By B’n’R
Capitolo
n° 10
Il Triangolo (by Renato Zero)
L'indirizzo ce
l' ho
rintracciarti non è un problema...
Ti telefonerò
ti offrirò una serata strana!
Il pretesto lo sai:
quattro dischi, un po' di whisky
sarò grande, vedrai!
Dammi spazio e dopo mi dirai
uh uh uh che maschio sei!
Lui chi è?
Come mai l'hai portato con te?
Il suo ruolo, mi spieghi qual è?
Io volevo incontrarti da sola... se mai...
Mentre lui (lui chi è?)
lui chi è (lui chi è?)
lui chi è?
già è difficile farlo con te... mollalo!
Lui chi è (lui chi è?)
lui cos'è (lui chi è?)
lui com'è?
è distratto ma è certo di troppo... mollalo!
Mi aspettavo, lo sai...
un rapporto un po' più normale!
Quale eventualità
trovargli una collocazione...
Ora spiegami, dai
l'atteggiamento che dovrò adottare...
Mentre io rischierei
di trovarmi al buio fra le braccia lui
uh uh uh non è il mio tipo!
Lui chi è?
Come mai l'hai portato con te?
Il suo ruolo, mi spieghi qual è?
Io volevo incontrarti da sola... se mai...
Mentre lui (lui chi è?)
lui chi è (lui chi è?)
lui chi è?
già è difficile farlo con te... mollalo!
Lui chi è (lui chi è?)
lui cos'è (lui chi è?)
lui com'è?
è distratto ma è certo di troppo... mollalo!
Il triangolo, no
non l'avevo considerato...
D'accordo, ci proverò
la geometria non è un reato...
Garantisci per lui?
Per questo amore un po' articolato
Mentre io rischierei
ma il triangolo io lo rifarei
perché no, lo rifarei!
Akane stava stirando.
Era un’attività che le
piaceva, dato che lasciava libera la mente a spaziare per infiniti spazi e
sovrumani silenzi, cose che lei apprezzava molto. A volte capitava che, persa
nell’infinitezza, bruciasse anche qualche abito, ma poco male. Kaede non se ne
accorgeva mai.
Così rifletteva sulla
giornata che aveva appena trascorso.
‘Logica logica logica
logica.... Dov’è la logica?’
Akogare stava facendo il
bagno.
Era un’attività che le
piaceva, dato che lasciava libera la mente a spaziare per infiniti spazi e
sovrumani silenzi, cose che lei non apprezzava moltissimo, ma che spesso erano
indispensabili. A volte capitava che, persa nell’infinitezza, si addormentasse.
Questo finché Akira non veniva ad urlare alla porta che anche lui voleva farsi
il bagno.
‘Anche i vecchiacci si
scottano....’
(E’ uguale al quadrato costruito sul
Senpai )
‘E’ un grande stratega
quello... Cioè, è il suo lavoro, o no? Ma allora, dove sta la logica, in tutte
queste mosse? Ci deve per forza essere. Comunque, nemmeno Jin-san, che è uno di
quelli che lo conosce meglio, riesce a trovarla; la cosa mi pare piuttosto
grave. Eppure... Non penso vada in giro ad accanirsi con tutte le kohai della
scuola... Ma ci ha puntato ancor prima di sapere che siamo potenziali spie, o
che comunque tifiamo per l’avversario (se lo Shohoku si può considerare un
avversario del Kainan...), e l’unico motivo per cui può averlo fatto è Naga. La
Ragazza della Cioccolata in fondo è un grosso impedimento sulla via verso
Nobunaga.... Ma quale via, esattamente? Ha forse sempre avuto mire su di lui...
Non tornerebbe tutto il discorso di Jin-san, allora. Sempre che...’, Akane
passò alla pila di tute di Rukawa, che al solito aveva tenuto per ultime.
‘Mi chiedo fin a che punto
Maki sappia cosa sta facendo. E se Fujima-san stesse andando ad incontrare lui,
quel giorno che l’ho incontrato vicino al Ryonan? Sarebbe plausibile... E
quella volta ho avuto tutta l’impressione che stesse parlando con la sua
ragazza... L’ha pure nominato, prima di andarsene; e anche quella volta andava
al tempio. Ma che, sono fissati coi templi. Senza contare che Maki era ad una
partita, quando ha scoperto tutte quelle cose sul conto di Akira, per cui è più
che normale che ci fosse anche Fujima-san... Nel posto più nascosto di tutto lo
stadio. .... Mi chiedo se Maki sappia cosa sta facendo... Anche con noi. Cosa
cavolo vuole dalla nostra vita?? Ma è tanto geloso di Naga?!?.... Aspetta un
attimo.... Ma, e Fujima-san?.............. Oddio, Maki, stai sbagliando tutto!
