EMBRACING THE ICE KNIFE

By B’n’R

Capitolo 15

 

E' Necessario (By Tiromancino)

Io so che non è facile
riuscire a proiettarsi nel futuro
immaginando come sarà
la vita andando avanti;
le scelte che farò
saranno sempre più importanti
dei dubbi che ho
che oggi sono ancora tanti.

E’ necessario che io sia coerente con me stesso
per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover tornare indietro...
e’ necessario, è necessario...

Oggi è un nuovo giorno
e se vorrò potrò passarlo meglio,
guardando verso il sole
cercando il tuo sorriso al mio risveglio;
non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante...

 

 

 

PIPPIRIPIRIPPIPIPPI – PIPPIRIPIRIPPIPIPPI – PIPPIPPI – PIPPI’

Suonò inutilmente “La Primavera” di Vivaldi.

Inutilmente perché Akane era sveglia da un pezzo, e guardava il soffitto senza vederlo già da ore.

Quello sarebbe stato il giorno del giudizio, parte uno di due.

Kainan – Shohoku.

 

Le Invincibili

(Non si preoccupi)

Chapter #15

 

‘Che palle! Uffa non è giusto! Anch’io volevo andare a vedere Kainan-Shohoku, invece che andare a giocare contro il Takezato…Magari posso spacciarmi per influenzato…Che ne dici Ako?’

‘Dico che, se ci tieni a giocare contro Rukawa-kun sarà meglio che ti presenti anche oggi. Senza contare che, prima, devi schiacciare anche il Vecchiaccio.’

‘Uffa…’, protestò Sendo mentre metteva le scarpe per andare in palestra. ‘Vieni a vedermi?’

‘Certo.’

‘Ma sei scema?! Tu che puoi andare a vedere Kainan-Shohoku, vai! Così dopo mi racconti tutto.’

‘Non se ne parla. Datti una mossa! Rauss!’

 

***

 

Akane entrò in palestra con passo veloce e perentorio, fiondandosi a sedere in prima fila, di fianco a quattro ragazzi tirati in maniera curiosa: un biondino con gli occhiali da sole, un grassone, un tipo con i baffetti che ricordava l’amico di Hiragi-kun e un ragazzo incredibilmente normale. Il luogo era ancora semivuoto; la ragazza pensò bene di tener occupato due posti alla sua sinistra di modo che quando Akogare fosse arrivata ci sarebbero state delle sedie per lei ed Akira-san. 

 

Akane si guardò nervosamente attorno. La partita sembrava non voler più iniziare… Anche se, comunque, tutto quello che avrebbe potuto fare lei sarebbe stato incrociare le dita. Non voleva nemmeno pensare cosa sarebbe successo se avessero perso; vero che, alle nazionali, ci sarebbero andate due squadre, ma c’era anche il Ryonan da tenere nel conto… O forse, come diceva sempre Akogare, ci sarebbe stato anche Akira-san.

 

I quattro tipi alla sua destra si alzarono, chiamando tre ragazze che stavano arrivando solo ora; la palestra andava riempiendosi. In coda passò un drappello di tipi inquietantissimi.

Le due squadre entrarono in palestra. Tutti iniziarono ad urlare il nome del Kainan, ovviamente superfavorito. Akane lanciò un paio di maledizioni al suo senpai prediletto, ma quello che si fece subito avanti verso lo Shohoku fu Naga. Dopo aver riso sbragatamente nel centro del campo, il ragazzo soffiò la palla al Tinto e si mise a palleggiare, con l’evidente intenzione di far bella mostra di sé.

 

All’improvviso un altro pallone sbucò nella scena, rotolando e facendo balzar via la palla di Nobunaga; Akane per poco non urlò per la sorpresa di veder arrivare Kaede in persona a metter becco nel discorso. Chissà quanto avrebbe riso Akira-san se fosse stato presente…. I tre iniziarono a parlare, ma la ragazza non riusciva a sentire cosa stessero dicendo, anche se supponeva fosse qualcosa sulla linea di  “Io sono il miglior rookie”… Il Tinto allora prese il pallone e iniziò a fare strane cose a velocità indecente, fino praticamente a morire. La cosa si concluse con il Tinto e Naga che andavano a dichiarare guerra a Kaede (ad occhio e croce) e l’arrivo dei capitani, che, tirando un pugno ciascuno in testa alle matricole, li misero a tacere. L’ordine fu così ristabilito, e Akane si stupì di vedere Maki così violento nei confronti di Nobunaga; forse il Vecchio cercava di salvare la faccia….

 

***

 

Al quarto minuto il Kainan era già in vantaggio di 6 punti, finché il Gorilla spiaccicò Nobunaga sul pavimento facendo un gran bel dunk.

