Newsgroups: it.sesso.racconti Subject: Racconto: sarai cio' che sei Il tuo viso - taglia a meta' il respiro - toglie di mezzo il pensiero occhi di giada sono i tuoi, da seguire senza opporvi tempo. Anche tu amerai, non potendo sottrarti al destino. amerai da non poter amare di piu' o altro. E sarai cio' che sei, - nel respiro spezzato - nel pensiero smarrito corrente lungo altri volti. Sarai in questo o in altro, che il cielo non conosce ancora. Lola e Ste si incontrarono in primavera, un pomeriggio di inizio primavera, ma era un luogo lontano, lontano dal volgere delle stagioni e dallo scorrere delle ore intendo. Era una stanza virtuale dai contorni blu scuro. Come sempre in queste cose, non si sapra' mai il perche'... perche' proprio loro due, proprio quel giorno, proprio in quel momento: il fato o il destino.... ci sono delle cose nella vita che sono li', nascoste, covate gelosamente da uno spiritello burlone, sapientemente disegnate, ricami colorati. Lola per tutto il giorno in ufficio aveva avvertito quello strano rimescolarsi del sangue..... una gran voglia che faceva avanti e indietro dalle sue viscere al suo cervello. Una volta a casa decise che non voleva passare quel lungo pomeriggio sola: voleva qualcuno ora! Qualcuno che la facesse vibrare aiutandola a consumare quel desiderio che le scorreva dentro. Ste era in ufficio, aveva bighellonato tra le pagine del web tutto il pomeriggio, annoiato da quello che vedeva, annoiato dal pensiero di tornarsene a casa, stanco ed inconcludente, desideroso di distrarsi dai mille progetti sospesi nel cassetto, curioso di conoscere e compenetrare, irrequieto.... aveva bisogno di nuovi stimoli: cercava desideri. Quando la vide entrare in quella stanza, Ste provo' ad abbordarla per il semplice motivo che quel nick era chiaramente femminile; aveva voglia di provocare - "Sei una Ddonna? ..che cazzo avro' pur diritto ad una Ddonna dopo una stressante giornata di lavoro?!!!". Lola gli rispose semplicemente perche' quel messaggio le parve pieno di arroganza e le fece venire subito una gran voglia di ridere. Voleva smontarlo con qualche frasetta stupida ed ironica cosi' si preparo' a prenderlo per i fondelli con un "che diamine! E' quel che dico anch'io..... d'altronde che sono qui' a fare altrimenti?". Lui continuo' semplicemente, come se niente fosse, chiedendole se era sola e dicendole di andare a prendere uno specchietto con il quale osservare il suo sesso che si eccitava man mano che la loro conversazione continuava...... fu questo a cambiare tutto: Lola senti' immediatamente che in lui c'era qualcosa di diverso, diverso ed eccitante. Le parve, per un attimo, di sentirsi sospinta verso un luogo sconosciuto. Forse era un posto magnifico. Avverti' distintamente una diffusa secchezza sulle labbra e sulla lingua. Quelle lettere nere su sfondo bianco l'avrebbero scopata davvero..... avrebbero scopato il suo cervello. Fece esattamente cio' che lui le chiedeva: avvicino' una sedia e la mise proprio di fronte alla poltroncina su cui stava seduta, si sfilo' gli slip frettolosamente e li lascio' abbandonati ai suoi piedi, sotto il lungo abito in cotone, fresco e morbido, che indossava quel giorno; si sedette nuovamente al suo posto distendendo le gambe fino ed appoggiare i piedi sulla sedia di fronte a lei, a questo punto divarico' le cosce quanto piu' pote' piegando le ginocchia. Comincio' a descrivergli le sue tenere carni esposte al riflesso di quello specchio esattamente come le vedeva in quel momento: il colore, le pieghe di quegli anfratti ed il leggero profumo della sua eccitazione che giungeva, inequivocabile, alle sue