EMBRACING THE ICE KNIFE

By B’n’R

Capitolo n° 3

 

Fame (by Irene Cara)

Fama

 

Baby, guardami

e dimmi cosa vedi

Non hai ancora visto il meglio di me

Dammi tempo e ti farò dimenticare il resto.

 

Ho di più in me

E tu puoi liberarlo

Posso prendere la luna tra le mani

Non sai chi sono

Ricordati il mio nome

 

Fama

Vivrò per sempre

Imparerò a volare

in alto

Lo sento crearsi

La gente mi vedrà e urlerà

Fama

Arriverò fino in paradiso

Illuminando il cielo come una fiamma

Fama

Vivrò per sempre

Baby ricordati il mio nome

 

Baby, stringimi forte

perchè tu puoi sistemare le cose

Puoi lanciarmi direttamente al top

Dammi amore e prendi tutto quello che ho da dare

Baby sarò forte

Troppo non è abbastanza

Posso cavalcare il tuo cuore finchè non si spezza

Ooh ho quello che serve

 

Fama

Vivrò per sempre

Imparerò a volare

in alto

Lo sento comporsi

La gente mi vedrà e urlerà

Fama

Arriverò fino in paradiso

Illuminando il cielo come una fiamma

Fama

Vivrò per sempre

Baby ricordati il mio nome

 

‘Akane!’

Tsukuri Akane, sorpresa in classe nell’atto di estrarre con trivella il pranzo dalla propria borsa, si fermò a mezz’aria e si girò, cercando il seccatore che osava disturbare la sua dimora millenaria.

Tanto per cambiare, trattavasi di Katawa Akogare.

 

Soap Opere Di Criptica Gnoseologia

(Superdetective con le rughe)

Chapter #3

‘...’

‘Eddai!’, esclamò Ako tirando l’amica per la manica. ‘Avevi detto anche tu a Naga che avresti avuto piacere di pranzare con lui, no?’

Akane continuava a lasciarsi trascinare, senza opporre resistenza ma nemmeno senza partecipare attivamente al movimento. Blank out.

‘Eppoi dobbiamo presentarti quel suo senpai, Jun o forse Kin o era Shin, Rin? Oh, bhe, l’importante è che non sia Maki.’, procedeva l’altra ragazza borbottando senza sosta.

‘Maki?’, ripetè Akane.

‘.... Massì, Maki, Maki Shin’ichi, il capitano del Ka... Cioè, della squadra di basket della sezione maschile... Quello che faceva il discorso elettorale di reclutamento....’, disse Ako scuotendo animatamente la testa, lasciando che i cavei andassero all’aura sparsi.

‘Sì, so chi è Maki-san. Tutti sanno chi è Maki-san. Con la sua fama nazionale...’, l’interruppe Akane, scrollando il capo e cercando di far rallentare l’altra ragazza.

‘..... Tzè. Ma che fama nazionale e fama nazionale! .... Il mio Senpai è molto più bravo di lui  e, come gli ho detto l’altro giorno, è anche più bello!’

‘Hai visto il tuo senpai, l’altro giorno?’

‘No, purtroppo ho visto Maki, l’altro giorno. Ma dicevo che il mio Senpai comunque è molto meglio, con la  sua bellezza indomita.... E poi è così bravo.... Ah, Senpai....’, procedeva la ragazza, camminando a tre metri d’altezza in brodo di giuggiole, mentre Akane la teneva saldamente ancorata a terra per evitare che partisse per la tangente.

‘Senti, mh...’, cominciò poi Akogare girandosi e ritoccando terra, cambiando decisamente tono di voce. ‘Ieri... Oh, bhe, mi sono allenata con Naga, no?’

‘.... Sì?’, rispose Akane mentre la temperatura dell’ambiente scendeva sotto zero; le finestre cominciarono a scricchiolare, riempendosi di crepe, e prese a soffiare un vento che portava arbusti rotolanti secchi, teschi di gnu, sabbia rossa e proiettili fischianti.  

Ako si guardò nervosamente attorno, ma continuò comunque il suo discorso: ‘Sì. Mh... E l’ho visto davvero giù... Insomma, io lo so che lui è occupato spesso e non ha tanto tempo da dedicarti, ma ti vuole davvero bene e magari... Ecco, tu potresti... Insomma.... Hai capito, no?’

‘Veramente no.’, rispose Akane prendendo Ako per un braccio e indirizzandola alla porta principale, dato che la ragazza, presa dai suoi discorsi, si stava dirigendo nella gola del Gran Canyon (gelata per l’occasione).

