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OFA |
BVA |
FCI |
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Metodo Willis o Anglosassone |
Metodo FCI |
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Excellent |
0 - 4 |
A |
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Good |
5 - 10 |
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Fair |
11 - 18 |
B |
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Borderline |
19 - 25 |
C |
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Mild |
26 - 35 |
D |
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Moderate |
36 - 50 |
E |
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Severe |
51 - 106 |
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Il
sistema di valutazione Willis o sistema Anglosassone |
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Si avvale della suddivisione del
complesso articolare in 9 parametri,
numerati da 1 a 9; ogni parametro prende in esame le
singole articolazioni (destra e sinistra), conferendo un grado di gravità che
va da 0 ad un massimo di 6, ad
eccezione del parametro 7 che va
da 0 a 5. Quindi il massimo di gravità totale, sarà di 53 punti per parte, con un massimo
di 106. Le Associazioni che effettuano esami e certificazioni su questa patologia
sono: OFA (Orthopedic Foundation for Animals) con un suo criterio di giudizio
e BVA (British Veterinary Association - Hip Scoring Scheme) con un altro
criterio di giudizio. |
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Sistema Willis o Anglosassone |
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1 - Bordo craniolaterale dell’acetabolo |
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2
- Bordo craniale dell’acetabolo |
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3 - Testa del
femore |
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4 - Fovea capitus |
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5
- Fossa acetabolare |
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6
- Bordo caudale dell’acetabolo |
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7
- Bordo dorsale dell’acetabolo |
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8 -Giunzione
della testa e del collo del femore |
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9
- Fossa trocanterica |
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Definizione delle classificazioni |
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1 – Eccellente |
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2 - Buono |
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3 - Discreto |
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4 - Sufficiente |
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5 - Displasia lieve |
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6 - Displasia moderata |
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7 - Displasia grave |
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ECCELLENTE |
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BUONO |
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DISCRETO |
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È altresì possibile una leggera
deviazione verso l’interno della superficie dell’acetabolo sottoposta a
carico (bordo dorsale dell’acetabolo) che fa apparire l’acetabolo leggermente
appiattito. |
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SUFFICIENTE |
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Si riscontra una sublussazione significativa nel
punto in cui la testa del femore fuoriesce parzialmente dall’acetabolo
provocando un’incongruenza e aumento dello spazio articolare. L’acetabolo è solitamente appiattito e copre solo parzialmente la
testa del femore. Normalmente non si riscontrano alterazioni da osteoartrosi in questo grado di classificazione e, se il
cane è giovane (dai 24 ai 30 mesi), è possibile effettuare
un’ulteriore radiografia ad un’età successiva per una seconda valutazione. La
maggior parte dei cani in questo gruppo rimangono
affetti da displasia e mostrano una progressione della malattia con precoci
alterazioni da artrosi. Tuttavia, alcuni cani mostrano un miglioramento nella
conformazione dell’anca con l’avanzare dell’età. Poiché
la displasia dell’anca è una malattia cronica e progressiva, maggiore è l’età
del cane, più accurata sarà la diagnosi di displasia (o di sua assenza). In cani di due anni d’età, la diagnosi radiografica di displasia
dell’anca ha un’accuratezza del 95%; con l’avanzare dell’età del cane,
l’accuratezza aumenta progressivamente. E’ senz’altro il caso di effettuare radiografie di controllo se la prima è stata
effettuata in un periodo in cui vi era un effetto ambientale noto – come
inattività fisica ed alti livelli di estrogeni in prossimità o durante un
ciclo di estro – che potrebbe indurre ad una diagnosi “errata” di lieve displasia
dell’anca. |
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Presenza di una sublussazione significativa: la
testa del femore è alloggiata a malapena nell’acetabolo appiattito, causando
una incongruenza dell’articolazione. Si riscontra osteoartrosi
secondaria, di norma lungo il collo e la testa del femore (rimodellazione), alterazioni del bordo acetabolare (osteofiti o
speroni ossei) e vari gradi di ispessimento della tramatura ossea trabecolare
(sclerosi). Una volta diagnosticata, l’artrosi può solo progredire in modo
continuo nel tempo. |
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Questa classificazione è assegnata laddove vi siano prove radiografiche di marcata
displasia. E’ presente una sublulssazione significativa, la testa del femore fuoriesce in parte o
del tutto dall’acetabolo appiattito. Come nel caso di displasia moderata,
anche in questo caso vi sono notevoli alterazioni secondarie da osteoartrosi a carico del collo e della testa del femore,
alterazioni del bordo acetabolare e notevoli
alterazioni anomale della tramatura ossea. |
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La Displasia del gomito o ED
(dall'inglese Elbow Dysplasia)
è una malattia scheletrica del periodo dell'accrescimento del cane
caratterizzata dal conseguente sviluppo di artrosi.