Dal suo punto di osservazione non proprio privilegiato, Akane non sentiva molto di quello che dicevano i giocatori, ma avevano decisamente degli strani schemi di gioco: ad un certo punto il Vecchio arrivò ad attaccarsi al Tinto, senza intenzione di mollare la presa. Seguì una rapida schermaglia verbale tra il giocatore dello Shohoku e Nobunaga, di cui però non si sentì nulla. Verso nove minuti dalla fine, il Kainan chiamò il primo time-out della partita, che ebbe come risultato la sostituzione di Jin con…. Con? Con uno sgorbietto non meglio identificato, bassissimo e con degli assurdi occhiali che parevano usciti da “2001 – Odissea nello spazio”. Akane si chiese dove diavolo l’avessero trovata, una cosa del genere, e soprattutto se avesse una qualsiasi utilità.

 

Poco dopo, la ragazza si era convinta della genialità profonda di chiunque avesse ideato quel piano: il Tinto era completamente KO, dato che non riusciva a combinare nulla se non era marcato da qualcuno almeno grosso quanto lui. I tipi alla destra di Akane stavano davvero diventando nervosi; era evidente che erano amici del Tinto e tifavano Shohoku. La ragazza fece del suo meglio per ignorarli. In poco tempo il distacco tra le due squadre era salito a 10 punti. Il fondo venne toccato quando Sakuragi si fece fermare un schiacciata da Maki, e mancò secco i due tiri liberi che gli erano stati assegnati. Al canestro da tre di Occhiali Spaziali seguì il time-out dello Shohoku.

‘Forza, Nonno…’, borbottò Akane.

 

***

 

In contemporanea, a 5 minuti dalla fine della partita, il Ryonan vinceva 54 a 100, con i migliori giocatori già ritirati in panchina. Akogare giubilava; stava appoggiata alla ringhiera superiore della palestra, di fianco a Fujima, Hanagata e Finto-Acchan dello Shoyo, che la osservavano un po’ perplessi mentre tirava coriandoli qui e lì.

‘Sono davvero in gamba… Però mi chiedo se abbiano vinto per bravura… O per debolezza del Takezato…’, disse Hanagata.

Akogare si girò, viola. ‘Ma certo che hanno vinto per bravura di Akira, e che sennò? Il genio della lampada?! Maki? Vedi Maki in campo da qualche parte?!? Allora? Hai anche gli occhiali!!’

Hanagata si accigliò, sbottando un ‘E ci manca anche altro…’

Fujima sorrise conciliante: ‘Oh, andiamo! Il Takezato è una buona squadra! Non è stato un semplice colpo di fortuna… Il Ryonan è veramente forte!’

Bravooooo senpai, ancora che c’è qualcuno che capisce qualcosa a questo mondo!’

I due vennero fulminati da Hanagata e Finto-Acchan.

 

Ahem…’, disse una tipa avvicinandosi. Scattò subito l’allarme rosso che Maki aveva installato nella borsa di Akogare. ‘Scusi, lei non è Fujima dello Shoyo?’

‘Certo che no! Perché?!’, urlò Ako balzando tra i due e impedendo il passaggio alla nuova venuta.

‘….Ah, no, mi scusi…’, rispose lei, allontanandosi con le sue amiche.

‘Ecco volevo ben vedere io, senpai, lei si fa abbordare proprio da tutti! Infatti si è visto! Ma stia più attento che poi Ma…’, la ragazza venne imbavagliata da Fujima prima che riuscisse a dire altro.

I due vennero di nuovo fulminati da Hanagata e Finto-Acchan.

 

***

 

Il Tinto era stato sostituito da pochissimo, assieme ad Occhiali Spaziali, che Kaede e Nobunaga si trovarono uno davanti all’altro, per la gioia di Akane. Mentre Naga sembrava tutto preso da un suo discorso (probabilmente qualcosa sul “sono il rookie numero uno”, che tipo originale), Rukawa andava lentamente prendendo fuoco. Come previsto, il numero 11 dello Shohoku fece una rapida azione per scansare l’altro giocatore, che per fermarlo finì per commettere fallo. La palla fu rimessa in gioco da un senpai con gli occhiali, che Akane notò per la prima volta in quell’occasione; su passaggio di Senpai Occhialuto, Kaede fece canestro senza problemi. Adesso la sua squadra era sotto di 13 punti, a sei minuti dalla fine del primo tempo.

 

Il successivo canestro di Rukawa portò con se un pessimo fatto: il Gorilla, cercando di battere Maki su rimbalzo, cadde miseramente, facendosi male ad una caviglia, e fu costretto a lasciare il campo.

Non ci volle molto per capire che Kaede aveva tutta l’intenzione di prendere la squadra sulle sue spalle e condurla almeno fino al pareggio; anche il Tinto, comunque, sembrava intenzionato a fare sul serio.