‘Insomma, dagli un’altra possibilità!’

‘........Eh?’ Akane si fermò di botto sulle scale, per cominciare a frugare in tasca alla ricerca del suo revolver, e guardare in faccia Akogare, che arrossì lievemente girando la testa.

‘Ecco.... ..... .... Cioè.... Non sono affari miei.... Ma, scusa.... Lui ti piace ancora, no? E allora dagli un’altra possibilità! Persino a Joji daranno un’altra possibilità!! Insomma, dove lo trovi un ragazzo disposto a buttare i suoi sogni dalla finestra per te?!?!’, Akogare, innalzando rapidamente il volume della voce, aveva cominciato ad urlare. ‘Io farei firma per....’, si interruppe bruscamente. ‘Per... Averne uno anche io.’

Akane rimase a guardarla, in silenzio, mentre le ragazze intorno bisbigliavano e si sussurravano ipotesi su quello che stava succedendo, particolarmente preoccupate dai teschi di gnu.

‘Ah, sì?...... E allora perché non te lo prendi?’

‘Eh....... ....... .....’

‘Non voglio un ragazzo che butti i sogni dalla finestra. ................. Perché dopo dovrei raccattarglieli io. Ed è troppa fatica. .....’

Le due rimasero a guardarsi in silenzio. Sembravano Sendo e Rukawa intenti a parlare di basket.

‘Hai mai raccolto una persona con un cucchiaino?’, chiese all’improvviso Akane.

‘............ Sì.’

‘Allora sai cosa vuol dire. E poi, alla fine sarebbe solo colpa mia.’, concluse Akane, andandosene a cavallo verso il tramonto.

***

Stravaccati sul praticello del parco a tematica brasiliana, dove tanti piccoli Ozori Tsubasi correvano dietro a palloni mignon, che venivano puntualmente divorati da piante carnivore casualmente lì poste, Jin Soichiro e Kyota Nobunaga mangiavano.

‘Bella giornata, eh?’, sorrise Jin, a mo’ di Colonnello Giuliacci.

‘Eh? Ah, sì, può darsi. Ma dov’e Aka-chan? E’ in ritardo! Doveva essere qui già 2 minuti fa!’, rantolò Kyota dal cestino del pranzo che andava spiluccando.

‘Aka-chan? Ah, già, la tua... Mh, ex-ragazza?’, continuò Jin sorridendo imperterrito.

‘AH! Senpai, come lo sa? Chi gliel’ha detto?’, scattò Naga immediatamente, avvicinandosi a Jin con movimento fulmineo, per guardarlo direttamente negli occhi.

‘Ehm.... L’altra ragazza, quella che era con te ieri l’altro, mi pare.... Come si chiama?’, chiese il ragazzo, facendo un mezzo sorriso divertito.

‘Ah, Ako. Sì, è un’amica di Aka-chan almeno credo. Non lo sa nemmeno lei bene cos’è. ... Sì perchè sa senpai Aka-chan non dà facilmente confidenza alle persone, o comunque alle persone qualunque; però a me dà confidenza, eh! Non per niente era la mia ragazza! Ah ma io la riconquisterò anche a costo di lasciare il basket! Sissignore!’, proclamò Kyota, annuendo con vigore.

‘.... .... Hai già un’idea di come lo farai sapere a Maki-san?’, rise Jin.

‘Ehm.... No. Ma dico, è solo un’ipotesi, e poi Akogare mi dice che non è una buona idea; Maki-san per tutta risposta mi ha tirato una crocca, e lei mi ride sopra per cui sto cominciando a pensare che forse non è il caso, ma io ieri ho solo detto a Maki-san che avevo una ragazza che mi ha lasciato davanti ad una tazza di cioccolata calda, ma lui si è innervosito, ha dato sul violento, poi sul filosofico, e ha concluso dicendo *hem hem* Mai mettersi in condizioni di inferiorità, in questi casi e in tutti gli altri.’, terminò Kyota imitando la voce del suo senpai.

Jin rideva ormai a crepapelle.

‘.... Ha.... Nobunaga.... Bella battuta, ma guarda... Che se vuoi... Farti capire dai lettori devi mettere qualche punto ogni tanto.....’, gli disse dopo un po’, cercando di calmarsi e riprendere fiato. ‘Ma non ti preoccupare, Maki-san ogni tanto va sul criptico, ma tanto io non mi ci abituerò mai, per cui rinuncio in partenza.’

