"2 Bimbe" è il mio terzo racconto. Il tema è completamente diverso da Tardi e Tardi2. Amo Lisa e Monica, vorrei averle per amiche, davvero anche "solo" per amiche. Padre Creatore le trovo, da moderno Cornelia, "i miei gioielli". Leggetele, amatele. Ovviamente, purtroppo, non esistono, o se esistono, tristemente non le conosco. Virgole e quant'altro non sono il mio forte, ma questo già lo sapete. "No… No cazzo, non lavarmi il vetro, rompicoglioni". Lisa ingranò la prima e partì spedita nonostante il semaforo fosse ancora rosso. La città, verso la fine di Luglio, incominciava a svuotarsi; il traffico, leggermente meno caotico del solito, le permise la manovra senza che corresse troppi rischi. "Porca puzzola, Monica, 'sti caspita di vu'lavà, sono sempre più insistenti" "Pensi gli fottesse nulla di lavarti il vetro?" "Già, e allora perché se ne stava sdraiato sul vetro? Secondo te si riposava?" "No, forse stava cercando di raccogliere il massimo di quello che offri." "In che senso, scusa?" "Caspita, hai una minigonna che pare una mantovana da figa quando sei in piedi, ora che sei seduta è salita. Guardati tra le gambe un attimo." Lisa abbassò lo sguardo, il pizzo delle sue mutandine, più che fare capolino, era esposto come nella vetrina dell'ortolano. "Opps, è un po' troppo corta, dici?" "Insomma…". Lisa parcheggiò di fronte alla piccola libreria che aveva aperto con Monica. "In ogni modo era carino" "Chi?" "Il vu'lavà" "Ma piantala Monica, è negro!" "E allora? Era carino comunque" "Sei proprio una cagna in calore, ti faresti anche un cammello se ne avessi l'occasione" "Un cammello non so, un cane forse. In ogni modo non fare la verginella del campo… l'altra sera nel bagno della discoteca….Sbaglio o erano due muratori?" "Sbaglio o c'eri anche tu con me? Ti prego non venirmi sui capelli e allora - glomp - tutto giù in gola" "Mmmf, dettagli, comunque non erano muratori; caffè?" Monica e Lisa si conoscevano dal liceo, l'università, l'appartamento diviso per ragioni economiche e poi la decisione di aprire quella libreria insieme. A dirla tutta l'università, l'appartamento e la libreria non erano le uniche cose fatte insieme, di quando in quando, per la verità, spesso, si erano trovate insieme in situazioni "divertenti". Vivere insieme le aveva portate ad un rapporto molto aperto, una sorta di sorellanza evoluta, qualche volta avevano "giocato" insieme, non da lesbiche convinte ma, piuttosto da esploratrici di nuovi confini. Il ragazzo del bar entrò nel negozio "Caffè, Cappuccino e…." Gli occhi gli si persero sulle gambe di Lisa. Lisa era una ragazza alta, sul metro e settanta, ben fatta, capelli castano chiaro e occhi marrone. Monica era qualche centimetro più bassa, un po' più di seno rispetto a Lisa, i capelli quasi corvini e occhi di un verde intenso. "E?" disse Monica, "Brioche" concluse il ragazzo "Mariotto, non hai mai visto un paio di gambe?" chiese Lisa. Mario, anzi Mariotto come lo chiamavano loro, arrossì: sedici anni, un sacco di fantasie, zero pratica, contro i loro 26 partiva perso. "Scommetto che se Lisa alza la gonna, cade il vassoio" disse divertita Monica. "Per favore…." La voce di Mario era vibrata, nervosa, il carattere da uomo gli si stava formando e quelle due stronze riuscivano sempre a metterlo in difficoltà. Lisa gli passò la mano tra i capelli "Piccolo uomo….Ah, magari avessi dieci anni in meno" Mario fece del suo meglio, ma un po' di cappuccino uscì dalla tazza. "Mi scusi, Monica" "Non importa, anzi.." Monica alzò la tazza e leccò la schiuma che gocciolava. Mariotto uscì un po' goffamente dal negozio. Le due ragazze risero "Due a uno che va a farsi una sega" "Siamo due stronze, un giorno mi sa che toccherà dargliela, per ripagarlo dei nostri divertissement". La giornata passò tranquilla, nella ordinaria amministrazione. Le librerie lavorano molto sotto le feste, ma il resto del tempo rappresentano un impegno abbastanza leggero. L'ora di chiusura arrivò presto. Mariotto era la vittima predestinata, e consapevole, delle loro piccole eccitanti cattiverie. "Dobbiamo comprare le pile" Disse Monica mentre il ragazzo entrava con i due aperitivi. "Per cosa" chiese Lisa "Il vibratore è scarico…." "Come fai a scaricarlo in due giorni lo sai solo tu. Caspita non ti basta mai…." La patta di Mariotto presentava un piccolo rigonfiamento, il volto invece era rosso. "Stronza" disse Monica, mentre la porta sbatteva dietro Mario, "Tu no?" "Solo un po'" La serranda scese con un rumore cupo, mentre Lisa avviava la Panda. "Ceniamo a casa?" "Inviti sotto mano?" "Solo di quel babbione di Luca" "Per la carità. Luca, il polipo sbrigativo, no grazie. Insalatona?" "Va bene" Ben presto furono nel loro appartamento, tre stanze all'ultimo piano di un condominio, grazioso prestito del padre di Monica, pieno di animaletti di peluche in ogni angolo. Lisa ascoltò la segreteria, lanciando le scarpe in un angolo. "Qualcosa di interessante?" chiese Monica, mettendosi un'ampia maglietta "Solo rompiballe" Finito di cenare, Lisa e Monica, si sedettero sul divano, a cercare un po' di refrigerio sotto la ventola del lampadario-ventilatore. "Fa un caldo che si sbanfa" "Aggiungi lo special di Emilio Fede e sei a posto" "Proposta: doccia e poi videocassetta" "Titolo?" "Mmmm, fammi pensare….Un classico nel loro genere: Heavy Metal oppure Quel gran pezzo dell'Ubalda........" "La signora Montezemolo? Meglio i cartoon" "Vieni con me in doccia?" Le due ragazze entrarono nel bagno "Tiepida verso il fresco?" chiese Monica "Mmmm Mmmm" annuì Lisa. L'acqua scorreva sui giovani corpi femminili, ritemprandoli dal caldo umido della città. Lisa scoppiò in una risata alquanto maliziosa. "Be'?" chiese Monica insaponando i seni dell'amica "Pensa se Mariotto ci vedesse adesso, ci sarebbe un esplosione di sborra su tutti i muri" Risero entrambe a quell'affermazione "No, pensa ci vedesse ora" disse Monica, baciando la bocca di Lisa. Lisa lasciò le labbra aprirsi alla lingua esploratrice. I corpi insaponati strusciavano l'un l'altro, ben presto i capezzoli di entrambe si ersero, testimoni di un eccitazione che aleggiava nell'aria sin dall'ingresso sotto la doccia. Le mani di entrambe esploravano morbide curve. Monica, che aveva dato la stura al gioco, si inginocchiò di fronte al monte di venere dell'amica. La lingua