stella! Che fisico! Tutta la squadra dipende da lui; Fukki lo tiene così da conto… Ma tutta la scuola lo tiene da conto, no? Persino i suoi senpai, lo tengono da conto! Guardate Uozumi-san… E Taoka-sensei, poi. Non si permette nemmeno di sgridarlo! E ci manca anche altro! La squadra sarebbe allo sbaraglio senza la sua guida. …. E poi, fra parentesi, è un tipo così originale, con quei capelli all’ultima moda….’

‘All’ultima moda….’, sorrise Akogare.

‘Sì, no? È così fantastico che mette a tacere anche Koshino-san, che è un gran rompiscatole, almeno così dice Fuku. E l’opinione di Fuku è sempre meglio di niente. E può giocare in qualsiasi ruolo, non è vero? Che ruolo aveva alle medie? Centro, forse? Ma lui può fare tutto, grande senpai. Quest’anno parteciperemo di certo ai campionati nazionali… E oggi quelli lì vestiti di rosso, tzè, non hanno scampo….’

‘Molto bene. Adesso taci o ti butto di sotto. E lo faccio sul serio. Così vediamo se il tuo Sendo-senpai viene a salvarti! E chissà che non si rompa una gamba nel processo!’, urlò Akane, facendo girare tutti gli spettatori.

Il fischio dell’arbitro risuonò dando inizio all’incontro.

***

La sirena di fine partita risuonò per tutta la palestra, inesorabile.

87 a 86 per i padroni di casa.

Lo Shohoku aveva perso.

Il Ryonan aveva vinto.

Basta.

‘….’

‘Uff. Hanno vinto, meno male…’, sorrise Akogare, uscendo con Akane dalla palestra, mentre Miyu saltellava contentissima. ‘Se la sono vista proprio brutta. Non pensavo lo Shohoku fosse così forte. Dici che arriveranno quest’anno almeno fra i best 8?’

‘Hai visto, te l’avevo detto! Te l’avevo detto! Te l’avevo detto!’, urlò Miyu, che si beccò una super pedata da Akane, che la mise K.O., mentre le due proseguivano senza di lei.

‘…. Bho.’

‘Mh, può darsi. Bisogna starci attenti… Ma comunque, sono quasi sicura che quest’anno riusciamo ad arrivarci, alle nazionali, non credi?’

‘…….. Bho.’

‘Tsk. Bisogna passare sopra il cadavere del Kainan, però, prima.’

‘Non vedo l’ora.’

‘Vero, vero!?’

‘……’

Fuori, il cielo oramai era coperto di nuvole, anche se non pioveva. Per ora.

‘Akane, hai per caso un ombrello?’, chiese Akogare, scrutandosi attorno preoccupata.

‘L’ho dimenticato. Ma tanto la stazione è qui vicino.’

‘Sì, bhe, ma…. Mh.’

In quella, lo Shohoku uscì dagli spogliatoi, seguito a ruota dal Ryonan. Gli allenatori si ringraziarono, mentre i due capitani si stringevano la mano.

Poi apparve Sendo.

Il numero 7 bianco zompettò fino dall’11 rosso, uscendosene con un ‘Ehi’

Rukawa lo fissò senza dire nulla. Poi si avvicinò, e batté la mano che l’altro aveva teso.

Sendo sorrise. Rukawa girò i tacchi, riprese la borsa rossa che aveva abbandonato, e si avviò.

Sendo allora si girò verso il tinto, chiamandolo:

‘Sakuragi.’

‘Che?’

‘Se davvero vuoi annientarmi… … dovrai allenarti a costo della vita.’

‘Che…?! Sendo!!’, sbraitò il tinto, che però poi strinse la mano all’altro.

Con quest’ ultima mossa, lo Shohoku si avviò in gruppo, col proprio allenatore in testa.

Akane fece per seguirli.

‘Akane, ma vai di già?’, le chiese Akogare.

‘….’

‘Fermati a mangiare qualcosa qui, no?’

‘E i compiti di matematica? Devo passare a scuola a prendere le fotocopie che il prof ci ha lasciato.’

‘Ma…. Facciamo domani insieme, no? Dai, c’è un ottimo posto qua vicino dove andare a mangiare. Ci andiamo insieme?’

‘…’. Akane guardò il gruppo che si allontanava, poi si girò verso Akogare e sospirò un ‘Va bene.’

‘Ehi, che entusiasmo….’

‘Mah…’

‘Ehilà’, vennero interrotte, ‘Visto che bella partita? Mi sono divertito un sacco, io.’

‘Oh, Akira…’

Akogare guardò Sendo, ma non disse nient’altro. Akane si girò per osservare lo stangone in faccia; allora la sua amica si volse verso di lei.

Silenzio.

‘Ehm…’, sorrise Sendo. ‘Qualcosa di cui non sono a conoscenza, forse?’

‘Oh, Akane… Questo è Sendo Akira. Acchan, questa è Tsukuri Akane, la mia compagna di banco.’, li presentò Akogare allora.