‘Ah sì? Va sul paralitico? ....... Sembrerà anche vecchio, però gioca ancora bene.... No? Certo! E’ Maki-san!’, sorrise Kyota. ‘Ah! AKA-CHAAAAAAAAAAN!!!! SIAMO QUIII-HII!!’

Jin alzò gli occhi, seguendo lo sguardo del suo kohai, per ritrovarsi davanti... l’amante delle giornate soleggiate.

‘Naga! Scusa il ritardo!’, sorrise Ako arrivando. ‘Salve, senpai.’

Jin non rispose, fissando incredulo l’altra ragazza, che arrivava con più calma. Era proprio la fanatica degli ostacoli lucidati.

‘Salve, Naga. Jin-senpai.’, salutò Akane.

‘..... Ciao. Sicchè sei tu, la ragazza della cioccolata calda?’, chiese Jin alzandosi in piedi.

‘EH!? Ma Aka-chan, perchè conosci Jin-san??’, protestò Kyota.

‘C’ho lucidato ostacoli insieme.’, rispose in modo atono Akane.

‘Ah, sì? Ma tu guarda i casi della vita, che curioso. Ma adesso mettiamoci a mangiare, no? Che è già tardi....’, rise Akogare agitando le braccia.

(‘Ho capito. In realtà questa scuola sembra grande, ma è piccolissima. Non solo questi due si conoscono già, ma ogni tre metri becchi sempre Maki....’, pensò Akogare.).

***

‘....’

‘....’

‘........’

‘..’

Fu un imbarazzante e lungo silenzio, quello che calò mentre i quattro mangiavano.

‘Ah, Akogare. I tuoi polipini sembrano fantastici, posso assaggiarne uno?’, rise Kyota.

‘Ah, hai detto bene. Sono fantastici e sono anche miei, per cui niente da fare. Non ho nemmeno fatto colazione ‘sta mattina, si erano già mangiati tutto....’, rise Ako.

‘Ah, cattiva! Com’è che a casa tua tutti mangiano sempre tutto?’

‘Buona domanda! Me lo chiedo anche io da tanto tempo!’

‘HAHAHAHA’, scoppiarono a ridere entrambi, grattandosi la nuca.

‘Siete sicuri di non essere parenti?!’, rise Jin.

‘HAHAHA, senpai, che bella battuta!’, risposero i due contemporaneamente.

Insomma, tutti facevano il maggior casino possibile.

‘Ah, Aka-chan, posso prendere uno dei tuoi Onigiri? Sembrano davvero fantastici! Li hai fatti tu, vero?’, sorrise Kyota, avvicinandosi ad Akane e appoggiandosi sulla sua spalla.

‘Sì. Prendi pure. A me è passata la fame...’, rispose lei, porgendogli la scatoletta.

‘....’

‘....’

‘Avete visto che bel sole? Eh?’, sorrise Jin, rivolto più che altro a Tsukuri.

‘Sì, proprio. Di questo passo non piove nemmeno per la festa. Meno male.’, rispose la ragazza.

Bisogna ammettere a questo punto che la giornata era davvero bella; le varie nuvole bianche che veleggiavano in cielo non la rendevano meno calda o piacevole, dandole anzi un’aria più varia e sopportabile.

Era evidente che si avvicinava l’estate. I quattro seduti sull’erba rimasero in un silenzio prolungato; Jin si stiracchiò e poi si sdraiò, per godersi meglio il cielo attraverso le foglie dell’albero sotto il quale erano abarbicati. All’improvviso, il silenzio non sembrava poi così insopportabile.

Akane si sedette un po’ meglio, appoggiando il mento sulle ginocchia, mentre Akogare aveva ripiegato le gambe sotto di sé e guardava per aria, parandosi gli occhi dal sole con una mano. Naga stava seduto a gambe divaricate, appoggiato sui palmi delle mani e anche lui sembrava molto interessato al cielo.

All’improvviso Akane saltò in piedi e fece per andarsene.

Kyota fece uno stranissimo verso strangolato e si proiettò in avanti, atterrando di fianco a lei e prendendola per il calzino. ‘Akaaaa-chaaan!!! Dove vaaai?! Perché non resti??!!’

‘Me ne vado un attimo…’, rispose la ragazza guardandolo dall’alto al basso.

‘Maaa nooo!!! Vengo con te.’

‘Ah, Akane, stai andando in bagno? Devo venire anch’io, andiamo!’, urlò Akogare acciuffando l’altra e trascinandola via.

‘Ma…Bagno!’, protestò Naga.

Jin rimase un po’ perplesso guardando Kyota spiattellato sul pavimento e le due ragazze che correvano; poi balzò all’indietro quando Nobunaga medesimo fece uno sprint verso di lui afferrandolo per le spalle e scrollandolo.

