Cos'è
il terremoto
Un terremoto è prodotto dalla brusca liberazione
dell'energia accumulata da una
roccia sottoposta a sforzo.

A pressioni non elevate le rocce, sottoposte a sforzi, hanno un
comportamento "fragile" che può essere illustrato con il
diagramma della figura accanto.
La roccia si deforma elasticamente fino ad un valore A dello sforzo, al
di sopra del quale la relazione non è più lineare.
Quando lo sforzo raggiunge il valore C (punto di rottura) la roccia si
rompe, liberando tutta l'energia accumulata fino a quel momento.
Il punto in cui avviene la rottura (accompagnata da spostamento delle
parti), viene chiamata faglia.
La distribuzione in Italia
Se si
eccettuano i terremoti collegati al sistema arco calabro-arco delle
Eolie-bacino margianale del Tirreno, l'attività sismica in Italia è
prevalentemente concentrata nella crosta terrestre, cioè a
profondità minori di 40 Km. circa.
La distribuzione degli epicentri superficiali nella penisola italiana
segue la catena appenninica ma non mostra correlazioni evidenti con le
principali linee tettoniche appenniniche visibili in superficie,
sebbene lungo alcune di esse sia localizzata un'intensa attività
sismica. Probabilmente la mancanza di una chiara correlazione è
imputabile sia al fatto che solo per i terremoti degli ultimi anni
l'epicentro è stato determinato con buona precisione che ala
complessità della struttura geologica costituita da una copertura a
falde "scollate" dal basamento rigido.
Solo dal 1978 la rete nazionale gestita dall'Istituto Nazionale di
Geofisica è stata riorganizzata in modo da fornire determinazioni
delle distanze epicentrali con una precisione media di + 10 Km.
per l'intero territorio nazionale. La precisione è ancora più
elevata per i terremoti che avvengono nelle aree nelle quali operano
reti sismiche regionali. In tali aree le determinazioni della
profondità ipocentrale dei terremoti raggiunge una precisione di +
5 Km..
I terremoti intermedi e profondi che avvengono nell'area tirrenica se
vengono proiettati in un piano verticale perpendicolare alla direzione
dell'arco metamorfico Calabro-Peloritano e dell'arco vulcanico delle
isole Eolie definiscono un piano di Benioff che si immerge verso WNW
con un'inclinazione di 50°-60°.
La distribuzione dei terremoti lungo il piano di Benioff non è
uniforme, ma esistono delle zone di minore attività tra 150 e 230 Km.
e tra 350 e 450 Km., profondità alla quale sono stati registrati gli
ipocentri più profondi.
Cosa
fare in caso di terremoto
Il terremoto: un
fenomeno naturale non prevedibile, che dura molto poco, quasi sempre meno
di un minuto. La tua sicurezza dipende soprattutto dalla casa in cui
abiti. Se è costruita o adattata in modo da resistere al terremoto, non
subirà gravi danni e ti proteggerà. Ovunque tu sia in quel momento, è
molto importante mantenere la calma e sapere cosa fare.
Preparati ad affrontare il terremoto, pensaci fin da ora. Seguire alcune
semplici norme di comportamento può
salvarti la vita.
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Non
precipitarti fuori
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Trova
un riparo
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Dopo
l'evento trova
un luogo sicuro
all'aperto
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Spegni
gli interruttori
generali della luce e
chiudi i rubinetti
del gas
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Non
bloccare il traffico
Usa la macchina
solo se indispensabile
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Cerca
riparo
all’interno di una porta in un muro portante o sotto una trave. Se
rimani al centro della stanza potresti essere ferito dalla caduta di
vetri, intonaco o altri oggetti.
Non
precipitarti fuori
per le scale: sono la parte più debole dell’edificio. Non usare
l’ascensore: si può bloccare. In strada potresti essere colpito da
vasi, tegole ed altri materiali che cadono.
Chiudi
gli interruttori
generali del gas e della corrente elettrica, alla fine della scossa, per
evitare possibili incendi.
Esci alla
fine della scossa.
Indossa le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti. Raggiungi
uno spazio aperto, lontano dagli edifici e dalle linee elettriche.
Non
bloccare le strade.
Servono per i mezzi di soccorso. Usa l’automobile solo in caso di
assoluta necessità.
Durante
Durante un terremoto non c’è molto tempo per riflettere, bisogna sapere
subito cosa fare. E’ molto importante rimanere calmi e reagire con
prontezza, non solo se si è nella propria casa, ma anche nei luoghi di
lavoro, nei negozi, nei luoghi affollati o per strada. Il pericolo
maggiore è quello di essere colpiti da oggetti che cadono.
Dopo
Quando la scossa è finita, ci possono essere danni agli edifici o
addirittura morti e feriti. E’ molto importante verificare subito lo
stato di salute di chi ci è vicino ed è necessario accertarsi che non vi
siano principi di incendio. Quindi bisogna raggiungere gli eventuali
centri di raccolta stabiliti dai piani di emergenza e collaborare con la
protezione civile. Le linee telefoniche sono di vitale importanza per lo
svolgimento delle operazioni di soccorso. Usate il telefono solo in caso
di assoluta necessità Le
scale di misurazione
Scala Richter
misura la Magnitudo o
Energia del terremoto.
La
scala Richter, è stata introdotta nel 1935 dal sismologo C. Richter e
serve a definire la "magnitudo" come parametro legato
all'energia liberata all'ipocentro.
La magnitudo è stata definita da Richter come il logaritmo in base 10
dell'ampiezza massima, misurata in micron, della registrazione, ottenuta
con un sismografo standard, di un terremoto avvenuto ad una distanza
epicentrale di 100 Km. dalla stazione.