sembrava inseguire i rivoli che l'acqua disegnava. Lisa si lasciò appoggiare al muro e divaricò il più possibile le gambe. Per quanto il box doccia non lasciasse molto spazio all'azione, Monica riuscì testardamente a raggiungere la fessura di Lisa. "Vieni, usciamo" disse Monica. Avvolte nello stesso asciugamano raggiunsero il divano. L'acqua che bagnava i loro corpi evaporò ben presto, complice il caldo della sera e un altro calore, ben più eccitante, che le due sprigionavano, avvolte, come erano, in un 69 lento e dolce. Non vi era quella frettolosità tipicamente maschile. Le due lingue giocavano sulle due vagine con calma lasciando il piacere salire lento. Lisa fu presto in preda ad un orgasmo, quasi etereo, ma, non per questo tralasciò di dedicare alla figa di Monica le attenzioni del caso. Rimasero qualche minuto ansanti, i corpi adagiati uno contro l'altro. "Certo che sei brava a leccare la figa" "Tu non sei da meno. Comunque grazie" Si baciarono languidamente. Lisa si stiracchiò "ho fame, vuoi un frutto?" "Del peccato?" Lisa rise e cominciò a canticchiare la canzone di Zucchero. "Secondo te quello del palazzo là in fondo ha visto il numero che abbiamo fatto?" Monica raggiunse Lisa di fronte alla finestra, entrambe erano nude, non vi era malizia in quel momento tra loro, la loro nudità era un fatto normale, assodato, vivevano insieme da lungo tempo. "Naahhhh, troppo lontano. Comunque diamogli qualcosa da vedere…" Monica baciò Lisa, le due bocche si aprirono in un bacio goloso. Il bacio sotto la doccia era stato in qualche maniera casto ed intimo in confronto a quello. Le due giovani femmine erano ora più eccitate di prima, avevano già goduto ma, in qualche maniera, era servito loro solo per snervare quella serata, ora invece erano pronte per qualcosa di più….intrigante e perverso. "Ho voglia di cazzo" Lisa aprì uno stipetto e ne ricavò un paio di giocattoli. "Porca" "Ti piace quando faccio la porca" Lisa appoggiò un cazzo di gomma alla bocca di Monica "Succhiamelo" La lingua della ragazza corse lungo lo stelo "Per bene, altrimenti ti farà male quando ti monterò" Il gioco di ruolo piaceva ad entrambe, erano state la cameriera di un esigente padrona, oppure la puttana mal pagata di un rozzo cliente. Il gioco non prevedeva mai un ruolo definito, chi si sottomettesse all'altra era lasciato al caso. Monica si abbassò a prendere in bocca il cazzo che Lisa aveva fissato alla vita. "Da brava, per bene, come col muratore l'altra sera" "Non era un muratore, era un geometra, per la precisione" "Zitta e succhia, Troia" Monica si inginocchiò, il freddo del pavimento era in qualche modo piacevole, le piacevano le mani di Lisa sulla testa, a forzarle il movimento, ad obbligarla a prendere, sempre più in fondo, quel fallo. "Montami….per favore" chiese Monica appoggiandosi sul tavolo mostrando all'amica il culo alto e sodo.. Lisa abbassò una mano verso la figa dell'amica "Sei proprio una gran Troia, senti come sei bagnata", puntò il cazzo nella fessura e lo spinse dentro con un colpo secco. "Ahi….piano" "Piano un paio di palle, vacca come sei questo lo senti appena". Ci vollero pochi minuti perché Monica raggiungesse un fragoroso orgasmo. Madide di sudore, entrambe si guardarono, negli occhi di Monica, una strana riconoscenza verso l'amica per averla fatta godere. Si addormentarono abbracciate. La sveglia trillò alle otto, come sempre. "Que ore ciono?" chiese Monica con la voce impastata dal sonno "Mmmm, le otto" "Ancora cinque minuti" Lisa fu la prima ad alzarsi, entrò in cucina ed accese la macchina del caffè americano, abitudine presa anni prima durante uno stage negli Stati Uniti. "Porca Puzzola. Che cazzo è successo?" Monica uscì dal letto si infilò una maglietta con su scritto "Non baciatemi" e raggiunse l'amica sulla porta del bagno. Un sottile strato di acqua bagnava il pavimento del bagno. "Credo servirà un idraulico" "Sì e anche una dose di culo clamoroso per trovarlo" Dopo quattro segreterie telefoniche, 3 "Posso fare qualcosa tra 15 giorni" finalmente "Guardi, le mando due ragazzi nella mattinata, intorno alle dieci" Lisa guardò Monica "Testa o croce per chi in va' libreria e chi aspetta l'idraulico" "Ok, Testa" disse Monica lanciando una moneta da cinquanta lire in aria. La moneta atterrò tintinnante sul pavimento. "Il famoso martellatore di palle, aspetto l'idraulico" disse Lisa. Monica uscì di casa, dando un bacio a metà strada tra la guancia e le labbra a Lisa "Ciao, vedi però di non trombarti l'idraulico. Ne abbiamo uno scaffale pieno alla sezione libri da pippe" "Ciao, stronzetta, le chiavi della macchina" Monica raggiunse presto il negozio, passando di fronte al bar, suonò il clacson e Padron Pietro uscì "Buon dì, signorina, il solito?" "Grazie Pietro, solo cappuccino e brioche" Non ostante l'inconveniente domestico era di buon umore. Mariotto aprì la porta "B..buongiorno Signorina" "Come sei formale stamattina, è perché manca Lisa?" "No" "Dai, come sei sostenuto. Vieni qua" Il ragazzo obbedì. "Ti piace Lisa?" "Si" "Ed io" "Anche" "Sai anche non rispondere solo a monosillabi?" "Si…..cioè insomma…..siete tutte due….molto" "Mmmmolto?" "Belle" "Grazie" disse Monica "Tieni, consideralo un piccolo ringraziamento per tutte le nostre battutacce" il bacio schioccò sulla guancia di Mario lasciando una lieve impronta di rossetto. Il citofono trillo intorno alle 10 e 45 "Si?" chiese Lisa "L'idraulico" "Sesto piano, interno B, c'è l'ascensore" Lisa aprì la porta, controllò allo specchio la sua immagine, portava un paio di pantaloncini corti ed una maglietta, niente di troppo appariscente. Non scoparti l'idraulico, la battuta di Monica risuonava ancora nella sua mente. L'ascensore raggiunse il piano, due ragazzi di colore carichi di attrezzi uscirono, Lisa sgranò gli occhi "la signorina Lisa?" chiese il più alto dei due, con vago accento che ricordava la Francia. "Si, prego per di qua. Il danno è in bagno" "Permesso.." dissero i due entrando. Entrambi erano più alti di Lisa, intorno al metro e ottanta, ben fatti, spalle larghe, muscoli da attrezzi, non da palestra. "Dove possiamo posare i ferri?" Lisa era vagamente stupita dalle buone maniere di entrambi, non sapeva neanche lei il perché, ma si immaginava gli extra comunitari solo come dei vu'lavà o vu'cumprà e basta. "Dove