‘Jin-san!!…Perché Aka-chan parla con lei così volentieri??!!’

‘….Lei…Quell’altra ragazza…?’

‘No, lei lei, Jin-san!’

‘Ah io…Bhe non mi sembra che abbiamo questo gran rapporto…’

‘Ma no, Jin-san…Il fatto è che ha parlato più con lei che con me!’

‘Suvvia, suvvia…’, sorrise Jin facendo sedere la matricola sull’erba e cercando di calmarla, ‘E’ solo perché io ho degli argomenti validi per sostenere una conversazione…E poi tu presti molta più attenzione alla sua amica che a lei…’

‘Ma io…Non lo faccio apposta…’, pigolò Naga, per poi zittirsi e guardare il suo senpai con sguardo accusatore. Jin fece un sorriso tra il pentito e il divertito, senza però fidarsi a dire niente.

‘Uff…Bhe vede senpai, la verità è che a me e ad Akane non servono le parole, ci capiamo lo stesso e allora non siamo abituati a parlarci…E poi gliel’ho detto, lei è una ragazza riservata…Ma io le piacevo lo stesso! Però adesso se lei sta zitta io non riesco a parlare tranquillamente come facevo prima e poi il silenzio mi imbarazza…Qual è la cosa migliore da fare per rompere il silenzio? Fare casino, ovvio no? E poi con Ako che fa casino anche lei, viene tutto più un casino…E poi è così divertente fare casino con Akogare! …Senza contare che se noi ci divertiamo magari viene anche ad Akane voglia di divertirsi, e poi forse potrebbe dispiacerle un pochino che mi diverto senza di lei….E potrebbe partecipare anche lei, no?….NO?’

‘Certo. Dunque, io ho perso qualche pezzo….Magari i lettori rileggendo più volte possono capirci qualcosa di più; te l’ho detto però che dovresti fare delle pause ogni tanto.’

‘Dice che se no vado sul paralitico?’

***

             

Akogare aspettava, appoggiata al termosifone davanti alla porta del bagno, il ritorno di Akane persa in un palazzo pieno di specchi e tappeti; per sua fortuna, la ragazza dalle mille risorse riuscì a tornare viva sulla sua isola, sicché Katawa non dovette disfare la tela più di tre volte. Non appena Akane aprì la porta, il cane morì. E anche Boromir. I Proci uscirono velocemente inseguiti dai Nazgul.

‘Temevo fossi stata rapita dal pagliaccio IT!’

‘…No, non ho visto nessun IT. Nemmeno ET.’

‘Bella giornata eh?’, commentò Akane scrutando il cielo del bagno.

‘…E’ stato ufficialmente stabilito che oggi è una BELLA GIORNATA. Passare troppo tempo con Jin-senpai non ti fa bene.’

‘Nemmeno passare troppo tempo con Naga mi fa bene.’

‘Eppure avevi accettato il suo invito. La coerenza… Cip cip…’

‘Faccio quello che voglio. Non devo rendere conto a nessuno, e tantomeno a te…’, replicò Akane proseguendo diritta senza fermarsi e lasciando Ako a guardarla sbalordita.

‘… Ehi! EHI TU! Cosa… Come…. AHO!!! Aspetta un attimo!’, le urlò dietro quest’ultima, rincorrendola e afferrandola per un braccio. ‘Come puoi essere così fredda?! Quel ragazzo ti adora e tu lo tratti come una pezza da piedi?!?’. Akane si girò, guardando Akogare negli occhi a pochi centimetri di distanza.

‘Non sono affari tuoi. Non sono la Caritas.’, tagliò corto. ‘Lo vuoi? Prenditelo! Ho le mie motivazioni per credere che prima Naga si dimentica di me, meglio è per tutti. Lascia giudicare a me. Tu non sai nulla.’

‘Bhe!’, urlò Akogare. ‘Bhe! Bhe, allora potresti anche dirmele, queste ragioni, così posso darti un punto di vista esterno ed obbiettivo.’

Akane la guardò per un attimo, poi abbassò gli occhi, scosse la testa e si avviò di nuovo. ‘Il tuo non è affatto un punto di vista obbiettivo. Lascia stare. Non ho motivo di venirti a dire niente, io.’

L’altra ragazza rimase esterrefatta, lasciando che le braccia le cadessero lungo i fianchi.

