EMBRACING THE ICE KNIFE
By B’n’R
E' Necessario (By Tiromancino)
Io so che non è facile
riuscire a proiettarsi nel futuro
immaginando come sarà
la vita andando avanti;
le scelte che farò
saranno sempre più importanti
dei dubbi che ho
che oggi sono ancora tanti.
E’ necessario
che io sia
coerente con me stesso
per dare il peso giusto e
un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover
tornare indietro...
e’ necessario, è necessario...
Oggi è un nuovo giorno
e se vorrò potrò passarlo meglio,
guardando verso il sole
cercando il tuo sorriso al mio risveglio;
non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante...
PIPPIRIPIRIPPIPIPPI
– PIPPIRIPIRIPPIPIPPI – PIPPIPPI – PIPPI’
Suonò inutilmente “La Primavera” di Vivaldi.
Inutilmente perché Akane era sveglia da un pezzo, e guardava il soffitto
senza vederlo già da ore.
Quello sarebbe stato il giorno del giudizio, parte uno di due.
Kainan – Shohoku.
Le Invincibili
(Non si preoccupi)
Chapter #15
‘Che palle! Uffa non
è giusto! Anch’io volevo andare a vedere Kainan-Shohoku, invece che andare a
giocare contro il Takezato…Magari posso spacciarmi
per influenzato…Che ne dici Ako?’
‘Dico che, se ci
tieni a giocare contro Rukawa-kun sarà meglio che ti
presenti anche oggi. Senza contare che, prima, devi schiacciare anche il
Vecchiaccio.’
‘Uffa…’, protestò
Sendo mentre metteva le scarpe per andare in palestra. ‘Vieni a vedermi?’
‘Certo.’
‘Ma sei scema?! Tu
che puoi andare a vedere Kainan-Shohoku, vai! Così dopo mi racconti tutto.’
‘Non se ne parla.
Datti una mossa! Rauss!’
***
Akane entrò in
palestra con passo veloce e perentorio, fiondandosi a
sedere in prima fila, di fianco a quattro ragazzi tirati in maniera curiosa: un
biondino con gli occhiali da sole, un grassone, un tipo con i baffetti che ricordava l’amico di Hiragi-kun
e un ragazzo incredibilmente normale. Il luogo era ancora semivuoto; la ragazza
pensò bene di tener occupato due posti alla sua sinistra di modo che quando
Akogare fosse arrivata ci sarebbero state delle sedie per lei ed Akira-san.
Akane si guardò
nervosamente attorno. La partita sembrava non voler più iniziare… Anche se,
comunque, tutto quello che avrebbe potuto fare lei sarebbe stato incrociare le
dita. Non voleva nemmeno pensare cosa sarebbe successo se avessero perso; vero
che, alle nazionali, ci sarebbero andate due squadre, ma c’era anche il Ryonan
da tenere nel conto… O forse, come diceva sempre Akogare, ci sarebbe stato
anche Akira-san.
I quattro tipi alla
sua destra si alzarono, chiamando tre ragazze che stavano arrivando solo ora;
la palestra andava riempiendosi. In coda passò un drappello di tipi inquietantissimi.
Le due squadre
entrarono in palestra. Tutti iniziarono ad urlare il nome del Kainan,
ovviamente superfavorito. Akane lanciò un paio di maledizioni al suo senpai prediletto, ma quello che si fece subito avanti
verso lo Shohoku fu Naga. Dopo aver riso sbragatamente nel centro del campo, il ragazzo soffiò la
palla al Tinto e si mise a palleggiare, con l’evidente intenzione di far bella
mostra di sé.
All’improvviso un
altro pallone sbucò nella scena, rotolando e facendo balzar via la palla di
Nobunaga; Akane per poco non urlò per la sorpresa di veder arrivare Kaede in persona
a metter becco nel discorso. Chissà quanto avrebbe riso Akira-san
se fosse stato presente…. I tre iniziarono a parlare, ma la ragazza non
riusciva a sentire cosa stessero dicendo, anche se supponeva fosse qualcosa
sulla linea di “Io sono il miglior rookie”… Il Tinto allora prese il pallone e iniziò a fare
strane cose a velocità indecente, fino praticamente a morire. La cosa si
concluse con il Tinto e Naga che andavano a
dichiarare guerra a Kaede (ad occhio e croce) e l’arrivo dei capitani, che, tirando
un pugno ciascuno in testa alle matricole, li misero a tacere. L’ordine fu così
ristabilito, e Akane si stupì di vedere Maki così violento nei confronti di
Nobunaga; forse il Vecchio cercava di salvare la faccia….
***
Al quarto
minuto il Kainan era già in vantaggio di 6 punti, finché il Gorilla spiaccicò
Nobunaga sul pavimento facendo un gran bel dunk.
