Anfore di Spello - Ostia II 521 - Ostia III 369 - 370 Si tratta di una famiglia di contenitori di piccole dimensioni, a collo alto con semplice orlo leggermente sporgente, anse a nastro munite di basse scanalature; la forma generale deriva dalla Dressel 29, identificata dal Rylei, cui forte presenza in siti del Mediterraneo orientale, tuttavia, suggerisce che sia stata prodotta in quell'area. Nel contesto ostiense delle Terme del Nuotatore sono presenti vari frammenti di anfore tipologicamente affini, caratterizzate dal collo stretto e cilindrico anse a nastro con scanalature longitudinali impostate sul collo, al di sotto dell'orlo , e sulla spalla, con gomito ben evidente, spalla poco ampia ed arrotondata, corpo ovoide che termina in un piede piano ad anello; le differenze riguardano la larghezza del collo, la sua conformazione e l'andamento delle anse. I contenitori in questione sono attestati, ad Ostia, nei livelli di epoca flavia delle Terme del Nuotatore, e tendono ad aumentare all'inizio del II secolo, per poi diminuire alla fine del medesimo e all'inizio del III. Sempre ad Ostia sono presenti in livelli strati pre-adrianei della Casa delle Pareti Gialle. Un'esemplare rinvenuto nel relitto Lavezzi 1 (in Corsica), datati intorno alla met� del I secolo d.C., consentirebbe, tuttavia, di retrodatare di circa un secolo l'inizio della produzione; altri esemplari integri sono nei magazzini del Museo di Civitavecchia e nelle catacombe di San Sebastiano a Roma. In epoca neroniana le anfore assimilabili al tipo Ostia III 369 - 370, risultano essere le pi� diffuse a Roma dopo le Dressel 2-4; questi contenitori erano sicuramente prodotti in gran parte nella zona di Spello, in Umbria e nell'agro di Pisa e Volterra; tuttavia l' analisi petrografiche sulle argille di numerosi esemplari rinvenuti a Roma hanno rivelato l'esistenza di numerosi centri di produzione non ancora localizzabili. Questa percentuale di attestazioni sale al 18 % tra l'epoca flavia e l'et� adrianea, e le anfore a fondo piatto divengono in assoluto il tipo maggiormente presente nella capitale Di grande rilevanza, a questo proposito, � stato il rinvenimento di scarti di fornace in localit� Marzolano, nel terreno dell'antico centro di Eretum, nell'ambito dell'area di una villa romana. Un'altro dei probabili centri di produzione, probabilmente per il mercato regionale, � stato recentemente ipotizzato nell'alta valle del Tevere, presso il sito archeologico della Mola di Monte Gelato (comune di Mazzano Romano). Le anfore rinvenute, classificatela P. Arthur come tipo P 105, appaiono come prodotti dell'area in cui � situata la stessa villa romana della Mola di Monte gelato; questo viene suggerito dalla notevole quantit� di frammenti rinvenuti e per le caratteristiche petrologiche delle argille. Tuttavia esse appaiono molto simili ad altri contenitori rinvenuti in gran quantit� a Roma e dintorni. Tramite i vari frammenti rinvenuti � possibile ricostruire dei contenitori dalla forma genericamente ovoide, con anse costolate, orlo sottile e sporgente e piede a disco. L'argilla impiegata � per lo pi� a grana fine, ben depurata, di colore beige chiaro. Dal punto di vista morfologico i contenitori non sono dissimili, come gia accennato, dal tipo detto "Berenice Mid Roman Amphora 13", ma rientrano anche nella tradizione centro italica, ben rappresentata dalla produzione maggiormente diffusa di Spello in Umbria La forte presenza di questi contenitori in Etruria e nella media valle del Tevere, in epoca imperiale, sembra legata all'importazione di prodotti quali il vino e le salse di pesce; rispetto agli altri contesti, romani ed ostiensi, in quest'area risultano poco attestati i grandi contenitori oleari betici ed africani. Al contrario risultano ben attestate anfore di produzione italica, in gran parte contenitori per vino; in primo luogo le numerose produzioni di fornaci della costa tirrenica, che a partire dal III secolo a.C. produssero contenitori di tipo greco italico tardo, e successivamente Dressel 1 e Dressel 2/4; contenitori in gran parte destinati all'esportazione, ma che evidentemente avevano un commercio anche nell'entroterra. Oltre al contesto delle Terme del Nuotatore, ad Ostia, a Roma i principali rinvenimenti di anfore a fondo piatto di provenienza centro italica si sono avuti nei siti della Meta Sudans, del criptoportico domizianeo della Vigna Barberini, sul Palatino, nei pressi di Porta Pia. Tutto il materiale esistente rivela una notevole variabilit� nella morfologia degli orli e nelle variet� di argille impiegate. Bibliografia C. Panella, Le anfore italiche del II secolo d.C., in: Amphores Romaines et Histoire Economique: dix ans de recherche, Sienne 1989, pp. 139 - 178 O.J. Gilkes et alii, Porta Pia: excavation and survey in an area of Suburban Rome, 2, Papers of the British School at Rome, LXII, 1994, pp. 101 - 137 T.A.W. Potter, A.C. King, Excavations at the Mola di Monte Gelato. A roman and medieval settlement in south Etruria, Roma 1997, pp. 301 - 305 Ostia III, parte seconda. Le Terme del Nuotatore. Scavo degli ambienti III, VI, VII. Scavo dell'ambiente V e di un saggio nell'area S.O., Studi Miscellanei 21, Roma 1973, pp. 472 - 474 G. