***attenzione*** valgono le solite avvertenze... il contenuto
è piuttosto forte e chi non fosse convinto, o dell'età adatta
è pregato di andare a farsi un giro da un'altra parte. Questo racconto
può essere diffuso a patto che non si faccia alcun tipo di profitto
su di esso (no siti a pagamento ecc...) e si citi l'autore.
Captain BB
La donna che era arrivata su Sahr con Lord Hurlington
era registrata presso l'Hotel Hilton col nome di Bianca Durwalde. In attesa
del suo comandante supremo si truccava, ignara della presenza degli agenti
avversari appena fuori dall'Hotel.
Kayth si era procurata una tenuta che poteva farla passare
per una cameriera, Luca si era impadronito di un carrello con attrezzi
per le pulizie e lenzuola di ricambio. Dietro la schiena teneva una pistola,
infilata nella cintura.
"Beh... andiamo." Luca fece passare avanti la sua comandante.
Kayth bussò alla porta. "Servizio in camera" disse,
e fece segno a Luca di avvicinarsi.
"Passate più tardi" disse una voce femminile da
dentro. "Non ho bisogno di niente."
Kayth si voltò verso Luca e parlò a bassa
voce. "Che facciamo, ci procuriamo un passe-partout?"
Lui fece un gesto impaziente. "Non abbiamo tempo. L'appuntamento
è tra un'ora!"
Prese la pistola e la mostrò. Kayth fece un segno
di assenso. Sapeva che Kim sarebbe andata su tutte le furie quando avesse
saputo di una scorribanda da cow-boys nel centro di New London, ma era
meglio che far fallire l'intera missione.
Un paio di colpi contro la serratura, ed erano dentro
la stanza. Bianca li fissò con meraviglia. Era a pochi metri da
loro, in mutande e reggiseno.
"Mani in alto, fraulein!" intimò Luca con fare
beffardo.
"Chi siete voi?" domandò la donna.
"Come si usa dire in questi casi, le domande le facciamo
noi..." replicò Kayth, "alza le mani."
La mossa fu così rapida da essere quasi invisibile.
La pistola volò dalla mano di Luca e rimbalzò rumorosamente
sul pavimento. Kayth cercò di scattare in avanti ma fu respinta
da un calcio e cadde all'indietro. Muscoli biopotenziati, pensò
mentre cercava di riprendere fiato.
Sferrando colpi secchi e precisi, Bianca spezzò
un paio di costole a Luca, poi tornò verso Kayth. L'agente schivò
uno dei terribili calci e rispose con un colpo di karate alla nuca. Si
fece male. Sotto la pelle, probabilmente sintetica, c'era il metallo.
Bianca Durwalde sorrise e agitò le mani davanti
al viso di Kayth. Gli sguardi s'incrociarono in mezzo alla danza aggraziata
delle dita.
"Ti spezzo la schiena, bellezza!" sibilò Bianca.
Probabilmente sarebbe riuscita nell'intento, perché
Kayth non aveva nessun sistema biomeccanico per aumentare la prestanza
nel corpo a corpo. Risolse la questione Luca, che nonostante il dolore
era riuscito a recuperare la pistola. Una secca detonazione mandò
l'avversaria a terra.
"Vi ammazzo, maledetti!" gridò Bianca, immobile
sul pavimento. Non si lamentava dal dolore ma sembrava incapace di muoversi.
Kayth si chinò ad esaminare la ferita. Il colpo
era arrivato al torace, a destra della spina dorsale, e aveva scoperto
un intricato groviglio di cavi e circuiti. Apparentemente, un centro importante
dei biomeccanismi era stato distrutto e Bianca adesso era ridotta alle
imprecazioni, probabilmente priva di muscoli propri in grado di funzionare.
Kayth guardò Luca. "Bel colpo. Come va?"
"Sono conciato male, devo avere qualcosa di rotto" gemette
lui, "maledizione, questa donna è più macchina che essere
umano."
Lei annuì. "E' vero, penso che il suo corpo sia
per la maggior parte artificiale. Buon per lei, adesso le basterà
andare dal meccanico e potrà funzionare come prima."