‘La vedo bella per quei due…’, commentò Akane, troppo nervosa per riuscire a fare un vero sorriso.

Nel frattempo, a Nobunaga non ne andava dritta una.

 

***

 

Akogare, Fujima, Hanagata e Finto-Acchan arrivarono fuori dallo stadio dove si giocava Kainan-Shohoku poco dopo la fine della partita che aveva visto trionfare il Ryonan sul Takezato.

‘Ehi, accidenti! Che tifo scatenato! A quanto pare, lo Shohoku sta giocando piuttosto bene!’, commentò Hanagata, sentendo le urla provenire dallo stabile.

‘Ovvio, ci gioca Rukawa-kun!’, sbottò Ako.

‘Di sicuro non è gente che si arrende facilmente!’, disse Fujima, mentre il vento gli scompigliava i capelli a mo’ di Misugi Jun versione J.

Ahahaha…’, rise Akogare mentre si squagliava di fronte alla visione celestiale. ‘Certo, certo…’

Fujima a quel punto girò i tacchi. ‘Bene. Ragazzi, io vado.’, disse agitando una mano.

Maaaaaaa! Ma non se ne parla nemmeno!! Ma siamo matti, in che mondo viviamo?! Non può! Uno, perché mi lascerebbe sola con questi due. Due, perché avrei potuto aspettare Akira, invece di girare con uno finto. Tre,…. Bhe, tre ci siamo capiti. E ‘ci siamo capiti’ non capirà affatto se lei non si fa vivo! Muoversi, entriamo!’, sbottò Akogare, afferrando il tipo per un braccio e trascinandolo dentro lo stabile.

‘Ma io non voglio assistere alla vittoria del Kainan, né, eventualmente, alla sua sconfitta…’

‘Non me ne frega niente! Poi il Vecchio se la prende con me. Nonono!’

Hanagata e Finto-Acchan rimasero a guardarli, perplessi.

 

***

 

Akogare arrivò di corsa nello stadio; subito mise in funzione il radar, per trovare Akane. In pochi secondi l’aveva individuata e raggiunta.

‘Come va, Aka?’, chiese sedendosi di fianco a lei, con un sorriso raggiante.

‘Potrebbe andare meglio, ma potrebbe anche andare peggio….’

‘Detto in maniera meno enigmatica, sarebbe?’

‘Il Gorilla si è fatto male, ma Kaede gioca per due.’, rispose la ragazza senza staccare gli occhi dalla matricola d’oro dello Shohoku.

‘Wow! Sono 42 a 47! Fortissimi!’

‘Non male, non male… Ma mi chiedo quanto reggerà Kaede, a questo ritmo…’

 

‘Accidenti! Sono proprio forti!’

Le due ragazze si girarono per vedere a chi appartenesse la voce. Circa mezzo metro dietro di loro, in piedi, stava un ragazzo in divisa, con i capelli castani corti, con la riga in parte, che parevano essere stati creati apposta per la pubblicità degli shampi con balsamo incluso.

‘Ah, senpai! Eccola qui! Lasci che le presenti Tsukuri Akane. Akane, questo è Fujima Kenji-san!’

La ragazza si alzò in piedi e si inchinò: ‘Ho sentito tanto parlare di lei…’, disse con la voce di chi frena a stento una risata.

Fujima si riempì di goccioline, imbarazzato. ‘Piacere…’

Dov’è Akira-san? Ho tenuto un posto per lui, ma non sapevo che sarebbe arrivato anche Fujima-san. Dove lo mettiamo?’, borbottò Akane.

‘Ah, Akira starà in piedi, che vuoi che sia? O per terra, fa lo stesso. Senpai, lei si sieda qui, e faccia il tifo per Maki.’, rispose ridendo Akogare. Akane la fulminò con lo sguardo, ma non disse nulla.

 

In quella, il capitano del Kainan segnò.

Mh…’, commentò Fujima. ‘E’ scordinato come al solito. Assomiglia ad una scimmia, non trovate?’

Le due ragazze non dissero nulla, mentre scuotevano la testa disperate.

‘Anche se bisogna dire che pare proprio che la scordinatezza sia parte integrante del suo modo di giocare. Riesce ad avere comunque una tecnica degna di nota, che porta avanti con una forza fuori dal comune; queste due caratteristiche insieme vanno poi a formare il modus giocandi di Maki, a cui il Kainan si adegua, senza apparenti problemi, per portare la squadra alla vittoria… Pare che anche i nuovi venuti non abbiano difficoltà a seguirlo, per esempio quel… Numero 10, che fa di nome? Comunque, fin dalla prima, Maki…’

Le ragazze ronfavano soddisfatte, Akogare appoggiata sulla spalla di Fujima, Akane su quella di Ako, Matsui su quella di Aka e così via.