Già sei vecchio, così non farai che accelerare la venuta della tua morte!.........’,
Akogare fece una rapida immersione per cercare di togliersi dalla mente tutti
quei campi minati. ‘Blub.’
‘.... E se il vecchiaccio
prende così sul serio il suo ruolo da capitano da cercare di allontanarci da
Naga perché potremmo essere un ostacolo alla sua “carriera”?? ..... Kaede non
farebbe mai una cosa del genere... Con tanto impegno, poi.... Vabbe’, ma Kaede
sappiamo com’è... Bah. Eppure... Non si
capisce bene dove esattamente stia andando a parare... Forse, il suo obbiettivo
sono tutte queste cose assieme... Ma fare il doppiogiochista così
spudoratamente... E con Jin-san a piede libero... Credo che Maki non abbia ben
capito come sta la questione... Non sta considerando una persona che potrebbe
benissimo mandargli tutti i piani a monte...’
‘Il senpai sarà fuori per la
sua pelle, se sa che ha baciato Naga. Già staranno tirando fuori un putiferio
per la storia del passaggio delle informazioni... Conoscendolo ne verrà fuori
la terza guerra mondiale. ... ma come cavolo ha fatto il senpai a tirarsi su
uno del genere, mi chiedo io! E Maki, come cavolo ha fatto a tirarsi su uno
come Fujima-san! Sono sempre lì tutti e due a sbraitare ordini a destra e a
manca... Mi chiedo come facciano tra di loro...’, Akogare divenne viola.
‘... Non dovrei esser qui a
pensare a come se la caverà Maki, comunque... Ben gli starebbe! Mi ha
praticamente distrutto il rapporto con Naga... A proposito, domani chissà se lo
becco in giro... Farà finta di non conoscermi... Bah, pazienza. Lo vuole? Se lo
prenda. ..... .... .... Come no.’
‘... Non dovrei esser qui a
pensare a come se la caverà Maki, comunque... Ben gli starebbe! E’ andato a
rompere le scatole ad Akira... Maledetto disgraziato! Quasi quasi vado io a
dire a Fujima-san che l’ho visto baciare Naga.... Mai mettersi in condizioni
d’inferiorità, in questi casi ed in tutti gli altri! E la pietà è una
condizione d’inferiorità! ..... ..... Andare al Kainan non mi fa bene.’
‘Insomma, in campo è tanto
abituato a gestire 5 giocatori avversari che nella vita reale non riesce a
tener d’occhio tutti quelli che dovrebbe... Cioè sette. O forse solo sei. Mah,
dovrebbe tener d’occhio anche se stesso, la Perfetta Makkina da Kainan... Tanto
facile essere Perfetti in campo, mentre la vita è più complicata... Nessun tiro
libero per i falli. E giochi uno contro tutti.’
‘... Che vecchiaccio egoista!
Vuole tutti per lui! Mi chiedo quanto ci metterà a partire all’attacco di
Jin-san! ................... O magari di Akira.................. Oddio. Non se
ne parla nemmeno: già si è portato via Fujima-san, adesso anche Acchan?! NO
WAY! ... Chissà come la prenderà Naga se viene a saperlo... Ahi ahi. Magari è
meglio se vado a vedere come sta, domani. Non sanno proprio cos’è la pietà, da
quelle parti...’
‘... Qui pare davvero che sia
tutto il contrario di tutto... E quanti Maki esattamente ci sono, in gioco?’
‘Fossi in Maki lascerei il
Giappone.... Anche se... Quanto Maki c’è esattamente, in gioco?’
‘Chissà se Maki si rende
conto di cosa stia mettendo in gioco... Cioè, che poi dipende da quanto Maki ci
abbia scommesso....’
‘Se ce n’è troppo, va in
bancarotta... Ma quanto è importante, quello che si sta giocando alla roulette
russa?’
‘Quanto importante è quello
che si vince?’
‘Vale il gioco la candela?’
‘Perché ho la netta
impressione che Maki si stia giocando il tutto per tutto?’
‘E perché sta giocando il
tutto per tutto?’
‘Poco equilibrio, da quelle
parti. Anche se non si direbbe.’
‘Cosa sta cercando di
dimostrare?’
‘A chi sta cercando di
dimostrare che è il migliore?’
‘.... Pareva così liscia, e
invece...’
‘Quel tizio ha più segreti di
Harry....’
‘Quel tizio è più contorto di
Snivellus....’
Akogare con un balzo fu fuori
dalla vasca e cominciò ad asciugarsi, mentre Akane si rendeva conto che il
ferro da stiro le era rimasto incollato sulla scritta ‘Shohoku’ della tuta di
Kaede.
