***attenzione*** valgono le solite avvertenze... il contenuto è
piuttosto forte e chi non fosse convinto, o dell'età adatta è
pregato di andare a farsi un giro da un'altra parte. Questo racconto può
essere diffuso a patto che non si faccia alcun tipo di profitto su di esso
(no siti a pagamento ecc...) e si citi l'autore.
Captain BB
Kayth si muoveva lentamente sulla nave fantasma, attenta a non ostacolare il lavoro degli agenti della scientifica, e allo stesso tempo scattando foto, raccogliendo indizi, facendo congetture. Sulla nave appoggio Cunningham, appartenente a una flotta che non aveva mai visto una vera guerra, gli oggetti della vita quotidiana lasciati in giro lasciavano pensare ad un'atmosfera rilassata, per nulla militare. Pensandoci, la tragedia che aveva travolto l'equipaggio appariva ancor più insensata.
"Come procedono le cose laggiù, allora?" disse la voce annoiata
di Klaus al comunicatore. "E' una faccenda che ci interessa, o una delle
solite sciocchezze che cercano di rifilarci perché loro non hanno
voglia di occuparsene?"
Kayth si preoccupò che nessuno dei poliziotti avesse sentito.
"Maledizione, stai zitto Klaus!" mormorò, ma con voce irritata,
nel com, "qui è successo un vero macello... sangue e
cadaveri dappertutto. A bordo della Cunningham dovevano esserci una dozzina
di marinai, due specialisti civili e una giornalista, e finora abbiamo
trovato dieci morti, di cui uno galleggiava in acqua con ancora il salvagente."
Il volto di Klaus nel piccolo video si fece serio. "Mmh... allora abbiamo
davvero fatto una brutta figura. Passo e chiudo." Si riferiva al fatto
che la chiamata urgente da parte del comando dei servizi segreti non era
stata presa sufficientemente sul serio. L'Agenzia BB avrebbe dovuto aprire
l'azione calando i suoi agenti sulla Cunningham che non rispondeva alle
chiamate sulla rete militare, invece il ritardo era stato tale che un team
speciale della polizia era intervenuto per primo con un elicottero, all'alba.
Kayth, intenta in un'altra missione che le richiedeva di raccogliere informazioni
in un ambiente altolocato, era apparsa in abito da sera e tacchi a spillo
verso le undici. Gli agenti, che stavano cercando di identificare i corpi
e raccogliere prove, avevano espresso il loro disappunto indirizzando una
serie di frizzi e lazzi verso la donna. Perfino dopo che il loro capo aveva
ripristinato l'ordine, ogni tanto partiva ancora una frecciatina.
"Beh, c'è poco da dire" commentava Gregor, l'uomo della
Scientifica, indicando a Kayth alcuni dei cadaveri. "Sono stati uccisi
tutti con armi da fuoco, suppongo tutte dello stesso tipo, ma lo verificherò più
tardi. I marinai di questa unità
non avevano armi a portata di mano. Di fatto la piccola armeria di bordo
è stata aperta, ma dev'essere servito a poco."
Kayth seguì Gregor, un uomo biondo un po' massiccio, sulla quarantina,
in coperta.
"Ecco," disse lui "questo ragazzo ha impugnato un fucile, e quest'altro
stringe ancora una pistola... però sembra che li abbiano colpiti
alle spalle, da una direzione che non stavano tenendo d'occhio."
"Nessuno si è salvato, di quelli a bordo?" domandò Kayth.
"Un paio di subacquei stanno esplorando qua sotto. Non abbiamo trovato
ancora tutti i componenti dell'equipaggio e i passeggeri, in sei mancano
all'appello. Ma i cadaveri ci mettono un po' di tempo ad emergere... A
parte quel disgraziato che è stato colpito mentre era vicino al
salvagente, ha fatto in tempo ad aggrapparsi e non gli è scivolato...
perciò lo abbiamo già recuperato."
Kayth si schiarì la gola. "Una brutta storia, devono aver cercato
di saltare fuori bordo, sfuggire in tutti i modi..."
Gregor annuì, mentre scattava a sua volta delle foto. "E' stato
un massacro, chi lo ha perpetrato sapeva che la nave aveva una missione
importante. Non so se si tratta di un potente locale, di uno stato o di
terroristi, ma di sicuro è gente dotata di buona intelligence e
ben equipaggiata."
Non c'è più nulla da vedere per adesso, pensò Kayth
preparando la sua partenza. Stava per avvertire Klaus di venire a prenderla
quando uno dei soldati gridò: "Ehi, venite a vedere qui!"