"Il primo round va a te, ma attenta a fare la spiritosa"
soffiò la donna. "Prima o poi te la faremo pagare!"
Kayth la ignorò. Aveva altro a cui pensare. Ignorò
anche le guardie dell'albergo che erano giunte in forze, attirate dal rumore.
Chiamò la polizia e ordinò di non intervenire, poi avvisò
Angela e Consuelo di venire a prelevare Bianca Durwalde e anche Luca, che
non era in condizione di proseguire la missione. Per lui l'ambulanza servì
veramente a fare una corsa in ospedale.
Valerie era pronta con le sue corde.
"Tu fai la parte della socia di Hurlington" spiegò
brevemente Kayth, "dirai di avermi catturata ma di non aver potuto intervenire
in tempo per liberare lui."
"Ok capo" mormorò la ragazza. "Sei sicura che
sia una buona idea? Se non troviamo l'occasione giusta per liberarti ti
aspetta un brutto interrogatorio."
"Nel tempo che abbiamo non mi viene in mente di meglio,
e preferisco andare in due in questa operazione. Legami come si deve."
Valerie fece cenno a Kayth di inginocchiarsi. La comandante
la sovrastava dell'intera testa, così aveva bisogno di farla abbassare
per lavorare meglio sul suo corpo. Cominciò a legarle i polsi davanti.
"Devo lasciare un nodo lento per permetterti di liberarti
da sola?"
Kayth scosse il capo. "E' meglio di no. Fai del tuo meglio
e non ti preoccupare."
Valerie rise, mentre le passava la corda intorno alla
vita per ancorare i polsi. "Attenta, il mio meglio è molto difficile
da sciogliere."
"Lo so, cara, l'ho già sperimentato qualche volta.
A proposito, quand'è che sarò io a mostrarti quello che so
fare?"
Ma Valerie non rispose e le infilò in bocca un
fazzoletto. Si divertì a legarle molto stretti i gomiti e le ginocchia,
poi le legò le caviglie e infine con un altro giro di corda le serrò
la bocca, bloccandovi il fazzoletto e tagliando dolorosamente gli angoli
delle labbra. La vittima sopportò tutto rimanendo stoicamente immobile.
"Tutto a posto, boss?" domandò quando ebbe finito.
Kayth mugolò la sua approvazione, ma Valerie aggiunse:
"Manca un piccolo tocco finale."
Prese una lunga sciarpa e la avvolse attorno alla testa
di Kayth, prima usandola come cuffia per imbrigliare l'abbondante chioma
riccioluta, poi coprendole il volto e infine annodandola dietro la nuca.
Quando fu certa che Kayth non potesse più interferire,
la obbligò a sdraiarsi sul pavimento dell'hover e guidò il
mezzo all'appuntamento con i due nazisti. Li vide in mezzo alla folla,
che facevano da attrazione per i bambini, abbigliati come clown e coi volti
coperti da un trucco abbondante e colorato. Valerie scese e si avvicinò.
"Rosa nera," bisbigliò passando loro vicino.
Immediatamente i due smisero di fare i buffoni
la seguirono.
"Purtroppo il nostro leader non è con noi" annunciò
Valerie con finto rammarico, "gli agenti segreti di Europa sapevano tutto
e ci hanno intercettato. Lord Hurlington se ne è accorto ma purtroppo
non siamo riusciti a seminarli, e lui è caduto nelle mani del nemico.
Io sono stata più fortunata, mi sono dileguata e ho catturato la
sgualdrinella che mi stava inseguendo."
I due finti clown rimasero a bocca aperta nell'apprendere
una notizia così drammatica. Mormorarono alcuni epiteti di rabbia
e disperazione, e uno di loro sferrò un calcio poderoso a Kayth,
che gemette dal dolore.
"Calmatevi, la spia deve ancora parlare. E' meglio che
proseguiamo come previsto e ce la portiamo con noi."
"Va bene" disse l'uomo che aveva sferrato il calcio,
"ma quando sarà la sua ora voglio ucciderla personalmente."
Kayth si divincolò un poco, nervosamente. Era
l'accoglienza che doveva aspettarsi, nondimeno restava spiacevole. E Valerie
si era calata spietatamente nella parte, legandola in maniera decisamente
scomoda.