‘.... Quindi, è mai mettersi
in condizioni d’inferiorità, eh? Bene! Ti faccio vedere io, resto del mondo!’,
urlò Akogare in accappatoio, mentre sfoderava il suo phon e lo azionava ad
altezza un metro e 84, sparando di conseguenza un getto di aria calda in faccia
ad Akira, che in quel momento apriva la porta, spedendo i suoi capelli tutti
all’indietro.
‘... Ebbene, non è liscia la
questione?! Adesso te le sistemo io, tutte quelle rughe spiegazzate, vecchia
ciabatta! Stira e ammira!’, urlò Akane, alzando il ferro da stiro che era
riuscita finalmente a staccare dalla tuta e azionando per errore il vapore, che
finì tutto in faccia a Kaede, che innocentemente passava di lì andando in
cucina.
‘Ops.’
***
‘Sto
deficiente… Non poteva stare a casa a picchiare la moglie invece di venire a
seccare me?’, sbuffò Akogare mentre il suo prof rispiegava per la quindicesima
volta la teoria della relatività.
‘Mh…E=mc^2…La
m sta per Maki, o forse per maki. La c sta per Kenji, o Chenji… Interessante,
al quadrato… Come se non ne bastasse già uno. E deve stare per Einstein, o
forse Ainstain… Vi odio tutti!!’
Poco
dopo Akogare mollò la fisica per dedicarsi al pranzo.
‘Allora…
Cosa voleva ieri Jin-san?’, chiese, sfogando la sua ira latente sull’ennesimo
polipino di turno.
‘Mhhm…Prevedo
guai. Prevedo Torri. Prevedo Maniaci Sessuali. …’, rispose Akane immersa in un
oscuro mare di lucciole e fuochi fatui.
‘Ehe…
E’ una nuova carta il Maniaco Sessuale? Per caso la carta dell’Imperatore è
diventata la carta del Maniaco?’
‘Mhhm…Come
hai fatto a capire?’
‘Chiamalo
sesto senso e mezzo. Maki ha mosso su Nobunaga? Jin-san sembrava piuttosto
nervoso.’
‘Macchè
su Naga, molto peggio. Stai attenta a questo schema, perché illustrare la
mentalità di quelli del Kainan non è facile, io stessa ho impiegato tre ore
stanotte per venirne a capo…’, disse Akane con voce spettrale, chinandosi su un
foglio del suo quaderno e iniziando a disegnare.
‘Allora,
poni uno stato, chiamiamolo per esempio Jin, che voleva conquistare lo stato
Naga, di qua… Metti che però fra lo stato Jin e lo stato Naga, c’è il grosso e
insuperabile stato Vecchio Maniaco. Allora lo stato Jin cosa fa? Dopo aver
cercato senza successo di aggirarlo, ritiene che la via migliore per arrivare a
Naga sia quella di fondersi con lo stato Vecchio Maniaco…Insomma, riportare gli
altri a se stessi per ridurre la distanza col mondo.’
Akogare
rimase un attimo in silenzio poi aprì la bocca, la richiuse, gesticolò con la
matita e chiese:
‘Con
“fondersi”… Cosa intendi esattamente? Jin e Maki non possono diventare la
stessa persona e…’
‘Dunque…
L’esatta entità dell’operazione fondersi non mi è chiara, ho però ottenuto
degli indizi che indicano tutti una determinata area dell’agire umano…’
‘Aho.
Io non sono Jin. Parla come mangi. Stai dicendo che l’hanno fatto?’
Akane
la guardò schifata: ‘Certo che no.’
‘E
allora COSA hanno fatto? E soprattutto PERCHE’?’
‘Dunque…
Non lo so esattamente, da quello che ho capito ad un certo punto Jin si è
spaventato ed è scappato.’
‘Ma
non sai a quale punto.’
‘No.
Quanto al perché, Jin-san ha scoperto una cosa su Maki e l’ha più o meno
ricattato…Se ho ben capito, sta cercando di fare della coppia Maki-Naga un
terzetto, con lui compreso.’
‘Vuoi
sapere dove ha chiamato Jin-san con il mio cellulare? Fujima-san. Vuoi sapere
chi ha detto a Maki della questione trasloco? Fujima-san, me l’ha detto lui. E
Jin-san adesso scopre un segreto di Maki….?’
‘Ahi,
ahi, ahi… Se mi avessi lasciato finire, credo che il segreto di Maki sia avere
un ragazzo.’
‘Il
quadrato no, non l’avevo considerato…’, cantò Akogare sporgendosi dalla
finestra e cercando di buttarsi di sotto.
‘Bhe,
è un po’ presto per parlare di quadrato…In realtà non sappiamo in che rapporti
siano Maki e Fujima, esattamente…E vista la concezione di rapporto di coppia
che c’è da ste parti…’
Akogare
rimase un po’ zitta, ponderando seriamente qualcosa, e poi disse: ‘Ho paura per
Maki… Si sta infilando in un guaio enorme.’