narici. Voleva suscitare il suo desiderio quanto piu' poteva..... fu questo a cambiare tutto: Ste intui' che stavolta aveva trovato una femmina che lo avrebbe assecondato davvero. Il suo sorriso beffardo e disincantato, sempre piu' spesso stampato sul suo volto quando era in simili situazioni, si affievoli' leggermente..... si sentiva a tratti "decadente" in quella sua ricerca del desiderio, ma non resisteva...... Comincio' a liberare completamente la sua mente per far spazio al desiderio che Lola gli avrebbe trasmesso, e poiche' la sua eccitazione saliva un attimo dopo l'altro ma si trovava nel suo ufficio, il suo orgasmo negato si sarebbe riversato tutto su di lei, nello stapparle di dosso quell'aria di sfida che gli trasmetteva, si sarebbe dedicato con tutto se stesso a quell'Essenza piena di desiderio che intravedeva baluginare di fronte ai suoi occhi, attraverso quello schermo. Guido' le mani di Lola ma in realta' avrebbe voluto guidare i suoi pensieri ed i suoi desideri, incanalarli esattamente dove lui voleva. Le diede un susseguirsi lento di precise indicazioni, sollecitazioni che si dovevano sommare ed accumulare una sull'altra: un dito alla volta, un dito dopo l'altro in quella guaina che, nella sua mente, immaginava morbida e calda, con l'ansia di conoscere quante sarebbe riuscita ad usarne... poi un polpastrello, un polpastrello per accarezzare e solleticare le increspature dell'anello tra i suoi glutei fino a farlo dilatare, fino a poterlo penetrare con almeno un dito.... poi, leggero ed impercettibile, un massaggio, alla sommita' del clitoride, ma davvero leggero, un tocco distratto - "la clitoride e' troppo frettolosa" - le disse; voleva stimolare tutto quanto era possibile stimolare, voleva che tutto in lei si dilatasse, ancora, ancora e ancora, la voleva tutta aperta, pronta a ricevere sempre di piu' . Lola comincio' ad eseguire le richieste che le venivano fatte, divertita dalla presunzione di lui - "ma guarda questo che vuole insegnarmi a trentanni come devo fare a masturbarmi!" - la verita' era che sentiva il suo sesso sempre piu' gonfio e bagnato. Avrebbe voluto toccarsi in maniera completamente diversa, avrebbe voluto dedicarsi al clitoride che sentiva turgido e prepotente ed accarezzare tutto il resto della sua vulva solleticandola e stimolandola solo lievemente, stuzzicandola come ad ingolosirla. Invece faceva scivolare le sue dita dentro e fuori da se, usandosi come la avrebbe usata lui, ignorando le richieste del suo corpo ed assecondando le richieste di lui. Non gli nego' nulla: nulla nella descrizione del suo piacere che saliva, nulla nella descrizione dei suoi umori che tracimavano, nulla nello scrivergli di come sentiva la sua figa simile ad una pesca troppo matura la cui polpa si sfalda sotto la leggera pressione delle dita tiepide. Non gli nego' ne il suo corpo ne la sua testa. Ne senti' prepotente il desiderio, ed allora comincio' ad usare un fallo dalla circonferenza ragguardevole che scivolava cosi' bene dentro di lei ora che era assolutamente eccitata.. e lui la adoro' per questo, per quel suo essere cosi' vagamente viziosa, per quella sua naturalita' nell'esserlo, per quei muscoli che lei gli descrisse schiudersi, una fibra dopo l'altra, intorno a quello strumento che, finalmente, la apriva come lui voleva; ora la sentiva veramente spudorata nel suo desiderio e nella sua ricerca del piacere, ora era finalmente una troia, la sua troia, ora si sentiva davvero accolto, contenuto dentro di lei, nel suo sesso, nel suo cervello - "non dimenticarti del tuo culo, lo voglio aperto" - le disse, e lei ubbidi' ritornando a tortuurare