"Ci trasferiamo sul nostro aereo" disse uno dei clown.
"Come facciamo a sapere che all'aeroporto non siamo attesi
dalla polizia?" ribatté prontamente Valerie. "Non so dov'è
la base, ma questo mezzo ha una lunga autonomia, a quanto dice la nostra
ospite. Ho già controllato che non ci fossero congegni spia."
Accompagnò le parole con una leggera pedata nel
ventre di Kayth, che stavolta resistette in silenzio.
"Inoltre un aereo è più facile da rintracciare
con i radar."
Chiariti i dettagli tecnici, partirono per una trasvolata
di diverse ore, che li portò oltre le montagne, nella zona quasi
spopolata del continente. Da una delle basi dell'Agenzia BB, Kim controllava
comodamente le loro mosse e sentiva i loro discorsi. Aveva già chiamato
le forze speciali per farsi mettere a disposizione il reparto aerotrasportato.
La base del movimento nazista comparve improvvisamente
al di là della cima di una collina verdissima e ricoperta di alberi.
Un palazzo modernissimo stava al centro di alcune strutture minori, il
tutto circondato da un muro sormontato da rete elettrificata. L'elemento
più notevole era però una grossa nave spaziale, situata in
un ampio spiazzo asfaltato che le faceva da parcheggio. L'astronave era
formata da quattro elementi affusolati, congiunti nel senso della lunghezza
da un corpo più sottile. Un enorme tenda la copriva, tesa diversi
metri al di sopra. Certamente serviva per impedire l'osservazione via satellite.
Che una simile struttura potesse esistere in una terra
quasi deserta non era così strano, e di fatto sul pianeta Sahr esistevano
centinaia di piccoli domini indipendenti come quello. La libertà
dei commerci, la relativa economicità del trasporto aereo e le trasmissioni
assicurate da un'abbondante rete di satelliti lo permettevano agevolmente.
Tante colonie erano abitate da gruppi isolati e piccole sette che, per
un motivo o per l'altro, volevano starsene in disparte ed erano venuti
su Sahr a quello scopo. Ma questo gruppo in particolare, a quanto risultava
all'Agenzia BB, aveva un piano per impadronirsi del pianeta.
"Però, niente male" osservò Valerie "la
nave spaziale può contenere tranquillamente centinaia di persone."
Uno dei finti clown annuì, ma non aggiunse dettagli
utili. Era troppo pericoloso adesso avere a bordo un congegno tracciante,
perciò Valerie lo spense, e schiacciò il tasto che lo faceva
cadere dal suo alloggiamento posto su un fianco dell'hover. In questo modo
Kim alla base avrebbe avuto l'esatta posizione della base dei fanatici
nazisti.
Quando atterrarono a fianco della nave spaziale alcuni
uomini vennero ad accoglierli. Erano delle guardie armate, tutti uomini
alti e vestiti di una specie di uniforme nera, anche se non portavano alcun
tipo di distintivo militare. Dietro a quei soldati veniva una donna imponente,
dalla voluminosa chioma bionda, stretta in una corta gonna scura e vestita
della stessa casacca degli uomini.
I due finti clown si irrigidirono in un saluto nazista.
Si erano ripuliti il volto, ma per il resto erano ancora vestiti da pagliacci,
e il loro atteggiamento marziale in quella circostanza strappò un
sorriso a Valerie ed anche ai loro compagni.
La donna li dispensò da quelle formalità
e volle essere messa al corrente della missione. Appena fu informata della
cattura di Lord Hurlington, esplose in un urlo di rabbia che intimidì
persino i suoi uomini, poi gridò: "Non faranno in tempo a fermarci!
Il nostro piano prosegue come stabilito. Soldati, che nessuno diffonda
questa luttuosa notizia!"
Valerie avrebbe voluto sapere i dettagli di quel piano,
ma non era proprio il momento di chiederlo. Inoltre, probabilmente era
ritenuto che l'accompagnatrice di Lord Hurlington fosse a conoscenza almeno
di una parte dei progetti del gruppo nazista. Valerie si morse un labbro.