‘Capitano,
asso e allenatore… Non dev’essere facile averci a che fare…’
‘Facile?!
Dì pure che se ho capito un po’ Maki dev’essere semiimpossibile, sia nelle
situazioni normali che nei momenti d’intimità…ARGH!! Immagini, fuori dalla mia
mente! Che brutte cose!’
Akane
non disse nulla per un po’, poi riprese: ‘Propongo di rimanere a guardare come
la situazione si evolve da sola. Assurdo correre rischi inutili.’
‘Adesso
quello che più mi preoccupa è Naga… Rischia di venirne fuori davvero male. Non
penso di riuscire a rimanere a guardare mentre lo fanno a fettine. Temo si stia
innamorando; propongo di scendere in campo al suo fianco. Tanto a questo punto
non rischiamo più di tanto.’
‘…Sono
preoccupata anche per Jin-san. Ma non sta a noi intrometterci.’
Akogare
si alzò in piedi e afferrò Akane per le spalle: ‘Tsukuri Akane, tu in fondo sei
anche una brava ragazza, hai un solo grosso problema: sei troppo passiva. E’
tempo per noi di sfoderare l’ascia di guerra e scendere in campo per ciò che
crediamo e per crearci una vita migliore!’
Akane
la guardò scettica, poi sorrise e rispose: ‘Katawa Akogare, tu in fondo sei
anche una ragazza intelligente, hai solo un grosso problema: t’impicci degli
affari di tutti e alla fine rimani fregata. Ma non ti preoccupare, io ti
salverò da questo tuo istinto suicida. Per cui ci sto, scendiamo in campo, ma
vedi di attenerti scrupolosamente ai piani previsti e prima di fare sciocchezze
di testa tua, vieni a consultarti con me. E come disse un mio vecchio basso
amico Baruk Kazhad! Kazhad Ai-Menu!’
‘A
proposito di menù, ho finito i pomodori…’
In
quella arrivò Nobunaga di corsa.
‘Ako-chan!
Ako-chan! Devo
assolutamente dirti una cosa!’
Il
ragazzo si fermò notando per la prima volta anche Akane. ‘Ciao Aka-chan.’
‘Ciao
Naga.’
‘Cos’è
successo sta volta?’, chiese Akogare con la venuzza che le pulsava già sulla
tempia.
‘Vieni
fuori che ti racconto!’
Akogare
guardò perplessa Akane, che annuì, dandole in mano un pacchettino azzurro e
alzandosi in piedi: ‘Vado da Jin-san, dato che pare sia da solo…Almeno lo
spero. Ako, mandami un messaggio non appena ti ha detto cos’è successo.’,
aggiunse sussurrando.
Akogare
annuì e guardò l’altra ragazza che se ne andava. ‘Allora? Che c’è?’, chiese
avviandosi con Naga. ‘Ah, Buon Compleanno, fra parentesi. Questo è da parte mia
e di Akane.’
Il
ragazzo intascò il pacchettino azzurro e cominciò: ‘Ieri ho aspettato Maki-san
dopo l’allenamento. Volevo chiedergli perché mi aveva baciato, no? Sì, allora
siamo andati ad un parco, perché lo stavo accompagnando non so bene dove, e lui
si è seduto sulla panchina e anche io di fianco, e poi allora gliel’ho chiesto
e lui mi ha detto se preferivo che mi rispondeva che l’aveva fatto siccome gli
andava o siccome non gli dispiaccio, cioè gli piaccio, no? e poi allora io non
sapevo cosa fare, perché il capitano non ha fatto una piega e mi ha chiesto se
è tutto qui, allora io ho pensato Nobunaga, datti una mossa, così ho fatto la
prima cosa che ho pensato che è stata di fare lo stesso…Geniale, no? se non era
che poi era diverso, perché l’altra volta si era solo appoggiato e poi era
scappato, l’hai visto anche te, no?’
Akogare
cercò di riepilogare nella sua mente tutto il discorso, e poi chiese: ‘Ma cosa
hai fatto esattamente?’
‘Bhe,
l’ho baciato, no?’
Alla
ragazza cadde la mascella, mentre il suo cervello ripeteva come impazzito il
messaggio: ‘Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi…’
‘Sono
geniale eh?’
‘Oh
porca vacca. Adesso sì siamo a posto. Ti ricordi che ti avevo detto di stare
alla larga da Maki?! Deficiente.’
‘Ma…Io
non riesco a stare alla larga da Maki! Io…Lo.. Amo!’
Akogare
alzò le mani lentamente e gli fece cenno di calmarsi: ‘Aspetta solo un attimo,
torno subito.’
La
ragazza si girò, sfoderò il cellulare e mandò un messaggio ad Akane,
illustrando le ultime disgrazie.