anche il suo sfintere col dito medio fino a quando, finalmente, tutte quelle sollecitazioni, le parole di lui che scorrevano sullo schermo, tutto quello scivolio fuori e dentro di lei, la portarono a raggiungere un piacere che si espanse lento e calmo occupando tutto, senza fretta, cosi' come era stato quell'amplesso: ebbe un orgasmo lungo come un viaggio.... un viaggio che l'aveva portata esattamente dove lei aveva bisogno di essere portata. Dopo si conobbero, nel piu' classico dei rituali. "sposata, 31 anni" - scrisse lei. "sposato, 39" - scrisse lui ... poi ancora parole a rotolare una sull'altra... I pomeriggi e le corse di Lola verso casa si moltiplicarono. In ognuno di quei pomeriggi lui le digitava parole, come avrebbe parlato ad una ragazzina. Desiderava proteggerla, non sapeva neppure lui da cosa. Lola era troppo trasparente, troppo pura e vogliosa per quel mare infinitamente pieno di insidie; e la desidero' in ognuno di quei pomeriggi come un ragazzino desidera: morbosamente - "vorrei portarti in una dimensione reale, e' la realta' quella che meriti" - Passo successivo di una coreografia collaudata: le voci di Lola e Ste si incontrarono. La "s" molto bolognese di Ste e la "e" piuttosto milanese di Lola. Lei gli parlava proprio come avrebbe fatto una farfallina viziata e capricciosa, le piaceva da morire che la facesse sentire cosi' protetta e infinitamente desiderata. Lo stuzzicava e lo adulava, faceva le fusa per lui imitando i suoi gatti, ascoltava e beveva ogni sua parola, lo lasciava stupito a rimirarla di fronte ai suoi impeti, ai suoi intrighi d'umore, alle sue risate allegre, alla naturale spontaneita' con cui scoppiava il suo desiderio............. solo con lui riusciva ad essere cosi', cosi' diversa da quella che era nella sua realta' quotidiana. Passarono la notte insieme, al telefono. Lola era sola al lago per il week end, Ste invece era "un uomo che non possedeva un letto", cosi' preferiva dormire su di una poltrona reclinabile nella tavernetta di casa sua da qualche anno ormai. Da mezzanotte alle sei di mattina: entrambe con occhi rivolti al soffitto scrutando il buio. Lui zampetto' curioso dentro quell'anima per tirar fuori tutto cio' che gli interessava, tutto quello che desiderava comprendere di lei e non riusciva a capire - "Chi ti ha fatta cosi' bella?". Lei prendeva a piene mani tutto cio' che si ritrovava dentro e glielo porgeva, generosa e spontanea, come una bambina che mostri le manine sporche di terra per invitarti a giocare con lei. "Mi dai il tuo sesso?" - le chiese all'improvviso dopo una breve pausa di silenzio. Un fiotto di sangue caldo le ando' dritto al cervello e si senti' le guance in fiamme; rise - "si certo, te lo passo attraverso il filo?" Ste non si scompose - "le tue mani vanno bene da infilare davanti ma per il tuo culetto vorrei qualcosa di diverso". Non si scomponeva mai, non si raffreddava mai, non si lasciava allontanare dalla finta indifferenza di lei. Lola sentiva la sua voce, la sentiva entrare nel suo orecchio, un orecchio gia' stanco per essere stato ore attaccato a quella cornetta. Sentiva quei suoni insinuarsi dentro di lei e scaldarla, sentiva, mentre nodi e resistenze si scioglievano nella sua testa, il suo sesso farsi morbido, liquido e vischioso. Ansimava, ansimava per lui, voleva che lui sentisse il suo respiro rotto dall'amplesso che le montava dentro mentre le sue dita esploravano ed accarezzavano quelle pareti scivolose, mentre le sue mani spingevano nelle sue viscere tutto cio' che lui chiedeva. Il manico di un pennello per maquillage con un pomolo sull'impugnatura ed una una boccetta