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dal sito del DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE
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Sismico
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Il
rischio sismico è definibile come l'incrocio tra dati di
pericolosità (definizione delle strutture sismogenetiche e
capacità di caratterizzazione dell'eccitazione sismica ad esse
associata), di vulnerabilità (capacità degli oggetti esposti
di resistere alle sollecitazioni) e di esposizione (presenza sul
territorio di manufatti a rischio).
Il 40% della popolazione vive in aree a rischio, dove il 64%
degli edifici non è costruito secondo le norme anti sismiche.
In Italia sono morte 120.000 persone nell'ultimo secolo.
Difendiamoci
dal sisma (pagina
inserita nell'Avantielenco della Telecom), …se
arriva il terremoto
(a cura del Servizio Sismico Nazionale)
La
scala Mercalli
Il
Sistema Poseidon
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Vulcanico
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In
Italia sono circa 2 milioni le persone esposte al rischio
vulcanico. Per la tipologia delle eruzioni attese,
prevalentemente esplosive e per il grado di antropizzazione del
territorio, le zone più a rischio sono quella napoletana
interessata dal Vesuvio (circa 700.000 persone) e quella dei
Campi Flegrei (da 200.000 a 400.000 persone). L'Etna è il
vulcano più attivo e le sue eruzioni possono provocare ingenti
danni (anche la città di Catania è a rischio), ma sono poco
pericolose per le persone, trattandosi di colate laviche a bassa
velocità di avanzamento.
(Piano
nazionale di emergenza dell'area Vesuviana)
(Vesuvio
'99)
Vesuvio:2000
anni di osservazioni (5MB, formato PDF compresso con WinZip
)
L'isola
vulcanica della Réunion e la protezione civile
Rischio
da Emanazioni Gassose nei comuni di MARINO E di CIAMPINO
Il
Sistema Poseidon
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Nucleare
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Il
rischio nucleare deriva principalmente dagli effetti nocivi che
l'esposizione a radiazioni ionizzanti in dose eccessiva comporta
sulla vita umana, animale o vegetale. Per questo rischio esiste
una duplice possibilità di pericolo per la popolazione, l'una
derivante dall'uso pacifico dell'energia nucleare, l'altra
determinata dall'uso di armi nucleari. Quest'ultimo aspetto non
rientra nei normali compiti del Servizio Nazionale di protezione
civile.
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Idrogeologico
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Il
rischio idrogeologico è rappresentato da eventi (frane,
alluvioni) che producono danni misurabili a persone e cose.
In Italia negli ultimi 80 anni ci sono state 5.400 alluvioni e
11.000 frane, e 30.000 miliardi di lire di danni negli ultimi 20
anni
Progetto
AVI - Aree Vulnerate da Frane e Inondazioni
I
piani di bacino - Aree inondate e inondabili in provincia di
Genova: le mappe in rete
DPC
informa n. 16
Biennale
della Protezione Civile 26/29 ottobre 2000
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Chimico-
industriale
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Il
rischio di incidente rilevante è costituito da un avvenimento -
quale un'emissione, un incendio o un'esplosione di rilievo
connessi ad uno sviluppo incontrollato di un'attività
industriale - che dia luogo a un pericolo grave, immediato o
differito, per l'uomo, all'interno o all'esterno dello
stabilimento, e per l'ambiente.
Censimento
delle ricerche e degli studi sul rischio chimico-industriale ed
ecologico editi dalla Pubblica amministrazione
DPC
Informa n. 15
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Ecologico
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Il
rischio ecologico è strettamente collegato con l'attività
umana, può essere determinato da varie cause, tra cui le
principali sono rappresentate dall'inquinamento atmosferico,
idrico, del suolo e acustico.
Attività
di ricerca del GNDRCIE del CNR
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Trasporti
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Il
rischio trasporti è rappresentato dal trasporto su gomma,
treni, aerei, navi, ferrovie, di merci pericolose che viaggiano
e sostano anche in centri abitati, con un potenziale pericolo di
incidente rilevante, non facilmente riconoscibile in quanto
privo di visibili accorgimenti segnaletici.
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Beni
culturali
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La
difesa dei beni culturali è un'attività che attraversa
trasversalmente quasi tutti i rischi qui descritti: sismi,
eruzioni vulcaniche, inondazioni, frane, subsidenze possono
avere conseguenze devastanti sull'immenso patrimonio localizzato
su tutto il territorio nazionale. Effetti nocivi sono dovuti
anche alla qualità dell'aria e delle acque meteoriche (piogge
acide).
Il
recupero della memoria storica (Sisma Umbria-Marche)
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Incendi
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Il
patrimonio boschivo italiano è stimato intorno a 8.675.100
ettari, pari al 28% della superficie totale del Paese. Negli
ultimi 20 anni sono stati distrutti dal fuoco circa 2.697.000
ettari di superficie boscata.
La riduzione del danno causato da un incendio dipende non solo
dalla tempestività dell'intervento, ma anche da un'attenta
previsione del rischio ai fini della zonizzazione delle aree a
maggior rischio e di una implementazione della gestione delle
risorse.
Campagna
di informazione per la prevenzione degli incendi boschivi A.I.B.
2001
Campagna
di informazione per la prevenzione degli incendi boschivi A.I.B.
2000
Rischieramento
tipo velivoli Campagna antincendi boschivi estate 2000
Campagna
antincendi boschivi 1999 (in formato PDF.)
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Sanitario
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Il
rischio sanitario è presente, anche se con diversa intensità,
in ogni tipologia di rischio e la sua manifestazione è
strettamente dipendente dalle iniziative multidisciplinari
intraprese a salvaguardia della pubblica incolumità.
Conoscendo l'intensità del fattore di rischio atteso e la
composizione qualitativa e quantitativa della domanda di
prestazione sanitaria, è possibile predisporre mezzi ed
attrezzature adeguate, fornire al personale protocolli operativi
più conformi alla necessità ed informare la popolazione sulle
misure ed i comportamenti da adottare.
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