LA SPEDIZIONE La stanza era scura e il loro capo parlava dal cono d'ombra dietro la scrivania -Ho ricevuto un ordinazione dai nostri aamici islamici. I lunghi capelli rossi prendevano qua e la' qualche riflesso. -La merce non e' un problema mia signoraa. Di che si tratta?- L'oscura figura lasciava ciondolare dal suo piede un vertiginoso decolte' nero. -Due nuove veline, probabilmente le presscelte di quel famoso programma. Elisabetta e Flavia sono i loro nomi. Queste sono le foto.- La donna si giro sulla sedia d'ufficio, il suo volto etereo era semplicemente ipnotico. -Carine! Quale e' la procedura?- Gli occhi castani del capo si fecero affinati come due rasoi. -La procedura e' la stessa, un lavoretto pulito. Dovranno essere prese dai camerini; vi conviene fingervi delle inservienti ed usare il carrello della biancheria per trasportare la merce- Kylie e Paulina si stavano alzando -Bene. Siamo sicure che non ci saranno problemi, per il nostro compenso andra' bene il solito bonifico in Svizzera- Le due ragazze stavano per andarsene quando il capo le blocco' -Il rendez-vous e' alla B-Princess alle 20:00. Io mi occupero' del trasporto ma voglio anche il vostro aiuto. Il cliente paga profumatamente e come tale verrete ricompensate.- Il Death Angel stava davanti al suo super PC quando intercetto' l'ordinativo per le due Veline. -Questa volta devo riuscire a sgominare questa maledetta tratta delle bianche- Accavallo' le gambe inguainate da lunghi stivali di cuoio nero alti fino al ginocchio sfregando tra loro i pesanti collant neri fumo. -Lascero' che le rapiscano, poi le pedinnero' per scoprire il loro metodo di trasporto.- Flavia ed Elisabetta si stavano truccando nel camerino. La selezione delle nuove veline volgeva ormai al termine e loro due erano le principali candidate; questo le avrebbe portate, gia' alla tenera eta' di 22 anni, all'auge della loro carriera "artistica". Questo le avrebbe fatte accedere all'olimpo dei ricchi e, perche' no? Le avrebbe anche permesso di farsi sposare dal calciatore miliardario di turno. Le finte inservienti bussarono alla porta del lussuoso camerino -Biancheria!- Le ragazze aprirono ancora distratte ed elettrizzate dall'incoronazione che sarebbe avvenuta di li' a poco. Indossavano delle minigonne attillate modello ciclista, multicolore e dei toppettini che poco lasciavano all'immaginazione del pubblico. Paulina e Kylie entrarono nella stanza senza destare sospetti. Le due ragazze erano impegnate a darsi l'ultima mano di smalto alle unghie ed a mettere su i collant di scena che dovevano nascondere ogni minima imperfezione che la telecamera impietosa non avrebbe esitato a tralasciare, mentre le due aguzzine tiravano fuori del cerotto bianco e dei grossi lenzuoli. -Sapete fra quanto ci chiameranno?- chieese Elisabetta alle due. -A noi non dicono mai niente, ma ormai qquesto non interessa neanche' voi!- Disse Paulina mentre comincio' a spruzzare una bomboletta di gas soporifero sul volto sorpreso della bella mora che perse i sensi molto rapidamente. Kylie prese Flavia tappandole la bocca per evitare ogni gemito mentre Paulina la fece addormentare placidamente con la stessa bomboletta. -Presto! Non abbiamo tempo da perdere.- disse Kylie mentre cominciava a srotolare il nastro bianco attorno ai polsi della stupida biondina, lo stesso fece con le caviglie e le coscie. Ad Elisabetta e a Flavia vennero chiuse le bocche con vari giri di scocth ma non prima di averle riempite con due cospiqui collant usati trovati li' per caso. -Prendi un batuffolo di cloroformio e faaglielo respirare. Non voglio che si sveglino durante il tragitto.- Paulina provava un immenso piacere ad addormentare le sue vittime. Dopo averle impacchettate per bene le avvolsero nei grandi lenzuoli, le adagiarano nel cestino della biancheria e si avviarono nel corridoio che dava fuori dagli studios. -Sei sicura che le inservienti non darannno l'allarme?- Chiese Paulina sottovoce. -Non preoccuparti sono ben drogate. Quanndo si accorgeranno della loro assenza la merce sara' gia' salpata.