in plastica per cosmetici: le disse di come doveva giocarci con ognuno di questi, tracciare invisibili scie tra le sue labbra, fino a desiderarli dentro di lei; appoggiarne la punta esattamente dove la vulva si apriva e ruotarli su se stessi per qualche minuto; lasciarli scivolare dolcemente dentro di lei, fino in fondo, in modo che il suo sesso si dilatasse piano piano.... quando erano completamente ricoperti dal suo succo, toglierli da li' e spingerli attraverso i muscoli delle sue terga ma continuare ad usare le sue dita nel buco che aveva appena lasciato vuoto e solitario. Lola gli raccontava intanto di come li viveva quegli oggetti........... prima freddi corpi estranei, che si scaldavano poi pian piano dentro di lei, mentre quella frizione lenta e continua la spaccava. "Bisognerebbe scoparti dalla mattina alla sera, non esiste che non ti si scopi in continuazione..............." - Lola si senti' venir meno; sfioro' il suo bottoncino e le sembro' enorme sotto le sue dita; lo massaggio' a fondo e improvvisamente l'onda non fu piu' contenibile, tutti i suoi muscoli spasmodicamente si contrassero ed il suo orgasmo fu intenso. La sua voce era sempre li'. Lola riemergeva dal suo abisso e lui intanto continuava a parlarle : "Mi piacerebbe tanto metterti alla prova, tenerti sotto continuo stimolo sessuale per 24 ore filate. vedere quanto resisti, come reagisci; Potrei cominciare da lontano sfiorandoti solo un ginocchio sotto il tavolo di un ristorante, poi l'interno del ginocchio. Andare avanti cosi' in un crescendo lentissimo ed infinito..........." - il sangue, che era stato abbondantemente richiamato verso i suoi organi sessuali, tornava lentamente a fluire dentro Lola, ridistribuendosi in maniera piu' equa in tutte le cellule del suo corpo. Inghiotti' quello che le sembro' un chilo di saliva prima di dirgli - " va bene, incontriamoci". "Per una scopata o per fare l'amore? - le chiese Ste - Fare l'amore potrebbe essere pericoloso, forse e' meglio solo per una scopata" "Hai ragione - gli rispose - sara' meglio solo per una scopata ", e si preparo' a lasciarsi trascinare dal gorgo che lui le aveva fatto intravedere. La quotidianita' li riavvolse e reclamo' la sua parte gia' dalla mattina seguente. Sembrava non sarebbe stato cosi' facile organizzare il loro incontro nonostante 200 km non fossero poi una distanza cosi' proibitiva. La realta' era che Lola scalpitava, Ste tentennava ed i giorni passavano lenti. Sms: "SARO' SOLA STASERA, HO VOGLIA DELLA TUA VOCE . L." La telefonata di Ste arrivo' nel tardo pomeriggio mentre lui era in macchina. "Sto andando a casa di amici per cena........... dalle parti di Reggio........... Lola ho una confessione da farti, ti ho detto una bugia e non so come rimediare ora........... forse e' troppo tardi per rimediare" - la sua voce tradiva una leggera ansia; Lola senti' un vago subbuglio nello stomaco, un flash velocissimo, fulmineo, riempi' la breve pausa silenziosa carica di attesa. Nella sua testa passavano tutte le informazioni che aveva su di lui: sposato - due figlie - un amante da qualche anno - un figlio piccolo con lei. Tutto sembrava sgretolarsi velocemente ........... quale, quale di queste.??........... "Ti ho mentito sulla mia eta', ho 46 anni". Una risata, una risata allegra e gorgogliante entrava nell'orecchio di Ste e gli riportava un po' di ossigeno. "......si certo..... lo sapevo che in fondo non sarebbe cambiato nulla per la mia piccola Lola........... ". Lei lo prese in giro a lungo e poi lo congedo' facendosi promettere che l'avrebbe chiamata appena si fosse liberato degli amici. "Mi sto avviando verso