 

‘NON E’ POSSIBILE!!’

L’esclamazione fece sobbalzare tutte le addormentate, riportandole sulla terra. Persino Fujima smise di parlare. Effettivamente, Rukawa aveva appena segnato sotto il naso di Maki senza colpo ferire; quando il capitano dello Shoyo se ne rese conto, scoppiò a ridere di gusto.

Le due ragazze nel frattempo si erano girate a vedere chi diavolo avesse urlato: poco mimetizzato fra i giocatori del Ryonan, Sendo era ancora sconvolto, a bocca aperta, a guardare il campo.

Akira-san! Siamo qui!’, esclamò Akane, agitando una mano.

Akogare la guardò malissimo, poi si alzò in piedi sulla sedia, si mise a sbandierare la sua giacca e urlò:

‘AAAAAAAAAAAAAACHAAAAAAAAAAAAN! Qui qui qui!!! Vieni! Abbiamo un posto per te!’

Mezzo stadio si girò per guardare chi diavolo stesse facendo tutto quel casino.

Ako, ma non è vero…’, borbottò Akane.

Chissefrega. Dovevo dirgli qualcosa per convincerlo a venir giù, no?!’, sbottò l’altra ragazza.

Fujima nel frattempo andava asciugandosi le lacrime, e il primo tempo era terminato.

 

***

 

Alla fine del secondo tempo, quella che proprio non riusciva ad asciugarsi le lacrime era Akane (e anche il Tinto, ma questa è un’altra storia). Akogare la stava trascinando fuori dallo stadio, cercando di confortarla.

‘Dai, non è così grave come sembra…Sono sicura che… Ehm, ma dai, avranno occasioni per rifarsi…’

Nel frattempo, Sendo andava fissando in maniera insistente Fujima da circa un quarto d’ora. Quest’ultimo iniziava a sentirsi a disagio.

‘Ehm… Sendo, salve. E’ un po’ che non ci vediamo…’, sorrise Fujima imbarazzato.

‘…Mh…’, mugolò Sendo continuando a guardarlo in maniera strana.

‘Eh… Qualcosa non va? Ho qualcosa in faccia?’, rise l’altro, che iniziava davvero a sentirsi a disagio.

‘…Mh…’, ripeté Sendo, con aria quasi truce.

‘Sendo?!’

Mh?’, disse il giocatore del Ryonan, come se l’avesse sentito per la prima volta. Poi fece un sorriso enorme ed esclamò: ‘Fujima-san! Da quanto tempo! Come va la vita? Tutto bene?’

Eheh…’, rise Fujima sconvolto. ‘Sì, sto bene, grazie. E tu?’

‘Non c’è male, non c’è male…’

 

Akane nel frattempo strisciava verso la stazione.

‘Akane! Perché non vieni un po’ da noi?’, sorrise Akira arrivandole alle spalle.

‘Mi pare un’ottima idea!’, annuì Ako.

‘…No…’, biascicò lei.

‘Ma dai! Tanto Rukawa-kun non mangia, no?’, rise Akogare.

Akane la guardò malissimo, girò i tacchi e se ne andò.

‘Ma, Akane…’, dissero i due, abbandonati.

‘Scusa un attimo, Akogare, ma chi era esattamente quella?’, chiese Fujima sopraggiungendo.

 

***

 

‘Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vintooooooooo….’, cantava Nobunaga mentre usciva, una mezz’ora dopo, dallo spogliatoio.

‘Abbiamo vinto…’, rideva Jin mentre gli faceva da seconda voce.

‘Abbiamo vinto!!’, continuava la matricola. ‘HAHAHA! Adesso voglio vedere Aka-chan come fa a dire che Rukawa è meglio di me!! HAHAHA!!’

‘Effettivamente, penso proprio che lui sia migliore di te…’, commentò Maki, sopraggiungendo da dietro, con un vago sorrisetto sulle labbra.

Jin raggelò.

‘Ma no! Ma come! Ma senpai! Ma… Non vorrà mica buttarmi fuori dalla squadra, vero?!’, urlò Nobunaga, attaccandosi alla giacca di Maki.

L’altro ragazzo rise, passandogli una mano tra i capelli. ‘Ma no, cretino. Anche se effettivamente mi pare proprio che l’accordo fosse questo… Che ti pare, Jin? Lo espelliamo?’

‘Non stavo più nella pelle, non ho mica ascoltato voialtri…’, commentò secco il trepuntista.

‘Bravo, Jin!’, esclamò Maki mollandogli una pacca sulle spalle. ‘Così ti voglio!’

‘Ma no! Ma uffa! Ma senpai!’, continuava Naga appeso a Maki.