- Ma un'oscura ombra teneva d'occhio i movimenti delle due perfide rapitrici -Sara' meglio non intervenire adesso, vooglio smascherare l'intera organizzazione.- Appena vide uscire l'insospettabile furgoncino bianco, Jessica, con un balzo felino salto' in sella alla moto di grossa cilindrata e le segui' a distanza in direzione porto. La B-Princess stava salpando per i mari islamici col suo prezioso carico. -La merce e' a bordo capo- -Bene apriamo i nostri pacchetti ed avveertitemi quando le preparate per il trattamento.- Il trattamento, come lo chiamavano loro, consisteva in una lunga e complessa tortura segreta che lasciava le vittime talmente estenuate che dormivano per giorni; era l'ideale per gli spostamenti nella tratta delle bianche. le vittime diventavano docili. Julienne non la conosceva del tutto ed aveva bisogno delle due aguzzine che l'attuassero per carpirne i segreti. Elisabetta e Flavia vennero portate in una stanza sottocoperta ed adagiate su delle speciali poltrone in pelle. Le due erano ancora narcotizzate. Le loro gambe vennero divaricate a 180 gradi con l'interno del ginocchio che poggiava sui braccioli e le loro natiche sospese a dieci centimetri dalla seduta; le vennero strettamente legati gomiti e polsi ed appese ad un argano al soffitto in modo da far stare i loro corpi in semisospensione. A questo modo i muscoli di polpacci, coscie, braccia e spalle erano in una persistente morsa di trazione, che in poco tempo avrebbe causato crampi ad ogni centimetro del loro corpo. -Aspettiamo che si sveglino prima di commpletare, sono curiosa di sentire le loro implorazioni- Ordino' Julienne alle due. -Per completare dobbiamo solo tagliare vvia i vestiti e sfilare loro le scarpe- Commento' entusiasta Paulina -Gia'! E poi applicare due morsette a 9 Volts ai capezzoli, legare gli allucini per estendere e corrucciare le piante dei piedi che, quando ci saremo stancate di torturale di persona potremo spalmare di miele e lasciare ai nostri micini.- Concluse eccitata Kylie. -Gattini!?- Domando' stupita Julienne -Si!- Spiego' Paulina -Questa tortura sii basa su varie cose: Una scossa alternata di 9 Volts ai capezzoli, un solletico persistente alle piante dei piedi che, quando ci siamo stancate, lasciamo fare alla ruvida lingua dei gattini. Vedra' vanno pazzi per il miele.- Le due esperte in legature erotiche ne sapevano una piu' del diavolo. -E non e' tutto!- Continuo' Kylie -Dallaa seduta della spunteranno due protuberanze falliche da noi progettate che andranno a riempire, stimolare ed elettrificare i due orifizi e il clitoride. La gravita' fara' il resto e loro sforzeranno ancora di piu' le coscie.- Julienne era veramente stupefatta -Ma siete sicure che questo non rovinera' la merce.- -Oh no! non si preoccupi non ci saranno danni permanenti, garantiamo personalmente.- Si scambiarono un'occhiata maliziosa. -Queste mascherine vaporizzeranno del gaas specifico per non farle provare troppo dolore, che le farebbe impazzire, ed amplificare l'estasi. Dopo questo trattamento l'acido lattico dei crampi le terra' docili e paralizzate per giorni.- -Quanto deve durare il trattamento?- Dommando' il capo sempre piu' incuriosita. -24-36 ore per queste ragazzine. Le piu'' irriducibili fino a 72 ore- La curiosita' di Julienne si faceva sempre piu' forte tanto che si promise, a cose fatte, di provare il trattamento. Intanto l'unica oscura speranza di liberta' per le nostre due povere rapite si aggirava silenziosa per la nave da carico. La sua tuta in pelle faceva risaltare ogni curva del suo corpo divino, i lunghi capelli scuri erano raccolti dietro la nuca in una crocchia elaborata. L'inconfondibile profilo centroamericano e sui grandi occhi attenti erano tesi verso ogni movimento, estrasse dal tacco degli stivali l'attrezzatura per calarsi nei condotti di areazione della nave, e, proprio dal tubo di prua spari' come era apparsa. Elisabetta e Flavia stavano lentamente riprendendo conoscienza, il forte mal di testa causato dal narcotico gli rendeva faticoso mettere a fuoco la stanza, -Oh dove sono?