Dal suo punto di
osservazione non proprio privilegiato, Akane non sentiva molto di quello che
dicevano i giocatori, ma avevano decisamente degli strani schemi di gioco: ad
un certo punto il Vecchio arrivò ad attaccarsi al Tinto, senza intenzione di
mollare la presa. Seguì una rapida schermaglia verbale tra il giocatore dello
Shohoku e Nobunaga, di cui però non si sentì nulla. Verso nove minuti dalla fine,
il Kainan chiamò il primo time-out della partita, che ebbe come risultato la
sostituzione di Jin con…. Con? Con uno sgorbietto non
meglio identificato, bassissimo e con degli assurdi occhiali che parevano
usciti da “2001 – Odissea nello spazio”. Akane si chiese dove diavolo
l’avessero trovata, una cosa del genere, e soprattutto se avesse una qualsiasi
utilità.
Poco dopo, la ragazza
si era convinta della genialità profonda di chiunque avesse ideato quel piano:
il Tinto era completamente KO, dato che non riusciva a combinare nulla se non
era marcato da qualcuno almeno grosso quanto lui. I tipi alla destra di Akane
stavano davvero diventando nervosi; era evidente che erano amici del Tinto e
tifavano Shohoku. La ragazza fece del suo meglio per ignorarli. In poco tempo
il distacco tra le due squadre era salito a 10 punti. Il fondo venne toccato
quando Sakuragi si fece fermare un schiacciata da Maki, e mancò secco i due
tiri liberi che gli erano stati assegnati. Al canestro da tre di Occhiali
Spaziali seguì il time-out dello Shohoku.
‘Forza, Nonno…’,
borbottò Akane.
***
In contemporanea, a 5
minuti dalla fine della partita, il Ryonan vinceva 54 a 100, con i migliori
giocatori già ritirati in panchina. Akogare giubilava; stava appoggiata alla
ringhiera superiore della palestra, di fianco a Fujima, Hanagata
e Finto-Acchan dello Shoyo,
che la osservavano un po’ perplessi mentre tirava coriandoli qui e lì.
‘Sono davvero in
gamba… Però mi chiedo se abbiano vinto per bravura… O per debolezza del Takezato…’, disse Hanagata.
Akogare si girò,
viola. ‘Ma certo che hanno vinto per bravura di Akira, e che sennò? Il genio
della lampada?! Maki? Vedi Maki in campo da qualche parte?!? Allora? Hai anche
gli occhiali!!’
Hanagata si accigliò,
sbottando un ‘E ci manca anche altro…’
Fujima sorrise
conciliante: ‘Oh, andiamo! Il Takezato è una buona
squadra! Non è stato un semplice colpo di fortuna… Il Ryonan è veramente
forte!’
‘Bravooooo
senpai, ancora che c’è qualcuno che capisce qualcosa
a questo mondo!’
I due vennero
fulminati da Hanagata e Finto-Acchan.
‘Ahem…’,
disse una tipa avvicinandosi. Scattò subito l’allarme rosso che Maki aveva
installato nella borsa di Akogare. ‘Scusi, lei non è Fujima dello Shoyo?’
‘Certo che no!
Perché?!’, urlò Ako balzando tra i due e impedendo il
passaggio alla nuova venuta.
‘….Ah, no, mi
scusi…’, rispose lei, allontanandosi con le sue amiche.
‘Ecco volevo ben
vedere io, senpai, lei si fa abbordare proprio da
tutti! Infatti si è visto! Ma stia più attento che poi Ma…’, la ragazza venne
imbavagliata da Fujima prima che riuscisse a dire altro.
I due vennero di
nuovo fulminati da Hanagata e Finto-Acchan.
***
Il Tinto era stato
sostituito da pochissimo, assieme ad Occhiali Spaziali, che Kaede e Nobunaga si
trovarono uno davanti all’altro, per la gioia di Akane. Mentre Naga sembrava tutto preso da un suo discorso (probabilmente
qualcosa sul “sono il rookie numero uno”, che tipo
originale), Rukawa andava lentamente prendendo fuoco. Come previsto, il numero
11 dello Shohoku fece una rapida azione per scansare l’altro giocatore, che per
fermarlo finì per commettere fallo. La palla fu rimessa in gioco da un senpai con gli occhiali, che Akane notò per la prima volta
in quell’occasione; su passaggio di Senpai
Occhialuto, Kaede fece canestro senza problemi. Adesso la sua squadra era sotto
di 13 punti, a sei minuti dalla fine del primo tempo.
Il successivo
canestro di Rukawa portò con se un pessimo fatto: il Gorilla, cercando di
battere Maki su rimbalzo, cadde miseramente, facendosi male ad una caviglia, e
fu costretto a lasciare il campo.
Non ci volle molto
per capire che Kaede aveva tutta l’intenzione di prendere la squadra sulle sue
spalle e condurla almeno fino al pareggio; anche il Tinto, comunque, sembrava
intenzionato a fare sul serio.
