ASTROIMAGING DIGITALE CON UNA WEBCAM
La ripresa di oggetti del sistema solare è un campo molto
diverso dalla ripresa deep sky. Per la ripresa dei pianeti e della luna utilizzo
la ormai famosa webcam Philips Vesta Pro.
Non mi dilungo nelle sue caratteristiche, in quanto esula dall'argomento
trattato e anche perché la rete è piena di sue descrizioni
più o meno accurate.
Non descrivo per ora neanche il modo in cui l'ho collegata al
telescopio attraverso un semplicissimo adattatore che ho costruito personalmente.
Le operazioni prelimimnari riguardano prima di tutto il tipo di
focale da utilizzare. Con il mio 15 cm, la focale di campionamento si aggira
sui 3 metri, e per questo non posso operare con la mia barlow apo 2x. Preferisco
allungare la focale con un ottimo oculare ploss da 17 mm.Tuttavia, ho notato
che la proiezione dell'oculare è più critica del semplice inserimento
della barlow. Questo sostanzialmente è dovuto alla difficoltà
che ho trovato nel costruire un raccordo che mi permetta la proiezione dell'oculare,
con la conseguenza che devo stare sempre super attento affinché tutto
il complesso sia collimato alla perfezione. Basta che l'oculare sia leggermente
storto affinché la qualità dell'immagine si deteriori in maniera
spropositata (a volte addirittura con immagini doppie!).
Con il C 9,25" invece inserisco la mia barlow APO 2x che mi permette
di ottenere una focale di 4,7 metri, più che sufficiente per far sprigionare
tutto il potere risolutivo del mio telescopio.
Possiedo anche un filtro taglia IR, che tuttavia non uso sempre.
Se l'immagine del pianeta mi sembra molto contrastata allora in genere lo
uso, ma se i dettagli sono piuttosto evanescenti, preferisco non usarlo,
guadagnando qualcosa nel caso di Marte e Giove, mentre per Saturno cerco
sempre di evitarlo perchè il calo di luminosità è troppo
forte.
Un'altro aspetto particolarmente delicato riguarda il settaggio
della webcam.
Preferisco sempre tenere un'esposizione di 1/25 di secondo (soprattutto
quando il seeing è buono)e abbassare il guadagno più possibile,
piuttosto che usare un'esposizione più rapida ma con guadagno alto,
questo perché l'immagine è più gradevole, più
bilanciata nei colori e soprattutto meno rumososa (il che mi consente di
poter spingere di più l'elaborazione).
Lascio inalterato contrasto e gamma, mentre abbasso leggermente
la luminosità per avere i bordi del pianeta più netti.
La luminosità del pianeta sullo schermo non deve essere
ne troppo bassa ne troppo alta. Un pianeta sovraesposto porta ad una perdita
dei dettagli più fini e a spiacevoli artefatti nella fase elaborativa,
mentre un'immagine poco luminosa porta ad un'immagine più rumorosa
e difficile da elaborare. E' bene evitare tutti e due i casi, anche se preferisco
un'immagine più scura ad una sovraesposta.
Quasi sempre acquisisco video a 10 frame al secondo, questo secondo
me è un ottimo compromesso in quanto la qualità dell'immagine
è relativamente alta (quasi come con 5 frame al secondo)e allo stesso
posso acquisire molti frame in un tempo relativamente breve (pochi minuti
per Giove e Saturno a causa della loro rotazione)
Il tipo di ripresa varia da pianeta a pianeta. Per Mercurio e
Venere preferisco acquisire filmati più lunghi possibile (intorno
ai 1500 frame), per Marte ho trovato un buon compromesso intorno ai 600-700
frame, mentre per Giove e Saturno mi fermo di solito a 500-600.
Per l'acquisizione utilizzo il software della mia webcam, ma qualunque
software di acquisizione ve bene, mentre per la scelta dei frame,l'allineamento
e la media uso Registax, secondo me il migliore per questo tipo di lavoro
(ma non altrettanto per le'laborazione dell'immagine finale).Per l'elaborazione
vera e propria che eseguo nei singoli canali R G B uso l'ottimo Iris (l'ultima
versione)
Dopo aver acquisito i frame, passo a Registax. seleziono il miglior
frame, il box di allineamento a 256 e lo posiziono sul dettaglio che si nota
di più. Quindi seleziono la qualità dei frame su 85% (80% quando
il seeing non è buono, altrimenti non avrei frame sufficienti)e gli
faccio fare l'allineamento e la media. Successivamente l'immagine finale
la salvo in formato FIT senza effettuare alcuna elaborazione.
L'elaborazione vera e propria comincia con Iris. Di solito, se
l'immagine è buona, spingo l'elaborazione appllicando 3 maschere sfuocate
in questo modo:
1) Resolution 5.0, contrast 2,8 (il contrast dipende dal numero
di frame di cui è composta l'immagine, per questo cerco sempre di
avere immagini da 600-700 frame)
2) Resolution 4.0 contrast 3.0
3) Resolution 1.30 contrast 0.6-0.8
In questo modo, se l'immagine di partenza è buona, ottengo
un ottimo compromesso tra risoluzione-visibilità dei dettagli/rumore-granulosità.
In genere non applico altre elaborazioni, solo raramente, un leggerissimo
ritocco con i filtri wavelet per aumentare il contrasto.
Se l'immagine di partenza non è molto buona allora di solito
abbasso leggermente il contrast dei punti 1 e 2 e non applico il punto 3.
Con un'immagine particolarmente buona, preferisco non conporre
l'immagine RGB, ma uso il solo canale R. Questo mi permette di avere un'immagine
leggermente più incisa (in quanto il canale G e ancor di più,
quello B sono di qualità nettamente minore) e soprattutto non mette
in evidenza gli squilibri cromatici prodotti dall'atmosfera.
In questo modo ho ottenuto la mia migliore immagine di Marte che
potete vedere qui sotto.
Non vorrei dire cose affrettate ma notate la quantità di
dettagli e la loro dimensione.