 

‘Smettila, Nobunaga. Maki-san non ti caccerà mai dalla squadra. Gli sei troppo… Utile.’, disse Jin senza cambiare tono di voce.

‘Davvero?! Wow! Che bello! Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto…’

Jin scosse la testa; Maki gli appoggiò una mano su una spalla, bisbigliando: ‘Mi pare sull’esaltato, il ragazzo…’, Jin si irrigidì.

‘Non pensi sia un’ottima occasione per fare una mossa in avanti?’, proseguì il capitano.

‘Perché viene a chiederlo a me?’

‘Era un invito, non una richiesta. E poi, io non centro niente, ho cose più importanti da fare adesso…’, continuò a bisbigliare Maki. ‘Da fare adesso!’, cantò sopra a Nobunaga, mentre prendeva la tangente per il settimo cielo e iniziava ad andarsene fischiettando.

‘AH! Senpai! Dove sta andando?!’, urlò Naga, inseguendolo ed abbrancandolo. ‘Pensavo andassimo tutti e tre a mangiare qualcosa insieme!!’

‘No, tu e Jin andate, io ho qualcosa di più importante da fare adesso…’, rispose Maki continuando a cantare e cercando di levarselo di dosso.

‘Ma senpai! Ma uffa! Cos’è più importante, mh?! Me lo dica!!’, piagnucolava Naga, strascicandosi sul pavimento.

‘Jin, vieni qui e prendi la nostra preziosa matricola prima che mi venga l’impulso di prenderla a calci!’, sbottò Maki, strattonando Naga e riuscendo finalmente a liberarsi dalla sua presa.

‘Ma senpaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiii….’, urlò Nobunaga mentre il capitano si allontanava a 300 miglia orarie, dicendo ritmicamenteBip-bipBip-bip’.

 

‘…. Waaaaaaaaaahaaaaaaaa!!!!!!!!!!’, urlò Nobunaga seduto per terra. ‘Il senpai mi ha lasciato qui da soooloooooooo!!!!!! Bwaaaaaaahaaaaa!’

Jin si ricoprì di goccioline; ma da quando quel ragazzo faceva così tanto casino?

‘Dai!’, esclamò andando a sollevarlo da dov’era. ‘Alzati, Nobunaga. Sei un uomo, no? E allora piantala di urlare e piangere!’

‘Ma Jiiiin-saaaaan! Maki-san mi ha lasciato qui da solo, perché?! Preferisce Rukawa, non è vero?! Tutti preferiscono Rukawa! Ma perchééééé?!?!’, continuava ad urlare disperato.

‘….Oddio…’, mormorò il trepuntista, disperato anche lui. ‘Non dire così, Nobunaga. Io non preferisco affatto Rukawa.’

‘Oh!’, esclamò la matricola alzando lo sguardo e illuminandosi. ‘Già! Lei preferisce me, non è vero?’, e così dicendo si attaccò koala-style al suo senpai. ‘Già, è proprio così! Viene con me a mangiare, senpai?’

Jin sospirò. ‘Sì, Nobunaga. Tutto quello che vuoi, Nobunaga.’

‘Allora offre lei? Grazie! Dai, andiamo!’, sorrise Kyota asciugandosi le lacrime e tirando Jin per una mano, verso il locale.

 

***

 

La statuetta portafortuna dell’Isola di Pasqua andò ad infrangersi sul muro. Il gatto cacciò un miagolio acuto e schizzò fuori dalla finestra, schivando di poco un portacenere in vetro verde.

Akane desiderò fortemente di avere un’armatura da kendo a portata di mano, ma purtroppo non era ancora in grado di farla apparire dal nulla. Incassata nell’angolo del divano, le braccia sopra la testa, guardava i soprammobili (appositamente comperati negli ultimi mesi, per ogni evenienza) volare da un lato all’altro della casa.

La pila di giornali di Basket sul tavolino del salotto finì rovesciata senza tante cerimonie sul pavimento, mentre Rukawa tirava un libro più pesante degli altri contro la TV, mancandola in pieno, per fortuna. La torretta porta-cd venne man mano privata dei suoi cd, che furono fracassati uno ad uno sul pavimento, facendo dei rumori piuttosto soddisfacenti. Anche le cassette audio seguirono presto la stessa sorte, sfracellate sul muro, con tutto il loro contenitore. Pareva che solo le VHS dell’NBA dovessero salvarsi da quella furia cieca.

Rukawa si fermò, ansando pesantemente. In un attimo di lucidità, ebbe la visione del Nonno che diceva ‘Adesso lasciamo fare ai tuoi compagni.’… E si era visto il risultato! Con una mano spazzò una delle mensole del mobile vicino alla porta della cucina, lanciando in aria tutto quello che vi stava sopra, compreso il portapenne in maiolica dipinto a mano, ricordo di una gita a Parigi. Girandosi, tirò una pedata al piccolo Tronchetto della Felicità di Akane, rompendolo a metà e spedendo la parte superiore sul tavolino.