‘……… WAAAHAAA! VAI A QUEL PAESE, E SOLO PERCHE’ SONO UNA RAGAZZA EDUCATA!!!!’, urlò dietro ad Akane, girandosi di scatto e andandosene in direzione opposta, a grandi passi e pestando i piedi.

Cinque minuti dopo stava ancora pestando i piedi e girando senza meta per sbollire la rabbia, quando si imbatté nell’ultima persona che sperava di incontrare. Andò a sbattere su Maki Shin’ichi.

Di nuovo.

***

Nello stesso momento, Akane se la stava vedendo con Lui. L’oggetto dell’ultima rissa e l’oggetto di molte a venire. Kyota Nobunaga.

Infatti, non vedendole tornare, Naga si era sentito in dovere di andare a cercarle, ed aveva piantato l’illustre senpai a fare il cane da guardia sul suo pranzo e a scrutare il cielo.

‘Ma… Dov’è Akogare, Aka-chan?’, chiese lui perplesso, guardandosi attorno.

‘La vuoi? Te la regalo. Ma valla a cercare, perché ignoro dove sia finita. Su, su, vai…’, replicò Akane, agitando la mano e procedendo verso il luogo del loro pic-nic.

‘Eh? …. Ma… Io credo che Akogare sia in buone mani, comunque. Vieni, facciamo due passi, tanto Jin-san fa la guardia al nostro pranzo.’, sorrise Naga a 32 denti, passandole un braccio sulle spalle.

‘Mh…. A fare che, due passi?’

‘Così, no? Sta arrivando la primavera, presto i ciliegi si riempiranno di fiori, è così romantico… Su!’

‘…. I fiori non ci sono ancora, però.’

‘Ma come sei pignola. Pensa che bello se ci sarebbero, no?’

‘….. Questo discorso fa pieghe da tutte le parti.’

Kyota sorrise e non disse nulla, limitandosi a spingerla in avanti senza mai mollare la presa.

Nonostante effettivamente i ciliegi ancora non fossero in fiore, non era male passeggiare sotto gli alberi; l’aria era ormai piena di rumori tipicamente primaverili, e di qualche fastidioso insetto.

In particolare, Akane osservava la strada davanti a loro; il sole, quasi giocando a palla avvelenata, filtrava attraverso le foglie ormai numerose degli alberi, cambiando in maniera veloce ed al contempo sinuosa i disegni che creava sulla sabbia e sull’erba. I riflessi le ricordavano quasi il mare. Era piacevole, passeggiare per una volta con qualcuno accanto.

Quest’improvviso pensiero le fece ricordare dov’era e cosa stesse facendo; alzò lo sguardo di scatto verso Naga, che le sorrise amabilmente.

Era tutto così perfetto…

…. Troppo perfetto. Qualcosa non andava.

Questo non poteva essere Naga; lui non l’aveva mai accompagnata a passeggiare nei parchi. Naga non se n’era stato mai così tranquillo… O forse sì? Forse non era poi scatenato come nell’immagine che lei aveva di lui. Forse non era così distratto.

O forse sì?

O forse, a forza di appaiare il nero al giallo,  quest’ultimo le era sembrato bianco?

O forse, non era nemmeno giallo e lei non aveva capito niente?

Certo era che il nero rimaneva nero.

E che il cielo rimaneva sereno.

***

‘AHIO!’, protestò Akogare.

‘Tu… Di nuovo. Ma dico, guardi mai dove vai?’, brontolò Maki, guardandola dall’alto dei suoi 184 centimetri.

‘No, non guardo mai dove vado. Scusi, ma devo andare. Senza guardare.’, rispose Akogare in fretta, facendo per dribblare il suo senpai.

‘Ehi, ehi… Frena. Dov’è Kyota Nobunaga?’

‘Non so. A pranzo con Jin-senpai. Credo.’, mitragliò fuori Akogare cercando di andarsene.

‘Mh, ah. Vieni, dammi una mano a cercarli.’, ordinò lui, prendendola per una manica e trascinandola via.

‘Ma veramente io… Ho urgente necessità… Di andare in classe, sì, decisamente!’

‘Lo dicevo io, che non guardi dove vai. Stavi andando verso la sezione maschile.’

‘Grazie per avermi avvisato. Adesso vado nella direzione giusta.’, rispose lei cercando di farsi mollare.

‘Ti accompagno. Non si sa mai che sbagli strada di nuovo.’, andò avanti imperterrito Maki sorridendo con aria fra il “mi sto divertendo un casino a prenderti in giro” e il “ti ho fregato”…. Insomma, sorridendo alla Maki.

‘Non sono mica Ryoga, che capperi.’, protestò Akogare.

