BB 8 parte prima di cinque - Sul fondo

***attenzione*** valgono le solite avvertenze... il contenuto è piuttosto forte e chi non fosse convinto, o dell'età adatta è pregato di andare a farsi un giro da un'altra parte. Questo racconto può essere diffuso a patto che non si faccia alcun tipo di profitto su di esso (no siti a pagamento ecc...) e si citi l'autore.
Captain BB
 

Kayth si muoveva lentamente sulla nave fantasma, attenta a non ostacolare il lavoro degli agenti della scientifica, e allo stesso tempo scattando foto, raccogliendo indizi, facendo congetture. Sulla nave appoggio Cunningham, appartenente a una flotta che non aveva mai visto una vera guerra, gli oggetti della vita quotidiana lasciati in giro lasciavano pensare ad un'atmosfera rilassata, per nulla militare. Pensandoci, la tragedia che aveva travolto l'equipaggio appariva ancor più insensata.

"Come procedono le cose laggiù, allora?" disse la voce annoiata di Klaus al comunicatore. "E' una faccenda che ci interessa, o una delle solite sciocchezze che cercano di rifilarci perché loro non hanno voglia di occuparsene?"
Kayth si preoccupò che nessuno dei poliziotti avesse sentito. "Maledizione, stai zitto Klaus!" mormorò, ma con voce irritata, nel com, "qui è successo un vero macello... sangue e cadaveri dappertutto. A bordo della Cunningham dovevano esserci una dozzina di marinai, due specialisti civili e una giornalista, e finora abbiamo trovato dieci morti, di cui uno galleggiava in acqua con ancora il salvagente."
Il volto di Klaus nel piccolo video si fece serio. "Mmh... allora abbiamo davvero fatto una brutta figura. Passo e chiudo." Si riferiva al fatto che la chiamata urgente da parte del comando dei servizi segreti non era stata presa sufficientemente sul serio. L'Agenzia BB avrebbe dovuto aprire l'azione calando i suoi agenti sulla Cunningham che non rispondeva alle chiamate sulla rete militare, invece il ritardo era stato tale che un team speciale della polizia era intervenuto per primo con un elicottero, all'alba. Kayth, intenta in un'altra missione che le richiedeva di raccogliere informazioni in un ambiente altolocato, era apparsa in abito da sera e tacchi a spillo verso le undici. Gli agenti, che stavano cercando di identificare i corpi e raccogliere prove, avevano espresso il loro disappunto indirizzando una serie di frizzi e lazzi verso la donna. Perfino dopo che il loro capo aveva ripristinato l'ordine, ogni tanto partiva ancora una frecciatina.

"Beh, c'è poco da dire" commentava Gregor, l'uomo della Scientifica, indicando a Kayth alcuni dei cadaveri. "Sono stati uccisi tutti con armi da fuoco, suppongo tutte dello stesso tipo, ma lo verificherò più tardi. I marinai di questa unità non avevano armi a portata di mano. Di fatto la piccola armeria di bordo è stata aperta, ma dev'essere servito a poco."
Kayth seguì Gregor, un uomo biondo un po' massiccio, sulla quarantina, in coperta.
"Ecco," disse lui "questo ragazzo ha impugnato un fucile, e quest'altro stringe ancora una pistola... però sembra che li abbiano colpiti alle spalle, da una direzione che non stavano tenendo d'occhio."
"Nessuno si è salvato, di quelli a bordo?" domandò Kayth.
"Un paio di subacquei stanno esplorando qua sotto. Non abbiamo trovato ancora tutti i componenti dell'equipaggio e i passeggeri, in sei mancano all'appello. Ma i cadaveri ci mettono un po' di tempo ad emergere... A parte quel disgraziato che è stato colpito mentre era vicino al salvagente, ha fatto in tempo ad aggrapparsi e non gli è scivolato... perciò lo abbiamo già recuperato."
Kayth si schiarì la gola. "Una brutta storia, devono aver cercato di saltare fuori bordo, sfuggire in tutti i modi..."
Gregor annuì, mentre scattava a sua volta delle foto. "E' stato un massacro, chi lo ha perpetrato sapeva che la nave aveva una missione importante. Non so se si tratta di un potente locale, di uno stato o di terroristi, ma di sicuro è gente dotata di buona intelligence e ben equipaggiata."