Colpisce per la per lo più razze di taglia grande
che superano da adulti i 20-25 Kg di peso. Il termine displasia del gomito o
ED indica uno sviluppo anomalo dell'articolazione del gomito che comporta lo
sviluppo di artrosi indipendentemente dal problema
specifico che ha colpito il comparto articolare. La sintomatologia di un
soggetto colpito da ED è piuttosto varia, si va da una zoppia dell'arto
interessato più o meno accentuata con un movimento del gomito aperto verso
l'esterno, ad una immobilità totale dell'arto
interessato (nei casi più gravi). L'animale cercherà di evitare di appoggiare
l'arto tanto che una prolungata dolorabilità potrebbe far si che col passare del tempo si possa avere
un atrofia muscolare dell'arto ed un rigonfiamento sulla parte offesa. Numerosi studi hanno dimostrato
che la displasia del gomito è una patologia ereditaria, anche se la componente ambientale, nutrizionale ed il rapido
accrescimento, possono influire nello sviluppo della patologia. La malattia è poligenica
(come la displasia dell'anca), ossia, non è il frutto dell'espressione di un
unico gene, ma della sommatoria o dell'interazione di più componenti
geniche. Ad oggi non sono stati ancora identificati i geni portatori di questa importante malattia e l'unico modo di selezionare i
cani per la riproduzione consiste nel controllarne il fenotipo (ciò che della
malattia si rende manifesto), nella convinzione che i soggetti sani siano
portatori di pochi geni della malattia, che i soggetti subclinici
siano portatori di un numero maggiore di geni della malattia e che i soggetti
che zoppicano o che hanno zoppicato nel corso della loro vita siano i
portatori del maggior numero di geni della displasia del gomito. È importante il controllo del maggior numero possibile di
parenti e discendenti dei soggetti scelti per la riproduzione. I cani che
manifestano la malattia nel corso della loro vita zoppicando
sono solo una piccola percentuale dei cani in realtà affetti ma che non
manifestano i sintomi della patologia. |
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È accertato che i cani di taglia
grande, con un rapido accrescimento e con la capacità di assumere grandi
quantità di cibo sono più esposti a queste patologie. Tale situazione è
notevolmente peggiorata da diete energetiche, ricche di proteine, minerali e
vitamine. Studi sperimentali condotti da Olsson (1972) su giovani Alani hanno dimostrato che
soggetti alimentati con una dieta bilanciata ma assunta in quantità
eccessiva, oppure con diete fortemente integrate di
calcio (3,3% della sostanza secca), hanno presentato una netta maggior
incidenza rispetto a cani alimentati
in modo più razionale. La spiegazione è da ricercare
nella disarmonia di sviluppo che nei cani a rapida crescita viene ulteriormente accentuata dall'alimentazione troppo
spinta. Bisogna inoltre tener conto del rimodellamento (cambiamenti di forma) che il segmento
radio-ulnare subisce durante lo sviluppo del giovane cane. Basti pensare che
all'età di 5-6 mesi il diametro dell'ulna nella parte distale (inferiore) è
notevolmente superiore a quello del radio, mentre nel cane a fine sviluppo i
rapporti sono esattamente il contrario. Questi rimodellamenti
possono notevolmente essere influenzati dall'alimentazione. A partire dal 1989 in seguito ad
un accordo tra WSAVA (World Small Animal Veterinary Associations), IEWG (International
Elbow Working Group) e
FCI (Federazione Cinologica Internazionale) si è
dato inizio ad un programma di controllo della displasia
del gomito proponendo uno schema di prevenzione e ricerca a livello
internazionale. La valutazione delle radiografie
è effettuata in modo da raccogliere dati accessibili a ricercatori ed
allevatori al fine di selezionare gli esemplari più adatti
a migliorare la razza. Lo screening radiografico deve essere effettuato con metodica standardizzata a non meno di 12
mesi di età su entrambi i gomiti. Il cane deve essere opportunamente
identificato e le radiografie corrispondenti corredate di giudizio devono
anch'esse essere identificate e archiviate per almeno 10 anni. Le organizzazioni che effettuano i controlli ufficiali sono svariate, in Italia:
la FSA e A.I.V.P.A. con le loro Centrali di Lettura
ufficiali; nel mondo OFA e BVA sono tra le più importanti. La presenza di una o più
patologie primarie di sofferenza ossea (osteo
sclerosi subtrocleare) o di segni più o meno
evidenti di artrosi (osteofiti
di dimensioni variabili da 1 a più di 5 mm.) nelle 7 posizioni ben definite
dell' articolazione sono da ritenersi gli elementi che consentono al lettore
di formulare il giudizio sulla presenza o meno della patologia e
sull'eventuale livello di gravità. Le cause di queste patologie primarie non
sono ancora state definitivamente chiarite. |
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Il termine ED comprende alcune
condizioni patologiche, che interessano diversi comparti dell'articolazione.