siete più comodi, direi non in bagno perché c'è una spanna d'acqua per terra" "Io sono Ismail lui è Yussuf, buongiorno" Yussuf emerse dal bagno "Credo si sia rotto il tubo che porta acqua al lavabo" "No…." Fece eco Ismail "E' grave dottore?" chiese Lisa innocente "No, è solo una gran rottura di ……volevo dire scocciatura, bisogna rompere il muro per ripararlo" "Accidenti" "Dai, se incominciamo subito per due abbiamo finito" I due cominciarono a spaccare il muro sopra il lavandino. Lisa stava appoggiata sulla porta guardando i due ragazzi lavorare. Il caldo del mezzogiorno, si faceva sentire. "Posso portarvi qualcosa di fresco da bere?" "Si, grazie" "Grazie molte" risposero in coro i due ragazzi. Lisa si diresse in cucina. Mentre armeggiava in frigorifero, sentii i due parlottare tra loro in francese e ridacchiare. Tese l'orecchio "….godemichet….". "porca puzzola" le sfuggì tra i denti, il grosso fallo di plastica faceva quasi bella mostra di se, appena nascosto dal cesto della frutta. Si sentì arrossire, il cuore batterle sempre più forte. Bella figura del cazzo, pensò. Imboscò al meglio il giocattolo, mise due bicchieri sul vassoio, aprì la le lattine di Coca e tornò in bagno. "Grazie" dissero entrambi "Ha fortuna signorina, abbiamo trovato il tubo rotto, e forse riusciamo a mettere una pezza senza dover spaccare oltre" disse Yussuf "Parlate bene l'italiano, di dove siete?" "Senegal, signorina" "Potete chiamarmi Lisa. Siete qui da molto?" "Quasi quattro anni, abbiamo finito gli studi e poi abbiamo trovato questo lavoro, Signorina Lisa" "Solo Lisa. Studi di che?" "Ingegneria" "E fate gli idraulici?" "E' un lavoro onesto, pulito….Be' forse non pulito, intendevo regolare" "Prova ad aprire il centrale, anziché fare disturbare la signorina" interruppe Ismail Il getto di acqua fredda investì Lisa e i due ragazzi contemporaneamente. "Tabernacle! Chiudi la doccia" urlò Ismail. "Mi dispiace, Signorina Lisa" Le magliette, bagnate , si incollavano ai corpi dei ragazzi, come fossero una seconda pelle. I seni di Lisa erano ora in bella mostra, i capezzoli inturgiditi dal freddo, si stagliavano sfrontati. Gli occhi di Ismail e Yussuf incollati. "Il tubo è a posto, mi spiace per il muro, Signorina Lisa" la voce di Ismail suonava calda nel cervello di Lisa, quel signorina Lisa le ricordava le tenute del sud degli Stati Uniti, i corpi bagnati dei due ragazzi, sentiva la situazione strana, gli occhi fissi sulle patte dei due giovani. "Il tubo…." Il tubo, il tubo, pensava. Che tubo? "Si, Signorina Lisa, il suo tubo….è messo a posto…dove voleva che mettessimo il tubo?.." ridacchiò Yussuf. Senza dire nulla Lisa si inginocchiò di fronte a Yussuf, slacciò i pantaloni e li lasciò cadere a terra. Il ragazzo non portava biancheria intima. Lisa aprì la bocca e lasciò che il cazzo, mezzo bazzotto, vi entrasse. - Che cazzo sto facendo? - pensò - sto ciucciando il cazzo di un negro…. - L'odore del sudore e di una scarsa igiene intima le piaceva, la eccitava, continuava a succhiare. Presto il cazzo di Yussuf assunse una bella consistenza nella bocca della ragazza. "Badroncina Lisa succia bene cazzo" Il fatto che Yussuf avesse parlato così, come i negri dei film, acuì in lei una sensazione mista tra Rossella O'Hara e le padroncine bianche di Radici. "Forse Badroncina succia anche Ismail". Senza distogliere la bocca dal cazzo ben duro Lisa volse gli occhi verso Ismail. Eccitato dalla scena, aveva già calato i pantaloni ed il suo cazzo aveva bisogno di ben poco lavoro per essere bello teso. Spostò la bocca sull'altro cazzo. Il sapore era diverso, anche l'odore. Sentiva il fondo di un dopo barba dozzinale. - Miglioro, sto succhiando il cazzo di due negri - "Ahh…. Biggola Badroncina succhia bene, quelle putain…" - Putain… puttana …mi sta dando della puttana…. - "Non bsono ubna pbuttanna" bofonchiò Lisa senza smettere di succhiare quel cazzo - Come si permette di darmi della puttana………- Staccò la bocca da Ismail, aveva due cazzi neri, duri, bagnati di saliva, all'altezza degli occhi. Come ipnotizzata non riusciva a distogliere lo sguardo. "Signorina, vuole lasciare suoi amici così?" chiese Yussuf. Lisa si alzò. Teneva le mani appoggiate sul cazzo dei due. Baciò Ismail in bocca. Quel bacio le parve addirittura più osceno del succhiare loro il cazzo - Bacio un negro… Non sono una puttana…sono una Troia …una gran Troia - Yussuf le era dietro, sentiva il cazzo, grosso e duro, puntare sul suo culo, e le mani di lui strizzarle le tette. "Al tempo… aspettate" Si staccò da quell'abbraccio. - Troia….devo essere una Troia all'ultimo stadio - Slacciò i pantaloncini e li fece scivolare lungo i fianchi, la maglietta, bagnata, era complicata da sfilare e le rimase impigliata per un attimo intorno alla testa. In quel momento di cecità sentiva le quattro mani scorrere sul corpo. Tette. Culo. Monte di venere. Le piaceva sentirsi toccare dappertutto e non vedere, sentire le mani, sporche di grasso e intonaco, sul suo corpo, sentire che le calavano gli slip. Al fine liberò la testa. Il medio di Ismail la penetrò di sorpresa, quasi dolorosamente "Già bagnata, la Signorina Lisa…" sentiva come un martello la volgarità del tono. "Venite…" Lisa aprì la porta della camera, e vi si gettò su subito, le gambe penzoloni, semi aperte, pronta a farsi scopare dai due. In quel momento guardò i due, nudi, i cazzi duri la puntavano come fossero armi da fuoco. Non erano delle misure mitologiche, ma comunque due gran bei pezzi. Senza troppi riguardi Yussuf le aprì le gambe, e infilò secco due dita nella figa. "Yeoww, fai piano…" non finì la frase, Ismail le aveva messo il cazzo di fronte alle labbra e lei non aveva perso tempo nell'aprire la bocca. Sentì le dita lasciare la sua figa e la cappella avvicinarsi alle grandi labbra "Aspetta, cazzo!" Aprì il comodino e tirò fuori dei preservativi "O con questi o niente.." Yussuf aprì il pacchettino e puntò il preservativo sulla cappella "Infilamelo, Signorina Lisa" Lisa, obbediente, svolse il caucciù sulla cappella, poi finì di srotolarlo con la bocca - Cazzo! È più largo di prima - il cazzo di Yussuf si era non allungato, ma piuttosto allargato, la cappella ora costringeva Lisa ad aprire maggiormente la bocca. Si mise a quattro zampe - Ma guardati, che vacca, non basta che sia negro, anche alla