l'autostrada, potrei prenderla nella direzione opposta e venire da te a Milano". "Non essere stupido Ste, non ha senso farsi tutti quei chilometri per vedersi dieci minuti di sfuggita........... poi mi prendi cosi' alla sprovvista, non ho una sola scusa valida per non farmi trovare in casa all'ora in cui arriveresti qui'!" Erano le undici passate quando le telefono' per l'ennesima volta: "Mi trovo di fronte ad un concessionario BMW. Sai che c'e' dentro anche un Mac Donald?...........". Lola avvampo', Ste era a Milano, conosceva perfettamente quell'angolo della circonvallazione - "Sei uno stronzo! .. Ora ti spiego la strada per venirmi incontro; ti vengo a prendere". Lui fece finta di protestare ma con poca convinzione, poi le disse di "non agghindarsi o truccarsi troppo", Lola rispose che avrebbe dovuto averne il sacrosanto diritto ma che non ne aveva il tempo materiale cazzo! Ste si incammino' lentamente con la sua auto sui vialoni che lei gli aveva indicato, verso di lei. Verso Lola. Sicuro di se, soddisfatto di quel piccolo vantaggio che l'effetto sorpresa gli dava, emozionato come un bambino che sarebbe stato tra poco di fronte al suo nuovo giocattolo. Lola volo' da lui. Scarmigliata, agitata, non preparata. Arrivo' nel punto esatto dell'appuntamento in 15 minuti netti; guardo' le sue mani: si vedeva lontano un miglio che era agitata. Si videro di lontano sul marciapiede deserto, le loro sagome presero ad avvicinarsi, sempre di piu' - cazzo sembrava proprio un film! -, i loro contorni si delineavano man mano che la distanza tra loro si consumava ...........fino a che, ineluttabilmente, furono uno di fronte all'altra, senza piu' alcuno schermo a proteggerli. Le loro Essenze, cio' che fino ad allora avevano conosciuto l'uno dell'altra, si sgretolarono di fronte ai loro occhi. Rimase davanti a loro solo la fisicita' dei loro corpi: Ste, un uomo troppo segnato dagli anni nel corpo un po' appesantito, nei capelli cosi' grigi, nei segni cosi' profondi sul suo volto, negli occhi cosi' spenti e stanchi. Lola una giovane donna dalle carni davvero troppo opulente, i capelli impazziti, rossicci grovigli ribelli con i quali si nascondeva il volto e gli occhi dolci e vivaci. Lola parti' di slancio con un ampio sorriso, ma il suo bacio' arrivo' timidamente sulla guancia e lui rimase deluso da quel gesto........... la guardo' pensando "questa non e' la mia troietta". Entrarono in un locale per sedersi, bere qualcosa e conversare. "Bevi come una bambina grande lo sai?" - chiacchierarono una mezz'ora, lei gli mostro' le sue dita attraverso cui passava ancora una leggera emozione. Piano piano un puzzle si ricomponeva di fronte ai loro occhi, le loro Essenze riprendevano consistenza ma questa volta si calavano nelle forme dei loro corpi, stavano ritrovando cio' che avevano conosciuto cosi' bene l'uno dell'altra. Era tardi e Lola doveva rientrare a casa. Lo accompagno' fino alla macchina e si ritrovo' in piedi di fronte a lui. Lo guardo' negli occhi e decise che stavolta lo avrebbe baciato veramente. Com'era calda e reale quella lingua nella sua bocca, e come si sentiva bene tra quelle braccia, quasi non le sembrava possibile di stare tra le braccia di un altro uomo e stare cosi' bene. Finirono col passare un'altra mezz'ora insieme chiusi nella macchina di lui mentre i finestrini si appannavano. Si baciavano e lui le chiedeva "Perche' non mi baci?". "Come non ti bacio? Ste! Ti sto baciando!". "Non e' vero, ti LASCI baciare, non mi stai baciando". "Ma se sto cosi' bene qui tra le tue braccia". "Non mi stai baciando Lola" ripeteva, ed intanto passava una mano sui suoi