‘La vedo bella per quei
due…’, commentò Akane, troppo nervosa per riuscire a fare un vero sorriso.
Nel frattempo, a
Nobunaga non ne andava dritta una.
***
Akogare,
Fujima, Hanagata e Finto-Acchan
arrivarono fuori dallo stadio dove si giocava Kainan-Shohoku poco dopo la fine della
partita che aveva visto trionfare il Ryonan sul Takezato.
‘Ehi, accidenti! Che
tifo scatenato! A quanto pare, lo Shohoku sta giocando piuttosto bene!’,
commentò Hanagata, sentendo le urla provenire dallo
stabile.
‘Ovvio, ci gioca Rukawa-kun!’, sbottò Ako.
‘Di sicuro non è
gente che si arrende facilmente!’, disse Fujima, mentre il vento gli
scompigliava i capelli a mo’ di Misugi Jun versione J.
‘Ahahaha…’,
rise Akogare mentre si squagliava di fronte alla visione celestiale. ‘Certo,
certo…’
Fujima a quel punto
girò i tacchi. ‘Bene. Ragazzi, io vado.’, disse agitando una mano.
‘Maaaaaaa!
Ma non se ne parla nemmeno!! Ma siamo matti, in che mondo viviamo?! Non può!
Uno, perché mi lascerebbe sola con questi due. Due, perché avrei potuto
aspettare Akira, invece di girare con uno finto. Tre,…. Bhe,
tre ci siamo capiti. E ‘ci siamo capiti’ non capirà
affatto se lei non si fa vivo! Muoversi, entriamo!’, sbottò Akogare, afferrando
il tipo per un braccio e trascinandolo dentro lo stabile.
‘Ma io non voglio
assistere alla vittoria del Kainan, né, eventualmente, alla sua sconfitta…’
‘Non me ne frega
niente! Poi il Vecchio se la prende con me. Nonono!’
Hanagata e Finto-Acchan rimasero a guardarli, perplessi.
***
Akogare arrivò di
corsa nello stadio; subito mise in funzione il radar, per trovare Akane. In
pochi secondi l’aveva individuata e raggiunta.
‘Come va, Aka?’, chiese sedendosi di fianco a lei, con un sorriso
raggiante.
‘Potrebbe andare
meglio, ma potrebbe anche andare peggio….’
‘Detto in maniera
meno enigmatica, sarebbe?’
‘Il Gorilla si è
fatto male, ma Kaede gioca per due.’, rispose la ragazza senza staccare gli
occhi dalla matricola d’oro dello Shohoku.
‘Wow! Sono 42 a 47!
Fortissimi!’
‘Non male, non male…
Ma mi chiedo quanto reggerà Kaede, a questo ritmo…’
‘Accidenti! Sono
proprio forti!’
Le due ragazze si
girarono per vedere a chi appartenesse la voce. Circa mezzo metro dietro di
loro, in piedi, stava un ragazzo in divisa, con i capelli castani corti, con la
riga in parte, che parevano essere stati creati apposta per la pubblicità degli
shampi con balsamo incluso.
‘Ah, senpai! Eccola qui! Lasci che le presenti Tsukuri Akane.
Akane, questo è Fujima Kenji-san!’
La ragazza si alzò in
piedi e si inchinò: ‘Ho sentito tanto parlare di lei…’, disse con la voce di chi
frena a stento una risata.
Fujima si riempì di
goccioline, imbarazzato. ‘Piacere…’
‘Dov’è
Akira-san? Ho tenuto un posto per lui, ma non sapevo
che sarebbe arrivato anche Fujima-san. Dove lo
mettiamo?’, borbottò Akane.
‘Ah, Akira starà in
piedi, che vuoi che sia? O per terra, fa lo stesso. Senpai,
lei si sieda qui, e faccia il tifo per Maki.’, rispose ridendo Akogare. Akane
la fulminò con lo sguardo, ma non disse nulla.
In quella, il
capitano del Kainan segnò.
‘Mh…’,
commentò Fujima. ‘E’ scordinato come al solito.
Assomiglia ad una scimmia, non trovate?’
Le due ragazze non
dissero nulla, mentre scuotevano la testa disperate.
‘Anche se bisogna
dire che pare proprio che la scordinatezza sia parte
integrante del suo modo di giocare. Riesce ad avere comunque una tecnica degna
di nota, che porta avanti con una forza fuori dal comune; queste due
caratteristiche insieme vanno poi a formare il modus giocandi
di Maki, a cui il Kainan si adegua, senza apparenti problemi, per portare la
squadra alla vittoria… Pare che anche i nuovi venuti non abbiano difficoltà a
seguirlo, per esempio quel… Numero 10, che fa di nome? Comunque, fin dalla
prima, Maki…’
Le ragazze ronfavano
soddisfatte, Akogare appoggiata sulla spalla di Fujima, Akane su quella di Ako, Matsui su quella di Aka e così via.