Passando rapidamente vicino al divano, raccolse un orsetto di peluche, a cui staccò la testa, avvitandola, e ne scagliò il rimanente addosso alla finestra. Afferrò poi una bottiglietta di pocari, residuo della partita, e la scagliò sul pavimento con rabbia; presto la seguì il vaso che stava di fianco alla TV.

 

Akane continuava a non muoversi, ripetendo qualche parola sconnessa come una specie di mantra; Rukawa pareva essersi finalmente calmato, anche se era difficile dirlo, dato che il suo volto non aveva cambiato più di tanto espressione durante tutto il massacro del salotto.

‘Maledizione!’, urlò il ragazzo, sbattendo un pugno sul tavolinetto. La ragazza sobbalzò, tornando a nascondersi il volto con le braccia.

 

Dopo, l’unico rumore nella stanza fu l’ansimare di Rukawa, simile all’iperventilazione.

 

***

 

Akane rimase ferma davanti al cancello dell'enorme edificio per alcuni minuti, raccogliendo il proprio coraggio - o quel poco che ne rimaneva.

Sapeva che probabilmente venire in divisa non era stata una grande idea, ma non le veniva in mente nessun posto dove si sarebbe potuta cambiare lungo il tragitto; guardò l'orologio. Gli allenamenti dovevano essere già iniziati.

 

Inspirando profondamente, iniziò a camminare rapidamente verso l'edificio principale, dove sapeva di poter trovare una mappa del complesso e capire dunque la posizione della palestra.

 

Il tempo si andava facendo nuvoloso.

 

La ragazza aprì piano la porta scorrevole, sbirciando all'interno: il club di basket dello Shohoku si stava allenando con convinzione. Akane si permise un mezzo sorriso: fortunatamente non si erano lasciati abbattere dalla sconfitta. Avevano ancora un secondo posto da conquistare, e, se davvero volevano, alle nazionali ci sarebbero arrivati lo stesso.

Il pensiero fece correre un brivido freddo lungo la spina dorsale della ragazza...

 

Al bordo della palestra, più infuocata che mai, stava la manager della squadra, Ayako-san. Akane la conosceva di vista... Aveva frequentato anche lei le Tomigaoka con Kaede.

Era chiaro che in quel momento il suo supporto era fondamentale. Akane fece l'altra metà del sorriso, ringraziando la Carta della Torre per la grazia concessa.

 

Direttamente davanti a lei, invece, che guardava in campo, c'era una ragazza con l'uniforme dello Shohoku. Non diceva nulla, ma pareva piuttosto nervosa. Akane cercò di ricordarsi disperatamente se la squadra avesse un'altra manager o che, ma senza successo.

Kaede doveva essersi dimenticato di parlargliene.

'O forse', disse una vocina nella sua mente. 'non si è mai accorto della sua presenza.'

 

Sbuffando alla cruccaggine del suo coinquilino, Akane si avvicinò all'altra ragazza.

'Scusi', disse piano, facendola girare. 'Scusi. Mi stavo chiedendo se disturbavo rimanendo a guardare sugli spalti. Non urlerò cose del tipo "ma che ficco mi..."', la frase morì quando Aka si rese conto che la tipa che le stava davanti era quella che le era stata seduta di fianco durante tutta la partita del giorno precedente, l'amica dei quattro ragazzi strambi.

 

'Eh? Ah. No, no, non c'è problema, credo... Lasciano qui anche me...', sorrise l'altra, spostandosi un ciuffo di capelli da davanti gli occhi.

'Grazie...', rispose Akane, avviandosi agli spalti.

 

L'altra ragazza la seguì a qualche metro di distanza.

'Vieni spesso a vedere le partite dello Shohoku?', chiese quando erano entrambe sedute. 'Ti ho visto ieri. Stavi con quella ragazza che ad un certo punto è saltata sulla sedia e si è messa a sbandierare la giacca...Ehm... Chiamando qualcuno, credo.'

Ad Akane scivolò una gocciolina lungo il capo. 'Ahem... Quella doveva essere Ako, suppongo. Comunque, sono venuta a vedere un paio di partite, sì.'

 

'Oh... Ah, che sbadata. Io sono Akagi Haruko.'

'Ahem... Piacere... Ehm... Io sono Tsukuri Akane. Piacere. Sei la sorella del capitano, vero?'

Akagi sorrise ampliamente. 'Sì! Akagi Takenori!'

Akane fece un sorriso poco convinto. 'Come mai non gioca?'

'Ah, ha il piede fasciato, ma in un paio di giorni sarà come nuovo!', continuò a sorridere la ragazza. 'Ma tu non sei di questa scuola, vero?'

