PHOBOS E DEIMOS
Con la moderna strumentazione di oggi, anche la ripresa di Phobos e Deimos,
i piccoli e sfuggevoli satelliti di Marte è alla portata di strumenti
amatoriali. Ed è ancora più incredibile se si legge cosa si
dice in merito alla loro ripresa in un noto libro italiano di fotografia astronomica
di qualche anno fa: "Phobos e Deimos sono fotografabili solo con strumenti
professionali e accorgimenti particolari". Questo era vero fino a pochi anni
fa, quando camere CCD e programmi di elaborazione digitale avanzati erano
solo un miraggio.
Quest'anno, data la grande vicinanza di Marte
alla Terra, si sono presentate le condizioni in assoluto migliori per la ripresa
dei due piccoli satelliti.
La ripresa è stata effettuata al fuoco diretto del mio
C 9,25" e la camera CCD SBIG ST-6.
Prima di tutto, con un buon planetario virtuale, ho controllato
la posizione dei due satelliti. Ho scelto una serata in cui erano entrambi
dalla stessa parte del pianeta anche se non proprio alla massima elongazione;
questo mi avrebbe permesso di riprenderli entrambi nello stesso campo.
Ho effettuato la messa a fuoco con la maschera di Hartman su
una stella non troppo brillante e successivamente ho puntato Marte. Naturalmente
Marte, con 1/100" era già completamente saturato e "bloomato"e l'immagine
era completamente inutilizzabile. Ho quindi messo Marte appena fuori dal campo
del mio CCD in modo che potessi effettuare pose più lunghe senza perdere
completamente tutta l'informazione. Per la ripresa ho utilizzato pose di
7 secondi, variando di posa in posa la posizione di Marte (portandolo sempre
più fuori campo). Ho ripreso in tutto 10 immagini.
Ho passato ad un primo esame la prima immagine ma naturalmente
non compariva nulla, solo un' alone che inondava metà del campo del
CCD. Prima di tutto ho cercato di regolare luminosità e contrasto,
ma ancora non compariva nulla. Ho poi deciso di applicare una scala logaritmica
con risultati negativi. Anche l'analisi con i filtri wavelet ha dato risultati
deludenti. Sembrava proprio che non avessi ripreso nulla. Tentai l'ultima
spiaggia; Iris ed un'elaborazione spintissima attraverso una maschera sfocata
con resolution: 5.00 e contrast 30 e come per magia ecco apparire un punto
luminoso quasi attaccato a Marte (il cui disco si trova proprio al limite
del campo inquadrato).Sono Sicuro: è Phobos!Posizione e luminosità
coincidono!Al primo tentativo!

Più difficoltoso è stato invece Deimos, più
debole. esso infatti nell'immagine di Phobos non compariva. Serviva un'immagine
in cui il disco di Marte fosse ancora più fuori campo e per fortuna
nella ripresa avevo usato proprio questa tecnica!Infatti in ben 5 immagini
elaborate con Iris, come la prima, compare un puntino debole ma alla distanza
giusta!era Deimos!

Naturalmente Phobos non c'era: anche esso fuori campo.Per staccarlo meglio
dal fondo ho sommato le due migliori immagini per ottenere maggior visibilità.
Bene, ora avevo due immagini: una con Phobos e l'altra con Deimos;
il passo successivo è stato unirle con Photoshop 5.5 in modo da formare
un'unica immagine che facesse vedere sia Phobos che Deimos.

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