pecorina mi faccio montare - "Oucchh" il cazzo di Yussuf entrò brutalmente dentro lei, lasciandola per un attimo senza fiato, poi cominciò a pomparle dentro. Ogni colpo sembrava aprirla in due. Ismail le offrì nuovamente il cazzo da succhiare. Lisa succhiava golosa. Afferrava quel bastone di liquirizia famelicamente. "Brava Signorina Lisa, hai figa bella stretta, a me piace molto" "E succhia molto bene, buona puttana Signorina Lisa" Le piaceva sentirli parlare così, se fosse stata scopata così in una stalla, pensava, come le vere Badroncine....... "Ora noi cambia" disse Ismail liberando il cazzo dalla bocca di Lisa "Anch'io vuole figa stretta" e si infilò il preservativo, sdraiandosi sul letto. Le mani di Yussuf le lasciarono i fianchi. Lisa si impalò volentieri sul bastone di Ismail, le piaceva farsi scopare a smorza candela. Girò la testa verso Yussuf, per tutta risposta Ismail la tirò a se "Bello culo di Signorina Lisa. Ora me scopa" "No…nel culo no, è grosso…" Yussuf spalmò un po' di saliva sul buco, infilò dentro uno, due dita. "No….dai, non nel culo…." La cappella iniziava a puntare "Ti prego…… fai piano" "Signorina Lisa, deve barlare in altro modo, se vuole che schiavo Yussuf obbedisca" - Che diamine voleva dire? In francese? In Senegalese? Che cazzo… - Il cazzo di Yussuf pareva strapparle le carni in due "Sporco negro, la tua padrona ti ha detto di fare piano!" urlò. "Si Badroncina Lisa, Yussuf fa piano ora". Il cazzo rallentò, lasciando ai muscoli di Lisa il tempo di abituarsi all'ingombrante presenza. Lisa si abbandonò completamente ai due maschi che pompavano dentro lei; stava godendo e godendo bene di quei cazzi. Aprì gli occhi e si vide riflessa nello specchio dell'armadio. Due negri, grossi e scuri la sbattevano, quasi senza ritegno. Il bianco del suo corpo in mezzo al nero, una sorta di panino di cui lei era l'imbottitura. Si eccitò da morire con quella immagine. Venne con urlo "Sborratemi in bocca, sborratemi in bocca" I due ragazzi la liberano e si misero in piedi. Lisa, quasi senza più forze, prese a succhiare entrambi i cazzi, cercando di infilarli entrambi nella bocca, impresa per altro impossibile. Succhiò allora prima uno e poi l'altro, senza soluzione di continuità. Il pensiero di essere Troia, vacca o puttana, non le passava più per la mente, voleva solo sborra, sborra calda addosso a lei. Il primo schizzo la colpì quasi di sorpresa, avvicinò la bocca per non perdere nulla.- Cazzo! E' bianca anche la loro, anche il sapore è simile - Yussuf ed Ismail svuotarono su lei il loro carico appiccicoso, poi tutti si lasciarono andare sul letto. Ismail fu il primo a riprendersi "Yussuf andiamo", Lisa giaceva semi cosciente sul letto. Rivestiti, entrarono nella stanza. "Signorina?" Lisa alzò la testa, mollemente "Si?" "Ci sarebbe il conto da pagare. Sono 250.000 senza ricevuta o 400.000 con fattura" - Fattura? Per essermi fatta montare? - Molle sulle gambe, Lisa si alzò, un rivolo di sperma scivolò lungo la pancia. Estrasse il portafoglio e pagò. "Grazie, Signorina Lisa, se volesse ……farsi dare una bella aggiustata ancora, questo il nostro cellulare" "Fuori!" Urlò - Una bella aggiustata, aggiustata? Per chi la avevano presa?- Chiuse la porta e si accasciò sul divano, raggomitolata. Si sentiva strana, squassata dall'orgasmo che i due le avevano procurato ed offesa dalla frase detta alla fine. Il telefono interruppe il sonno "Pronto?" "Lisa? Sono Monica. Tutto Ok?" "Si, si, stavo pisolando un po' " "Passi a prendere qualcosa dal cinese per cena?" "Va bene, involtini e porcate varie?" "Si, a più tardi" "'Ciotto" Ciotto, era, nel loro gergo, l'abbreviativo di baciotto. Lo usavano quando stavano poco bene e volevano essere e sentirsi coccolate. L'acqua della doccia, portò via il sudore e gli umori dell'amplesso di qualche ora prima, Lisa si sentiva meglio - Maledetta frase, poteva essere una grande giornata sennò…. - Decise di dedicarsi qualche cura extra, epilady, ciglia, smalto. Quando era triste faceva sempre così, un po' di shopping avrebbe migliorato ulteriormente. Monica rincasò verso le sette, un po' in anticipo rispetto al solito, Lisa era molto bella: una maglietta nuova ed una collanina in corallo rosso. "Ciao Pippi" "Ciao Pippi, mi mancavi" Pippi era, alla stregua di ciotto era un'altra medicina da coccole, come le chiamavano loro. "Bella la collana e anche la maglietta è nuova o sbaglio?" "Mmmm Mmmm" annuì Lisa Monica entrò in bagno, la perdita era sistemata ma, il muro aveva un bel buco da sistemare. "Vuoi parlarne?" chiese Monica "Prima rinfrescati, è tanto caldo oggi" Dieci minuti dopo Monica uscì dalla doccia, indossato l'accappatoio si sedette sul divano "Vieni qui" Lisa, si sedette quasi in braccio a lei, lasciandosi abbracciare. "Dai racconta…" "Primo: non mi farò mai più gli idraulici. Secondo: non è vero che i negri hanno dei cazzi da cavallo. Cioè sono messi bene ma non sono eccezionali…….." Lisa raccontò a Monica tutta la storia, non omettendo alcun particolare "Sai, cioè non voglio dire che sia stata la migliore chiavata della mia vita, buona….non so… ma sentirmi chiamare Signorina Lisa o Badroncina Lisa, mi faceva sentire….tipo Rossella o giù di lì, i campi di cotone…." "I mandingo della situazione, con una mazza bella tosta per la padrona…" "Si! Esatto! Era questo il bello della situazione, fossimo stati in un posto tipo il casolare dell'agriturismo in Toscana, con un bel vestito bianco sarebbe stato il massimo ……….e per giunta…." E per giunta?" "Mi brucia un po' il culetto…" Risero entrambe della cosa, l'amarezza della frase, raccontandola all'amica era, grazie a dio, svanita. "Come hai detto che l'aveva il coso il tipo?" "Un po' svirgolo sulla destra, ma….molto interessante" Cenarono parlando dei particolari più tecnici dell'avventura di Lisa e la serata scorse via veloce. "Dormiamo insieme?" chiese Monica "Volentieri" L'ampio lettone le accolse, le lenzuola fresche di bucato, erano piacevoli sulla pelle. "Brucia ancora?" "Un pochino" "Girati dai" Lisa obbedì, e mise un cuscino sotto lo stomaco per lasciare il culetto meglio esposto alle cure dell'amica "Come sta, il mio piccolo buchino, eh?" disse Monica prima di lasciare scorrere la punta della lingua lungo il solco delle natiche sode. Quando raggiunse lo sfintere martoriato dal cazzo