BB 4 parte quarta di cinque - Bluff pericoloso

***attenzione*** racconto non adatto ai minori... il contenuto è piuttosto forte e chi non fosse convinto, o dell'età adatta è pregato di andare a farsi un giro da un'altra parte. Questo scritto può essere diffuso a patto che non venga alterato in nessuna parte, non si faccia alcun tipo di profitto su di esso (no su siti a pagamento ecc...) e si citi l'autore.
Captain BB
 

    Dopo aver rassicurato Luca facendosi vedere al comunicatore, aiutata da una pistola puntatale contro fuori dal campo della microcamera, Kayth era stata portata da Zaki sul luogo della sua nuova missione. Si trattava di riuscire a rubare i dati che la LOL era riuscita a salvare, fortunosamente, durante il primo attacco dell'Agenzia BB. Questa volta però la sorveglianza sarebbe stata più severa, Kayth sapeva che miss Hunt aveva ingaggiato un nutrito gruppo di esperti nella sicurezza.
    Nonostante le difficoltà Kayth non poteva permettersi di fallire. Aveva visto Ami venire rinchiusa in un bozzolo di latex dopo il loro addio, e sapeva che Johnson l'avrebbe uccisa se non fosse riuscito ad impadronirsi del segreto della LOL.
    L'hover stava passando vicino ai laboratori da violare. Zaki, vestita di una minigonna e un'attillata maglietta, entrambe di color rosso fiammante, maneggiava gli strumenti di bordo e si teneva a distanza di sicurezza.
    "Avevi detto che mi avresti dato dell'equipaggiamento" la interruppe Kayth, "o devo andare laggiù nuda?"
    Zaki sorrise e le passò un fagotto di stoffa.
    "I vestiti non ti servono. Indossa il paracadute, troverai in una tasca dello zaino la console per immagazzinare i dati e fare breccia nel loro sistema anti intrusione... se ne sarai capace. Inoltre avrai gli arnesi da scasso per introdurti nell'edificio."
    Kayth iniziò ad imbracarsi nelle cinghie.
    "Mi devo lanciare dall'hover?"
    "Esatto. E' uno speciale modello silenzioso e nel buio passeremo inosservate. Ti sei già lanciata con uno di questi piccoli paracadute ad ala?"
    "Certamente."
    "Bene, allora vedi di fare centro sul tetto. Per uscire, dovrai arrangiarti. Ti aspetterò qua vicino, accanto alla centrale elettrica abbandonata. Niente scherzi, sai che la tua amica ti aspetta per essere liberata."
 
    Un'ora dopo, all'ingresso del laboratorio, un altro hover si era fermato. Luca fece le sue scuse a miss Hunt e alla figlia per tutti i fastidi arrecati.
    "Deve esserci stato un equivoco. Siamo stati un po' rudi ma credevamo di agire a fin di bene. Non posso dirvi chi siamo, ma avrete un indennizzo per i danni subiti e le spese sopportate a causa nostra, e per... pagare la vostra discrezione. Quando arriverà il denaro, non cerchi di risalire al nostro conto corrente, sarebbe inutile. Può chiamare al mio comunicatore per ogni necessità."
    Miss Hunt inizialmente non poteva quasi credere a questa svolta positiva negli avvenimenti, e quasi ringraziava Luca per averla lasciata andare. Poi, esauriti rapidamente i convenevoli, mandò a casa la figlia e si diresse al suo abituale posto di lavoro per riprendere il controllo della situazione.

    Luca sollevò l'hover a un paio di metri di quota, guardò nella direzione in cui voleva dirigersi ed ebbe una nuova sorpresa.
    Kayth, nuda come il giorno in cui era nata, si allontanava furtivamente dalla LOL ltd.
    Questo non era certo negli accordi. La comandante della missione doveva indagare sulla scomparsa di Ami e non essere lì, a meno che le tracce l'avessero proprio riportata al laboratorio... Se le cose stavano così, aver liberato miss Hunt poteva rivelarsi una terribile cantonata.
    In quel momento il comunicatore segnalò una chiamata in arrivo.
    "Sì?" disse Luca nel microfono.
    "Ma che scherzo è questo? Io faccio scoppiare uno scandalo!" la voce di miss Hunt risuonava una volta di più di indignazione e rabbia.
"Pochi minuti fa la sua amica ha nuovamente fatto irruzione qui. Gli uomini che seguivano i monitor delle telecamere sono stati tramortiti, i files delle mie ricerche completamente scaricati, ed ora io sono qui con due persone che necessitano di cure mediche e il mio lavoro di anni è trafugato!"
    Mica male, pensò Luca, Kayth è stata all'altezza delle sue imprese migliori. Dall'apparecchio continuavano ad arrivare le urla e le minacce di miss Hunt. Non sapendo cosa rispondere alla furiosa ricercatrice, Luca chiuse la comunicazione, poi si mise alle calcagna della sua compagna.