‘Ok,
sono tornata. …Perché era diverso? Il bacio dico…’
Nobunaga
arrossì e cominciò a camminare in cerchio: ‘Bhe…Innanzitutto Maki-san non è
scappato come l’altra volta. E poi è stato più lungo…E più bello, sì, bello…E
sono stato io a baciarlo; insomma… Tutta un’altra cosa. Ci hai mai provato tu?’
‘Cosa
centro io? Non sono mica innamorata. Ma dimmi di Maki. Come hai fatto a
baciarlo? E’ più alto di te.’
Il
ragazzo scoppiò a ridere: ‘Ah, l’ho detto che sono geniale. L’ho preso per il
colletto della tuta quando eravamo seduti, mi sono alzato su un ginocchio, e
l’ho schiacciato sullo schienale della panchina. Non è riuscito assolutamente a
muoversi… Ma poi scusa, perché doveva muoversi se non gli dispiaccio!’
Akogare
si sedette sul prato e, mentre scriveva un altro messaggio, biascicò:
‘Praticamente sei saltato addosso a Maki… Non ti facevo così intraprendente…’
‘L’ho
detto che sono un genio, no?’
‘E
poi? Maki ti ha detto qualcosa?’
‘L’ho
mollato lì e gli ho detto che neanche lui mi dispiace.’
‘Ah.’
***
Akane riconobbe subito la sagoma di cartone che era il suo senpai Jin; il
ragazzo passeggiava in giardino senza apparente meta, fissando per terra e in
moto circolare su una delle stradine: tanto il ragazzo doveva aver camminato
che oramai si era creato un crepaccio abbastanza profondo (prova ne era la
presenza di un Pegasus in fondo che cercava di risalire).
La ragazza si avvicinò lentamente, cercando di evitare movimenti improvvisi
che potessero spaventare o innervosire la bestia osservata.
‘Jin-san?’
L’animale sobbalzò e si mise sulle difensive immediatamente, rizzando il
pelo.
‘Jin-san… Sono io?’
‘Ah…’, rispose il ragazzo rilassandosi con circospezione, e facendo un
sorriso tirato; le occhiaie sotto i suoi occhi non nascondevano che aveva
bisogno di riposo. Jin fece un passo in avanti, ma subito si fermò,
tentennando. Fu Akane ad avvicinarsi, o meglio ad andare a sedersi su una
panchina lì di fianco, invitando senza parole l’altro a raggiungerla.
‘Temo sia successo qualcosa. A Naga.’, cominciò Akane senza mezzi termini,
mandando all’aria tutta la circospezione precedente; via il dente…
Jin fece una smorfia inquietata. ‘Perché dici così?’
‘Perché non ci manca niente, no? Cioè, no, perché è venuto cinque minuti fa
da Akogare a dire che doveva parlarle, e decisamente aveva qualcosa di grosso
che bolliva nel calderone.’
‘Idee su cosa sia?’
‘Ako me lo dirà via messaggio non appena lo scopre; esattamente, tra tre,
due, uno…’
BIBIP. Il messaggio arrivò come previsto.
Akane lesse in silenzio.
Akane rilesse in silenzio.
Akane controllò di aver letto bene in silenzio.
E controllò di aver riletto bene, urlando.
Jin divenne verde, senza nemmeno sapere di cosa si trattava.
‘Ehmmmmmmmmm……….. Bella giornata, vero? Ha mai notato come la fauna del
giardino sia incredibilmente varia?’, cominciò Akane senza dare minimamente
l’impressione di voler cambiare argomento.
‘Akaaaaa-neeeeee’, disse lo spettro di Jin dall’oltretomba.
‘Eh, sì, dicevamo… Questo è male, senpai.’
‘Sì, lo supponevo…’, commentò Jin sporgendosi verso la ragazza per cercare
di leggere il messaggio. In quella ne arrivò un altro.
‘Bhe, questo è ancora peggio.’
‘Non c’è mai limite al peggio.’, filosofeggiò Jin.
‘Farebbero meglio ad inventarlo, allora; comunque, Nobunaga è saltato
addosso a Maki, a dirla in parole povere.’
Jin rimase lì.
Jin continuava ad essere lì.
Jin non si mosse più per un pezzo.
Al quinto minuto di silenzio, mentre Pegasus spuntava finalmente dal
crepaccio, il ragazzo balzò in piedi e si mise a urlare a pieni polmoni:
‘NON E’ GIUUUUUUUUUUUUUSTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! NON E’ GIUSTOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!! CHE SFIGA MARCIAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!’
Pegasus dallo spavento mollò la presa, ricadendo nel crepaccio.
Jin si girò e cominciò a dare calci alla panchina: ‘Diavolo, diavolo,
diavolo, diavolo!!! Che il diavolo se li porti tutti!!!!!’
Akane, ancora seduta sulla panchina, sobbalzava con la stessa.
Dopo qualche minuto il ragazzo era seduto per terra, senza fiato.