- Chiese mormorando la mora ancora storcendo la bocca per la nevralgia; Flavia tento' di muoversi, di stirarsi come quando si alzava la mattina dal lettuccio di casa, ma senti' di essere costretta da vari legacci. Si riebbe quasi di soprassalto testando le corde che le stringevano i polsi, talmente strette che non ci sarebbe passato un ago. Le due perfide sequestratrici erano attorno ai loro corpi inermi, completando gli ultimi dettagli per il trattamento. Angolazione delle gambe, peso del corpo, tensione dei muscoli tutto era calcolato nei minimi particolari. -Si sono riprese- Si dissero tra loro. -Ehi perche' ci avete legate? Chi siete?? Che volete da noi?- Kylie si alzo' in piedi e ando' verso il banco per prendere una bottiglietta di color marrone ed un batuffolo -Che dici le calmo un po'?- -No mi piacciono le domande di rito- Risspose Paulina. Elisabetta frustrata dal non ricevere risposta alzo' la voce -Slegatemi cazzo!!- Subito Paulina le mollo' un ceffone che la fece scoppiare a piangere assieme alla sua amica. -Zitta puttanella! Non mi piacciono i piiagnistei.- Elisabetta stava singhiozzando, a testa bassa, mentre Paulina prese un paio di forbici ed inizio' a tagliare il top liberando i suoi meravigliosi seni tondi, taglio' le mutandine sfregandole delicatamente il clitoride con l'indice. Anche Flavia venne denudata, i suoi seni erano piu' piccoli e i capezzoli, inturgiditi dalla paura e dal freddo della stanza, fornirono un buon appiglio per delle mollette metalliche che le due le applicarono -Cosi'. Per farvi sudare un po'.- -Sara' meglio imbavagliarle adesso- dissse Paulina. -No! Vi prego faremo le brave- Imploravaa Flavia. -Taci!- Disse Kylie. -Sono stufa della ttua vocina a ochetta giuliva!- Spingeva i suoi collant nella bocca della biondina, un cencio piu' corposo glielo fece stringere tra i denti ed annodo' stretto dietro la nuca -Ummpfh!- -Cosi' starai zitta- Anche le implorazioni della mora vennero smorzate in flebili mugolii da un crudele bavaglio che le riempiva la bocca esaltando le belle labbra carnose ed i denti perfetti. Le due povere ragazze si guardavano mugolanti; terribilmente impaurite si chiedevano cosa volessero da loro, se sarebbero state violentate o peggio. I begl'occhi azzurri di Flavia erano spalancati ed attenti ad ogni movimento delle loro aguzzine, guardava gli occhioni da cerbiatto di Elisabetta cercando di comunicare e di farsi forza. -Mmm mmfhhg mmnhh!- Paulina e Kylie si erano sdraiate ad ammirare i loro bei piedini indifesi, -Queste ragazzine sono davvero dell'ottiima merce. Prima qualita'.- -Infatti ce le pagano a peso d'oro, quinndi non lasciare segni permanenti.- All'udire le parole "merce" e "vendere" le due ragazze inorridirono ancora di piu'. I mugolii si fecero misti a singhiozzi di disperazione. Cominciarono a dibattersi ancor piu' freneticamente tra i legacci, ma gli unici movimenti che quella stretta legatura gli permetteva erano solo quelli delle caviglie e delle dita dei piedi visto che anche i pollici erano legati da un sottile spago. Dove sarebbero finite? Serebbe venuto mai qualcuno a liberarle? Questo movimento inconsulto delle loro morbide estremita' eccitava molto le loro carceriere che esaminavano ogni piccola sporgenza delle loro piante vellutate. Paulina si soffermo' a mordicchiare il morbido calcagno della bellissima della bellissima Elisabetta la quale mugolava visibilmente infastidita. Il tallone sembra una parte dura ma il suo era parecchio sensibile. Solleticava le piante ammirando il collo del piede affusolato e le sue esili dita, aprirsi e chiudersi, nel tentativo di divincolarsi in un andirivieni di larghe unghie smaltate di bianco alla francese. -Ora questo bel piede abbronzato diventeera' tutto rosso di solletico!- Diceva compiaciuta mentre legava la formosa caviglia e il bell'alluce alle gambe della sedia. Kylie aveva il suo bel da fare coi piedi di Flavia che al contrario erano rosa chiaro, vellutati come se le avessero messo la crema da poco. I polpastrelli magri ma pronunciati venivano mordicchiati con crudelta', la povera bionda spalancava gli occhi come se le stessero facendo la piu' tremenda delle torture. -Per cosi poco piccola? Aspetta di sentiire questo.