    Kayth era arrivata a pochi minuti dal luogo dell'appuntamento con Zaki. Fin qui tutto bene, nonostante le difese rinforzate della LOL. Per fortuna, o per l'abissale disorganizzazione delle guardie, era riuscita ad allontanarsi con il bottino, e adesso restava solo da vedere se Johnson avrebbe mantenuto la parola.
    Il colpo che la raggiunse alla nuca la colse completamente di sorpresa. Fra gli alberi non aveva visto nessuno, ma d'altra parte era distratta, credendo che ormai il più fosse concluso. Kayth cercò di reagire al momentaneo stordimento e di risollevarsi da terra, ma l'avversario le era addosso, a cavalcioni sulla schiena, e le stava congiungendo i gomiti assieme con un violento strattone. Una cinghia di plastica fu legata rapidamente e la privò dell'uso delle braccia. Kayth si impennò come un cavallo selvaggio e riuscì quasi a sbalzare di dosso l'aggressore, ma quello reagì immediatamente e la inchiodò al suolo di nuovo, stringendole la mano sulla bocca. Kayth gemette ma non cercò di gridare. Non c'era nessuno per aiutarla. Immaginò per un istante che Zaki avesse preferito prenderla con la forza piuttosto che aspettarla, ma il peso che sentiva addosso era quello di un uomo. Una guardia della LOL? Forse non erano poi così sprovveduti... Oppure qualcun altro, ma chi?

    Luca applicò delle leggere pressioni su alcuni punti nevralgici e somministrò una buona dose di dolore a Kayth, sempre tenendole chiusa la bocca per impedirle di gridare. Era furioso, si sentiva preso in giro e non sapeva più di chi si potesse fidare. Quando la ragazza si rilassò e segnalò con un gemito che intendeva lasciarsi fare, le piegò le gambe, legando con altre strisce di plastica le caviglie all'attaccatura delle cosce. Un buon lavoro, Kayth non si era ancora resa conto di chi l'avesse aggredita. La imbavagliò con un fazzoletto e la abbracciò per sollevarla e portarla in un posto più riparato.
    Non aveva però fatto i conti con la lussuria che quel corpo gli ispirava. Appena sentì i grossi seni, sentì che non poteva resistere. Liberò la sua erezione, allargò le gambe della sua prigioniera e sprofondò fra le natiche, cercando di sodomizzarla.

    Kayth cercò di ribellarsi ma veniva schiacciata sull'erba dal corpo del violentatore. Non era ancora riuscito a penetrarla ma la forza dell'assalto era tale che in pochi istanti sarebbe riuscito nell'intento. Si divincolò, riuscì finalmente a voltare il capo e incrociare il suo sguardo, e lo riconobbe. Kayth gridò nel bavaglio e aumentò la sua resistenza, ma Luca la schiacciò al suolo con più forza, massaggiandole con una mano il pube mentre introduceva finalmente la punta del pene nelle sue viscere.
    A Kayth sfuggirono lacrime di dolore. Certamente Luca le doveva delle spiegazioni, se si fosse deciso a lasciarla andare dopo essersi soddisfatto. Purché si sbrigasse, visto che Ami stava aspettando. D'altra parte Kayth non era immune al fascino latino di Luca e si era sempre sottoposta con piacere alle sue voglie, dalle più normali alle più bizzarre. Come del resto facevano le altre agenti del gruppo. Si abbandonò finalmente a lui, sollevò il fondoschiena per accoglierlo meglio e lo sentì finalmente andare e venire a piacere, fino a che non ricevette un'abbondante eiaculazione nell'intestino. 