‘Mh, sei risoluta, piccola hobbit.’, rise lui.

‘@#§@##**[/&%££#’, esplose Akogare indignata (‘Piccola tua zia, e hobbit tuo zio!!’).

‘Prego?’, chiese Maki chinandosi verso di lei.

‘Ehm, che bella giornata, vero?’, sorrise amabilmente Ako (‘Dove l’ho già sentita, questa?’, chiese il lettore medio).

‘Che rapporto c’è tra te e Kyota?’

‘MH? Kyota chi?’, chiese perplessa lei.

‘Aho, ragazzina. Non scherziamo. Kyota Nobunaga; chi diavolo stiamo cercando se non lui?’, sbottò il senpai.

‘Ah. Fa Kyota di cognome? Mah, io lo chiamo Naga, perché sono un’amica di Aka-chan, e quando diventerà capitano (cioè presto, data la tua età, no?) mi dedicherà… No, lasciamo perdere…’

‘Allora, che rapporto c’è tra te e Kyota?’, chiese di nuovo Maki.

‘Siamo sposati.’

Maki cadde di botto per terra dallo shock. Rimase un attimo fermo dov’era, poi si alzò di scatto e urlò:

‘AHO! RAGAZZINA! MA STIAMO SCHERZANDO?!?’

‘Sì, certo, mi sembra evidente! Lei è più tonto di quanto dicano in giro!’, sbottò Ako.

‘…..’

Maki si spolverò con cura, si schiarì la voce, tossicchiò un attimo e sorrise amabilmente sottintendendo “provaci di nuovo e ti uccido”: ‘Dunque, ripartiamo dall’inizio. Ultima possibilità: che rapporto c’è tra te e Kyota?’

‘L’ho conosciuto 11 giorni fa. Questo è tutto.’, rispose Akogare guardandosi attorno con fare vago.

‘Ah. Allora non sei tu, quella della cioccolata!’, esclamò Maki.

Akogare rimase sconvolta per un nanosecondo, per poi scoppiare a ridere freneticamente.

‘Ancora!!!’, balbettò fra le risa. ‘Ma che ha fatto Naga? Manifesti? Volantini?’

Maki rimase a guardarla senza capire, poi sbottò innervosito: ‘Allora dov’è la tipa della cioccolata?’

Akogare tornò di colpo seria e rispose: ‘Bho. Se la vuoi, te la regalo. Prima però devi trovartela.’

Il ragazzo rimase un attimo in silenzio e poi si passò una mano fra i capelli, a pezzi. Quindi fece un sorriso stanco: ‘Allora se non sei quella della cioccolata, sei quella del bottone.’

‘EH?!’

‘Sì, il bottone del tuo senpai. Dicevi l’altra volta che è un genio del basket, no? E allora, chi è? Dovrei conoscerlo, no?’

‘Certo che lo conosce. Ma col cavolo che glielo dico! Fossi scema. E poi il mio senpai…’, cominciò Akogare mentre le spuntavano le alucce.

‘No! OK! Ho capito. Basta così. Me ne vado. Comunque, entro massimo un mese io saprò sicuramente chi è, questo senpai.’

‘Mh, aspetto con ansia che lei venga a riferirmelo.’, sorrise Ako canzonatoria.

‘…. Un indizio?’

(‘Maki, super detective con le rughe, che dà la caccia ai senpai……Bhe, che si chiama Shin’ichi, si chiama Shin’ichi…..Mah….’).

***

Lasciatosi Maki alle spalle, Akogare si avviò di corsa verso il suo pranzo, abbandonato con Jin-senpai.

Seduti sull’erba come mezz’ora prima, stavano, ancora circondati da formiche danzanti, Akane, Naga e il suddetto Jin.

Akogare sorrise e si sedette di fianco a Naga, che ricambiò il sorriso a 32 denti.

(‘Cos’è successo?’)

(‘Dopo ti dico.’)

‘Ah, Naga, c’è Maki-san sulle tue tracce. Fossi in te, starei all’erta. Ah, Akane, anche sulle tue… “La ragazza della cioccolata calda”! Ma Naga, hai fatto i manifesti??’, rise Ako.

‘No. Jin-san è un pettegolo.’, rispose Kyota guardandosi nervosamente attorno.

‘Ma! Eh…’, borbottò Jin protestando. Akane non disse nulla.

‘Aka-chan! Stai attenta! Maki-san è del parere che io non debba avere una ragazza! Potrebbe eliminarti fisicamente, o peggio farti espellere, o costringerti a lasciare la scuola… Mai letto “Hana yori dango”?’