La magnitudo di terremoti che avvengono a distanze epicentrali diverse dai
100 Km. può essere calcolata se si conosce la legge di attenuazione
dell'ampiezza delle diverse onde sismiche con la distanza epicentrale.
Dallo studio di numerosissimi terremoti superficiali della California, con
distanze epicentrali comprese tra 200 e 1500 Km, Richter ricavò la
seguente equazione valida per il calcolo della magnitudo locale (Ml) in
California:
Ml = log Amax + 3 log D - 3,37
in cui: D è la distanza epicentrale misurata in Km.
Amax è l'ampiezza massima dell'oscillazione misurata in micron.
In questa definizione, la magnitudo si calcola in base al valore
dell'ampiezza massima ottenuta in una registrazione, qualunque sia il tipo
di onda (P, S o superficiale) al quale essa si riferisce.
Sono state proposte in seguito delle definizioni più generali, cioè
valide non solo localmente, basate sull'utilizzazione delle onde
superficiali. Le definizioni più usate sono: quella di Gutemberg e
Richter, nella quale la magnitudo (Ms) è determinata in base al valore in
micron, della massima ampiezza del movimento del suolo prodotto da onde R
di periodo uguale a 20 sec:
Ms = log A + a f(D,h) + b
in cui:
a e b sono due costanti.
h è la profondità ipocentrale.
Abbiamo poi la definizione di Bath, nella quale la magnitudo è calcolata
in base all'ampiezza massima di un'onda superficiale di periodo T:
Ms = log (A/T) +a f(D,h) + b
La funzione f(D,h) che compare nelle ultime due formule deve essere
determinata per ogni stazione sismografica.
L'utilizzazione delle onde superficiali per il calcolo della magnitudo è
adeguata per i terremoti superficiali (profondità ipocentrale inferiore a
90 Km.), ma non è conveniente per i terremoti profondi in quanto essi
producono onde superficiali poco sviluppate.
E' stata perciò introdotta una magnitudo (Mb) basata sulla determinazione
dell'ampiezza delle onde P:
Mb = log (Ap/T) +a f(D,h) + b
in cui:
Ap è l'ampiezza massima dell'onda P.
Per uno stesso terremoto Mb e Ms sono diversi, perchè le magnitudo,
vengono calcolate su onde diverse.
Una relazione statistica ha dimostrato che generalmente:
Mb = 2,94 + 0,55 Ms
Per cui avremo Mb = Ms per valori di Ms = 6,5.
Se Ms < 6,5 allora avremo Mb > Ms.
Se Ms > 6,5 allora avremo Mb < Ms
Scala Mercalli
misura l'intensità
del terremoto e si basa sugli effetti macrosismici
La scala Mercalli, misura l'intensità del hanno
riportato gli stessi danni, vengono racchiuse da delle linee dette isosiste.
Ad ogni isosista corrisponde un grado di intensità, dipendente dagli
effetti prodotti dal terremoto all'interno dell'area racchiusa dall'isosista
stessa. L'intensità massima, si avrà in corrispondenza terremoto
basandosi su effetti macrosismici (danni a persone e manufatti) ed è
quindi una misura molto imprecisa, in quanto i danni rilevati, dipendono
anche dalle caratteristiche delle strutture, dalla densità abitativa,
dall'importanza artistica di determinati edifici e da altre variabili
indipendenti dal terremoto stesso.
Le zone che dell'epicentro e poi man mano che ci si allontana
dall'epicentro, avremo delle intensità via via minori.
I gradi d'intensità, vengono attribuiti alle varie zone, sulla base di
una tabella, nella quale vengono riportati i gradi ed i relativi effetti.
Grado
Descrizione degli effetti
I
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Non
percepito salvo che in casi particolari; animali inquieti; fronde
che stormiscono; porte e lampadari che oscillano.
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II
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Percepito
solo da persone sdraiate, soprattutto ai piani alti degli edifici.
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III
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Percepito
in casa; la maggioranza però non riconosce il terremoto; tremito
simile a quello dovuto al passaggio di un carro leggero; la durata
della scossa può essere valutata.
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IV
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Finestre,
piatti e porte vibrano; i muri scricchiolano; vibrazione simile a
quella dovuta al passaggio di carri pesanti; percepito da molti in
casa, da pochi all'esterno.
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V
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Percepito
quasi da tutti; molti vengono svegliati; oggetti instabili possono
cadere; gli intonaci possono rompersi.
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VI
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Percepito
da tutti; mobili pesanti vengono rimossi; i libri cadono ed i
quadri si staccano dal muro; le campane suonano; danni occasionali
ai camini; danni strutturali minimi.
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VII
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Panico;
difficoltà a conservare la posizione eretta; percepito anche
dagli automobilisti; danni minimi agli edifici di buona fattura;
danni considerevoli agli altri; onde nei lagji e negli stagni.
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VIII
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Disturba
la guida di autoveicoli; la struttura degli edifici è interessata
fino alle fondamenta, muri di separazione abbattuti; i camini
vibrano o cadono; danni lievi solo alle costruzioni antisismiche;
i mobili pesanti vengono rovesciati.
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IX
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Panico
generale; danni considerevoli anche alle costruzioni antisismiche;
caduta di edifici; danni seri ai bacini ed alle tubazioni
sotterranee; ampie frature nel terreno.
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X
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La
maggior parte delle opere in muratura è distrutta, compresi anche
gli edifici antisismici; rotaie deformate debolmente; grandi
frane.
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XI
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Poche
case rimangono in piedi; i ponti distrutti; ampie fessure nel
terreno; rotaie fortemente piegate.
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XII
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Distruzione
totale; gli oggetti sono addirittura proiettati in aria.
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