    Luca riprese fiato, giocando per qualche minuto con le natiche della sua compagna d'avventure. Kayth mugolò nel bavaglio e finalmente la voltò sulla schiena e le liberò la bocca.
    "Cosa vuol dire questa azione di cui non ero informato?" domandò seccamente.
    Kayth gli rivolse uno sguardo critico.
    "Ah... e questa sodomia senza lubrificazione, allora? Adesso ti spiego, ma cerca di capire alla svelta perché siamo molto di fretta e dobbiamo escogitare un piano."
 
    Zaki aveva fatto atterrare l'hover in una piccola macchia e guardava distrattamente fuori dall'abitacolo, fumando sigarette e dando di tanto in tanto un'occhiata all'orologio del pannello comandi.
    Kayth apparve più presto di quanto si aspettasse, ma zoppicava e aveva tutta l'aria di essersi ferita o fatta male. Le due donne si scambiarono uno sguardo e Kayth fece cenno di scendere ad aiutarla.
    Di malumore, Zaki uscì dall'abitacolo. "Ti costerà qualcosa, avermi fatto camminare sul prato coi tacchi a spillo."
    Senza preavviso Luca la aggredì alle spalle, colpendola alla nuca e schiacciandola al suolo come aveva fatto con Kayth pochi minuti prima. Mentre la bellezza asiatica gridava e soffiava, le legò le braccia dietro la schiena, ma anziché concedersi un altro intermezzo erotico a spese della vittima del momento, la sollevò e la mise seduta.
    "Adesso ascolta, maledetta" intimò Kayth che non mostrava più traccia del malessere che aveva simulato. "Ce ne andiamo a liberare la nostra Ami, dritto nella tana del lupo. Ovviamente è un'impresa azzardata, perché siamo in due mentre nella villa di madame troveremo parecchie guardie e persone intenzionate a fermarci, oltre a quel traditore di Johnson. Ma tu ci darai una mano, facendo credere di averci presi prigionieri, e ci farai entrare."
    I lineamenti di Zaki mostrarono rabbia e sorpresa. "Hai visto troppi film, mia cara superspia. Non funzionerà. E come potreste costringermi?"
    Luca le premette una piccola placca sulla nuca, nascondendola sotto i capelli. L'oggetto aderì, per effetto di un collante.
    "Questo assicurerà la tua collaborazione" spiegò l'uomo. "Contiene una piccola carica esplosiva, sufficiente a sfondarti il cranio. La possiamo comandare col pensiero, i trasmettitiori sono impiantati a livello corticale sia su di me che su Kayth. Perciò, anche se saremo immobilizzati, ti converrà seguire il nostro piano. Se cercherai di staccare la carica, la farai detonare subito."
    Luca si augurava che le sue parole suonassero convincenti. L'apparecchio che aveva applicato alla prigioniera era un semplice grosso cerotto. Tuttavia, avendo a che fare con agenti nemici molto preparati, Zaki sarebbe caduta facilmente in inganno.
    "Questo hover è schermato, giusto?" domandò Kayth, "non vogliamo che il nostro trucco venga scoperto."
    Zaki annuì. Era evidentemente intimorita, o lo simulava molto bene. In realtà la preoccupazione di Kayth era fasulla e serviva solo a rendere più credibile lo stratagemma della finta carica esplosiva.
    "Hai qualche arnese per legare dei prigionieri?"
    "In abbondanza."
    Kayth fece un cenno di soddisfazione. "Bene, allora adesso saliremo sull'hover e ci sistemerai a dovere. In maniera credibile, senza che possiamo liberarci da soli. Trasmetterai a chi ci sta aspettando le nostre immagini e comunicherai che hai beccato anche un altro avversario, dicendo che avevamo cercato di farti cadere in un agguato e scappare. Arriveremo alla villa di madame Monique, ti fermerai negli hangar e ci libererai. Dopo che avremo liberato Ami ce ne andremo senza farti del male. Tutto chiaro?"
    Zaki scosse la testa in un moto di sconforto.
    "Tutto chiaro, ma oltre a fallire la vostra missione farete pasare dei guai anche a me. Pensateci un momento. Potete avere Ami libera, lasciare a madame quei dannati documenti e cavarvela a buon mercato."
    Luca la interruppe bruscamente. "Non credo che Johnson starebbe ai patti, visto il bastardo che è. E perché lasciargli in mano una ricerca scientifica così preziosa, se possiamo tentare di impedirlo?"
    "Non perdiamo altro tempo" concluse Kayth, indicando l'hover che attendeva lì vicino.