‘Ma figuriamoci…’, rispose Akane senza badarci troppo, guardando per aria. ‘E poi, io non sono più la tua ragazza. Dunque…’

SHOCK. :::Lo shock di Kyota:::

‘Ma dai! Ancora ferma con quell’idea cretina?’, sbottò Ako, mentre Jin cercava di consolare e rattoppare Kyota, prendendo nel contempo appunti sulla vicenda.

‘….’, Akane la fulminò con lo sguardo.

‘Sono sicura che cambierai opinione ben presto! Su col morale, Naga!’

‘Se questo è il tuo parere esterno ed obbiettivo… Vedremo.’, concluse Akane.

‘Hah! Il mio parere infallibile. Io ho un sesto senso e mezzo su queste cose!! Fidati di me….’

Kyota nel frattempo piangeva di sottofondo. ‘Basta litigare, insomma! Io voglio bene a tutti e tre!’

Jin rimase a fissarlo per mezzo secondo, poi guardò Aka e Ako, che ricambiarono lo sguardo sconvolto, e scoppiò a ridere fragorosamente, seguito presto dalle altre due.

‘Non c’è niente da ridere, insomma!!!’

‘Appunto.’, commentò una voce alle sue spalle.

‘AAH! MAKI-SAN!!’, fecero coro tre voci.

‘Ancora tu…’, commentò la quarta.

‘Eccovi qui. Jin. Kyota Nobunaga. La Ragazzina. E…. La Ragazza della Cioccolata Calda, suppongo?’

(‘E il Vecchio Bavoso.’, disse Akogare)

‘No. Mi dispiace. Ha sbagliato persona. Mai bevuto cioccolata calda in vita mia. Devo andare. Tra poco suonerà anche la campana, spero…’, rispose con calma flemmatica Akane, inchinandosi e girandosi.

‘No, no, no, fermi tutti. Tu sei la Tipa degli Ostacoli, tra l’altro. (‘Lo sapevo…’, commentò Ako. ‘In realtà la scuola è piccolissima…’) Jin. Perché non mi hai detto che era lei?’

‘Ehm… Non sapevo la stesse cercando. Adesso che ci penso, nemmeno io sapevo che fosse la celeberrima “Ragazza della Cioccolata Calda”. Molto male.’, rispose Jin scuotendo la testa.

‘Bene. Adesso almeno so chi è… Mi manca solo scoprire… Chi è Il Senpai..’, disse con un’occhiataccia ad Akogare, che gli fece una linguaccia.

‘A proposito, stiamo cercando due…’, iniziò Maki passandosi una mano tra i capelli.

‘No, cerca da un’altra parte.’, sbottò Ako.

‘No. Grazie. Arrivederci.’, tagliò corto Akane, partendo verso il campo con passo deciso.

‘Ah, ….. Ehm… Aspetta, Nobunaga, com’è che si chiama?’, esclamò Jin alzandosi in piedi.

‘Aka-chan.’

‘No, tu, Altra, come si chiama lei?’

‘Tsukuri Akane, Jin-senpai…’, rispose Akogare scuotendo sconsolata la testa.

‘Ecco! Tsukuri! Aspettami, Tsukuri! Dobbiamo finire di lucidare gli ostacoli, così tutti i giocatori si ammazzano… No, cioè, i corridori!’, urlò Jin correndo dietro ad Akane.

‘Aka-chan! I tuoi Onigiri!…. Bhe, non fasciamo comflimenfi. Maki-fan…Ufo?’, chiese Kyota con la bocca piena.

‘….Mah, magari uno, sì.’, rispose Maki, pescando nel cestino che Kyota gli porgeva.

‘Anch’io, anch’io!’, protestò Ako.

***

 

‘Ah! Che bella giornata per pulire ostacoli! Devono correre per chilometri, a giudicare dal loro numero…’, commentò Jin, mentre lucidava l’ennesimo attrezzo diabolico.

‘Vero, vero…Se va avanti così non pioverà nemmeno per il giorno della festa….’, rispose Akane intenta nella stessa azione.

‘…..E’ una mia impressione o sei pioggiofobica?’, chiese Jin dopo un po’.

‘No. Non particolarmente.’

‘Senti ma…Non riesco a capire la dinamica del rapporto che lega te, Nobunaga e l’altra ragazza…’

‘Nemmeno io.’

