***attenzione*** racconto non adatto ai minori... il contenuto
è piuttosto forte e chi non fosse convinto, o dell'età adatta
è pregato di andare a farsi un giro da un'altra parte. Questo scritto
può essere diffuso a patto che non venga alterato in nessuna parte,
non si faccia alcun tipo di profitto su di esso (no su siti a pagamento
ecc...) e si citi l'autore.
Captain BB
Dopo aver rassicurato Luca facendosi
vedere al comunicatore, aiutata da una pistola puntatale contro fuori dal
campo della microcamera, Kayth era stata portata da Zaki sul luogo della
sua nuova missione. Si trattava di riuscire a rubare i dati che la LOL
era riuscita a salvare, fortunosamente, durante il primo attacco dell'Agenzia
BB. Questa volta però la sorveglianza sarebbe stata più severa,
Kayth sapeva che miss Hunt aveva ingaggiato un nutrito gruppo di esperti
nella sicurezza.
Nonostante le difficoltà Kayth
non poteva permettersi di fallire. Aveva visto Ami venire rinchiusa in
un bozzolo di latex dopo il loro addio, e sapeva che Johnson l'avrebbe
uccisa se non fosse riuscito ad impadronirsi del segreto della LOL.
L'hover stava passando vicino ai laboratori
da violare. Zaki, vestita di una minigonna e un'attillata maglietta, entrambe
di color rosso fiammante, maneggiava gli strumenti di bordo e si teneva
a distanza di sicurezza.
"Avevi detto che mi avresti dato dell'equipaggiamento"
la interruppe Kayth, "o devo andare laggiù nuda?"
Zaki sorrise e le passò un
fagotto di stoffa.
"I vestiti non ti servono. Indossa
il paracadute, troverai in una tasca dello zaino la console per immagazzinare
i dati e fare breccia nel loro sistema anti intrusione... se ne sarai capace.
Inoltre avrai gli arnesi da scasso per introdurti nell'edificio."
Kayth iniziò ad imbracarsi
nelle cinghie.
"Mi devo lanciare dall'hover?"
"Esatto. E' uno speciale modello silenzioso
e nel buio passeremo inosservate. Ti sei già lanciata con uno di
questi piccoli paracadute ad ala?"
"Certamente."
"Bene, allora vedi di fare centro
sul tetto. Per uscire, dovrai arrangiarti. Ti aspetterò qua vicino,
accanto alla centrale elettrica abbandonata. Niente scherzi, sai che la
tua amica ti aspetta per essere liberata."
Un'ora dopo, all'ingresso del laboratorio,
un altro hover si era fermato. Luca fece le sue scuse a miss Hunt e alla
figlia per tutti i fastidi arrecati.
"Deve esserci stato un equivoco. Siamo
stati un po' rudi ma credevamo di agire a fin di bene. Non posso dirvi
chi siamo, ma avrete un indennizzo per i danni subiti e le spese sopportate
a causa nostra, e per... pagare la vostra discrezione. Quando arriverà
il denaro, non cerchi di risalire al nostro conto corrente, sarebbe inutile.
Può chiamare al mio comunicatore per ogni necessità."
Miss Hunt inizialmente non poteva
quasi credere a questa svolta positiva negli avvenimenti, e quasi ringraziava
Luca per averla lasciata andare. Poi, esauriti rapidamente i convenevoli,
mandò a casa la figlia e si diresse al suo abituale posto di lavoro
per riprendere il controllo della situazione.
Luca sollevò l'hover a un paio
di metri di quota, guardò nella direzione in cui voleva dirigersi
ed ebbe una nuova sorpresa.
Kayth, nuda come il giorno in cui
era nata, si allontanava furtivamente dalla LOL ltd.
Questo non era certo negli accordi.
La comandante della missione doveva indagare sulla scomparsa di Ami e non
essere lì, a meno che le tracce l'avessero proprio riportata al
laboratorio... Se le cose stavano così, aver liberato miss Hunt
poteva rivelarsi una terribile cantonata.
In quel momento il comunicatore segnalò
una chiamata in arrivo.
"Sì?" disse Luca nel microfono.
"Ma che scherzo è questo? Io
faccio scoppiare uno scandalo!" la voce di miss Hunt risuonava una volta
di più di indignazione e rabbia.
"Pochi minuti fa la sua amica ha nuovamente fatto irruzione
qui. Gli uomini che seguivano i monitor delle telecamere sono stati tramortiti,
i files delle mie ricerche completamente scaricati, ed ora io sono qui
con due persone che necessitano di cure mediche e il mio lavoro di anni
è trafugato!"