seni, infilava l'altra attraverso l'elastico dei pantaloni e degli slip per raggiungere la sua vulva, accarezzava con un dito le pieghe nascoste fra le sue natiche - e' veramente bagnatissima, mi piace da morire. Lola con il respiro leggermente accelerato prendeva, prendeva tutto. Prendeva e basta, intenta com'era ad ascoltare le emozioni che le salivano dentro, totalmente incapace di muoversi verso il corpo di lui, chiusa dentro se stessa. "Sono stranamente eccitato stasera - le disse prendendosi in giro - posso approfittare?" ed intanto guidava la mano di lei, esattamente come avrebbe fatto un adolescente con una coetanea, sulla sua patta, in modo da farle sentire l'erezione che stava la' sotto. Lei lo accarezzo' e lo strofino' forte attraverso i pantaloni di cotone quel membro, e semplicemente le piacque sentire la cappella turgida che pulsava sotto il suo palmo - come sto bene qui tra le sue braccia, sono arrivata... questo e' il porto tranquillo dove voglio lasciarmi galleggiare. Carezze e baci. non ebbero altro quella notte. Lola torno' a casa di corsa. Ci ritorno' ebbra, con le guance accese dal bruciore causato da quella barba impercettibilmente lunga che l'aveva torturtata per tutto il tempo. Ste si rimise in viaggio pensoso, morbosamente attratto da Lola, dal suo sesso che aveva appena sperimentato, e deluso per non averla avuta subito quella notte stessa, deluso per non aver avuto lo spirito di fotterla li' in macchina. Era primavera inoltrata. Lola voleva rivederlo. Ste non collaborava per nulla, tergiversava e le scriveva che aveva paura di riincontrarla. Divenne una sfida per lei, una piccola sfida che doveva vincere, un capriccio che doveva assolutamente soddisfare. Sms: MERCOLEDI PROSSIMO SARO' TUTTA SOLA. NON CREDI DOVRESTI FARMI COMPAGNIA? Ste le rispose subito di si, poi nella realta' delle cose, col passare dei giorni, rimaneva sul vago. Quel giorno Lola prese una mezza giornata di ferie. Lo chiamo' mentre tornava a casa e gli disse che stava andando a trovarlo - "Mi porteresti fuori a cena?". Appena a casa comincio' a prepararsi per lui, godendo di ogni gesto che compiva: bianca crema depilatoria dall'odore acre sulle sue ascelle, sul suo inguine e sul suo sesso, imprigionava i suoi peli e lasciava dietro di se pelle glabra, liscia e sensibile; Acqua e schiuma di un sapone senza profumo a levigare la sua pelle, a lasciarla morbida e desiderabile. Riccioli domati ed appesantiti da crème profumate. Smalto che scivolava lucido e trasparente sulle sue unghie. Dentifricio schiumoso che pizzicava sulla sua lingua. Camomilla per lavare delicatamente i buchi che gli avrebbe offerto. Scelse un perizoma, poi una canotta ed un paio di jeans neri, indosso' un paio di sandali in cuoio e fu pronta a partire. Ste passo' un pomeriggio contratto nell'esigenza di sbrogliare impegni di lavoro, famigliari ed extraconiugali. Prenoto' un paio di ristoranti diversi riservandosi di sceglierne poi uno all'ultimo momento. La chiamo' almeno tre volte per accertarsi che il viaggio andasse per il meglio e per assicurarsi anche di non essere troppo in ritardo. Passo' da casa a farsi una doccia, si raso' velocemente e meglio che pote', indosso' un paio di slip firmati, jeans ed una camicia chiari... arrivo' in ritardo. La trovo' in macchina, intenta a leggere un libro, nel parcheggio dove le aveva dato appuntamento; serena, mentre si godeva il fresco sotto gli alberi. Lei lo vide arrivare agitato, nervoso, stanco, impacciato. Decisero per il ristorante fuori citta'. Ste riusci' ad essere, per quasi tutta la cena, distante, freddo e tagliente. Sul loro tavolo stava un decanter