    Zaki estrasse da uno scomparto una sacca contenente parte del suo vasto assortimento di corde, cinghie e altri strumenti per tenere sotto controllo le sue vittime.
    "Ti sei mostrata molto esperta in questo campo" osservò Kayth, "mi aspetto un lavoro perfetto."
    La ragazza orientale non disse nulla, si limitò a spingere Kayth in mezzo al vano passeggeri per avere spazio, e cominciò ad avvolgerle un' intricata rete di corde attorno al torso. Luca, in attesa del proprio turno, guardava incuriosito senza commentare. Le mani di Kayth vennero fissate alte in mezzo alle scapole, i polsi incrociati. Zaki avvolse diversi giri di corda per completare questa parte, poi prese un rotolo di nastro adesivo, da cui staccò alcune strisce.
    "Apri la bocca" ordinò, e appena Kayth obbedì le infilò una piccola sfera di gomma dietro i denti, applicando poi il nastro sulle labbra e le guance. Con una striscia di stoffa le bendò gli occhi, poi la spinse su uno dei sei sedili e le sollevò le cosce, fino a spalancarle appoggiando le gambe a cavalcioni dei braccioli. Legò le ginocchia ai braccioli, costringendo Kayth a rimaner seduta in una posizione oscena, le labbra del sesso esposte nella maniera più indecente. Evidentemente Zaki non voleva correre rischi ed obbediva con zelo alle istruzioni impartite. A Kayth andava bene.
    "Questo è un mio omaggio personale" mormorò la ragazza orientale, applicando un paio di pinzette ai capezzoli dell'agente. Kayth sospirò ma non si mosse.

    Zaki si voltò verso Luca. "Adesso tocca a te. Spogliati completamente."
    Luca era riluttante, ma immaginò di dover lasciare questa parte alla direzione di lei, e obbedì. Appena fu nudo Zaki lo ammanettò, poi gli applicò alla vita una cintura con degli anelli e ad uno di essi legò le manette con un piccolo lucchetto. Le mani bloccate dietro la schiena, Luca non poteva più difendersi. Se il trucco del finto esplosivo non fosse stato creduto lui e la sua comandante si sarebbero trovati adesso completamente alla mercé della malvagia ragazza orientale, e poco dopo nelle mani del traditore Johnson e della sua mandante, madame Monique. Maledisse se stesso per aver accettato di provare il piano di Kayth. Era stata un'idea pazzesca.
    Mentre s'intratteneva con queste inquietudini Luca aprì la bocca per consentire a Zaki di imbavagliarlo con una palla di gomma munita di cinghie, che gli furono allacciate strette dietro la nuca. Venne guidato verso un sedile, e legato nella stessa maniera di Kayth, con i genitali in bella vista. Poi Zaki si tolse una scarpa e si avvicinò, tenendo qualcosa chiuso nella mano. Appoggiò il piede calzato nei collant sulla spalla di Luca, esponendo così alla sua vista, sotto la minigonna rossa, le mutande trasparenti dello stesso colore. Lo guardò con attenzione, ma senza espressione, come se attendesse una sua reazione al gesto esibizionista. Evidentemente quello che aspettava tardava ad arrivare, perché Zaki si abbassò un poco e con la mano andò a stuzzicare il pene dell'uomo legato, sempre guardandolo negli occhi.
    Luca sospirò, sentendo un'erezione cominciare a crescere.
    "Se adesso non rispettassi i patti, voi potreste sempre uccidermi" disse la ragazza. "Ma chi vi libererà da questa situazione?"
    Kayth si agitò nella sua prigione di corde. Luca rimase impassibile aspettando il seguito. La mano di Zaki aveva tirato indietro la pelle del pene scoprendone la punta.
    "Per vostra fortuna, preferisco non correre il rischio" concluse Zaki sorridendo amaramente. Con un rapido gesto applicò una cinghia alla base del pene, costringendolo a rimanere ritto e gonfio. Un attimo dopo strinse un altro legamento alla punta dell'organo e lo fissò a uno degli anelli della cintura, tirandolo in alto. L'effetto non fu molto doloroso, con sollievo di Luca. Zaki si avvicinò alla sua testa e lo incappucciò con un involucro di stoffa elastica semitrasparente, si rimise la scarpa e andò ai comandi del velivolo.
    "Spero che siate comodi. Vi auguro buon viaggio."
    L'hover si avviò ed iniziò a prendere quota.
 
 

 
 
 
 
 
 
 

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