Mica male, pensò Luca, Kayth
è stata all'altezza delle sue imprese migliori. Dall'apparecchio
continuavano ad arrivare le urla e le minacce di miss Hunt. Non sapendo
cosa rispondere alla furiosa ricercatrice, Luca chiuse la comunicazione, poi si mise alle calcagna
della sua compagna.
Kayth era arrivata a pochi minuti dal
luogo dell'appuntamento con Zaki. Fin qui tutto bene, nonostante le difese
rinforzate della LOL. Per fortuna, o per l'abissale disorganizzazione delle
guardie, era riuscita ad allontanarsi con il bottino, e adesso restava
solo da vedere se Johnson avrebbe mantenuto la parola.
Il colpo che la raggiunse alla nuca
la colse completamente di sorpresa. Fra gli alberi non aveva visto nessuno,
ma d'altra parte era distratta, credendo che ormai il più fosse
concluso. Kayth cercò di reagire al momentaneo stordimento e di
risollevarsi da terra, ma l'avversario le era addosso, a cavalcioni sulla
schiena, e le stava congiungendo i gomiti assieme con un violento strattone.
Una cinghia di plastica fu legata rapidamente e la privò dell'uso
delle braccia. Kayth si impennò come un cavallo selvaggio e riuscì
quasi a sbalzare di dosso l'aggressore, ma quello reagì immediatamente
e la inchiodò al suolo di nuovo, stringendole la mano sulla bocca.
Kayth gemette ma non cercò di gridare. Non c'era nessuno per aiutarla.
Immaginò per un istante che Zaki avesse preferito prenderla con
la forza piuttosto che aspettarla, ma il peso che sentiva addosso era quello
di un uomo. Una guardia della LOL? Forse non erano poi così sprovveduti...
Oppure qualcun altro, ma chi?
Luca applicò delle leggere pressioni
su alcuni punti nevralgici e somministrò una buona dose di dolore
a Kayth, sempre tenendole chiusa la bocca per impedirle di gridare. Era
furioso, si sentiva preso in giro e non sapeva più di chi si potesse
fidare. Quando la ragazza si rilassò e segnalò con un gemito
che intendeva lasciarsi fare, le piegò le gambe, legando con altre
strisce di plastica le caviglie all'attaccatura delle cosce. Un buon lavoro,
Kayth non si era ancora resa conto di chi l'avesse aggredita. La imbavagliò
con un fazzoletto e la abbracciò per sollevarla e portarla in un
posto più riparato.
Non aveva però fatto i conti
con la lussuria che quel corpo gli ispirava. Appena sentì i grossi
seni, sentì che non poteva resistere. Liberò la sua erezione,
allargò le gambe della sua prigioniera e sprofondò fra le
natiche, cercando di sodomizzarla.
Kayth cercò di ribellarsi ma
veniva schiacciata sull'erba dal corpo del violentatore. Non era ancora
riuscito a penetrarla ma la forza dell'assalto era tale che in pochi istanti
sarebbe riuscito nell'intento. Si divincolò, riuscì finalmente
a voltare il capo e incrociare il suo sguardo, e lo riconobbe. Kayth gridò
nel bavaglio e aumentò la sua resistenza, ma Luca la schiacciò
al suolo con più forza, massaggiandole con una mano il pube mentre
introduceva finalmente la punta del pene nelle sue viscere.
A Kayth sfuggirono lacrime di dolore.
Certamente Luca le doveva delle spiegazioni, se si fosse deciso a lasciarla
andare dopo essersi soddisfatto. Purché si sbrigasse, visto che
Ami stava aspettando. D'altra parte Kayth non era immune al fascino latino
di Luca e si era sempre sottoposta con piacere alle sue voglie, dalle più
normali alle più bizzarre. Come del resto facevano le altre agenti
del gruppo. Si abbandonò finalmente a lui, sollevò il fondoschiena
per accoglierlo meglio e lo sentì finalmente andare e venire a piacere,
fino a che non ricevette un'abbondante eiaculazione nell'intestino.
Luca riprese fiato, giocando per qualche
minuto con le natiche della sua compagna d'avventure. Kayth mugolò
nel bavaglio e finalmente la voltò sulla schiena e le liberò
la bocca.
"Cosa vuol dire questa azione di cui
non ero informato?" domandò seccamente.