 ‘Ah. ………Dunque, vediamo di ricostruire insieme la vicenda….Tu e Nobunaga vi siete messi insieme alle medie. Tu eri la manager della sua squadra di basket. Lui giocava a basket. Lui è stato ammesso al Kainan. Tu l’hai mollato. Davanti ad una tazza di cioccolata calda. Vi siete ritrovati nella stessa scuola superiore, che caso. Tu hai conosciuto Akogare. Lui ha conosciuto Akogare. Da qui non ho più capito niente.’

‘Senpai, dove figura lei in questa scena?’

‘Io? Io sono una persona informata sui fatti.’

‘Sì, troppo informata sui fatti. Quasi più informata dei diretti interessati.’

‘Bhe, diciamo che sono un patito delle soap-opera.’

Akane fece un sorriso alla Maki. ‘Allora senpai lei ha perso un paio di puntate chiave…’

Jin sorrise divertito. ‘Saresti così gentile dunque da farmi un riassunto delle puntate precedenti?’

‘Non sono mica la voce fuori campo, anzi…’

‘Giusto. Ma dammi qualche suggerimento…’, disse Jin scuotendo la testa e facendo un sorriso complice.

Akane scoppiò a ridere. ‘Lei è tenace senpai…O forse solo cocciuto…O troppo curioso. Oppure ha qualcosa da guadagnarci che attualmente mi sfugge…’

‘Ah no…Se tu non mi dici niente, non puoi sperare che io ti dica qualcosa…O ti dia un motivo…’

‘E’ vero…’

I due si guardarono sorridendo alla Maki.

‘Allora…Come mai l’hai lasciato davanti ad una tazza di cioccolata calda?’

‘Era senza speranze, Naga. Lo è tuttora. O almeno, questo era quello che pensavo.’

‘Che tragica…’, mormorò Jin portandosi una mano alla bocca e girando la testa.

‘Siamo troppo diversi.’

‘Gli opposti si attraggono. O si distruggono.’

‘Difatti. Ma se si va con gli zoppi s’impara a zoppicare; e continui a zoppicare anche fra la gente che saltella.’

‘………..Rosso di sera bel tempo si spera….’

‘Decisamente.’

‘Sì, ma io non ho capito cosa stai dicendo…’

Jin e Akane si guardarono per un po’ di tempo, il primo in attesa, la seconda in rielaborazione contenuti.

Poi la ragazza scosse la testa e abbassò lo sguardo.

‘Come posso dire…Se una persona vive gran parte della sua vita al buio, è desiderosa di passare più tempo alla luce. Ma in realtà rimarrà sempre legata al buio. Le sue radici sono lì.’

Jin sbattè più volte le palpebre, cercando di mettere a fuoco il collegamento tra la situazione attuale e l’altamente filosofica descrizione.

‘…Mi stai dicendo che Nobunaga è la luce. Tu sei il buio. …No, aspetta. Tu sei la persona. Ma sei cresciuta al buio. E il calore dei mille soli ti sta abbagliando…Ho capito. Hai paura di diventare una casinista come Nobunaga! Vero?’

‘Non proprio.’

‘Ma mi sono avvicinato, vero?’, sorrise speranzoso Jin.

‘Senpai…Un giorno verrò a riscuotere il mio debito.’, disse Akane con un sorriso.

***

Il giorno della festa diluviava.

---- Chapter #3, The End  

 

 

 

Perfect World (from Vision of Escaflowne)

Mondo Perfetto

 

Nessuno è semplicemente dove finge di essere e pondera

Contando per un mondo perfetto che ci badi.

Uno può essere il mondo che conta come solitario

Due può essere da solo come ciascuno

Cercando e fingendo

Mentre girovaghiamo per questo mondo

Possiamo mai sapere

Dove vanno i cuori

Tre è perfetto semplicemente come menti chiare

Quattro fino a nove è dato a uno che trova

Cercando e fingendo che non sapremo mai

Non possiamo dire ciao?

Guardiamo ancora solo per contare

Finchè non fronteggiamo ciascuna montagna

I mondi sono una tale parte   Con l'amore

Perchè noi sappiamo tutto ciò che conta

Solo mostra solo annuncia

Se sommiamo le frazioni

Alla semplice risposta

Allora ciascun amore risulterà in un mondo perfetto

Nessuno è semplicemente dove finge di essere e pondera

Contando per un mondo perfetto che ci badi.

Se sommiamo le frazioni

Alla semplice risposta

Allora ciascun amore risulterà in un mondo perfetto

Nessuno è semplicemente dove finge di essere e pondera

Contando per un mondo perfetto che ci badi.

Nessuno è semplicemente dove finge di essere e pondera

Contando per un mondo perfetto che ci badi.

 

 

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