ALBERTO MARIO ZINGARETTI
NOTE BIOGRAFICHE
(Sindacalista; n. Piticchio di Arcevia 1890, m. Ancona 1972)
Aderì molto giovane al Partito socialista contribuendo a portare su posizioni di sinistra la Federazione giovanile. Fu testimone protagonista dei moti popolari che scoppiarono ad Ancona prima e dopo la prima guerra mondiale. Nel 1920 successe a Sorgoni quale segretario della Camera del Lavoro di Ancona, dirigendo le più importanti lotte sindacali del biennio rosso. Fu presente a Livorno alla nascita del Partito comunista e ne divenne segretario della Federazione interprovinciale di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. Fondò con Corneli uno dei primi giornali comunisti d'Italia, "Bandiera Rossa". Mantenne sempre un'atteggiamento unitario verso le altre forze popolari, nonostante l'impostazione settaria della direzione nazionale del Partito Comunista d'Italia. All'avvento del fascismo subì persecuzioni e violenze e dovette fuggire più di una volta. Arrestato più volte, passò cinque anni di confino a Lipari e altri cinque a Ponza. Solo nel 1936 tornò ad Ancona, dove ricevette l'incarico di ricostruire il partito. Nonostante certe diffidenze e incomprensioni verso i più giovani, fu protagonista della ripresa della lotta antifascista durante la guerra. Organizzò i CLN nella zona tra Fabriano e Arcevia. Dopo la guerra tornò a ricoprire la carica di segretario della Camera del lavoro di Ancona.
(note biografiche tratte da: Dizionario storico-biografico dei marchigiani, a cura di G.M. Claudi e L. Catri, Ancona, Il Lavoro Editoriale, tomo II (M-Z), pag. 245).