La finzione che andava a inscenare rischiava di essere smascherata al primo
passo falso. Inoltre, non sapeva nulla di Lord Hurlington, e di certo in
questo luogo tutti si aspettavano invece che conoscesse bene il leader
prigioniero.
Per Kayth fu abbastanza spiacevole venire trascinata per
i piedi verso la sala degli interrogatori. Ancor più spiacevole
essere spogliata nuda e legata a un palo dalla bionda nazista. Valerie
sorrideva sadicamente e aiutava a imprigionarla nelle corde, dandole una
sola volta, di nascosto, una compassionevole strizzata d'occhio.
La donna parlò con voce aspra, sgradevole.
"Per prima cosa faremo le presentazioni. Quanto a me,
puoi chiamarmi Inga e la mia amica, che ti ha messo fuori combattimento
a New London, è Bianca. Bianca Durwalde. Tu chi sei?"
Kayth assunse un'espressione di sfida, cosa che di solito
le riusciva anche nelle situazioni più umilianti o disperate.
"Il mio nome vero non lo ricordo neanche. I miei compagni
mi chiamano Kayth, è il mio nome di battaglia."
Inga le sferrò subito uno schiaffo. Fu un colpo
violento, che fece sventolare la chioma di Kayth. Evidentemente anche questa donna aveva più congegni biomeccanici che
carne nei suoi muscoli.
"E' sicuramente dei servizi segreti di Europa" affermò
Valerie. L'agente sperava di suscitare un minimo di conversazione, sia
per sapere finalmente cosa succedeva in quella base segreta, sia per evitare
a Kayth una strigliata coi fiocchi. Kayth capì l'intenzione, e replicò:
"Proprio così, e anche se mi è andata male, i miei verranno
a cercarmi. Senza contare che abbiamo Lord Hurlington in pugno. Il vostro
comandante, giusto?"
"Esatto" sibilò Inga, "come fai a saperlo?"
Kayth mentì. "Lo ha affermato lui stesso."
"E allora," incalzò implacabile la donna, sollevandole
il mento tra le dita, "come avete fatto a intercettarlo? E cosa sapete
di noi?"
La prigioniera stavolta svelò qualcosa di veritiero.
"L'informazione viene dalla Terra. Sappiamo che Hurlington
vi ha aiutato con tecnologia e denaro, stava preparando un qualche gran
colpo su questo pianeta. Forse la conquista del pianeta intero, per quanto
non so come possiate farcela."
L'agente sperava che Inga le rispondesse qualcosa di
utile a capire i piani del gruppo nazista, ma non ebbe soddisfazione. La
donna si era levata la cintura, e con quella rifilò un paio di scudisciate
a Kayth, ma senza molta energia.
"Vedo che cominciamo a sciogliere la lingua! Bene, più
parlerai, meglio sarà per te. Dovrai darmi le informazioni utili
per tentare di liberare il nostro leader."
Kayth sorrise. "Spiacente per la perdita del vostro leader,
ma adesso si trova in qualche base dei nostri servizi segreti, e non posso
immaginare quale. D'altra parte se avete in mente di conquistare l'intero
pianeta, Hurlington presto sarà libero, giusto?"
Accompagnò la frase con una risata di scherno.
Inga fremette d'ira e la schiaffeggiò di nuovo.
"Bella forza, abusare dei tuoi muscoli biopotenziati
su un'avversaria legata," la schernì Kayth.
"Vedi" replicò Inga, "i doni delle nuove biotecnologie
sono quello che divide i nuovi umani dagli esseri inferiori come te. Noi
siamo diversi, siamo una razza nuova a cui un giorno apparterrà
l'intero universo. I nostri esperimenti, condotti su diversi pianeti, ci
hanno rivelato che è possibile togliere la fragilità, l'invecchiamento,
le debolezze di carattere dai nostri corpi e spiriti. A poco a poco, tutti
i nostri membri saranno modificati. Saremo la nuova specie dominante."
Valerie, che non aveva nessun biopotenziamento nel corpo,
annuì come chi la sa lunga e nello stesso tempo si sentì
sollevata. Evidentemente, per mancanza di tempo o denaro, non tutti i nazisti
erano modificati. Questo poteva giustificare il fatto che lei stessa non
lo era.