‘NON E’ POSSIBILE!!’
L’esclamazione fece
sobbalzare tutte le addormentate, riportandole sulla terra. Persino Fujima
smise di parlare. Effettivamente, Rukawa aveva appena segnato sotto il naso di
Maki senza colpo ferire; quando il capitano dello Shoyo
se ne rese conto, scoppiò a ridere di gusto.
Le due ragazze nel
frattempo si erano girate a vedere chi diavolo avesse urlato: poco mimetizzato
fra i giocatori del Ryonan, Sendo era ancora sconvolto, a bocca aperta, a
guardare il campo.
‘Akira-san!
Siamo qui!’, esclamò Akane, agitando una mano.
Akogare la guardò
malissimo, poi si alzò in piedi sulla sedia, si mise a sbandierare la sua
giacca e urlò:
‘AAAAAAAAAAAAAACHAAAAAAAAAAAAN!
Qui qui qui!!! Vieni! Abbiamo un posto per te!’
Mezzo stadio si girò
per guardare chi diavolo stesse facendo tutto quel casino.
‘Ako,
ma non è vero…’, borbottò Akane.
‘Chissefrega.
Dovevo dirgli qualcosa per convincerlo a venir giù, no?!’, sbottò l’altra
ragazza.
Fujima nel frattempo
andava asciugandosi le lacrime, e il primo tempo era terminato.
***
Alla fine del secondo
tempo, quella che proprio non riusciva ad asciugarsi le lacrime era Akane (e
anche il Tinto, ma questa è un’altra storia). Akogare la stava trascinando
fuori dallo stadio, cercando di confortarla.
‘Dai, non è così
grave come sembra…Sono sicura che… Ehm, ma dai, avranno occasioni per rifarsi…’
Nel frattempo, Sendo
andava fissando in maniera insistente Fujima da circa un quarto d’ora.
Quest’ultimo iniziava a sentirsi a disagio.
‘Ehm… Sendo, salve.
E’ un po’ che non ci vediamo…’, sorrise Fujima imbarazzato.
‘…Mh…’,
mugolò Sendo continuando a guardarlo in maniera strana.
‘Eh… Qualcosa non va?
Ho qualcosa in faccia?’, rise l’altro, che iniziava davvero a sentirsi a
disagio.
‘…Mh…’,
ripeté Sendo, con aria quasi truce.
‘Sendo?!’
‘Mh?’,
disse il giocatore del Ryonan, come se l’avesse sentito per la prima volta. Poi
fece un sorriso enorme ed esclamò: ‘Fujima-san! Da
quanto tempo! Come va la vita? Tutto bene?’
‘Eheh…’,
rise Fujima sconvolto. ‘Sì, sto bene, grazie. E tu?’
‘Non c’è male, non
c’è male…’
Akane nel frattempo
strisciava verso la stazione.
‘Akane! Perché non
vieni un po’ da noi?’, sorrise Akira arrivandole alle spalle.
‘Mi pare un’ottima
idea!’, annuì Ako.
‘…No…’, biascicò lei.
‘Ma dai! Tanto Rukawa-kun non mangia, no?’, rise Akogare.
Akane la guardò
malissimo, girò i tacchi e se ne andò.
‘Ma, Akane…’, dissero
i due, abbandonati.
‘Scusa un attimo,
Akogare, ma chi era esattamente quella?’, chiese Fujima sopraggiungendo.
***
‘Abbiamo vinto,
abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vintooooooooo….’,
cantava Nobunaga mentre usciva, una mezz’ora dopo, dallo spogliatoio.
‘Abbiamo vinto…’,
rideva Jin mentre gli faceva da seconda voce.
‘Abbiamo vinto!!’,
continuava la matricola. ‘HAHAHA! Adesso voglio vedere Aka-chan
come fa a dire che Rukawa è meglio di me!! HAHAHA!!’
‘Effettivamente,
penso proprio che lui sia migliore di te…’, commentò Maki, sopraggiungendo da
dietro, con un vago sorrisetto sulle labbra.
Jin raggelò.
‘Ma no! Ma come! Ma senpai! Ma… Non vorrà mica buttarmi fuori dalla squadra,
vero?!’, urlò Nobunaga, attaccandosi alla giacca di Maki.
L’altro ragazzo rise,
passandogli una mano tra i capelli. ‘Ma no, cretino. Anche se effettivamente mi
pare proprio che l’accordo fosse questo… Che ti pare, Jin? Lo espelliamo?’
‘Non stavo più nella
pelle, non ho mica ascoltato voialtri…’, commentò secco il trepuntista.
‘Bravo, Jin!’,
esclamò Maki mollandogli una pacca sulle spalle. ‘Così ti voglio!’
‘Ma no! Ma uffa! Ma senpai!’, continuava Naga appeso a
Maki.