 

Akane iniziò a ridere nervosamente. 'No, no...'

'Ah... Che scuola frequenti?'

'Ehm... Il San Yan. Una scuola femminile, non so se la conosci...'

'Ah, certo, certo. E' molto prestigiosa, vero? Beata te...'

'Ah, bhe, ma almeno qua ci sono dei ragazzi, no?', sorrise amabilmente Akane pensando a cosa avrebbe potuto dire Akogare per togliersi d'impiccio.

 

Akagi sorrise un po', e poi chiese: 'Allora segui il basket per i ragazzi?'

'Chi? Io? Proprio no! Io non seguo il basket!'

'Ma se vieni a vedere....'

'Ha, lo dicevo in maniera ironica. Io amo il basket, è tutta la mia vita...', sorrise amabilmente Akane pensando a cosa avrebbe potuto dire Akira-san per togliersi d'impiccio.

'Davvero? Oh, anche a me piace moltissimo. Alle medie giocavo, ma qui purtroppo non hanno un club femminile, e allora posso solo venire a fare il tifo per mio fratello... Alla tua scuola c'è un club?'

'Hohohoho... Certo! Fantastico! Assoluto! Invincibile... Anzi, Le Invincibili...', sorrise amabilmente Akane pensando a cosa avrebbe potuto dire Naga per togliersi d'impiccio.

 

'Oh, beata te! Ovviamente giochi, no?'

'Ah, purtroppo mi sono fatta male ad... Un.... Ginocchio. Per cui per ora niente da fare. Ma presto inizierò di nuovo...'

'Ah, capisco... Mi dispiace. Anche Mitsui-san si era fatto male, ma ora è tornato a giocare...'

'Oh, Senpai Teppista... Cioè, certo, Mitsui-san. Ma dimmi, come sta la squadra? Dopo la sconfitta di ieri? Per esempio, il Senpai Bass... Ehm, il playmaker.'

 

'Eh, è stata dura, per Miyagi-san, contro Maki Shin'ichi, ieri. Il capitano del Kainan, dico.'

'Sì, sì. Lo conosco.'

'Lo conosci?', chiese Akagi guardandola perplessa.

'Di Fama Nazionale, sì, sì...', annuì Akane, maledendo il momento in cui aveva iniziato a parlare con l'altra ragazza.

'Oh, certo. Ma comunque, i ragazzi stanno tutti bene, Ayako-san ha risollevato gli spiriti... Salvo che...'

'Mh?'

'Bhe... Sakuragi-kun non si è visto oggi, agli allenamenti... Doveva essere tanto abbattuto, poveretto...', disse Akagi scuotendo la testa.

'Oh, poveretto... E Rukawa-kun?'

 

Haruko arrossì miseramente. 'Ah, Rukawa-kun. Lui... Bhe, lui sta dando fondo a tutte le sue energie, come al solito... Ieri... Ieri era davvero molto triste per aver perso...'

'Mh... Triste non è il termine migliore...', borbottò Akane tra sé e sé.

'Comunque... Abbiamo ancora la possibilità di battere il Ryonan ed accedere con un secondo posto!', esclamò Akagi illuminandosi.

'....Sì, hai proprio ragione.'

 

'Haruko-chan!! Haruko-chan! Vieni a darmi una mano, che facciamo cinque minuti di pausa!', si sentì chiamare Ayako dal campo.

'Arrivo!', rispose la ragazza. 'Vieni giù che ti presento i ragazzi?', sorrise ad Akane alzandosi.

'Ahem... Veramente... Forse... Non è il caso, disturbo...'

'Dai, vieni!', esclamò tirandola per una manica. Akane alla fine la seguì.

 

In fondo non era una cattiva idea. Akane non aveva mica intenzione di seguire la squadra per tre anni senza conoscere gli altri membri (come aveva fatto con quelli del Tomigaoka). In fondo, Akogare conosceva bene tutto il Ryonan. E lo Shoyo. E qualche pezzo del Kainan (Akane ebbe un brivido a questo pensiero). E Kaede. Magari era tempo che anche lei conoscesse qualcuno del settore - non si sapeva mai.

 

Quando era arrivata a livello del campo, tutto quello che voleva fare era andarsene di corsa.

 

'Ayako-san, questa è... Tsuguri.'

'Ehm, Tsukuri. Tsukuri Akane. Salve, Ayako-san.', corresse la ragazza, inchinandosi.

'Oh, ciao. Scusa, ma siamo occupate adesso, per cui se aspetti un attimo... Haruko-chan, distribuisci gli asciugamani...', disse la manager passando le salviette all'altra ragazza.

'Prego, se posso aiutarvi...', si offrì Akane. 'Posso occuparmi delle bibite, magari...?'