- Comincio' a solleticare le sue piante nude con una piuma in una maniera cosi' precisa che -MMMMMFFFHHHH- la vittima comincio' ad urlare con tutto il fiato che aveva in gola. -MMMFFHHFMHFMFGGHGHG- emise un gemito sooffocato dal bavaglio ed inizio' a tossire. La perfida Kylie continuava non curante a succhiare le sue ditina sottili tinte di uno smalto rosso fuoco. La tortura ando' avanti qualche altro minuto durante i quali le perfide ragazze spalmarono di miele le piante delle ragazze. Le ragazze si guardavano attorno con un misto tra rabbia e smarrimento, si dibattevano tra le corde in preda alla disperazione; la situazione era molto frustrante. Essere private dei vestiti, legate e completamente esposte in balia delle angherie di tre sadiche era certamente una situazione terribile; non potevano difendersi, neanche' proteggere una piccola parte del proprio corpo. Erano talmente sensibilizzate al crudele trattamento che quando le loro estremita' venivano anche leggermente sfiorate le coscie si tendevano di riflesso sfiancando i muscoli lentamente, inesorabilmente. Le tolsero i bavagli e li rimpiazzarono con delle morbide ball-gag blu, in quel momento le belle sventurate respiravano affannosamente per riprendere fiato dalle belle risate che si erano fatte poco prima, non avevano la forza di gridare, erano ormai docili come degli agnellini. Julienne aveva assistito al trattamento palpeggiando qua e la' i seni e le natiche sode delle ragazze, si era divertita ed esplorare con la lingua le loro parti piu' intime ma dopo essere stata cosi' delicata le venne un'idea terribile. -Vediamo chi delle due resiste di piu' iin apnea.- Si avvicino' a loro con aria minacciosa, le ragazze avevano intuito le sue intenzioni malsane ed un brivido correva lungo la loro schiena fino alla nuca. -Vediamo se siete capaci di respirare daalle orecchie.- -MMNNHH!! MMPPHHRR!!! NNNHH!!- Gli stridduli mugolii vennero zittiti quando Julienne tappo loro il naso -mgh ghm! mnnh ghh!- Le ragazze impallidirono, succhiavano ritmicamente le palline nelle loro bocche cercando un po' d'aria fresca. Flavia sentiva che le forze la stavano abbandonando ed Elisabetta, con gli occhi socchiusi, cercava un po' di concentrazione per non farsi prendere dal panico. Flavia era nel panico, invece, il suo affanno si trasformo' in un rantolio strozzato succhiava il bavaglio cercando di far passare un po' d'ossigeno tra le fessure dei denti, tra le labbra ed il bavagio e, proprio in quel momento Julienne la lascio' andare e si concentro' sulla brunetta. La biondina roteava la testa per quel poco che le permetteva la corda che legava i suoi lunghi capelli color grano. Una lacrima s'affaccio' dai profondi occhi scuri di Elisabetta, sapeva che non sarebbe potuta resistere ancora a lungo. -Sei brava in apnea eh! mmm Vediamo un ppo'.- Aziono' le misteriose protuberanze sotto di loro che si alzarono per incontrare i loro orifizi, Elisabetta a quel punto ruppe il fiato per la penetrazione. L'essersi irrigidita' tutto d'un colpo la fece cominciare a rantolare, divincolandosi col capo mentre la guardavano gemere di piacere nel oppressione del soffocamento, finche' a Julienne non sfuggi' la presa. -Mi aspettavo qualcosa di piu' da te picccola.- Disse a Flavia che non la sentiva nemmeno tanto era presa dal primo orgasmo che aveva gia' raggiunto. Applicarono le maschere col narcotico sui volti delle povere prigioniere gia' esauste ed accesero i generatori per i capezzoli. -MMMmmffhh mm mff hhmm- il furioso terroore delle ragazze venne placato dall'inizio della tortura che le catapulto' subito in uno stato di totale annebbiamento, i loro corpi nudi ondeggiavano perfetti, giovani e sodi in una danza del ventre. Ogni movimento partiva come un onda dal collo, attraverso i fianchi sudati e le coscie tese. Giu'. Giu' lungo le gambe, formicolando sulle punte dei piedi e ritorno. I loro mugolii erano ritmici come dei gemiti di gaudio affanati. Kylie e Paulina guardavano soddisfatte la loro opera. -E ora andiamo a parlare di soldi.