Kayth corse nella stiva, poi nella sala macchine. "Questa forse è
ancora viva" gridavano gli uomini. La giornalista presente a bordo, infatti,
era stata neutralizzata ma era viva e vegeta, per quanto svenuta. L'avevano
infilata in un angolo, per questo i poliziotti non l'avevano localizzata
immediatamente. Kayth si fece largo e si chinò sul corpo. La donna,
sulla trentina, era stata legata con una pesante catena, avvolta intorno
a tutto il corpo. Le mani, soprattutto, erano state immobilizzate con cinque
o sei giri dietro la schiena. Le era stato infilato uno straccio in bocca,
sporco di olio o combustibile. I vestiti non le erano
stati tolti, ma erano in disordine e strappati. Si trattava di un abitino
bizzarro, colorato e con delle frange, che avrebbe ricordato a Kayth lo
stile post-neo-hippy in voga sulla Terra, se lei si fosse interessata della
moda di quel pianeta.
"Signori" disse con calma Kayth agli agenti, "la vittima è avvolta
in una catena, chiusa da un pesante lucchetto. Qualcuno ha un attrezzo
adatto ad aprirlo?"
Uno del team speciale puntò la sua machine-pistole contro il
lucchetto ma Kayth la scostò. "Non scherziamo con queste armi. Forse
basta un filo di ferro o una forcina..."
Si adoperò attorno al lucchetto con un piccolo attrezzo multiuso
fornitole da un agente, e nel giro di un minuto la serratura scattò.
Kayth aveva sicuramente recuperato dei punti nella stima dei poliziotti.
Allo stesso tempo la giornalista legata diede segni di vita e sputò
con un verso di disgusto lo straccio che le tappava la bocca.
"Allora come è andata?" domandò Klaus quando Kayth fu
a bordo. In un angolo dell'hover, Consuelo dormiva ancora placidamente.
"Un massacro con una persona superstite, e forse un rapito... se hanno
davvero ripescato tutti" spiegò la bella agente. "La Cunningham
doveva recuperare delle scorie radioattive. Plutonio di qualche antica
nave spaziale o di una centrale sporca, materiale pericoloso che andava
portato in uno stoccaggio sicuro, ed invece è finito in fondo al
mare qualche mese fa..."
"... con l'affondamento del piroscafo Chirac" completò Klaus.
"Sì, ma allora non si era sospettato nulla. Era stata una collisione
con un grosso mercantile. Bisognerebbe indagare meglio, alla luce di quello
che è successo oggi."
Klaus diede potenza ai motori e il velivolo si sollevò. Consuelo
mandò un soffice gemito, ma continuò a dormire.
"Da New London hanno mandato allora questa nave militare Cunningham
con due specialisti civili e un robot subacqueo che può contenere
piloti o essere filoguidato" proseguì Kayth, "poi la notizia, maledizione,
è filtrata e quella giornalista è capitata a bordo, non hanno
saputo dire di no."
"Si è salvata lei soltanto?"
Kayth alzò le spalle mentre si levava le scarpe che la stavano
facendo dannare. "La giornalista, che di nome fa Veronique, è stata
neutralizzata senza difficoltà: dice che le hanno dato un colpo
in testa. I militari sono corsi alle armi, alcuni sono saltati fuori bordo
cercando di arrivare nuotando alla costa per dare l'allarme, non che la
costa sia vicina, beninteso... insomma, nonostante fossero stati colti
di sorpresa, per dovere hanno reagito, e come da copione si sono fatti
ammazzare tutti, dal comandante all'aiuto cuoco... e anche uno dei due
civili specialisti di recuperi. Ma non l'altro, che è scomparso,
e anche il robot subacqueo manca all'appello." Kayth si sporse dal suo
sedile verso il retro del mezzo e accompagnò le parole con una robusta
pacca sulla natica più a tiro di Consuelo, che si svegliò
di soprassalto strillando indignata.
"Il robot potrebbe essere finito sul fondo e lo specialista... in pasto
ai pesci" osservò Klaus senza badare alle proteste della bella addormentata.
"Già, questo è tutto da vedere, non si può dire
ancora" replicò Kayth, "quello che mi indispone è che non
abbiamo nessuna prova o indizio importante su chi sia stato..."
"...E ovviamente il capo vorrà risultati subito, vista la gravità
del caso, e non vorrà sentir ragioni..."
"Esatto."