Le principali lesioni primarie sono: |
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FCP o
Frammentazione del processo coronoideo mediale
dell'ulna |
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La frammentazione del processo coronoideo mediale dell'ulna o FCP (dall'inglese Fragmented Coronoid Process) è stata segnalata per la prima volta nel 1974 da
Olsson e Tirgari
separatamente. E' dovuta ad un rallentamento di crescita
del radio rispetto all'ulna e l'incongruenza articolare che si instaura fa si
che il carico, che normalmente è distribuito su tutta la superficie
articolare, viene spostato quasi totalmente sul condilo mediale dell'omero e
sul processo coronoideo mediale dell'ulna il quale
dapprima si indebolisce e poi si frammenta. I sintomi clinici, l'età
dell'insorgenza e la razza possono indirizzare verso una diagnosi presunta
della patologia che deve essere confermata dall'esame radiologico. |
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UAP o
Mancata unione del processo anconeo dell'ulna |
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La mancata unione del processo anconeo dell'ulna o UAP (dall'inglese Ununited
Anconeal Process), tale
termine è preferito al termine distacco per le caratteristiche anatomiche
particolari del processo anconeo che nelle razze di
grande taglia origina da un centro di ossificazione
separato, che essendo cartilagineo non è visibile radiologicamente
prima dei 2,5 mesi, ma si rende evidente verso i 3,5 - 4 mesi, fondendosi con
l'ulna a 4,5 - 5,5 mesi. Nei casi
patologici il processo anconeo non si salda
creando nell'articolazione l'artrosi. Da studi eseguiti in Svezia con la
collaborazione del Kennel Club svedese e dell'Università
di Upsala risulta evidente
che esiste in alcune razze canine una predisposizione genetica alla displasia
del gomito con conseguente sviluppo di artrosi. |
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OCD o Osteocondrite dissecante del
comparto mediale del condilo omerale |
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L'osteocondrite
dissecante del comparto mediale del condilo omerale o
OCD (dal latino Osteocondritis Dissecans)
é stata segnalata per la prima volta nel 1974 da Olsson
e consiste nel distacco completo o incompleto di un lembo di cartilagine dalla
superficie articolare del condilo mediale dell'omero. Tale lembo cartilagineo
provoca nel giro di poco tempo un'artrosi secondaria che invalida
l'articolazione. I sintomi sono dati da un'andatura
rigida a freddo che si trasforma in zoppia quando l'animale si stanca. In
stazione spesso l'animale tiene l'arto sollevato. La patologia è spesso
bilaterale. La diagnosi necessita
dell'esame radiologico. |
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INC o
Incongruenza articolare |
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Sia il ritardo di crescita
dell'ulna rispetto al radio, che favorisce la mancata unione del processo anconeo per la pressione esercitata dal radio,
maggiormente sviluppato, sul condilo omerale che si trasmette poi sullo
stesso processo anconeo. Sia, viceversa, un ritardo
di crescita del radio rispetto all'ulna, che può favorire la frammentazione del processo coronoideo per la concentrazione delle forze di carico dell'omero sullo stesso processo coronoideo.
Entrambe queste lesioni portano inevitabilmente ad instabilità e/o
incongruenza articolare e successivamente ad
artrosi. |
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Classificazione
del grado della Displasia del Gomito o ED |
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La classificazione prevede 3
gradi di malattia (I, II e III) ed un grado di
normalità (grado 0). Maggiore è l'artrosi e maggiore sarà il grado di ED. Lo studio radiografico, da effettuarsi
in narcosi (può essere eseguito in concomitanza con lo screening per la
displasia dell'anca), prevede l'esecuzione di almeno una radiografia in
proiezione mediolaterale flessa a 45 gradi per ogni
gomito (proiezione necessaria per evidenziare con precisione le alterazioni artrosiche in corrispondenza del processo anconeo dell'ulna). Il grado finale di displasia del
gomito del soggetto esaminato è dato dal massimo
grado di displasia di uno dei due gomiti. Significa che in caso di grado III
del gomito destro e di grado 0 del gomito sinistro, il cane viene giudicato come ED di grado III. Il grado 0, con
nessun segno di artrosi, è quello indicato per la
riproduzione, è ammessa, con cautela, anche per il grado I, quello con
l'artrosi più lieve. In quest'ultimo caso
l'eventuale accoppiamento deve avvenire solo con un soggetto con artrosi di
grado 0. I due rimanenti gradi (II e III), con artrosi da significativa
a grave, non sono invece MAI INDICATI PER LA RIPRODUZIONE. Il risultato
definitivo è accreditato a livello internazionale e ciò può consentire gli
scambi dei migliori soggetti per la riproduzione con gli altri paesi. |
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CLASSIFICAZIONE
IEWG- FCI DELLA DISPLASIA DEL GOMITO (Immagini
e descrizioni da FSA) |
