L’idea di riprendere
qualcosa di nuovo dai soliti Giove e
Saturno, è nata in me già da diversi mesi, ottenendo risultati
molto buoni; ma questo che vi presento è sicuramente il mio
miglior risultato!
Sono riuscito infatti a riprendere Amalthea,
il quinto satellite di Giove, con una semplice Webcam!
L’idea, apparentemente
folle, era nata in me già da tempo,
dopo il successo nella ripresa CCD dei due piccoli
satelliti di Marte. Dopo quell’”impresa”
compiuta con una camera CCD, riprendere Amalthea
mi
sembrava abbastanza semplice, in quanto durante le massime elongazioni
raggiunge una distanza di 55” dal centro del pianeta e brilla di
magnitudine 14
circa. Tentai così l’impresa, che non diede però i suoi
frutti, principalmente
a causa dell’uso di una camera CCD con pixel estremamente
grandi e di conseguenza mi serviva una focale molto lunga per non
essere
abbagliato dalla luce di Giove. Abbandonai quindi per un mesetto
l’idea. Successivamente la svolta:
l’acquisto della webcam toucam pro II. Infatti,
durante una serata comparativa con la mitica vesta pro (scan)
mi sono accorto della maggiore sensibilità della nuova toucam,
che mi ha permesso di arrivare e superare anche la magnitudine 14.5
(presto
sarà ondine un apposito articolo e
la giusta
documentazione di quanto da me affermato) usando il mio C 9, un
riduttore a
f6,3, 10fps, con il minimo tempo di esposizione (1/25”) e il massimo
del
guadagno.
Dopo questi incoraggianti
risultati, ho deciso di provare
l’impresa proprio con la webcam. Avevo si una minore sensibilità rispetto al CCD
ST-6 ma in
compenso non avevo blooming, avevo una
risoluzione
molto maggiore e potevo sommare molti più frame
nella
piccola finestra utile alla ripresa del satellite.
Con il planetario Starry night pro
4 ho scelto la prima serata. Era presente
la luna, ma
la voglia di provare era troppo grande. Giove era quasi alla massima
altezza, Amalthea
alla massima elongazione, il che mi dava oltre 20 minuti di immobilità
del satellite, quindi ho deciso di provare, aumentanto
il numero di frame acquisiti. In questo
modo ho
ripreso un filmato da circa 3000 frame
impostando il
guadagno e la luminosità al massimo, il gamma a zero, e
l’esposizione al minimo
(1/25”).Purtroppo la serata non era molto buona, ma ormai dovevo
continuare.
Ripreso il filmato, sono passato all’elaborazione, e qui sono sorti i
problemi:
troppi frame! Registax
ed
iris andavano in crash, astrostack
non ci riusciva e neanche K3CCD. Ho quindi
scomposto
il filmato nei vari frame usando Avi2bmp,
ma registax non riusciva
ad allineare
più di 500 frame alla volta. Visto
che c’era la luna
e che era presente n po’ di foschia, ho lasciato perdere, aspettando
serate
migliori. Due giorni dopo, la serata era abbastanza limpida, la luna
stava
sorgendo ma non dava problemi, purtroppo però, a 15” da Amalthea
si trovava il brillante Io, che ha reso vana la ripresa avvenuta questa
volta
con un filmato da 2400 frame. Tuttavia questa esperienza è stata molto utile per
capire diverse
cose:
1)
Per cercare di
vedere distintamente il satellite, dovevo creare una specie di dark frame perché l’immagine, anche se la
somma di 2400 frame, era molto rumorosa se
elaborata con filtri spinti
2)
Dovevo inoltre
togliere la luminosità di Giove in quanto
estremamente
dannosa.
3)
Non dovevano
esserci satelliti brillanti nei paraggi (almeno 30”)
Dopo una notte insonne
passata a pensare, sono arrivato alla
soluzione: dovevo creare allo stesso tempo un dark ed un flat,
solo composto da 2400 frame!
Per questo l’unica
soluzione mi sembrò di
utilizzare a mio vantaggio la luce abbondante di giove ed il
rumore
della webcam!
Due sere dopo (16/02/2004
ore 02:04
TMEC), senza luna, con un cielo molto limpido, nessun satellite galileiano nei paraggi e con giove alla massima
altezza
sull’orizzonte ho messo in atto quello che avevo imparato nelle passate
occasioni:
Prima di tutto ho stazionato male
il telescopio: potrebbe sembrare una mossa sbagliata, ma secondo me
è stato un
accorgimento molto importante: infatti uno stazionamento non preciso fa
si che
l’immagine all’interno del campo si sposti, ed era proprio quello che
volevo!far muovere molto il pianeta all’interno del campo in modo che
l’allineamento successivo mi desse un’immagine con un rumore il
più possibile
uniforme e soprattutto casuale su tutta l’immagine.
Il secondo accorgimento
è stato quello di effettuare
l’allineamento dei 2400 frame con Registax1.1 su un satellite galileiano
non
alla massima elongazione: in questo modo il satellite nei 4 minuti di
ripresa
si è spostato di circa 1,5”, mentre amalthea
è
rimasto fermo (essendo alla massima elongazione); questo significa che
se il
satellite c’era, esso sarebbe apparso leggermente mosso, rendendo la
sua
identificazione più facile rispetto al rumore di fondo.
Effettuato l’allineamento, sono
passato all’
elaborazione che è avvenuta in maniera differenziata. In
particolare ho
individuato due zone diverse: la zona attorno a giove, con l’eventuale
presenza
di Amalthea,
che richiedeva
un tipo di elaborazione molto spinto ed altri accorgimenti che vedremo
in
seguito, ed il resto dell’immagine nella quale erano presenti i
satelliti galileiani che richiedeva un
tipo di elaborazione diverso,
molto più leggero.
Ho quindi selezionato con
Iris il solo canale IR-R in quanto
nettamente il migliore ed ho proceduto
all’elaborazione.