Non c'è più nulla da vedere per adesso, pensò Kayth preparando la sua partenza. Stava per avvertire Klaus di venire a prenderla quando uno dei soldati gridò: "Ehi, venite a vedere qui!"
Kayth corse nella stiva, poi nella sala macchine. "Questa forse è ancora viva" gridavano gli uomini. La giornalista presente a bordo, infatti, era stata neutralizzata ma era viva e vegeta, per quanto svenuta. L'avevano infilata in un angolo, per questo i poliziotti non l'avevano localizzata immediatamente. Kayth si fece largo e si chinò sul corpo. La donna, sulla trentina, era stata legata con una pesante catena, avvolta intorno a tutto il corpo. Le mani, soprattutto, erano state immobilizzate con cinque o sei giri dietro la schiena. Le era stato infilato uno straccio in bocca, sporco di olio o combustibile. I vestiti non le erano stati tolti, ma erano in disordine e strappati. Si trattava di un abitino bizzarro, colorato e con delle frange, che avrebbe ricordato a Kayth lo stile post-neo-hippy in voga sulla Terra, se lei si fosse interessata della moda di quel pianeta.
"Signori" disse con calma Kayth agli agenti, "la vittima è avvolta in una catena, chiusa da un pesante lucchetto. Qualcuno ha un attrezzo adatto ad aprirlo?"
Uno del team speciale puntò la sua machine-pistole contro il lucchetto ma Kayth la scostò. "Non scherziamo con queste armi. Forse basta un filo di ferro o una forcina..."
Si adoperò attorno al lucchetto con un piccolo attrezzo multiuso fornitole da un agente, e nel giro di un minuto la serratura scattò. Kayth aveva sicuramente recuperato dei punti nella stima dei poliziotti. Allo stesso tempo la giornalista legata diede segni di vita e sputò con un verso di disgusto lo straccio che le tappava la bocca.

"Allora come è andata?" domandò Klaus quando Kayth fu a bordo. In un angolo dell'hover, Consuelo dormiva ancora placidamente.
"Un massacro con una persona superstite, e forse un rapito... se hanno davvero ripescato tutti" spiegò la bella agente. "La Cunningham doveva recuperare delle scorie radioattive. Plutonio di qualche antica nave spaziale o di una centrale sporca, materiale pericoloso che andava portato in uno stoccaggio sicuro, ed invece è finito in fondo al mare qualche mese fa..."
"... con l'affondamento del piroscafo Chirac" completò Klaus.
"Sì, ma allora non si era sospettato nulla. Era stata una collisione con un grosso mercantile. Bisognerebbe indagare meglio, alla luce di quello che è successo oggi."
Klaus diede potenza ai motori e il velivolo si sollevò. Consuelo mandò un soffice gemito, ma continuò a dormire.
"Da New London hanno mandato allora questa nave militare Cunningham con due specialisti civili e un robot subacqueo che può contenere piloti o essere filoguidato" proseguì Kayth, "poi la notizia, maledizione, è filtrata e quella giornalista è capitata a bordo, non hanno saputo dire di no."
"Si è salvata lei soltanto?"
Kayth alzò le spalle mentre si levava le scarpe che la stavano facendo dannare. "La giornalista, che di nome fa Veronique, è stata neutralizzata senza difficoltà: dice che le hanno dato un colpo in testa. I militari sono corsi alle armi, alcuni sono saltati fuori bordo cercando di arrivare nuotando alla costa per dare l'allarme, non che la costa sia vicina, beninteso... insomma, nonostante fossero stati colti di sorpresa, per dovere hanno reagito, e come da copione si sono fatti ammazzare tutti, dal comandante all'aiuto cuoco... e anche uno dei due civili specialisti di recuperi. Ma non l'altro, che è scomparso, e anche il robot subacqueo manca all'appello." Kayth si sporse dal suo sedile verso il retro del mezzo e accompagnò le parole con una robusta pacca sulla natica più a tiro di Consuelo, che si svegliò di soprassalto strillando indignata.
"Il robot potrebbe essere finito sul fondo e lo specialista... in pasto ai pesci" osservò Klaus senza badare alle proteste della bella addormentata.
"Già, questo è tutto da vedere, non si può dire ancora" replicò Kayth, "quello che mi indispone è che non abbiamo nessuna prova o indizio importante su chi sia stato..."
"...E ovviamente il capo vorrà risultati subito, vista la gravità del caso, e non vorrà sentir ragioni..."
"Esatto."
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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