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Grado 0 “Gomito normale” Il soggetto può essere usato per la riproduzione Non si riscontrano segni di anormalità |
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Grado I “Artrosi leggera” Il soggetto può essere usato per la riproduzione ma solo con
soggetti di "Grado 0" È presente una formazione di osteofiti di ampiezza
inferiore a 2mm; e/o appare un aumento di sclerosi dell'osso subcondrale nella regione della parte distale dell'incavo
trocleare dell'ulna; e/o appare uno scalino
evidente tra la testa del radio e la parte caudale dell'incavo trocleare nella proiezione sagittale. |
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Grado II “Artrosi moderata” Il soggetto non può essere usato per la riproduzione È presente una
formazione di osteofiti di
ampiezza tra 2 e 5 mm. |
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Grado III “Artrosi grave” Il soggetto non può essere usato per la riproduzione È presente una
formazione di osteofiti di
ampiezza superiore a 5 mm; l'evidenza di un processo coronoideo
mediale frammentato o di una mancata unione del processo anconeo
comportano il grado III indipendentemente dal grado di artrosi presente. |
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Valutazione
dell'artrosi nella Displasia del Gomito |
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a. |
profilo
dorsale del processo anconeo |
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b. |
margine
anteriore della testa del radio |
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c. |
margine
craniale del processo coronoideo mediale |
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d. |
profilo
del condilo omerale laterale |
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e. |
incisura trocleare
dell’ulna |
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f. |
margine
distale del condilo mediale dell’omero |
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g. |
profilo
mediale del processo coronoideo mediale |
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Statistiche
della Displasia del Gomito nel Nord America |
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Inseriamo queste statistiche che si riferiscono
all'associazione OFA per i Retriever radiografati nel Nord America, come
esempio da cui poter capire non solo l'importanza dei controlli sulle
malattie ereditarie, ma anche per capire l'andamento delle stesse. Gli anni
presi in considerazione partono dal 1974 sino al 1999. |
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Trend
della Displasia del Gomito nel Nord America (fonte OFA) |
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Razza |
Esemplari esaminati |
% affetti |
I |
II |
III |
Posiz. |
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Chesapeake Bay |
332 |
5.4 |
66.7 |
22.2 |
11.1 |
25° |
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Flatcoated |
298 |
1.3 |
75.0 |
25.0 |
0.0 |
43° |
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Golden |
3312 |
11.1 |
74.1 |
17.4 |
8.2 |
18° |
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Labrador |
11115 |
12.7 |
72.6 |
17.5 |
9.7 |
15° |
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Si tratta di quadri patologici
presenti fin dalla nascita che spesso assumono
l'aspetto di piccole ripiegature lineari della neuroretina
a forma di semplici pieghe o di rosette singole o multiple. L'anomalia non
interessa l'epitelio pigmentato. La forma ereditaria varia da
razza a razza e può manifestarsi con diversi livelli di gravità: a) forme a pieghe multifocali retiniche senza effetti significativi. b) Mancato attacco generalizzato
della retina. Nel Bedlington
Terrier, Sealyhan Terrier e nel Labrador Retriever
sono stati segnalati casi di completa cecità neonatale
con distacco di retina. Nel Beagle
e nel Cocker Spaniel le conseguenze sono di solito meno
drammatiche e il deficit visivo, se presente, può non essere
rilevabile clinicamente. Nell'English
Cocker Spaniel e nel Labrador Retriever la displasia della retina è a carico
d'aree più estese, non si limita ad una diffusione focale, e si possono
verificare casi in cui la retina si è parzialmente disinserita o decisamente staccata. Casi di displasia della retina
sono stati segnalati anche in altre razze di cani come il Cocker Spaniel
Americano, il Golden Retriever, il Samoiedo, il
Mastino inglese e il Collie scozzese. Nel Labrador Retriever la
displasia della retina può essere associata ad anomalie
ereditarie oculari multiple e a difetti scheletrici sistemici e sono
stati individuati un gene autosomico dominante per
quanto riguarda gli effetti sull'occhio e recessivo per gli effetti sullo
scheletro. Ne consegue che: -soggetti eterozigoti: scheletro
normale e anormalità oculari lievi. -soggetti omozigoti: scheletro
anormale e anomalie oculari da lievi a gravi. Le suddette anomalie scheletriche
consistono in: - ritardata crescita di radio,
ulna e tibia - processo anconeo
e coronoideo ipoplasici e
separati - displasia anca - sviluppo ritardato delle fisi delle ossa lunghe |
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