Kayth leccò il sangue che usciva da un taglio sul
labbro.
"Complimenti per la forza dei vostri corpi" mormorò
con una smorfia di dolore, "saranno molto utili contro le astronavi da
guerra di questo pianeta. Voi ne avete solo una, o sbaglio?"
Inga sorrise. "Non sbagli, ma saperlo non cambierà
le cose. Innanzitutto, non lo dirai mai a nessuno. Inoltre, siamo quasi
pronti a entrare in azione. Con o senza il nostro leader. Sai qual è
la vera difesa di Sahr da un eventuale attacco esterno?"
Poteva essere un momento decisivo. Inga stava per vuotare
il sacco?
"E' la base orbitale Sahr Uno, lo sanno tutti."
"Esatto. Dispone di un vasto equipaggio fornito dalle
varie comunità del pianeta, e di migliaia di missili. Le astronavi
da guerra invece sono pochissime. E di basso potere offensivo. Europa ne
ha cinque o sei, le Midlands lo stesso, quelli di Rollan ne hanno una sola.
Se qualcuno si impadronisse di Sahr Uno..."
Kayth comprese e annuì.
"Già. Sarebbe padrone del pianeta e potrebbe schiacciare
le navi spaziali come mosche. E come pensi di poter catturare la base orbitale?"
"Conosciamo i segnali di riconoscimento della navetta
che porta i rifornimenti, cara" rispose Inga. "e la nostra astronave ne
è una copia identica. Una volta attraccati, i soldati spazzeranno
via il personale della base Sahr Uno, e i nostri tecnici useranno le armi
della base contro di voi. Abbiamo anche creato un sosia del tizio che parla
dalla navetta alla base orbitale quando si avvicinano per i viaggi di routine,
sappiamo quali scherzi si scambiano e di quali squadre di calcio parlano,
non abbiamo trascurato nulla nel preparare il nostro piccolo tranello.
Spero che saperlo ti sia di conforto nelle tue ultime ore."
Si voltò verso Valerie che fingeva di sorridere
trionfante. "Adesso che la nostra ospite sa quello che voleva tanto sapere,
anche noi vogliamo le nostre informazioni. Intendo, l'esatta posizione
delle basi dove Lord Hurlington potrebbe essere tenuto prigioniero. Io
devo andare e ti affido il compito di farla parlare. Spero che tu sappia
usare la frusta."
Valerie aveva imbavagliato Kayth perché l'avrebbe
imbarazzata sentirla gridare di dolore. Immaginava di essere seguita da
telecamere nascoste, probabilmente in parecchi si stavano divertendo con
la scena. Anche Kayth probabilmente lo aveva capito e rifiutò di
confessare.
Valerie cominciò a lavorare metodicamente il corpo
della sua comandante, disegnando un intricato reticolo di linee rosse con
secchi e precisi colpi di frustino. Ogni tanto le chiedeva se era pronta
a parlare, e Kayth faceva cenno di no col capo. Valerie era un'esperta
nella dominazione come nella seduzione, erano quelle le caratteristiche
che ne facevano un'agente segreto anche se mancava della prestanza atletica
e di tante conoscenze tecniche dei suoi colleghi. Riuscì a fare
un lavoro freddo e spietato, cambiando la maniera in cui era legata la
prigioniera in modo da sferzare duramente anche le natiche e il sesso.
Dopo un po' non le diede più fastidio sentire la vittima gemere
nel bavaglio come un animale scannato.
Dopo una mezz'ora, Kayth si mise a piangere e cedette.
Aveva dato un ragionevole sfoggio di ostinazione per l'eventuale pubblico,
così recitò un elenco di località che entrambe sapevano
essere completamente prive di installazioni di rilievo. Valerie si finse
soddisfatta delle informazioni ricevute e si allontanò, lasciando
Kayth da sola nella stanza, con la luce spenta.
Era il momento di studiare qualche contromossa, altrimenti
in breve tempo l'intero pianeta sarebbe diventato un carcere per la razza
inferiore che lo abitava. Ovvero l'intera popolazione tranne i nazisti
di quella base.