‘Smettila, Nobunaga. Maki-san non ti caccerà mai dalla squadra. Gli sei troppo…
Utile.’, disse Jin senza cambiare tono di voce.
‘Davvero?! Wow! Che
bello! Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto…’
Jin scosse la testa;
Maki gli appoggiò una mano su una spalla, bisbigliando: ‘Mi pare sull’esaltato,
il ragazzo…’, Jin si irrigidì.
‘Non pensi sia
un’ottima occasione per fare una mossa in avanti?’, proseguì il capitano.
‘Perché viene a
chiederlo a me?’
‘Era un invito, non
una richiesta. E poi, io non centro niente, ho cose più importanti da fare
adesso…’, continuò a bisbigliare Maki. ‘Da fare adesso!’, cantò sopra a
Nobunaga, mentre prendeva la tangente per il settimo cielo e iniziava ad
andarsene fischiettando.
‘AH! Senpai! Dove sta andando?!’, urlò Naga,
inseguendolo ed abbrancandolo. ‘Pensavo andassimo tutti e tre a mangiare
qualcosa insieme!!’
‘No, tu e Jin andate,
io ho qualcosa di più importante da fare adesso…’, rispose Maki continuando a
cantare e cercando di levarselo di dosso.
‘Ma senpai! Ma uffa! Cos’è più importante, mh?!
Me lo dica!!’, piagnucolava Naga, strascicandosi sul
pavimento.
‘Jin, vieni qui e
prendi la nostra preziosa matricola prima che mi venga l’impulso di prenderla a
calci!’, sbottò Maki, strattonando Naga e riuscendo
finalmente a liberarsi dalla sua presa.
‘Ma senpaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiii….’, urlò Nobunaga mentre il
capitano si allontanava a 300 miglia orarie, dicendo ritmicamente
‘Bip-bip… Bip-bip’.
‘…. Waaaaaaaaaahaaaaaaaa!!!!!!!!!!’, urlò Nobunaga seduto per
terra. ‘Il senpai mi ha lasciato qui da soooloooooooo!!!!!! Bwaaaaaaahaaaaa!’
Jin si ricoprì di
goccioline; ma da quando quel ragazzo faceva così tanto casino?
‘Dai!’, esclamò
andando a sollevarlo da dov’era. ‘Alzati, Nobunaga. Sei un uomo, no? E allora
piantala di urlare e piangere!’
‘Ma Jiiiin-saaaaan! Maki-san mi ha lasciato qui
da solo, perché?! Preferisce Rukawa, non è vero?! Tutti preferiscono Rukawa! Ma
perchééééé?!?!’, continuava ad urlare disperato.
‘….Oddio…’, mormorò
il trepuntista, disperato anche lui. ‘Non dire così,
Nobunaga. Io non preferisco affatto Rukawa.’
‘Oh!’, esclamò la
matricola alzando lo sguardo e illuminandosi. ‘Già! Lei preferisce me, non è
vero?’, e così dicendo si attaccò koala-style al suo senpai.
‘Già, è proprio così! Viene con me a mangiare, senpai?’
Jin sospirò. ‘Sì,
Nobunaga. Tutto quello che vuoi, Nobunaga.’
‘Allora offre lei?
Grazie! Dai, andiamo!’, sorrise Kyota asciugandosi le lacrime e tirando Jin per
una mano, verso il locale.
***
La statuetta
portafortuna dell’Isola di Pasqua andò ad infrangersi sul muro. Il gatto cacciò
un miagolio acuto e schizzò fuori dalla finestra, schivando di poco un
portacenere in vetro verde.
Akane desiderò
fortemente di avere un’armatura da kendo a portata di
mano, ma purtroppo non era ancora in grado di farla apparire dal nulla.
Incassata nell’angolo del divano, le braccia sopra la testa, guardava i
soprammobili (appositamente comperati negli ultimi mesi, per ogni evenienza)
volare da un lato all’altro della casa.
La pila di giornali
di Basket sul tavolino del salotto finì rovesciata senza tante cerimonie sul
pavimento, mentre Rukawa tirava un libro più pesante degli altri contro la TV,
mancandola in pieno, per fortuna. La torretta porta-cd venne man mano privata
dei suoi cd, che furono fracassati uno ad uno sul pavimento, facendo dei rumori
piuttosto soddisfacenti. Anche le cassette audio seguirono presto la stessa
sorte, sfracellate sul muro, con tutto il loro contenitore. Pareva che solo le
VHS dell’NBA dovessero salvarsi da quella furia cieca.
Rukawa si fermò,
ansando pesantemente. In un attimo di lucidità, ebbe la visione del Nonno che
diceva ‘Adesso lasciamo fare ai tuoi compagni.’… E si era visto il risultato!