in cristallo con un pesante tappo dalla forma ovoidale che Ste accarezzava piano con la punta delle dita mentre fissava Lola ammiccando in maniera viscida. Lola cercava di ritrovare la spontaneita' dei loro intrecci. A tratti noncurante a tratti dolce e paziente.... ma non ottenne nessun risultato. Decise di tornare a casa. "Grazie per la cena..... potremmo fare due passi cosi' poi torno verso Milano..." "Senti, ho avuto una giornata davvero pesante... dai non fare cosi' ". Lola rimase. Entrarono nell'unico Hotel in zona, un modernissimo edificio tutto specchi. Ste chiese una suite, lasciarono i loro documenti, qualcuno li accompagno' nella loro stanza, poi finalmente la porta si richiuse dietro di loro. Ste le si fece incontro e comincio' immediatamente, dalle labbra, a prendersi cio' che ormai pretendeva. La baciava pregustando quello che avrebbe avuto dopo, entrava con la lingua in quella bocca che si schiudeva per lui chiedendosi se anche la sua passera sarebbe stata cosi' calda ed accogliente. Lola fu per un attimo assente a se stessa durante quel bacio - il primo da quando si erano incontrati quel giorno. Era altro da se e guardava quella scena dicendosi " tra poco accadra' "... intanto vedeva l'immagine del letto a due piazze dietro di loro come ondeggiare debolmente. Quando torno' in se' si stava spogliando con noncuranza mentre dentro si sentiva molto piu' a disagio di quando, a diciassette anni, aveva fatto sesso per la prima volta con un ragazzo........ in realta' anche quella era una "prima volta": dopo dieci anni, qualcuno che non fosse il suo uomo l'avrebbe presa. Ebbe paura dei sensi di colpa e delle recriminazioni che sarebbero venute dopo. Si lascio' andare. Ste si libero' goffamente dei jeans e dei calzini senza guardarla. Solo quando fu anche lui nudo, in posizione orizzontale di fianco a lei, si riconobbero: tutto il loro mondo era finalmente, improvvisamente tornato. Si accarezzarono a lungo in silenzio, scoprendosi un centimetro di pelle dopo l'altro... poi furono solo uno dentro nell'altra. Lola sopra di lui coi seni morbidi che si agitano davanti ai suoi occhi i capezzoli di Lola da mordere tra i suoi denti per farla mugolare un po' di piu' il culo di Lola da prendere all'improvviso mentre lei gli sta sopra il culo di Lola da sentire cosi' stretto, morbido, ricettivo la figa di Lola che gli massaggia l'asta mentre lo cavalca il respiro di Lola spezzato il pube di Lola che si struscia sulla sua pancia per strofinare il clitoride gonfio Lola tra le sue braccia morbida e tiepida Lola che chiacchiera e che racconta di mondi a lui sconosciuti Lola che sta bene li' con lui Lola che succhia il suo dito indice, dolcemente come fosse un pene Lola che lo lecca ovunque, lo sugge per prendere possesso di tutto il suo corpo Lola e le sue natiche da accarezzare il culetto di Lola da violare in continuazione con un dito per farla trasalire mentre racconta chiacchierare con lei e stimolarla ovunque ascoltare il rumore del suo sesso bagnato e mai stanco di bagnarsi Lola con cui ridere Lola con cui perdersi Lola che si smarrisce per attimi lunghissimi quando arriva l'orgasmo "Dimmi che sei la mia troietta" "I o S o n o u n a T r o i e t t a" "Dimmi che mi ami" "Sono la tua troietta e ti amo da morire" glielo ripete' decine di volte ed ogni volta che lo diceva si sentiva piu' eccitata. Ste venne tre volte quella notte, ognuna di quella volte solo quando le sentiva mormorare quelle frasi....e il suo orgasmo, ognuna di quelle volte, arrivo' all'improvviso, senza che lui tradisse nessuna emozione o rapimento particolare, mentre era silenzioso e la