‘Va meglio?’, chiese lei.
‘No. … Bhe, un po’. Forse.’
‘Bene. Questo è l’importante. Adesso vediamo di mettere un po’ in ordine le
cose… Naga ha baciato Maki di sua spontanea volontà. Questo non è un buon
segno.’
‘Grazie. Tutta qui la tua analisi?’, sbottò Jin tornando a sedersi.
‘Mh… Non c’è molto altro da dire.’
‘Si sapeva che Maki-san avesse ascendente su Nobunaga; in fondo, sfruttarlo
era parte del piano precedente…’, commentò Jin, guardando il cielo.
‘Lei si rende conto che più tempo passa peggio è, vero?’
Il ragazzo sospirò: ‘Sì, sì…’
‘Lei non crede sia una buona idea dichiararsi?’
‘No.’
Il rifiuto netto di Jin lasciò Akane interdetta.
‘Perché?’
‘Perché sarebbe venir meno al patto di non belligeranza che ho con
Maki-san. Per lo stesso motivo non posso andare a dire a Nobunaga che Maki-san
ha il ragazzo, cosa che risolverebbe almeno metà dei miei problemi…’
‘E’ Fujima Kenji, non è vero?’
‘Sì… ma come lo sai?’
‘Giusto per controllare…’, rispose vaga la ragazza. ‘Se Maki agguanta Naga,
poi non lo molla più…’
‘Pensi che Maki-san possa arrivare a lasciare Fujima-san? Per Naga, dico.’
‘A me lo chiede? Che ne so io? Capacissimo.’
I due ragazzi non parlarono più per un po’, immersi nei loro pensieri.
‘Sai…?’, disse poi Jin. ‘Penso che se non faccio qualcosa esplodo.’
***
Mentre i quattro ragazzi, a due a due, si affrontavano, a loro insaputa sul
campus del Kainan si aggirava un fantasma; era una nuvola nera che si muoveva a
gran velocità e senza apparente percorso logico. Era Maki Shin’ichi, Molto
IncazzatoTM.
Il motivo di tanta furia era da ritrovarsi negli avvenimenti della sera
precedente: il suo meeting con Fujima, nel particolare.
La storia del passaggio delle informazioni gli stava dando più problemi del
previsto… Le due Disgraziate gliel’avrebbero pagata cara… Prima o poi. Adesso
doveva sistemare un’altra questione.
Come faceva sempre mentre compiva azioni automatiche senza bisogno di
concentrarsi (correre nella fattispecie), Maki ripercorse nella sua mente tutta
la scena della sera precedente.
Fujima gli aveva telefonato e gli aveva chiesto molto sgarbatamente di
incontrarsi all’Aquilone, per una certa faccenda da risolvere. E già qui… Una
volta lì, l’altro ragazzo l’aveva aggredito piuttosto direttamente.
‘Cretino. Come hai potuto farti scoprire così facilmente? Katawa è venuta
da me, prima, e… Insomma, era molto seccata che io t’avessi passato quelle
informazioni di nessun conto; e poi tu ti sei fatto i castelli per aria e cosa
sei andato a dire in giro?’, parole testuali della prima cosa che gli aveva
detto.
‘Calma, calma. Katawa è venuta da te?’
‘Ma sì, ti ho già detto che la conosco dalle medie!’, sbottò Fujima
sbattendo una mano sul tavolo, senza per fortuna fare troppo rumore.
‘Ok, ok. Ma chi ha detto a Katawa che sei stato tu?’
L’altro ragazzo guardò il soffitto e alzò in aria le mani, spazientito: ‘Ma
non lo so! Non sei stato tu?’
Maki sorseggiò il suo caffè e scosse la testa: ‘Figurati. … Dev’essere
stato Jin.’
‘JIN!?!’, ruggì Fujima balzando su e sporgendosi sul tavolino. ‘Cosa centra
adesso Jin?!?’
‘Eh.. No, no, facevo per dire; ultimamente ficca il naso dove non
dovrebbe…’
‘Bhe!’, esclamò l’altro di risposta. ‘Vedi di tenere sotto tiro almeno quelli
della tua squadra, che cavolo. Digli di stare buono o lo calci fuori.’
Maki annuì, pensando a tutt’altro… O meglio, a tutt’altra persona.
‘Comunque, stavo dicendo… Tieniti per te le cose che ti dico. Anzi, meglio
se non ti dico proprio niente… E non inventarti strane cose, che poi pensano
che sia stato io a informarti.’
Maki si riscosse vagamente da strani pensieri e chiese: ‘Pensano?’
‘Sì, vabbè, pensa.’, sbottò Fujima distogliendo lo sguardo, sedendosi più
comodo e finendo il suo caffè. ‘Va bene. Adesso devo andare. Ricordati bene
quello che ti ho detto.’