di Yussuf, Lisa ebbe un mugolio di soddisfazione e allargò maggiormente le cosce per facilitare la lingua agile di Monica. Monica divideva quasi equamente le attenzioni tra il buchetto ancora un po' arrossato e la figa di Lisa, girando intorno alle dita dell'amica, laccate di rosso acceso, che giocavano sul clitoride. Fu un orgasmo rilassante quello che pervase Lisa, lasciandola addormentarsi mollemente. Monica si masturbò ancora un poco prima di cadere anch'essa addormentata. "Bisogna far sistemare quel buco in bagno al più presto, è deprimente…alla mattina vedere quello squarcio nel muro" disse Monica con un tono infastidito. "Conosci dei muratori, per caso? A parte quei due della discoteca…" sogghignò Lisa "Che palle! Erano geometri comunali per l'esattezza…" "Buona idea! Così bisogna essere carine con loro e poi con i muratori che manderanno.." "Mentre per gli idraulici abbiamo già una certa esperienza, vero?" "Stronza. Credo ti sarebbe piaciuto essere al mio posto, eh? Due bei cazzoni neri….Yumm" "Troietta" "Specchio riflesso" giocò Lisa. Le due ragazze risero e si avviarono come di consueto al lavoro. Di fronte al bar, la solita scena, Lisa suonò il clacson e Padron Pietro uscì "Buon dì, signorine, il solito?" "Grazie Pietro" Mario entrò pochi minuti dopo. "…'ngiorno" "Ohi, Mariotto, ti pare la maniera di salutare la tua amica Lisa" sgrido scherzosa Monica "Ahimè, il mio piccolo uomo non mi ama più come un tempo" fece eco Lisa Mario posò il vassoio con cura. Le due ragazze lo imbarazzavano. Era il classico gioco del "sanno che mi piacciono e mi sfottono". "Mario, scusa. Conosci mica un muratore che non costi come Schumacher?" chiese Monica. "Che lavoro vi serve?" "Ieri è venuto l'idraulico a casa ed ha spaccato per bene il….muro del bagno. Sarà largo così" Rispose Monica guardando maliziosa Lisa e indicando con le mani, ma non esattamente la misura del buco sul muro. "No. Sarà almeno così" Disse Lisa ricambiando lo sguardo, aumentando la misura di 5 cm buoni. "Caspita! Un bel buco" notò il ragazzo, ignaro dei sottintesi delle due. "Già, un gran bel buco" si atteggiò un poco Lisa. "Bè, non che sia bravissimo. Ma da giovane, d'estate, ho fatto anche il muratore, posso sistemarlo io" "Da giovane?" Osservò divertita Lisa "Si, avrò avuto tredici o quattordici anni" fece Mario, come se indicasse un tempo remoto nella memoria. "Quanto ci vorrà, Mastro Mario, per rimetterlo un po' a posto?" "Gesso, stucco, un po' di bianco. E' bianco il muro del bagno? Ha mica rotto piastrelle?" "Bianco, e nessuna piastrella rotta" "Con un centello, vi porto il resto" "Cinquantino per la mano d'opera potrà bastare Mastro Mario?" chiese Monica "Avanza…" "Vedi Monica? Cosa faremmo mai senza il piccolo uomo? Non merita un bacino?" Le ragazze lasciarono un marchio rosso su entrambe le guance di Mario. Il ragazzo, con un sorriso da orecchio ad orecchio, si incamminò verso la porta. "Mastro Mario?" "Si?" "Mi scusi, sono molto onorata del sui futuri servigi, ma il centello del materiale, lo vuole o no" canzonò Monica. Mario si sentì vagamente stupido "Mastro, non badi alla mia amica, quando verrà a fare il suo intervento?" "Vi va bene domenica verso le due, cioè la mattina gioco a pallone" "Perfetto" disse Lisa, porgendo la banconota da centomila lire "Alle due allora. Tieni qui c'è l'indirizzo" "Da giovane…." Disse Lisa quando Mario fu uscito "E' un amore, piccolino" La domenica mattina le due ragazze dormirono fin verso le dieci. Monica si svegliò per prima, preparò la colazione per Lisa e gliela servì a letto. Altra regola della casa, la domenica la prima che si svegliava portava la colazione a letto all'altra "Buongiorno. Che palle di serata" disse Lisa stiracchiandosi "Tipo visione collettiva della corazza Potisal'cazzoalfredo" "Più o meno" "Dai pigrona, alzati, che dopo pranzo viene il grande amore della vita, soprattutto dalla vita in giù" "Dai, è tenerone però" "Già, deve averlo tenerello tenerello…" "Il pisello!" entrambe risero. Il ragazzo suonò pochi minuti prima delle due. "Ciao" aprì la porta Monica Mario apparve con secchio, cazzuola e quant'altro "Buongiorno" "Uh! Sempre Buongiorno, non sai dire Ciao?" saluto Lisa. Il sole, entrando dalla finestra, faceva stagliare, in un gioco di chiari e scuri, il corpo flessuoso attraverso la maglietta oversize. "….Be'……. si Ciao" "E il bacino di saluto, non si da?" Disse Monica, guardando i ragazzo, con una espressione fintamente cupo. Picchiettando il piede per terra, per dare maggior forza al finto rimprovero. Il ragazzo baciò la guancia della ragazza, avvertì il profumo di lei, niente di particolare, solo un fresco pulito di sapone, ma dannatamente buono. "E a me?" disse Lisa avvicinandosi Anche Lisa, fresca di doccia, profumava dello stesso sapone, ma sulla sua pelle era ancora più eccitante. "Dov'è il bagno?", il tono era vagamente eccitato. "Vieni" disse Monica conducendolo Mario si mise al lavoro di buona lena, era contento di quello che stava facendo, orgoglioso: gli amici sapevano che avrebbe trascorso il pomeriggio con le due ragazze, la fantasia poi avrebbe aumentato i dettagli, ingigantendoli. Lisa si avvicinò a Monica e, coperta dal rumore che faceva Mario, impastando la malta, bisbigliò "Complesso di Di Caprio?" Monica sorrise. In un paio d'ore il lavoro era terminato e Mario, a differenza dei muratori veri, aveva ripulito tutto. "Caspita che bravo!", Mario sorrise felice al complimento "Vieni, Lisa ha preparato qualcosa di fresco per merenda" In cucina una coppa di gelato alla panna era in bella mostra sul tavolo, forse, casualmente forse, rammentava un seno, morbido e rotondo. "Lisa dovresti proprio andare a vedere che bel lavoro ha fatto il nostro Mario, davvero ben ben fatto e professionale" Lisa tornò dal bagno con l'aria soddisfatta "Ti avevo detto che il mio uomo avrebbe fatto un lavoro con i fiocchi" Il mio uomo? Non il mio piccolo uomo, come diceva di solito? Mario si sentì gonfiare di autostima. "Monica, non pensi meriti un piccolo premio extra?" "Mah, non so….forse….Ma si dai, in fondo lo merita proprio" Lisa si avvicinò alle spalle di Mario, appoggiando una mano tra i capelli "Sei pieno di calce. Finisci il gelato e fiondati sotto la doccia" disse sorridendo. Il ragazzo obbedì. L'acqua prese a scrosciare. "Cosa