Con una mano spazzò una delle mensole del mobile vicino alla porta della
cucina, lanciando in aria tutto quello che vi stava sopra, compreso il
portapenne in maiolica dipinto a mano, ricordo di una gita a Parigi. Girandosi,
tirò una pedata al piccolo Tronchetto della Felicità di Akane, rompendolo a
metà e spedendo la parte superiore sul tavolino.
Passando rapidamente
vicino al divano, raccolse un orsetto di peluche, a cui staccò la testa,
avvitandola, e ne scagliò il rimanente addosso alla finestra. Afferrò poi una
bottiglietta di pocari, residuo della partita, e la
scagliò sul pavimento con rabbia; presto la seguì il vaso che stava di fianco
alla TV.
Akane continuava a
non muoversi, ripetendo qualche parola sconnessa come una specie di mantra; Rukawa pareva essersi finalmente calmato, anche se
era difficile dirlo, dato che il suo volto non aveva cambiato più di tanto
espressione durante tutto il massacro del salotto.
‘Maledizione!’, urlò
il ragazzo, sbattendo un pugno sul tavolinetto. La
ragazza sobbalzò, tornando a nascondersi il volto con le braccia.
Dopo, l’unico rumore
nella stanza fu l’ansimare di Rukawa, simile all’iperventilazione.
***
Akane rimase ferma davanti al cancello dell'enorme
edificio per alcuni minuti, raccogliendo il proprio coraggio - o quel poco che
ne rimaneva.
Sapeva che probabilmente venire in divisa non era
stata una grande idea, ma non le veniva in mente nessun posto dove si sarebbe
potuta cambiare lungo il tragitto; guardò l'orologio. Gli allenamenti dovevano
essere già iniziati.
Inspirando profondamente, iniziò a camminare
rapidamente verso l'edificio principale, dove sapeva di poter trovare una mappa
del complesso e capire dunque la posizione della palestra.
Il tempo si andava facendo nuvoloso.
La ragazza aprì piano la porta scorrevole,
sbirciando all'interno: il club di basket dello Shohoku si stava allenando con
convinzione. Akane si permise un mezzo sorriso: fortunatamente non si erano
lasciati abbattere dalla sconfitta. Avevano ancora un secondo posto da
conquistare, e, se davvero volevano, alle nazionali ci sarebbero arrivati lo
stesso.
Il pensiero fece correre un brivido freddo lungo la
spina dorsale della ragazza...
Al bordo della palestra, più infuocata che mai,
stava la manager della squadra, Ayako-san. Akane la
conosceva di vista... Aveva frequentato anche lei le Tomigaoka
con Kaede.
Era chiaro che in quel momento il suo supporto era
fondamentale. Akane fece l'altra metà del sorriso, ringraziando la Carta della
Torre per la grazia concessa.
Direttamente davanti a lei, invece, che guardava in
campo, c'era una ragazza con l'uniforme dello Shohoku. Non diceva nulla, ma
pareva piuttosto nervosa. Akane cercò di ricordarsi disperatamente se la
squadra avesse un'altra manager o che, ma senza successo.
Kaede doveva essersi dimenticato di parlargliene.
'O forse', disse una
vocina nella sua mente. 'non si è mai accorto della sua presenza.'
Sbuffando alla cruccaggine
del suo coinquilino, Akane si avvicinò all'altra ragazza.
'Scusi', disse piano, facendola girare. 'Scusi. Mi
stavo chiedendo se disturbavo rimanendo a guardare sugli spalti. Non urlerò
cose del tipo "ma che ficco mi..."', la frase morì quando Aka si rese conto che la tipa che le stava davanti era
quella che le era stata seduta di fianco durante tutta la partita del giorno
precedente, l'amica dei quattro ragazzi strambi.
'Eh? Ah. No, no, non c'è problema, credo...
Lasciano qui anche me...', sorrise l'altra, spostandosi un ciuffo di capelli da
davanti gli occhi.
'Grazie...', rispose Akane, avviandosi agli spalti.
L'altra ragazza la seguì a qualche metro di
distanza.
'Vieni spesso a vedere le partite dello Shohoku?',
chiese quando erano entrambe sedute. 'Ti ho visto ieri. Stavi con quella
ragazza che ad un certo punto è saltata sulla sedia e si è messa a sbandierare
la giacca...Ehm... Chiamando qualcuno, credo.'
Ad Akane scivolò una gocciolina lungo il capo. 'Ahem... Quella doveva essere Ako,
suppongo. Comunque, sono venuta a vedere un paio di partite, sì.'
'Oh... Ah, che sbadata. Io sono Akagi
Haruko.'
'Ahem... Piacere...
Ehm... Io sono Tsukuri Akane. Piacere. Sei la sorella del capitano, vero?'
Akagi sorrise ampliamente. 'Sì! Akagi
Takenori!'
Akane fece un sorriso poco convinto. 'Come mai non
gioca?'