Kayth gli rivolse uno sguardo critico.
"Ah... e questa sodomia senza lubrificazione,
allora? Adesso ti spiego, ma cerca di capire alla svelta perché
siamo molto di fretta e dobbiamo escogitare un piano."
Zaki aveva fatto atterrare l'hover
in una piccola macchia e guardava distrattamente fuori dall'abitacolo,
fumando sigarette e dando di tanto in tanto un'occhiata all'orologio del
pannello comandi.
Kayth apparve più presto di
quanto si aspettasse, ma zoppicava e aveva tutta l'aria di essersi ferita
o fatta male. Le due donne si scambiarono uno sguardo e Kayth fece cenno
di scendere ad aiutarla.
Di malumore, Zaki uscì dall'abitacolo.
"Ti costerà qualcosa, avermi fatto camminare sul prato coi tacchi
a spillo."
Senza preavviso Luca la aggredì
alle spalle, colpendola alla nuca e schiacciandola al suolo come aveva
fatto con Kayth pochi minuti prima. Mentre la bellezza asiatica gridava
e soffiava, le legò le braccia dietro la schiena, ma anziché
concedersi un altro intermezzo erotico a spese della vittima del momento,
la sollevò e la mise seduta.
"Adesso ascolta, maledetta" intimò
Kayth che non mostrava più traccia del malessere che aveva simulato.
"Ce ne andiamo a liberare la nostra Ami, dritto nella tana del lupo. Ovviamente
è un'impresa azzardata, perché siamo in due mentre nella
villa di madame troveremo parecchie guardie e persone intenzionate a fermarci,
oltre a quel traditore di Johnson. Ma tu ci darai una mano, facendo credere
di averci presi prigionieri, e ci farai entrare."
I lineamenti di Zaki mostrarono rabbia
e sorpresa. "Hai visto troppi film, mia cara superspia. Non funzionerà.
E come potreste costringermi?"
Luca le premette una piccola placca
sulla nuca, nascondendola sotto i capelli. L'oggetto aderì, per
effetto di un collante.
"Questo assicurerà la tua collaborazione"
spiegò l'uomo. "Contiene una piccola carica esplosiva, sufficiente
a sfondarti il cranio. La possiamo comandare col pensiero, i trasmettitiori
sono impiantati a livello corticale sia su di me che su Kayth. Perciò,
anche se saremo immobilizzati, ti converrà seguire il nostro piano.
Se cercherai di staccare la carica, la farai detonare subito."
Luca si augurava che le sue parole
suonassero convincenti. L'apparecchio che aveva applicato alla prigioniera
era un semplice grosso cerotto. Tuttavia, avendo a che fare con agenti
nemici molto preparati, Zaki sarebbe caduta facilmente in inganno.
"Questo hover è schermato,
giusto?" domandò Kayth, "non vogliamo che il nostro trucco venga
scoperto."
Zaki annuì. Era evidentemente
intimorita, o lo simulava molto bene. In realtà la preoccupazione
di Kayth era fasulla e serviva solo a rendere più credibile lo stratagemma
della finta carica esplosiva.
"Hai qualche arnese per legare dei
prigionieri?"
"In abbondanza."
Kayth fece un cenno di soddisfazione.
"Bene, allora adesso saliremo sull'hover e ci sistemerai a dovere. In maniera
credibile, senza che possiamo liberarci da soli. Trasmetterai a chi ci
sta aspettando le nostre immagini e comunicherai che hai beccato anche
un altro avversario, dicendo che avevamo cercato di farti cadere in un
agguato e scappare. Arriveremo alla villa di madame Monique, ti fermerai
negli hangar e ci libererai. Dopo che avremo liberato Ami ce ne andremo
senza farti del male. Tutto chiaro?"
Zaki scosse la testa in un moto di
sconforto.
"Tutto chiaro, ma oltre a fallire
la vostra missione farete pasare dei guai anche a me. Pensateci un momento.
Potete avere Ami libera, lasciare a madame quei dannati documenti e cavarvela
a buon mercato."
Luca la interruppe bruscamente. "Non
credo che Johnson starebbe ai patti, visto il bastardo che è. E
perché lasciargli in mano una ricerca scientifica così preziosa,
se possiamo tentare di impedirlo?"
"Non perdiamo altro tempo" concluse
Kayth, indicando l'hover che attendeva lì vicino.