Maki annuì, senza parlare, fissando il muro.
Fujima strinse i pugni, dando chiari segni di rabbia incipiente. Si sporse
di nuovo sul tavolo e sbatté una mano su di esso, facendo girare tutti i presenti.
‘Hai capito!?’
‘Ma certo, ma certo…’, rispose Maki, dopo esser sobbalzato sulla sedia
dallo spavento. Poi guardò Fujima e sembrò accorgersi che qualcosa non andava.
Sorrise. ‘Dai, vieni, ti accompagno per un pezzo…’
L’altro ragazzo lo guardò con una strana espressione, ma non disse nulla e
si avviò alla porta.
Era normale che si fosse innervosito, Fujima. In una situazione normale,
Maki gli si sarebbe attaccato addosso come una sanguisuga e avrebbe insistito
per riaccompagnarlo a casa, cosa che in genere l’altro ragazzo rifiutava
seccamente. Poi Maki avrebbe fatto di tutto per mettergli le mani addosso lungo
tutto il tragitto (ovviamente in luoghi senza testimoni) e Fujima avrebbe
testardamente rifiutato anche le avances. Quello era lo stato normale delle
cose, ma pareva che la sera precedente fosse andato tutto al contrario.
Avevano camminato fianco a fianco per un pezzo senza che nessuno dei due
dicesse nulla. La rabbia di Fujima era andata montando con il tempo, cosa
ampliamente dimostrata dagli scatti improvvisi delle mani che aveva ad
intervalli regolari.
‘Insomma?!’, sbottò alla fine, fermandosi sotto un lampione.
Maki lo guardò senza capire. Poi fece mente locale e si rese conto di
averlo ignorato per tutto il tempo; no, no, così non va. Fai come al solito, o
sono guai.
Maki sorrise alla
Maki, si avvicinò a Fujima, allungò una mano per sollevargli il mento e lo
baciò delicatamente. Uno, due, tre… Quattro? L’altro ragazzo lo spinse via,
facendo un paio di passi indietro e guardandolo malissimo.
‘Deficiente. Lo sai che non mi piace.’
Maki sorrise candidamente. ‘Non ti piace che io ti baci, Fujima?’
‘Che lo fai senza chiedermi il permesso. E poi in pubblico.’
Il pubblico miagolò appassionatamente dalla cima del muro dove stava.
Maki si concentrò con tutto se stesso, impegnandosi seriamente, ma, dopo un
paio di colpi di tosse, scoppiò a ridere senza speranza come un ossesso,
appoggiandosi al lampione. Fujima lo guardò ancora peggio per un po’, poi si
avvicinò e gli assestò un calcio su un ginocchio.
‘Ehi! Vacci piano!’, protestò Maki, mentre l’altro ragazzo se ne andava
scocciato. ‘Ehi! Fujima! Non sai proprio più cosa inventare per sconfiggermi,
eh?…. Fujima!…’
Il ragazzo scosse la testa, lasciando il lampione e cominciando a tornare
alla stazione, fischiettando il motivetto del Kainan (vedi scena con Jin e
Nobunaga).
Nella sua ricerca frenetica per le terre del Kainan, Maki finalmente
avvistò, davanti a una delle classi delle prime, l’obiettivo della sua ricerca.
‘Kyota!’, chiamò. La sua voce fece balzare per aria tutti le matricole
presenti, compresa quella d’Oro.
‘Kyota, vieni subito qui.’
Nobunaga si avvicinò timidamente, mentre Maki non rallentava, lo afferrava
per una spalla e lo trascinava via.
‘Maki-san, cosa c’è?’, chiese Naga facendo il finto finto-tonto.
‘Sai dov’è Jin?’
‘No. Ma credo che fosse con Aka-chan… Non saprei esattamente.’
Quasi evocato, il ragazzo in questione apparve nel corridoio; il fatto di
guardare il pavimento mentre camminava gli impedì di notare gli altri due che
marciavano su di lui. Qualche secondo dopo i tre erano dentro un laboratorio di
fisica, la cui porta era stata sprangata con apposita spranga proprietà di
Maki.
‘Jin…’, sibilò Maki, sbattendolo contro il tavolino basso degli
esperimenti.
‘Senpai…??’, balbettò il ragazzo confuso. ‘Cosa…?’
‘Sei andato da Katawa a parlarle di Fujima?’
‘EH? Certo che no! … Però Tsukuri già lo sapeva, che era Fujima-san! Me
l’ha detto prima…’
‘Jin…’, ringhiò Maki. ‘Jin…
Devo fidarmi…? Stai
giocando col fuoco, ti avviso...’, poi si abbassò a sottolineare la sua frase
leccandogli il collo. ‘Tu non vuoi farmi arrabbiare, Jin… Non ti conviene.’