pensi?" "Vergine al 100%, con dei calli sulla mano destra da far paura" sentenziò Monica Lisa annuì con un sorriso "Cosa avresti in programma?" "Che ricordo hai della tua prima volta?" "Sai con chi fu, abbastanza triste, niente di eccezionale" "Idem per me….Potremmo regalargli una prima volta da mito" "Mito o mito mitologico?" Monica non rispose ma lo sguardo fu eloquente "Ho capito ……mito molto mitologico ….Porca" disse Lisa "Tu no?" "No, io solo porcella…" L'acqua smise di scorrere "Scusatemi!" arrivò un urlo dal bagno "Non c'è un asciugamano?" "Che stronza che sei….Io a proporre mentre tu avevi già una mezza idea…" "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" rispose Lisa atteggiandosi a saggio del villaggio Monica entrò in bagno e porse un accappatoio a Mario "Rosa?" "Be', siamo due ragazze sai, lo volevi azzurro forse?" "Mario, vieni qua" chiamo Lisa dal soggiorno "Sono ancora in accappatoio, un attimo" "Appunto per questo, vieni subito, per favore" Mario apparve sulla porta "Bel confettino, siediti qui sul divano" Il ragazzo obbedì "Ascolta, ora stai qui buonino, guardi un po' di tv. Io e Monica andiamo di la. Tu stai qui, da bravo. Capito?" Mario annui "E non ti muovi" aggiunse Monica. "Ok" Uscirono chiudendo la porta. "E' circonciso" disse Monica "Ebreo?" "Ti fotte?" "Per il momento no, ma tra un po' penso di si….." "Stupida" "Ascolta, Miss Prima Volta, come ci organizziamo?" "Be' in fin dei conti è un uomo, anche se giovane, quindi mettiamoci un po' carine…." "Cioè?" "Dai! Calze, reggicalze, tacchi alti, …" "Servizio di gran lusso, eh?" "Si, voglio che la ricordi tutta la vita come la sua miglior scopata, qualsiasi gliela darà dopo di noi sarà solo una scopata, noi saremo LA scopata" Le due ragazze si prepararono e si truccarono leggermente. La porta si aprì come per magia, e le due ragazze fecero capolino sulla destra e sulla sinistra. "Programma interessante?" "Solo un vecchio film di fantascienza" il ragazzo guardava incuriosito le due teste che spuntavano. "Perché state così?" "Volevamo fosse una sorpresa" "Non che sia nulla di particolare, sicuramente roba già vista, ma….." Monica fu la prima a farsi avanti, seguita da Lisa Mario restò a bocca aperta, aveva immaginato tante volte una scena del genere, ammazzandosi di seghe. Ora era vero…Le due ragazze erano splendide, il nero della lingerie si esaltava sui corpi. Le ragazze si inginocchiarono ai suoi lati "Ti piace il tuo premio?" "….Cioè…be'…si ….cavolo io…" balbettò il ragazzo, il cazzo faceva gonfiare vistosamente l'accappatoio. "Cosa abbiamo qui, Monica?" disse Lisa slacciando con dolcezza la cintura di spugna "Però! Ben messo il giovane" "Qui non è certamente piccolo il mio piccolo uomo" disse Lisa, dando un casto bacio alla cappella rubizza. "Non correre golosona. Con calma, lascia che Mario apprezzi per bene" Il ragazzo guardò muto le due ragazze baciarsi. Calme, lascive, le lingue si intravedevano saettare tra le labbra. "Monica ha una figa dolcissima, da assaggiare tutta" disse Lisa, spingendo dolcemente l'amica a sdraiarsi sul tappeto. La ragazza iniziò a leccare la passera dell'amica "E'….mielosa" Monica mugolava sommessamente. Vide il ragazzo accarezzarsi il membro. "No… non ti sprecare così….aspetta…goditi lo spettacolo, vieni Lisa" Le due erano ora intente in un sessantanove quasi ad esclusivo uso e consumo del giovane amico, non che non provassero nulla dalle lingue agili ed esperte ma, la sensazione più intensa, era data dallo sguardo di Mario, sentivano gli occhi mangiarle, scrutarle in ogni piega dei corpi. Il giochino durò qualche minuto ma, al ragazzo parve un tempo infinitamente lungo, il cazzo pulsava forte. Lisa si staccò dall'abbraccio "Vieni Monica, pensiamo un po' a lui" Lisa prese delicatamente in bocca la cappella calda e palpitante, lasciandosi sfuggire un mugolio, forse era la prima donna ad assaggiare quel giovane cazzo, almeno le piaceva pensarlo. "E' proprio golosa vero? Non resisteva. Sai mi ha detto molte volte che le sarebbe piaciuto tanto farlo" Disse Monica baciando il ragazzo. "Ti piace il suo sapore. A me moltissimo" staccando le labbra. Lisa rialzò la testa "Tocca a te, ora" chiamando a se Monica. La ragazza non si fece ripetere l'invito ed afferrò l'asta con le labbra. Il cazzo di Mario era un buon cazzo, Monica si sentiva la bocca ben riempita dalla cappella del ragazzo, lasciò affondare la testa piano, lentamente, sentiva la punta del cazzo scorrere lungo la sua lingua, sino all'attaccatura, chiuse gli occhi e si rilassò, ora il cazzo forzava l'inizio della gola. "Ohhh, sta facendoti un golino….." disse Lisa continuando a carezzare le cosce del giovane con una mano, mentre l'altra carezzava il punto più sensibile della sua figa. Mario non aveva parole, o meglio, non sapeva che dire, che fare. Monica rialzò la testa, incrociando lo sguardo dell'amica. "Occupatene tu….ma solo per un attimo" Lisa riabbasso la testa, Monica si rialzò e porse i seni alla bocca del ragazzo "Baciameli…" Mario prese a baciare e leccare impacciatamente i globi di carne bianca. I seni di Monica, non erano enormi, una buona terza più o meno, ma avevano una consistenza pannosa, burrosa, una volta che una mano maschile, o femminile, li aveva raggiunti era difficile che se ne staccasse. Le mani del ragazzo sparpugnavano inesperte "Più dolce, Polipetto, piano", il ragazzo obbedì I seni erano ora abbondantemente insalivati "Ohhh, direi che così può bastare" disse Monica, staccandosi. Lo sguardo del ragazzo era smarrito, dispiaciuto di non poter palpeggiare ancora quelle belle tette "Ho….sbagliato qualcosa?" La voce parve tenera a Monica "No, voglio solo farteli apprezzare in un'altra maniera, tranquillo….lecchi bene" Lisa aveva già fatto posto all'amica "Apri un po' più le gambe, Mario" disse Monica inginocchiandosi tra esse. Si teneva i seni tra le mani, li aprì e li serrò intorno al cazzo "Spagnola o Cubana, se preferisci" "Spagnola, spagnola…..la preferisco" disse il ragazzo dandosi un tono esperto. Monica sorrise divertita "Come preferisci, piccolo uomo". Al ragazzo venne la sensazione di aver detto una mezza cazzata. Lisa afferrò l'imbarazzo di Mario "Monica dice che lecchi bene. Vediamo se è vero" Salì in equilibrio precario sul divano, piazzando la figa sul volto di Mario "Fammela