'Ah, ha il piede fasciato, ma in un paio di giorni
sarà come nuovo!', continuò a sorridere la ragazza. 'Ma tu non sei di questa
scuola, vero?'
Akane iniziò a ridere nervosamente. 'No, no...'
'Ah... Che scuola frequenti?'
'Ehm... Il San Yan. Una
scuola femminile, non so se la conosci...'
'Ah, certo, certo. E' molto prestigiosa, vero?
Beata te...'
'Ah, bhe, ma almeno qua
ci sono dei ragazzi, no?', sorrise amabilmente Akane pensando a cosa avrebbe
potuto dire Akogare per togliersi d'impiccio.
Akagi sorrise un po', e poi chiese: 'Allora segui il
basket per i ragazzi?'
'Chi? Io? Proprio no! Io non seguo il basket!'
'Ma se vieni a vedere....'
'Ha, lo dicevo in maniera ironica. Io amo il
basket, è tutta la mia vita...', sorrise amabilmente Akane pensando a cosa
avrebbe potuto dire Akira-san per togliersi
d'impiccio.
'Davvero? Oh, anche a me piace moltissimo. Alle
medie giocavo, ma qui purtroppo non hanno un club femminile, e allora posso
solo venire a fare il tifo per mio fratello... Alla tua scuola c'è un club?'
'Hohohoho... Certo!
Fantastico! Assoluto! Invincibile... Anzi, Le Invincibili...', sorrise
amabilmente Akane pensando a cosa avrebbe potuto dire Naga
per togliersi d'impiccio.
'Oh, beata te! Ovviamente giochi, no?'
'Ah, purtroppo mi sono fatta male ad... Un....
Ginocchio. Per cui per ora niente da fare. Ma presto inizierò di nuovo...'
'Ah, capisco... Mi dispiace. Anche Mitsui-san si era fatto male, ma ora è tornato a
giocare...'
'Oh, Senpai Teppista...
Cioè, certo, Mitsui-san. Ma dimmi, come sta la
squadra? Dopo la sconfitta di ieri? Per esempio, il Senpai
Bass... Ehm, il
playmaker.'
'Eh, è stata dura, per Miyagi-san,
contro Maki Shin'ichi, ieri. Il capitano del Kainan,
dico.'
'Sì, sì. Lo conosco.'
'Lo conosci?', chiese Akagi
guardandola perplessa.
'Di Fama Nazionale, sì, sì...', annuì Akane, maledendo il momento in cui aveva iniziato a parlare con
l'altra ragazza.
'Oh, certo. Ma comunque, i ragazzi stanno tutti
bene, Ayako-san ha risollevato gli spiriti... Salvo
che...'
'Mh?'
'Bhe... Sakuragi-kun non si è visto oggi, agli allenamenti...
Doveva essere tanto abbattuto, poveretto...', disse Akagi
scuotendo la testa.
'Oh, poveretto... E Rukawa-kun?'
Haruko arrossì miseramente. 'Ah, Rukawa-kun. Lui... Bhe, lui sta dando
fondo a tutte le sue energie, come al solito... Ieri... Ieri era davvero molto
triste per aver perso...'
'Mh... Triste non è il
termine migliore...', borbottò Akane tra sé e sé.
'Comunque... Abbiamo ancora la possibilità di
battere il Ryonan ed accedere con un secondo posto!', esclamò Akagi illuminandosi.
'....Sì, hai proprio ragione.'
'Haruko-chan!! Haruko-chan!
Vieni a darmi una mano, che
facciamo cinque minuti di pausa!', si sentì chiamare Ayako dal campo.
'Arrivo!', rispose la ragazza. 'Vieni giù che ti
presento i ragazzi?', sorrise ad Akane alzandosi.
'Ahem... Veramente...
Forse... Non è il caso, disturbo...'
'Dai, vieni!', esclamò tirandola per una manica.
Akane alla fine la seguì.
In fondo non era una cattiva idea. Akane non aveva
mica intenzione di seguire la squadra per tre anni senza conoscere gli altri
membri (come aveva fatto con quelli del Tomigaoka).
In fondo, Akogare conosceva bene tutto il Ryonan. E lo Shoyo.
E qualche pezzo del Kainan (Akane ebbe un brivido a questo pensiero). E Kaede.
Magari era tempo che anche lei conoscesse qualcuno del settore - non si sapeva
mai.
Quando era arrivata a livello del campo, tutto
quello che voleva fare era andarsene di corsa.
'Ayako-san, questa è... Tsuguri.'
'Ehm, Tsukuri. Tsukuri Akane. Salve, Ayako-san.', corresse la ragazza, inchinandosi.
'Oh, ciao. Scusa, ma siamo occupate adesso, per cui
se aspetti un attimo... Haruko-chan, distribuisci gli
asciugamani...', disse la manager passando le salviette all'altra ragazza.