- Dissse il capo. Buttarono un ultima occhiata per vedere se era tutto in ordine e lasciarono la stanza parlando tra di loro del piu' e del meno. Un' ora dopo Il capo era tornato nel suo ufficio e sedeva sul grande letto in camera sua, porse la valigetta a Paulina e Kylie che erano in piedi davanti a lei. -Contateli Ci sono tutti!- Disse Juliennne col suo solito tono sicuro di se'. -Lo spero bene! Con tutta la fatica che abbiamo fatto.- Disse la sudamericana. L'australiana apri' la 24 ore assieme alla sua amica e subito vennero investite da una fitta nube di fumo bianco. Le due crollarono a terra soffocate dalla densa nuvola soporifera. Julienne rideva soddisfatta al vedere le sue subordinate cadere per terra quasi prive di forze. La nuvola di gas era potente, ma non abbastanza da farle svenire del tutto. Paulina e Kylie giacevano a suoi piedi, si erano accasciate l'una contro l'altra e parte dei loro corpi era rotolata sotto il letto. Era affascinante vederle cercare di rialzarsi scivolando scordinate sulla moquette. Il capo prese due corposi batuffoli di cotone e li bagno' con una copiosa dose di cloroformio. Sfilo' i decolte' neri estendendo le sue gambe sensuali, impuntando il piede; sistemo' ben bene i volti delle due sotto di lei. Prese i due tamponi tra le dita dei piedi e li premette con gentilezza su bocca e naso delle sue due nuove prigioniere. Entrambe tentavano di togliere il piede dalle loro bocche spostando la caviglia o tutto il collo del piede, ma senza successo; la dose era forte e loro troppo deboli. -mmfhhh mmnn mmhh- La perfida rossa guardava eccitata le sue vittime prive di forze, sottomesse a lei. Ammirava i suoi bellissimi piedi e gli occhi verdi e castani delle sue prede mentre perdevano i sensi, sopraffatte dalle sue stesse estremita'. Il ronzio era sempre piu' forte mentre la stanza girava sempre piu' vorticosamente su se' stessa. Le risate di Julienne sempre piu' in lontananza finche' si addormentarono placidamente. Contemporaneamente Intanto l'oscura figura scese dal bocchettone dell'areazione sul pavimento della stanza dove le due povere ragazze venivano tenute prigioniere nel loro limbo. -Dove sono le altre?- Disse togliendo ill bavaglio ad Elisabetta. -mmfoo ohh- -Oh Dove sono le altre?- Comincio a darlle dei leggeri schiaffi sulla gota, per riaverla. -Non lo soo, liberami ti prego.- Imploroo' tutto ad un fiato, quasi piangendo. Jessica se ne accorse -Non ti mettere a piangere No!- Prese del cloroformio e in tutta fretta lo pose sulla faccia della bella mora. Elisabetta comincio' a singhiozzare, ma si calmo' subito, sbattendo delicatamente le ciglia si riconsegno' al sopore. Jessica la imbavaglio' e rimese tutto a posto come prima, sarebbe stato meglio narcotizzare anche l'altra biondina, le avrebbe assicurato un paio di ore di sonno e, quindi, meno sofferenza per la tortura. Cosi' fece. Appena tolse la maschera e la ball-gag dalla bocca di Flavia, questa si riprese subito -mmohh! Ti prego libemmpph!- Le fece respirare subito il narcotico. La ragazza s'irrigidi' tutta stringendo gli occhi per il disgusto, poi fece un paio di respiri profondi -mmhh!- e perse i sensi. Jessica si curo' molto che tutto fosse come prima che lei fosse arrivata, ma del tutto assorbita dalla sua meticolosita' non si accorse che dietro di lei c'era Julienne con in mano un batuffolo imbevuto di etere. La perfida rossa teneva d'occhio il suo respiro, aspetto' che espirasse del tutto, che i suoi polmoni fossero vuoti di aria e si avvento' su di lei come una tigre -hhmmMMMFFF!!- Jessica colta di sorpresa ispiro' subito una potente boccata di etere che la colpi' come una bastonata; Tento' subito di divincolarsi da Julienne che, piu' alta di lei, la teneva stretta come in una morsa. Dopo qualche altro inutile strattone l'angelo nero fece l'errore di respirare di nuovo -MMFFFHHH!! mfhff!