La parte fuori dal campo occupato
da giove ed amalthea l’ho elaborata con photoshop 5.5 agendo sui livelli, sul contrasto
e sulla
luminosità.
Per quanto riguarda
l’altra parte ho agito in questo modo:
Con Iris ho applicato filtri wavelet molto
spinti,
facendo apparire un’immagine molto rumorosa. Ho cercato di vedere Amalthea per decidere se procedere o fermarsi, e
con mio
grande stupore c'era un punto leggermente più luminoso del
rumore
circostante: vuoi vedere che l’ho preso??

Ho deciso quindi di
eliminare il rumore e la luminosità
diffusa di Giove attraverso un dark-flat
artificiale.
Ho importato l’immagine in photoshop, ho
selezionato una
zona simmetrica rispetto all'asse orizzontale passante per il centro di
Giove dalla parte opposta rispetto alla
posizione del satellite (quindi nella parte in basso a destra del
pianeta), e l’ho incollata in un nuovo file: questo era il mio dark-flat: infatti a
causa dello stazionamento impreciso del telescopio
il rumore era molto omogeneo; oltretutto le zone interessate erano
separate da
circa 1’, quindi molto vicine, il che mi garantiva lo stesso livello di
rumore.
Poi, siccome la luminosità di giove è
uguale sia sopra che sotto, questo mi garantiva la totale rimozione
della luce diffusa.
All’immagine originale ho quindi sottratto il mio dark-flat artificiale e………sorpresa!!!L’immagine
è
molto più pulita, di luce diffusa non ce n’è più,
anche tutti i pixel bianchi
causati dal rumore sono spariti……tranne in un punto, dove è
presente un leggero
punto allungato, molto più luminoso del pochissimo rumore
visibile…controllo un’ultima volta la posizione con Starry
Night e….è Amalthea!!non c’è
dubbio!!

Per essere ancora
più sicuro, ripeto la
sottrazione del mio dark-flat altre
due volte,
con lo stesso risultato!E’ proprio lui! Allora regolo i livelli, e
tolgo il
restante pochissimo rumore con lo strumento smacchia di photoshop
e il gioco è fatto!
Ricompongo l’immagine con
i satelliti galileiani
e al disco del pianeta saturato, mezzo bianco e mezzo nero, sostituisco
un’immagine di Giove ripresa con la vesta
pro scan e barlow
2X qualche minuto
dopo l’immagine del satellite.