'Prego, se posso aiutarvi...', si offrì Akane.
'Posso occuparmi delle bibite, magari...?'
Ayako rimase un attimo perplessa e poi passò alcune
pocari ad Akane, borbottando un 'se proprio
insisti...'.
I ragazzi arrivarono poco dopo, distrutti
dall'allenamento intensivo.
'Aya-chan...', mormorò Senpai Basso, atterrando ai piedi della manager.
'In piedi, Ryota! Tieni
qui, bevi.', disse lei passandogli una bibita, mentre Akane guardava,
inorridita al pensiero di cosa sarebbe potuto succederle se fosse mai diventata
manager del Kainan.
Scuotendo la testa, si mise a distribuire pocari agli altri giocatori.
'Prego, signori... A lei, chiunque lei sia...'
Mitsui si schiarì la gola, guardandola storta.
'Ayako, chi è questa?'
'Non si preoccupi, Senpai
Teppista. Non sono una Mary Sue.', rispose Akane agitando una mano. 'Almeno
spero. Prenda la sua pocari, prego.'
A quel punto si avvicinò un ragazzo occhialuto e
con una maglia con disegnato sopra il coniglio di Play Boy. 'Ciao. Sei per caso
una nuova manager? Ah, ma aspetta, indossi l'uniforme del San Yan.'
Akane fece tre passi indietro, nello scoprirsi così
scoperta. 'Ahem... Sì....Io...'
'Cos'è, il San Yan?',
chiese un altro, mentre sorseggiava la sua bibita.
'Una scuola femminile molto prestigiosa.'
'Davvero? Davvero?', disse un terzo mentre
allungava gli occhi. 'Bella divisa.'
'Grazie... Ma io ero solo venuta a vedere se
stavate tutti bene...', balbettò Akane indietreggiando ulteriormente.
In quella, la manager tirò fuori un ventaglio e
colpì l'ultimo giocatore che aveva parlato.
'Insomma, non vedi che la spaventi?!'
'Ehm... Mi dispiace; io non avevo intenzione di
disturbare; anzi, è meglio se me ne vado subito... Buona fortuna per la partita
contro il Ryonan...', continuò imperterrita Akane, mentre si allontanava
camminando all'indietro, ma la sua ritirata terminò quando lei andò a sbattere
contro qualcosa. La ragazza si girò di scatto.
'Nh?', chiese Rukawa,
abbassando la pocari che stava bevendo e guardando
verso il basso. 'Tu?'
'Ah... Eh...Ma...Ahem...Ciao,
ero venuta a vedere come stava la squadra oggi.'
Rukawa si guardò attorno con circospezione.
'Sono venuta da sola. Akogare...E' con Ma...E' a
scuola. Akira-san, non so. A scuola anche lui.'
'No.'
Akane aprì la bocca, ma poi la richiuse secca,
rimanendo in silenzio.
'Tsuguri. Conosci Rukawa-kun!', esclamò Akagi
avvicinandosi.
'Tsukuri. Comunque, sì.'
Prima che nessuno potesse dire altro, Rukawa
chiese: 'Cosa fai qui?'
'Te l'ho già detto. Sono venuta ad assicurarmi che
la squadra fosse in buone condizioni.', sbottò Akane.
'Aha, Rukawa. Chi è
questa?', rise Mitsui avvicinandosi.
'Akane. Perchè?'
'Oooh! Akane! Ed è la tua
fidanzatina?', continuò a ridere l'altro.
'Mitsui!!', urlò Senpai
Occhialuto arrivando di corsa. 'Smettila di dire scemenze!', poi si girò verso
Akane e disse 'Scusalo, sai.'
La ragazza lo fulminò con sguardo inceneritore. 'Io
sono...L'amica della vicina di casa... Di qualcun'altro. Adesso se volete
scusarmi...', sbottò avviandosi verso la porta.
Rukawa si girò seguendola con lo sguardo. '...Non
disturbarmi durante gli allenamenti.', disse poi con la solita voce atona.
'Figurati, manderò Akira-san.
Lui non disturba mai, vero?', gli urlò di rimando Akane da appena fuori dalla
porta.
--- Chapter #15, The End
Let it Rain (By Tracy Chapman)
Lascia che piova
Lascia che piova
mentre cammino per
queste strade sconosciute
A tutti
Anche a me
quando sono giù
Dammmi la speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di
più
Dammi speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di
più
Lascia perdere
nessuna madre, nessun
padre, nessuna casa
Dimentica come tutti
gli altri
hanno dimenticato
quando sono solo
Ma dammi la speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di
più
Dammi speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di
più
Lascia che piova
Lascia che sommerga
queste strade e mi lavi via
In un posto dove non
fa differenza chi sono
O cosa ci porta il
futuro
Quando non lo so
Dammi la speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di
più
Dammi speranza
che stia arrivando un
aiuto
Quando mi serve di più