- e ancora finche' non crollo' in ginocchio come una marionetta tra le mani di Julienne. Un lento attimo nel quale la stanza girava su se' stessa, un crescente ronzio nelle orecchie, un'ultimo gemito scomposto e si abbandono' priva di forze. Julienne preparo' subito le due aiutanti per il trattamento, erano gia' state denudate e legate sulle poltrone speciali. Le bocche vennero imbavagliate con le loro mutandine e qualche striscia di cerotto semitrasparente che facesse risaltare colori e contorni delle labbra. Jessica invece stava in un angolo ancora svenuta, era strettamente legata da un pesante cerotto medico, le aveva rimosso gli stivali che inguainavano le sue cosce tornite e le calze erano state letteralmente strappate dai suoi delicati piedini. La bocca era imbavagliata da uno straccio corposo stretto tra i denti, un panno zuppo di etere era schiacciato sulla bocca e sul naso tenuto fermo da un altro cencio. La tuta era mezza tagliuzzata e le braccia e i seni nudi erano legati stretti da una catena. La nostra eroina giaceva a terra seminuda e scalza, legata e priva di sensi mentre la perfida Julienne si divertiva con le altre due ragazze. I seni di Kylie stavano gia' sudando quando riprese conoscenza, aveva un forte mal di testa che si placava quando guardava in basso. In basso c'era Julienne che le stava leccando la soffice passerina palpeggiandole le sode natiche. -Ben svegliata!- Disse con fare maliziosso mentre si spostava piu' in basso, ai piedi; dove Kylie temeva di piu' -mmm! nnnhh- Il cerotto le impedi' di dire di piu' ed i suoi imploranti occhi angelici non avrebbero mai e poi mai potuto intenerire la perfida rossa. I suoi piedi erano piccoli ma ben proporzionati con la minutezza del suo corpo. Le dita corte ma esili erano sapientemente smaltate di rosso vivo; il suo corpo da pin-up in miniatura, legato, era delizioso. -Squittisci come un topolino.- Diceva Juulienne per schernirla, solleticava le sue piante lisce e setose mordicchiando le dita e il calcagno in modo che non avesse scampo. Qualsiasi movimento potesse fare con le sue estremita' queste erano indifese. Paulina aveva il terrore negli occhi con il cerotto semi-trasparente che lasciava intravedere la forma carnosa delle labbra. I suoi lunghi capelli ricci erano legati al soffitto e non poteva neanche' ruotare la testa per guardare Julienne che le girava attorno come una tigre pronta ad azzannarla; la cinse da dietro toccandole i giovani seni sodi, tirando delicatamente le mollette e affondandole le unghie nella carne quel tanto da lasciare un lieve segno rosso sulla pelle vibrante. -Che ne dici, sono diventata brava?- le sussurro' all'orecchio sogghignando mentre le pizzicava i teneri fianchi. -mmm nnmmff!- La rossa s'inginocchio' a massaggiarle i piedi. Con i pollici le premeva il centro della pianta facendo divaricare le soffici ditina. Inizio' a solleticarle i piedi morbidi e flessuosi, mordicchiava i polpastrelli cicciotti e le sue dita carnose e affusolate, smaltate di un color albicocca pastello. La tortura si prolungo' per cinque lunghissimi minuti, le sue piante vellutate erano calde per lo sforzo. La fronte sudata gocciolava sul petto ansimante, i capezzoli duri erano stretti nella morsa delle mollette. -mmh mgh ugh mmnnh.- Respirava affannataa, nonostante fosse sfinita aveva ancora qualche scatto di risate, ma era quasi priva di forze. -Bene piccola gattina. Spero tu abbia gooduto.- Rideva Julienne soddisfatta della tortura inferta alla sua prigioniera. Jessica stava gradualmente riprendendo conoscenza, era nei guai ma si riteneva fortunata di non essere ancora stata legata alla sedia; da quella trappola non avrebbe potuto liberarsi mentre col nastro adesivo aveva ancora qualche chance. Inizio' a muoversi lentamente cercando di testare i legacci che le avvincevano tutto il corpo. I capezzoli si erano inturgiditi per il freddo della catena e per la tensione del momento, sicuramente anche l'eccitazione giocava il suo ruolo. -Adesso basta giocare! Devo concentrarmii per interrogare questa troietta.- Disse rivolgendosi a Jessica -Bene puttanella!- Esclamo' la perfida rrossa quando Jessica la fulmino' con lo sguardo. Nonostante la situazione non perse la fierezza dai suoi occhi, roteava i polsi cercando un appiglio per tagliare il nastro con le unghie. -Adesso vedremo se avrai ancora voglia ddi oppormi resistenza.