Senza nemmeno accorgersene, Jin venne abbassato a sedere sul tavolo, mentre
Maki gli leccava e mordeva con nervosismo il resto del collo e armeggiava con
la cravatta e i bottoni della camicia del suo kohai.
‘Mi pareva di aver avuto molta pazienza con te, Jin… Ma ho l’impressione
che tu stia cercando di fregarmi. E a dir la verità non capisco perché lo stai
facendo. Non ti ho promesso quello che mi avevi chiesto?! O no? E allora perché
mi stai facendo questo Jin?!? Maledizione!!’
‘No, no…’, Jin cercò di allontanare il suo senpai con le braccia, ma senza
successo. ‘Non ho detto niente a nessuno! A proposito di niente! Perché non mi
crede? Non ho nemmeno detto nulla a Nobunaga, ho aspettato che lei facesse con
calma le sue mosse… Senpai!’
Maki era riuscito con successo ad aprire la camicia di Jin, e continuava a
ricoprirlo di piccoli morsi. Non gli stava davvero facendo male – sapeva bene
come far male, quando la situazione lo richiedeva – ma Jin era in stato
totalmente confusionario a causa dell’assalto verbale e fisico che stava
subendo.
‘La prego… Senpai… Mi lasci.’
Maki, sempre tenendo Jin fermo per le braccia, si sollevò e lo guardò negli
occhi: ‘Non ti sto facendo niente. E poi, non mi sembrava che ti fosse
dispiaciuto, l’altra volta. Io non ti piaccio, Jin?’
L’altro ragazzo respirava a grandi boccate d’aria, cercando di calmarsi:
‘Non è.. Non è questo…Io ho bisogno di… La prego, vada piano…Senpai…’
Maki sorrise appena, passando una mano fra i capelli di Jin: ‘Faccio più
piano? Mh…
Chi ti dice che mi hai convinto? E sopratutto, chi mi dice che mi posso fidare di te?’,
concluse tirando leggermente all’indietro l’altro ragazzo per i capelli.
‘Non ho detto niente a nessuno…’, singhiozzò Jin, avvicinandosi ad
abbracciare Maki. ‘Non ho detto niente…’
‘Non sperare di riuscire a convincermi sempre con quella tua aria da
cucciolo bastonato, Jin. Lo so che sei più furbo di quanto non vuoi far sembrare…’
Jin non rispose, baciando leggermente Maki sul lato sinistro del collo e
abbracciandolo più forte.
‘Le giuro che non ho detto niente…’
‘Va bene, va bene… Cambia argomento adesso… Quello dell’ultima volta non mi
era dispiaciuto; ma non fermarti sul più bello, poi, eh?’
Jin non replicò, avvinghiandosi con le gambe attorno alla vita di Maki e
issandosi a mo’ di koala fino sopra la testa del suo senpai. Fu a questo punto
che vide Nobunaga.
---- Chapter #10, The End
Over my head (Better off Dead) (SUM 41)
Fin sopra la testa (Meglio da
morto)
Cosa
ti è successo
Hai
giocato alla vittima troppo a lungo in questo gioco
Quello
che pensavo fosse vero
E’
una falsità e lo sono pure io
Ma
se provo a trovare il senso di questo pasticcio in cui sono
Non
sono sicuro da dove dovrei partire
Sto cadendo
Sto cadendo
Adesso
ci sono dentro fin sopra la testa
Per
qualcosa che ho detto
Completamente
malinteso, starei meglio da morto
E
adesso vedo quanto puoi essere finto
Quest’ipocrisia
sta iniziando a darmi sui nervi
Non
sono affari miei
Non
cercarmi perché non credo nella fama
Suppongo
tu non l’abbia mai sentito, ho incontrato quelli che ci hanno creato
e
non sanno nemmeno il tuo nome
ma
se dovessi dirti addio per lasciare quest’inferno
e
dire che sono soddisfatto di quello che è successo
Sto
cadendo
Sto
cadendo
Adesso
ci sono dentro fin sopra la testa
Con
qualcosa che ho detto
Completamente
malinteso, starei meglio da morto
E
adesso vedo quanto puoi essere finto
Quest’ipocrisia
sta iniziando a dare sui nervi
Questo
avvenne molto prima, quelli che soffrono di più
Sono
troppo sveglio perché questo sia un incubo
Cos’è
questa mia disgrazia, ho perso la razza umana
Nessuno
ha progetti per essa, per abbassarsi su sul loro volto
Chi
disse che era facile rimettere insieme tutti questi pezzi
Chi
disse che era facile rimettere insieme tutti questi pezzi
Adesso
ci sono dentro fin sopra la testa
Per
qualcosa che ho detto
Completamente
malinteso, starei meglio da morto
E
adesso vedo quanto puoi essere finto
Quest’ipocrisia sta iniziando a darmi sui nervi