‘Oh, ciao! Come va?’, sorrise di nuovo Sendo.

‘Piacere.’, rispose Akane, inchinandosi. ‘Congratulazioni per la vittoria.’

‘Grazie! Come stavo dicendo prima, mi sono proprio divertito. Voi no?’

‘Sì, sì, certo. Bravo. Adesso noi dobbiamo andare, ci vediamo sta sera.’, cercò di tagliar corto Akogare.

‘Aspetta. Non ho preso le chiavi, prima, nella fretta. Dammi le tue. Tanto, io adesso torno a casa a giocare; non mi muovo mica. Quando arrivi, prometto che ti apro. Dai, dammi le chiavi. Guarda, devo andare a casa a prendere del ghiaccio…’, e così dicendo alzò una mano martoriata.

‘Ah, che hai fatto?!’, urlò Ako, prendendola per controllare fosse ancora tutta intera.

‘Eh… Ho stretto la mano a Sakuragi… Quello è pazzo! Che male!’, protestò Sendo.

‘Ben ti sta, così impari a stringere la mano a gente strana. Prendi le chiavi. Guai a te se ti addormenti che io sono ancora fuori. Ma dov’è la divisa?’

‘Nella borsa.’, rispose Sendo sorridendo. (‘O forse era la borsa nella divisa?’)

‘E dov’è la borsa?’

(‘La borsa nella divisa?’, si chiese Akane)

‘La borsa…. Dunque, vediamo… La borsa…’, disse l’altro pensieroso, appoggiandosi una mano sul mento. ‘Allora, sono entrato in palestra, poi sono andato a cambiarmi… Ah, facile, nello spogliatoio. …. …. Perché?’

‘Vedi di non dimenticarla qui.’

‘Non ti preoccupare…’, sorrise Sendo, mentre Akogare se la dava a gambe trascinandosi dietro Akane.

***

Poco dopo, le due ragazze arrivarono trafelate a destinazione, che già gocciolava.

Il locale era piccolo e sembrava accogliente; pochi clienti occupavano i posti al centro della sala, ben illuminati. Il colore dominante era un verde chiaro, presente perfino sui piatti, mentre le pareti erano semplicemente bianche. I tavoli erano scomodamente rotondi, e disposti in ordine quasi sparso.

Akane si diresse con passo lento verso un angolo e si sedette senza dire niente, mentre Akogare la seguiva guardandosi attorno.

‘Tò, hanno ridipinto…’

‘…’

‘Allora, ti piace questo posto?’

‘Sì.’

‘Cosa prendi?’

‘Un tè.’

‘Allora vado ad ordinare.’

‘Quella a volte mi ricorda il Senpai…Anche lui cambia umore così spesso…Ogni tanto sembra quasi un’altra persona…Chissà perché Akane fa così…Aveva detto di essere venuta a vedere lo Shohoku; magari se l’è presa perché hanno perso…Bho…E chissà perché il Senpai fa così…Forse è per colpa di Maki…Forse anche Akane fa così per colpa di Maki…Mhhm…Naaaaah………Bah, basket.’

Dopo poco Akogare ritornò con il cibo.

‘Dimmi…Come mai eri venuta a vedere la partita dello Shohoku?’

‘…Volevo rendermi conto di come giocavano.’, scosse vagamente la testa Akane.

‘…’

Le due rimasero in silenzio, una sorseggiando il suo tè e l’altra azzannando la sua pizza Hawaii.

‘Che fame, stamattina ho mangiato solo un toast. E senza niente sopra. Ma ti sembra giusto?!’, esclamò Ako per rompere il silenzio.

‘Potevi alzarti prima.’

‘…Ho sentito solo la terza sveglia…E se non la sentivo io, la partita non si sarebbe neanche giocata!’

‘…Che?’, chiese Akane sollevando lo sguardo dal tè.

‘Perché, tu credi che al Ryonan si giochi senza Akira?’

‘Sendo-san?’

‘…’, Akogare osservò la reazione della sua amica, prima di parlare di nuovo. ‘Sì certo. La squadra senza di lui non va da nessuna parte. Non hai visto che disastri. E che scorzoni. Anche Uozumi-san…’

‘Uozumi-san?’

‘Sì…Il capitano, il numero 4. Quello enorme.’

‘Ah…Gorilla#1…’

‘Ahm…Sì quello. Riconoscibile eh?’

‘Come quell’altro…’

‘Akagi-san…No?’

‘Può darsi…’

‘Anche nello Shohoku però erano tutti scorzoni… Tranne Rukawa, ovviamente…  MACHEFICOMICIFICCO!’, disse Akogare mimando stridulamente le tre ragazze pon pon.

‘Che idiote…’

‘Perché non hai mai sentito i tifosi del Ryonan…’

‘Cosa c’è tra te e Sendo-san?’