- Stacco' una piccola striscia di nastro isolante e glielo fece aderire bene tappandole il naso. Jessica cercava di ritraersi scostando il capo ma non aveva scampo; l'aria inizio' a mancarle, cercava di inspirare qualche piccolo atomo di ossigeno ma invano. -mgh, mgh mgh,- mugolava di rabbia mentre Julienne sghignazzava mentre osservava la sua vittima, fino a che rimosse il cerotto -mfhfh fhh fhhf fhh fhhhf.- Ansimava la bella mora cercava affannosamente di riprendere il fiato. -Dimmi chi altro sa della spedizione?- IInterrogo' candidamente la ragazza. -MMMVHH fmmmhh mrzz!!!- Fu la risposta rrisoluta di Jessica che nonostante non volesse confessarlo era l'unica a sapere dei rapimenti. Julienne la prese per i capelli rimettendole un'altra volta il cerotto per soffocarla e comincio' a solleticarle e mordicchiarle i piccoli piedini indifesi, le lunghe dita colorate di rouge noir si muovevano vorticosamente nella bocca della sua carceriera, tendendosi per lo sforzo dato dalla mancanza di fiato. -Ughm! Uhhmm! Ghhmm!!- Erano i gemiti sttrozzati dal bavaglio, mentre i le sue voluttuose estremita' venivano crudelmente torturate le forze stavano fugando dal suo corpo atletico. I suoi muscoli erano tesi allo spasimo mentre roteava le fini caviglie e i polpastrelli delle dita venivano morsicati. Poco prima di abbandonarsi la sua sequestratrice le dette un altro po' d'aria che la bella mora cercava avidamente. Non doveva perdere la testa e farsi sopraffarre dalla paura, penso' che doveva fingere di perdere i sensi per avere qualche attimo per liberarsi i polsi. La rossa era insensibile alle implorazioni dei suoi occhi scuri e profondi -Non mi commuovi bellezza, adesso soffriirai!- Poco prima che Julienne riapplicasse per la terza volta il cerotto sul naso Jessica tiro' un respiro profondo assicurandosi di avere una buona riserva d'ossigeno. Mentre Jessica fingeva di rantolare e di soffrire Julienne era andata ad attivare il trattamento per le altre due ragazze, sapeva di avere poco tempo. Julienne tolse il cerotto e le mutandine dalla bocca delle malcapitate e lo rimpiazzo' con delle corpose ball-gag. Si dilettava a soffocare la povera Kylie guardandola negli occhi mentre cercava di respirare, la poverina gonfiava le guance che erano diventate rosse, pochi centimetri del suo corpo fremevano di paura. Attacco' le macchine per lo stato di narcosi ed accese il generatore per la scossa ed aziono' le protuberanza sulle sedie. Julienne stava togliendo il fiato a Paulina che inarcava la schiena per quanto possibile ondeggiando sensuale coi teneri fianchi. Intanto Jessica, durante i momenti in cui fingeva di dormire, riusci' a liberare i polsi e, sempre in apnea senza emettere un fiato, si slego' i piedi doloranti. Si rialzo' felina levandosi' il bavaglio ed il cerotto che la soffocava; Prese al volo il tampone col cloroformio ed aggredi' Julienne che era voltata a soffocare l'indifesa Paulina e non si era accorta di niente. -MMFH!- Venne presa alla sprovvista e subito stordita dall'acre odore del cloroformio, ma Jessica non noto' che anche la sua nemica aveva un'altro panno imbevuto di etere nascosto nella mano. Tentando il tutto per tutto Julienne si difese tenendo il suo panno sulla bocca della sua antagonista, la quale venne subito stordita dai dolci fumi. Nella furibonda lotta le due ragazze si inginocchiarono a terra tentando l'una di sottomettere l'altra; nessuna delle due mollava la presa, i mugugni della rossa stavano lentamente affievolendosi e i gemiti furiosi della mora, sicuramente stanca anche delle torture subite, erano sempre piu' soffocati in dolci mugolii. -MMM!! MFHH! mmhhnn- -MMGHGH! GHHRR mmrrrhh- Le offese e le ingiurie venivano smorzati dalla sonnolenza -mmffh mhmh nnnhh- -mggh mmhh uugghm- Caddero a terra, entrambe semisvenute, quando due estranee mani ripresero i tamponi e li premettero sulle bocche e sul naso delle due guerriere. Completo' il lavoro; pochi altri gemiti e le sensuali eroine caddero addormentate tra le braccia di Morfeo. Poco Dopo Si sentiva come avvolta nella nebbia fresca del mattino, la voce giungeva a lei come attraverso un vetro. -Sei stata brava Julienne.