Spaccami il Culo La gonna sollevata sopra ai fianchi la lascia scoperta, inaspettatamente accessibile, quella posizione sconcia non le appartiene, o meglio che non appartiene alla memoria che ho di Lei, dopo un breve e imbarazzato saluto, si è chinata voltandomi la schiena sul tavolino della camera dell'albergo, un sussurro appena percettibile, una frase da lei mai pronunciata, almeno con me, "spaccami il culo", e le gambe tenute larghe ad avvalorare la sua richiesta, "spaccami il culo", ancora una volta, pronunciato, con più voce, con più fiato, le natiche scostate dalle mani, lo mostrano aperto e pronto "spaccami il culo" ora quasi lo urla, trattenuta solo dalla necessità di non farsi sentire, "spaccami il culo" mi scoppia nel cervello, con il ricordo del primo incontro,"spaccami il culo", e rivivo accelerati gli anni passati assieme, le colazioni le notti, le serate davanti al televisore,"spaccami il culo", la noia, i tentativi di uscirne, la ricerca di capire,"spaccami il culo" la sua indifferenza, la sua arroganza, il mio perenne innamoramento,"spaccami il culo", i soldi che mancano sempre, i suoi desideri delusi,"spaccami il culo", l'addio, la solitudine, la lenta ricostruzione di quello che sono "spaccami il culo". Tante cose avevo pensato scoprendo un nuovo Nik, tra la mia posta, solo io potevo intuire il possibile nesso con una persona, come solo lei poteva associare "andaluso" a me, l'improbabile talvolta accade, lei come me era entrata nello stesso NG e mi aveva riconosciuto, mi aveva letto, e aveva capito, aveva rivissuto, la nostra storia. Ora era li ad aspettare che il mio cazzo si prendesse un premio ritardato, una medaglia alla memoria, quasi a volermi riconsegnare una dignità a torto toltami, "spaccami il culo", appoggiare il cazzo duro ad oltranza e spingere, "spaccami il culo" sentire il suo respiro interrompersi, "spaccami il culo"la sua difesa infrangersi, riempirla di tutti i miei pensieri, sfogare tutti i miei odi assieme al mio sperma, "spaccami il culo" la frase torna un sussurro,"spaccami il culo" in miei passi incerti percorsi a ritroso "spaccami il culo sempre più flebile, lontano, dietro a una porta ormai chiusa. Certe ferite possono essere curate lenite, ma non possono mai essere chiuse, la sua offerta è meravigliosa ma deve rimanere non raccolta, certi errori, miei e suoi possono essere compresi, capiti ma non possono essere perdonati. andaluso P.S.( prima di scrivere ho chiesto il suo consenso, e l'ho avuto, ma sto ancora maledicendo per non averlo fatto, e per la certezza di non poterlo più fare)