Akogare si sollevò dalla sua pizza con un pezzo di ananas che ancora le ciondolava giù per il mento e fissò Akane con la tipica espressione ‘Scusa ho capito cosa hai detto ma non ci credo.’

Poi si raddrizzò sulla sedia, si pulì la bocca con il tovagliolo, si schiarì la voce e chiese:

‘Come, scusa?’

‘Siete vicini di casa? Siccome non frequenti il Ryonan e non puoi essere la loro manager, per andare a svegliarlo devi per forza avere un rapporto personale con lui.’

‘Bè…Ha dormito a casa mia.’

‘Oh.’

Akane tornò tranquillamente sul suo tè, mentre Akogare la guardava sconvolta, rendendosi conto di cosa aveva detto.

‘No, aspetta, non hai capito…Non è come può sembrare!’

‘Non lo è mai.’

‘Sì, cioè nel senso…Lui DORME, io DORMO…’

‘E’ per quello che non sentite la sveglia.’, annuì Akane da sopra la sua tazza.

‘Decisamente. Ma guarda che lui dorme spesso a casa mia…Perché rimane a giocare con la Playstation e poi si addormenta…Ma è normale. Sai com’è lui, sregolato…E anche un po’ pigro…’

‘…Ho presente.’

‘Piuttosto, cambiamo argomento: perché proprio lo Shohoku?’

‘Volevo vedere la stella del Tomigaoka alla sua prima partita alle superiori.’, rispose Akane senza cambiare espressione né guardare l’altra ragazza.

‘Ohhhhooo…’, rise Akogare, ‘Un’ammiratrice segreta….Altro che MACHEFICOMICIFICCO…. E adesso cosa vuoi fare?’, sorrise Akogare costruendosi un castello di carte della Torre, poi divenne cupa di colpo e disse: ‘Ma aspetta un attimo…E Naga? Cos’hai intenzione di fare?’

‘Fare? Andare a casa, ma sta diluviando.’, sul castello di carte iniziò a piovere.

‘Non in quel senso…Nei confronti di Naga…O forse nei confronti di Rukawa?’, chiese l’altra persa nella visione di un Rukawa con due lunghissime treccione bionde, affacciato al poggiolo del castello ed un Akane su Ombromanto che stava arrivando di corsa fra i flutti, con un Naga scimmia attaccato alla coda del destriero.

‘Ah, niente. Tanto quando perde lui non mangia mai.’, purtroppo il castello della ragazza venne a questo punto spiaccicato da un enorme pianto di ramen piovuto dal cielo.

‘Bhe, sì, effettivamente neanche Akira quando perd… EH?!?’

‘…?’

‘Come sarebbe a dire che non mangia?’

‘Non mangia. Non mangia, mh… Non mangia.’

‘Ah, non mangia, certo.’

‘Scusa ma adesso devo proprio andare. Grazie per la compagnia. Ci vediamo domani.’, e cosi dicendo Akane si alzò e se ne andò, correndo sotto la pioggia con la borsa sopra la testa.

‘Non mangia…?’, chiese Akogare rivolgendosi al cameriere.  

---- Chapter #4, The End  

 

 

Ironic (by Alanis Morisette)

Ironico

 

            Un vecchio compì novantotto anni

            Vinse la lotteria e morì il giorno seguente.

            E' una mosca nera nel tuo Chardonnay

            E' una grazia per una condanna a morte due minuti troppo tardi

            E non è ironico Non credi?

 

            E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio

            E' una corsa gratis quando hai già pagato

            E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito

            E chi avrebbe pensato che il discorso tornava

 

            Il sig. Giocala sul sicuro aveva paura di volare

            Fece le valige e baciò i suoi figli

            Aspettò tutta la sua stradannata vita per prendere quell'aereo

            E mentre l'aereo precipitava pensò

            Bhe, non è bello

            E non è ironico non credi 

 

            E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio

            E' una corsa gratis quando hai già pagato

            E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito

            E chi avrebbe pensato che il discorso tornava

 

            Bhe, la vita ha uno strano modo di prenderti alle spalle

            Quando pensi che è tutto ok e tutto andrà bene quando

            Pensi tutto è andato storto e tutto ti esplode in faccia.

 

            E' un ingorgo quando sei già in ritardo

            Un cartello 'non fumare' sulla tua pausa per la sigaretta

            E' come diecimila cucchiai quando tutto quello che ti serve è un coltello

            E' incontrare l'uomo dei miei sogni

            E quindi incontrare la sua bella moglie

            E non è ironico non credi

            Un po' troppo ironico, e sì lo penso proprio

 

            E' come la pioggia il giorno del tuo matrimonio

            E' una corsa gratis quando hai già pagato

            E' un buon consiglio che semplicemente non hai seguito

            E chi avrebbe pensato che il discorso tornava

 

 

            La vita ha uno strano modo di prenderti alle spalle

            La vita ha uno strano modo di aiutarti fuori dai guai

            Aiutarti fuori dai guai

 

      

 

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