- Le palpebre pesanti come incollate, avrebbe voluto stropicciarsi gli occhi, ma capi' subito di avere i polsi legati dietro la schiena. -Sei stata troppo avida, l'Angelo avrebbbe potuto mandare all'aria tutto. Provo' ad alzarsi in piedi ma senti' le sua gambe legate alla famigerata poltrona, iniziava a riacquistare la sensibilita' del suo corpo, senti' i suoi seni stretti e i capezzoli come in una morsa, quelle sensazioni in definitiva le piacevano. -Adesso dovrai pagare!- Voleva parlare ma sentiva qualcosa che appiccicava le sue labbra, probabilmente il cerotto, e stava masticando una buona quantita' di stoffa. Le sue giustificazioni venivano smorzate dal bavaglio in mugolii soffusi -mfhh mnnhh mmvvmffhh mph mph!- -Ti divertivi a soffocare le tue prede eeh! A solleticarle! Adesso anche tu verrai venduta assieme alle altre.- La donna ritraeva il capo ma i suoi morbidi capelli ramati erano ancorati al soffitto, mugolava sempre piu' adirata quando l'uomo la privo del respiro come lei aveva fatto alle sue vittime. -Rischiavi di rovinare la mia merce faceendo cosi' lo sai?- I suoi begli occhi color giaccio erano spalancati. L'avrebbe uccisa? Attivo' la macchina fallica sotto di lei che inizio' a gemere sempre piu' forte, godeva in modo molto ampio, se solo avesse potuto respirare. Le gote si gonfiavano e si sgonfiavano come un mantice, le ampie ciglia sbattevano in maniera inconsulta. Quando l'uomo la lascio' andare a veva quasi completamente perso i sensi, il suo viso roseo era ancora piu' pallido del solito. Era quasi vicina all'orgasmo quando lui si avvicino' per legare i suoi piedi. Il collo era candido e rigato da piccole vene e corposi muscoli che correvano sino alle lunghe dita volitive. Le unghie erano smaltate di rosso, le piante dei piedi erano lisce e ben curate con un'attraente color rosa pallido, anche sotto il carnoso polpastrello dell'alluce, che stava legano in quel momento. Il tallone e la caviglia erano molto pronunciati, si promise di legarli molto stretti e molto in tensione tra loro. E cosi' fece. -Per le due ragazzine sara' meglio 36 orre, per Kylie e Paulina andra' bene anche 60 ore, mentre per le nostre due indomabili tigrottine proporrei 72 ore.- Le due ragazze lo guardavano con gli occhi sbarrati dal terrore, quel trattamento le avrebbe costrette a letto per giorni interi di dolori muscolari. Cercavano di mugolare il piu' forte possibile, quasi con le lacrime agli occhi. Le stridule grida a pieni polmoni erano musica per le orecchie dell'uomo che continuava noncurante a legare meticolosamente le dita dei piedi di Jessica, quei teneri piedini da ragazzina sarebbero stati suoi schiavi per molto tempo. Jessica doveva curarli molto e lui voleva preservarli cosi', morbidi e puliti, le avrebbe fatto la pedicure tutte le sere prima di cloroformizzarla e metterla a letto, senza dubbio si sarebbe divertito. -Dai non essere cosi' arrabbiata. Sono ssicuro che avresti voluto provarlo eh! Golosona!- Rise di gusto alle grida Julienne. Accese i generatori, pose sulla loro faccia le mascherine col gas soporifero e controllo' i timer che aveva impostato. -Ci vediamo fra un paio di giorni eh!- Una per una, terminato il tempo del trattamento, le ragazze vennero poste ognuna in una cassa di legno imbottita di seta all'interno. Il trattamento avrebbe impedito loro di muovere neanche' un muscolo per tutto il resto della spedizione che sarebbe durata altri 3 giorni. Per sicurezza, comunque, ognuna di loro venne legata alle dita dei piedi, alle caviglie, ai polsi e al corpo; leggermente imbavagliate per non correre il rischio che soffocassero. Come tocco finale ogni cassa portava al suo interno una boccetta di cloroformio aperta che liberava gradualmente i suoi rilassanti vapori in modo da tenere le nostre sei ragazze calme e sedate per tutto il viaggio. Le casse erano di legno chiaro, recavano una serie di fori ai lati e sulla parte superiore assieme ad un cartello con su scritto "Arabia Saudita" FINE