sentire la tua linguetta". Mario prese a leccare tutto quello che era a tiro della sua lingua, sperando di capire da un mugolio quando avesse trovato il posto giusto. Sembrava un cane che faceva le feste. Ancora una volta Lisa l'aiutò con un fragoroso "Si! Liii,…Dai, lecca…lecca" quando la lingua inciampò nei paraggi del clitoride. Il ragazzo leccava come un forsennato. "Monica….si sbagliava…." Il mondo cadde addosso a Mario, che figura da picio, pensava. "Non lecchi bene……Lecchi molto bene, continua ti prego". Fu Monica ad interrompere il gioco dei tre "Ho voglia di un buon cazzo dentro" "Anch'io" fece eco Lisa. Le due si misero in piedi di fronte al ragazzo. "Mio!" "No, Mio!" "Perché?" "Perché…l'ho succhiato io per prima" "Ma ho detto io che volevo il suo bel cazzo per prima" Il ragazzo stava sul divano, ansante, madido di sudore e saliva, aspettando gli eventi. "Non litighiamo, facciamo scegliere a lui. Siediti sul divano" suggerì Lisa Le ragazze si sedettero ai lati del ragazzo "Adesso, Mario, per favore alzati. Monica apri per bene le cosce, in modo che possa scegliere chi ha il buco migliore…" disse Lisa aprendo e alzando le cosce. Mario era in piedi, il cazzo ritto che pareva una spada, le due ragazze, fianco a fianco, graziosamente speculari, le mani sulle ginocchia a tenere ben aperte le cosce. Le due fighe in bella mostra, pronte ad essere penetrate. Mario si avvicinò a Monica, appoggiò le mani sul divano e cercò di penetrarla goffamente. "Non ha mica gli occhietti blu, aspetta…" disse Lisa prendendo il cazzo in mano e conducendolo all'apertura dell'amica "Così…là…senti come entra bene adesso?" "Si…entra bene….sono scivolato prima…" Monica sentiva il cazzo di Mario scivolarle dentro la figa, aveva trovato eccitante il fatto che la mano di Lisa avesse lo avesse condotto dentro lei "Ahh" sospirò "Che bel cazzo che hai…." Il ragazzo inorgoglito dall'affermazione, prese a pompare "Più forte…così…dai….sfondami….sfondami tutta….." gemeva Monica. Lisa baciò in bocca l'amica. Fu un bacio violento, quasi rabbioso. Il ragazzo pompò più forte "Sbattila per bene" disse Lisa leccando l'orecchio di del ragazzo, poi si inginocchiò tra le gambe dei due. Lo scroto di Mario ballonzolava anch'esso per effetto dei colpi "Che belle palle hai". Prese a leccare, o meglio a cercare di leccare le palle del ragazzo. La lingua di lei lo sorprese e rallentò i movimenti per facilitarle il lavoro "No! Non rallentare ti prego…sto venendo…dai…sbattimelo dentro" Lisa staccò la bocca ed il ragazzo riprese, forte, sempre più forte. "Sii…dai…sbattimi…" gemeva Monica. Lisa sapeva che a Monica piaceva parlare "sporco" mentre scopava, appoggiata alla schiena del ragazzo, quasi a copiarne i movimenti "Sbattila…aprila per bene…falla godere quella gran Troia". Grosse gocce di sudore imperlavano la fronte del ragazzo "Dille che è una Troia, che una vacca…" "Monica….sei una troi" Si corresse "…Troietta…" A Mario non piaceva granché l'idea, le pareva di insultarla. La lingua di Lisa riprese a giocare con l'orecchio ed il collo di Mario "Dille che è una gran puttana. Dille godi puttana, le piace…" Senza rallentare il ritmo Mario, prese tutto il coraggio "Godi puttana! Godi!" Monica venne fragorosamente e rimase ansante, a corpo morto a subire i colpi di Mario. "Dai tocca a me adesso….Scopami…Ho voglia…" Il ragazzo ansava anch'egli ma, Lisa gli si offriva alla pecorina, descrivendo col culo dei cerchi nell'aria, invitante, lussurioso. Senza prendere fiato Mario si mise dietro lei, la mano di Lisa passò tra le cosce pronta a guidare il cazzo per un'entrata più agevole. Lucido degli umori di Monica, il cazzo trovò una guaina stretta e viscida ad attenderlo "Siiii" gemette Lisa mentre il cazzo si faceva strada in lei. Monica si era ripresa un poco ed avvicinò il volto a quello dell'amica "Ha… ha un gran bel cazzo, sai. Te lo senti dentro bene…." Il volto di Monica era sudato, lo sguardo era appagato "Dai Lisa, dimmi se te lo senti dentro bene…" "E' bello, ti riempie, è grosso…" Grosso? L'ego di Mario era al massimo. Ho il cazzo grosso, ho il cazzo grosso, pensava. Grosso? La parola suggerì qualcosa a Monica, che inginocchiata sul divano, appoggiò il busto alla schiena di Lisa "Sai Lisa, lo vedo bene da qui. Ti apre la figa. Sei bagnata che coli" "Lo sento….Lo sento…E' un bel cazzo…. Un gran bel cazzo…" Monica fece scorrere una mano sull'interno coscia della ragazza, salendo, carezzandole le labbra aperte dal cazzo, che entrava e usciva. Lisa, girando la testa, vide la figa dell'amica, gonfia per il trattamento ricevuto. Monica aveva ora la mano impiastricciata di umori, leccò il palmo aperto "Ti fa godere bene…il tuo piccolo uomo" Sarò anche un piccolo uomo, ma intanto avete detto tutte due che ho il cazzo grosso, pensò Mario. La lingua di Monica si appoggiò allo sfintere dell'amica, lappandolo, titillandolo. Mario vedeva quasi da spettatore la scena, quando il dito di Monica violò il sedere dell'amica, strabuzzò gli occhi. Lisa, dal canto suo, apprezzava la cosa, anche se ancora lievemente sofferente per l'inculata selvaggia di Yussuf. Ad un tratto, complice un movimento troppo ampio, il cazzo di Mario sfuggì la guaina di Lisa. Era L'occasione che Monica attendeva. Mario cercò di riguadagnare il nido scivoloso, ma guizzò verso l'alto. Monica prese l'uccello di fronte a lei, diede due succhiate vigorose alla cappella, e prese a spennellarlo tra la figa ed il buco del culo "No… il culo no…." Gemette Lisa "Davanti….mettilo davanti…" Monica guardò Mario negli occhi e puntò il cazzo sul buco stretto "Spingi…Costante….Così…Bravo" "Mi sfondi!" urlò Lisa "Così mi rompi il culo…No…." Il ragazzo si fermò timoroso, Monica fece oscenamente cadere un rivolo di saliva sul cazzo "Spingi!" "Il mio culo….me lo rompi…" fu la debole resistenza di Lisa. Pochi colpi dopo il tono di Lisa era cambiato completamento "Cazzo, è bello grosso….Dai…Sfondami…" "Dai su, sfonda la tua Lisetta… dille che una vera Troia…. Che lo prenderebbe in culo anche da un negro.." Disse maliziosa Monica, molto maliziosa… "..Troia…Troia…." Ripeté il ragazzo "Si….sono una Troia…Spaccami il culo….."Mario si sentì rinfrancato dalla risposta di Lisa "…Troia…Anche un negro di faresti….Hai fame di cazzo….". Di colpo il ragazzo si sentì pervadere da una sensazione