guardava fisso dentro gli occhi. Ste che le entra dentro il corpo e gli occhi Ste che la coccola e ride Ste da baciare sempre di piu' ..... "Come mai questo cambiamento improvviso? ... oggi finalmente mi stai baciando!" Ste che la penetra con un membro lungo e sottile la cappella di Ste che si strofina dentro di lei su un punto nascosto e lontano Ste sotto di lei Ste che la possiede Ste dice: "Hai visto amore, che belle mani che ho?" - mostra le sue mani morbide, curate, aggraziate, la guarda infiammato, improvvisamente la sovrasta ed entra nel suo sesso con tutta quella sua mano delicata Ste che la lascia senza fiato Ste che vuole il suo culo violato dal dito di lei Ste che la obbliga a tenere sempre il suo membro tra le mani quando chiacchierano Ste che le mangia i seni spalancando una bocca famelica Ste che strofina forte il palmo delle sue mani sulle sue ascelle mentre le mangia il collo Ste che l'afferra stringendo forte forte le sue braccia e fingendosi rabbioso la inchioda al letto "sei la mia puttanella, devi amarmi!" Una luce diversa da quella delle abat-jours sui loro comodini comincio' a filtrare, quasi impercettibile, dalle tapparelle abbassate. Ste doveva sbrigarsi nonostante fosse solo l'alba, farsi una doccia ed uscire. Lola si appisolo', improvvisamente spossata, mentre sentiva scrosciare l'acqua nella sala da bagno. Ste si chino' su di lei, di nuovo un po' distante, mentre le diceva che doveva passare da casa a far colazione con le bambine ed accompagnare la piu' piccola a scuola. Lola sorrise mentre apriva gli occhi poi si ricordo' improvvisamente che lui aveva gia' pagato la stanza al loro arrivo ed allora sussurro' ansiosa "Torni pero', vero? Torni da me a svegliarmi?" "Torno appena posso, tu intanto dormi". Forse Ste aveva davvero avuto l'intenzione di non tornare, ma di fatto tre ore piu' tardi era di fronte a quella porta. Lola era in bagno. Ste si sentiva stanco e spossato, aveva bisogno di qualche ora di sonno. Si spoglio' valutando che avrebbero avuto la stanza a loro disposizione ancora per qualche ora di riposo, fino a mezzogiorno. Se la ritrovo' di fronte nuda, e la vide solo nella sua pelle bianchissima e trasparente, nei capelli mossi e scompigliati, nel viso vagamente stravolto, che gli miagolava il suo "Ciao". Si fece verso di lei, la butto' sul letto e si sdraio' sopra quel corpo morbido. Lola senti' quel peso su di lei levarle il fiato, senti' il suo membro gia' pronto che premeva sul pube e sulla pancia, senti' come le le loro pelli erano fresche ed i loro sessi bollenti, senti' le mani di lui allargarle le cosce e poi senti' solo che era di nuovo sua. Ste era nuovamente in macchina che percorreva le solite strade che lo avrebbero portato al suo ufficio. Si sentiva confuso - non sapeva se per il sonno o per le immagini che gli si affollavano nella testa - mentre si chiedeva, quasi spaventato, se davvero era stata una scopata o se avevano fatto l'amore. Anche Lola era in macchina, sulla stessa autostrada percorsa il pomeriggio precedente nella direzione inversa. Gli occhi le si chiudevano dal sonno ma dentro di lei "era un'estasi di sole". Si guardava il braccio destro: su di un lembo delicato e nascosto, a pochi centimetri di distanza da dove sarebbero ricresciuti i peli delle ascelle, fiorivano tre piccoli lividi, tondeggianti come tre impronte digitali. Li guardava in continuazione, come rapita da quei segni. Ricordava.. e con quelli addosso si sentiva sua... intuiva sarebbero stati l'unica cosa tangibile che le sarebbe rimasta di lui. Sorrideva guardandoli e sperava durassero sulla sua pelle per un tempo infinito. Lora xx