Zaki estrasse da uno scomparto una
sacca contenente parte del suo vasto assortimento di corde, cinghie e altri
strumenti per tenere sotto controllo le sue vittime.
"Ti sei mostrata molto esperta in
questo campo" osservò Kayth, "mi aspetto un lavoro perfetto."
La ragazza orientale non disse nulla,
si limitò a spingere Kayth in mezzo al vano passeggeri per avere
spazio, e cominciò ad avvolgerle un' intricata rete di corde attorno
al torso. Luca, in attesa del proprio turno, guardava incuriosito senza
commentare. Le mani di Kayth vennero fissate alte in mezzo alle scapole,
i polsi incrociati. Zaki avvolse diversi giri di corda per completare questa
parte, poi prese un rotolo di nastro adesivo, da cui staccò alcune
strisce.
"Apri la bocca" ordinò, e appena
Kayth obbedì le infilò una piccola sfera di gomma dietro
i denti, applicando poi il nastro sulle labbra e le guance. Con una striscia
di stoffa le bendò gli occhi, poi la spinse su uno dei sei sedili
e le sollevò le cosce, fino a spalancarle appoggiando le gambe a
cavalcioni dei braccioli. Legò le ginocchia ai braccioli, costringendo
Kayth a rimaner seduta in una posizione oscena, le labbra del sesso esposte
nella maniera più indecente. Evidentemente Zaki non voleva correre
rischi ed obbediva con zelo alle istruzioni impartite. A Kayth andava bene.
"Questo è un mio omaggio personale"
mormorò la ragazza orientale, applicando un paio di pinzette ai
capezzoli dell'agente. Kayth sospirò ma non si mosse.
Zaki si voltò verso Luca. "Adesso
tocca a te. Spogliati completamente."
Luca era riluttante, ma immaginò
di dover lasciare questa parte alla direzione di lei, e obbedì.
Appena fu nudo Zaki lo ammanettò, poi gli applicò alla vita
una cintura con degli anelli e ad uno di essi legò le manette con
un piccolo lucchetto. Le mani bloccate dietro la schiena, Luca non poteva
più difendersi. Se il trucco del finto esplosivo non fosse stato
creduto lui e la sua comandante si sarebbero trovati adesso completamente
alla mercé della malvagia ragazza orientale, e poco dopo nelle mani
del traditore Johnson e della sua mandante, madame Monique. Maledisse se
stesso per aver accettato di provare il piano di Kayth. Era stata un'idea
pazzesca.
Mentre s'intratteneva con queste inquietudini
Luca aprì la bocca per consentire a Zaki di imbavagliarlo con una
palla di gomma munita di cinghie, che gli furono allacciate strette dietro
la nuca. Venne guidato verso un sedile, e legato nella stessa maniera di
Kayth, con i genitali in bella vista. Poi Zaki si tolse una scarpa e si
avvicinò, tenendo qualcosa chiuso nella mano. Appoggiò il
piede calzato nei collant sulla spalla di Luca, esponendo così alla
sua vista, sotto la minigonna rossa, le mutande trasparenti dello stesso
colore. Lo guardò con attenzione, ma senza espressione, come se
attendesse una sua reazione al gesto esibizionista. Evidentemente quello
che aspettava tardava ad arrivare, perché Zaki si abbassò
un poco e con la mano andò a stuzzicare il pene dell'uomo legato,
sempre guardandolo negli occhi.
Luca sospirò, sentendo un'erezione
cominciare a crescere.
"Se adesso non rispettassi i patti,
voi potreste sempre uccidermi" disse la ragazza. "Ma chi vi libererà
da questa situazione?"
Kayth si agitò nella sua prigione
di corde. Luca rimase impassibile aspettando il seguito. La mano di Zaki
aveva tirato indietro la pelle del pene scoprendone la punta.
"Per vostra fortuna, preferisco non
correre il rischio" concluse Zaki sorridendo amaramente. Con un rapido
gesto applicò una cinghia alla base del pene, costringendolo a rimanere
ritto e gonfio. Un attimo dopo strinse un altro legamento alla punta dell'organo
e lo fissò a uno degli anelli della cintura, tirandolo in alto.
L'effetto non fu molto doloroso, con sollievo di Luca. Zaki si avvicinò
alla sua testa e lo incappucciò con un involucro di stoffa elastica
semitrasparente, si rimise la scarpa e andò ai comandi del velivolo.
"Spero che siate comodi. Vi auguro
buon viaggio."
L'hover si avviò ed iniziò
a prendere quota.