violenta "Oddio…Vengo…" "Tiralo fuori" urlò Monica, il cazzo saltò fuori dal culo come una molla "Oddio….Oddio" La bella bocca di Monica aveva già rinchiuso la cappella di Mario, Lisa, intanto, si era accasciata sul divano, in piena languidità. Lo schizzo urtò violento il palato di Monica. La ragazza riuscì ad inghiottirne una parte, poi un altro ed un altro ancora. Era troppo, la bocca le sembrava piena di sperma, mio dio, ma quanto se né viene…. Pensò liberando la cappella dalla morbida prigionia. Un ultimo debole schizzo la raggiunse in volto. Il ragazzo cedette alle gambe molli, quasi a peso morto raggiunse il divano. Monica, la bocca ancora colma di sborra calda, raggiunse il volto estenuato di Lisa. Aprì le labbra ed un rivolo, denso e melassoso, scese. Lisa aprì la bocca per riceverlo. Peccato che Mario, spossato, lo perse, era una scena perversamente eccitante. Le due conclusero lo scambio, con un bacio. Il soggiorno, sembrava un campo di battaglia, ma dopo la battaglia. I tre corpi, lucidi di sudore, sembravano uno strano essere con tante gambe e braccia. Le eccitanti calze nere scese intorno le caviglie, marchi d'amore ornavano i corpi dei giovani. Passo quasi un'ora prima che lo strano essere si muovesse. Monica fu la prima muoversi "Lisa? Dormi?" chiese a voce bassa "No…. sto gattoneggiando. E' bello" "Vieni a fare una doccia con me?" "Dai". Le ragazze si alzarono facendo attenzione a non svegliare Mario. Raggiunsero il bagno. Monica si tolse le calze "Cazzo. Un altro paio andate…" "Inconveniente tipico, anche le mie…." L'acqua lambiva i corpi portando il refrigerio desiderato "Bella resistenza però…" "Sai è quasi tipico" "Cioè?" "Be' la prima volta ci sono tre possibilità, a quanto ne so" "Spiegati. Uffa!! "Allora, possibilità uno: è morto e sepolto, puoi fare quello che vuoi, anche giocare a monopoli, che non gli si sveglia…" "Poi?" "Possibilità due: Club dei dodici secondi e due decimi netti. Possibilità tre: E' talmente nervoso e teso che possono servigli ore per venire" "Caspita, non lo sapevo…." "Se adesso andassi di la, lo svegliassi, lo facessi ri-tirare, facilmente potrebbero essere 12 secondi…" Parlando si erano insaponate a vicenda. Lisa accarezzò le natiche di Monica "Però sei stronza forte!" "Perché?" "Perché?… Perché non l'hai preso tu nel culo? Accidenti, incominciava a smettere di fare male adesso.." "Punto primo, ha scelto di scopare me per prima. Punto secondo….sono una stronza….Sapevo che messo maluccio, però ho pensato che avresti reso la cosa più…come dire coreografica…sai: no mi fai male…è tanto grosso, gli urletti eccetera eccetera…" "Puttana" "No… Buona samaritana, è talmente esperto che preferisce la spagnola alla cubana…." Lisa incominciò a ridere, di gusto. Era una risata sana, senza malizia per il tentativo del ragazzo di mostrarsi non vergine, rideva così, alla battuta dell'amica. Quando si riprese, bacio Monica sulla bocca "secondo te….siamo state LA scopata?" "Spero di si. Magari potremmo regalargliene un'altra per i suoi diciotto anni…." Andarono in soggiorno, Mario dormiva della grossa. "Eroe….Eroe….Sveglia" "Mmmm…" "Non è molto carino, addormentarsi così, dopo…Sarebbe stato bello ci avessi tenute abbracciate, la testa sul petto….Ah! Ci tratti come degli oggetti…Non è bello, ricorda" Monica lo sgridò, con tono amabile. Il ragazzo si sedette, recuperando l'accappatoio, ponendolo sulle ginocchia, a coprire il pene. "Cosa fai…Lo nascondi….prima lo mostri in tutte le salse…ora te ne vergogni?" Rincarò Lisa levando l'accappatoio. Il tono di entrambe non aveva nulla di aspro, come in una sorta di Imprinting, stavano cercando di dire qualcosa al ragazzo, qualcosa importante. Monica si sedette sul divano, gli occhi dolci "Ti è piaciuto…?" "Si" "Siamo state brave?" Lisa si era accoccolata sulle ginocchia di Monica "Si" "Monosillabi…sempre monosillabi…a quando delle frasi?" "E….che….cioè…io volevo…" "Una lettera dietro l'altra, fai una parola. Poi metti le parole per fare una frase" disse dolcemente Lisa. "Ecco…cioè….io…non lo avevo mai fatto prima. E' stato bello, tanto" Alcune parole hanno un che di infantile, tanto e molto, significato simile, ma usi e tempi diversi nella vita, un adulto tende a dire molto, un bambino tanto. Gli occhi delle due avevano un che di lucido, baciarono entrambe il ragazzo sulle guance, un bacio che non aveva nulla di sensuale, ma di infinita tenerezza. "Sono le otto, mangi qualcosa con noi?" "Le otto!?! Mia madre mi spacca il culo…è tardissimo" Mario, saltellò per la casa, raccattando i vestiti e le sue cose. "Devo scappare" Lisa lo fermò sulla porta "Ehi! Dimentichi nulla?" Mario diede un bacio sulla guancia della ragazza. Monica rise sottovoce. Lisa porse al ragazzo una busta. "Il cinquantino pattuito…" "No…No…" Balbettò Mario "Non lo voglio…." "Non essere stupido, prendili" "Quello che è successo dopo, lo abbiamo voluto fare….insieme, non ha nulla a che vedere" Il ragazzo prese la busta e uscì dalla porta, chiudendola dietro se. Le ragazze, in piedi nel corridoietto, si guardarono "Eh già… è cosi che va…" Il rumore sordo delle nocche sulla porta interruppe la frase. Monica aprì nuovamente la porta. Mario era lì, lo sguardo da cocker "Io… Io non vi ho salutato….scusatemi…" Le ragazze sorrisero con infinita dolcezza. Un bacio sulle labbra, leggero, impalpabile. Più tardi, quando una fresca brezza aveva preso il sopravvento sulla giornata, Lisa sospirò, bevendo un goccio di whisky. "Che c'è?" "Sono strana…." "Spiegati dai…" " Ho sensazioni contrastanti su oggi…" "Dimmele…" " Da un lato, sono contenta, dall'altro non so, forse abbiamo fatto male, abbiamo bruciato i suoi tempi, le sue cose: sai i tentativi maldestri con una amichetta….roba del genere…" "Oppure…anziché l'amichetta, una puttana da camionista, nella 126 di un amico, 30 secondi e via…." "Hai ragione….Mi hai persuaso…" "Hai ancora qualcosa da dire….mi sembra" Lisa corrucciò il volto, ma non in maniera seria, quasi fosse una bambina "E' che sto invecchiando….non sono più bella come una volta…" "Sei una gran figa, e lo sai, perché parli così?" "E' la seconda volta nel giro di pochi giorni che pago un uomo dopo che mi ha scopato…" Risero entrambe, Monica abbracciò teneramente l'amica. "Dormi con me questa notte, lo farò gratis….ma solo per te"