Ayako rimase un attimo perplessa e poi passò alcune pocari ad Akane, borbottando un 'se proprio insisti...'.

 

I ragazzi arrivarono poco dopo, distrutti dall'allenamento intensivo.

'Aya-chan...', mormorò Senpai Basso, atterrando ai piedi della manager.

'In piedi, Ryota! Tieni qui, bevi.', disse lei passandogli una bibita, mentre Akane guardava, inorridita al pensiero di cosa sarebbe potuto succederle se fosse mai diventata manager del Kainan.

Scuotendo la testa, si mise a distribuire pocari agli altri giocatori.

'Prego, signori... A lei, chiunque lei sia...'

 

Mitsui si schiarì la gola, guardandola storta.

'Ayako, chi è questa?'

'Non si preoccupi, Senpai Teppista. Non sono una Mary Sue.', rispose Akane agitando una mano. 'Almeno spero. Prenda la sua pocari, prego.'

A quel punto si avvicinò un ragazzo occhialuto e con una maglia con disegnato sopra il coniglio di Play Boy. 'Ciao. Sei per caso una nuova manager? Ah, ma aspetta, indossi l'uniforme del San Yan.'

Akane fece tre passi indietro, nello scoprirsi così scoperta. 'Ahem... ....Io...'

'Cos'è, il San Yan?', chiese un altro, mentre sorseggiava la sua bibita.

'Una scuola femminile molto prestigiosa.'

'Davvero? Davvero?', disse un terzo mentre allungava gli occhi. 'Bella divisa.'

'Grazie... Ma io ero solo venuta a vedere se stavate tutti bene...', balbettò Akane indietreggiando ulteriormente.

 

In quella, la manager tirò fuori un ventaglio e colpì l'ultimo giocatore che aveva parlato.

'Insomma, non vedi che la spaventi?!'

'Ehm... Mi dispiace; io non avevo intenzione di disturbare; anzi, è meglio se me ne vado subito... Buona fortuna per la partita contro il Ryonan...', continuò imperterrita Akane, mentre si allontanava camminando all'indietro, ma la sua ritirata terminò quando lei andò a sbattere contro qualcosa. La ragazza si girò di scatto.

 

'Nh?', chiese Rukawa, abbassando la pocari che stava bevendo e guardando verso il basso. 'Tu?'

'Ah... Eh...Ma...Ahem...Ciao, ero venuta a vedere come stava la squadra oggi.'

Rukawa si guardò attorno con circospezione.

'Sono venuta da sola. Akogare...E' con Ma...E' a scuola. Akira-san, non so. A scuola anche lui.'

'No.'

 

Akane aprì la bocca, ma poi la richiuse secca, rimanendo in silenzio.

'Tsuguri. Conosci Rukawa-kun!', esclamò Akagi avvicinandosi.

'Tsukuri. Comunque, sì.'

Prima che nessuno potesse dire altro, Rukawa chiese: 'Cosa fai qui?'

'Te l'ho già detto. Sono venuta ad assicurarmi che la squadra fosse in buone condizioni.', sbottò Akane.

 

'Aha, Rukawa. Chi è questa?', rise Mitsui avvicinandosi.

'Akane. Perchè?'

'Oooh! Akane! Ed è la tua fidanzatina?', continuò a ridere l'altro.

'Mitsui!!', urlò Senpai Occhialuto arrivando di corsa. 'Smettila di dire scemenze!', poi si girò verso Akane e disse 'Scusalo, sai.'

La ragazza lo fulminò con sguardo inceneritore. 'Io sono...L'amica della vicina di casa... Di qualcun'altro. Adesso se volete scusarmi...', sbottò avviandosi verso la porta.

Rukawa si girò seguendola con lo sguardo. '...Non disturbarmi durante gli allenamenti.', disse poi con la solita voce atona.

'Figurati, manderò Akira-san. Lui non disturba mai, vero?', gli urlò di rimando Akane da appena fuori dalla porta.

 

 

--- Chapter #15, The End

 

 

Let it Rain (By Tracy Chapman)

Lascia che piova

 

Lascia che piova

mentre cammino per queste strade sconosciute

A tutti

Anche a me

quando sono giù

 

Dammmi la speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

Dammi speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

 

Lascia perdere

nessuna madre, nessun padre, nessuna casa

Dimentica come tutti gli altri

hanno dimenticato

quando sono solo

 

Ma dammi la speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

Dammi speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

 

Lascia che piova

Lascia che sommerga queste strade e mi lavi via

In un posto dove non fa differenza chi sono

O cosa ci porta il futuro

Quando non lo so

 

Dammi la speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

Dammi speranza

che stia arrivando un aiuto

Quando mi serve di più

 

 

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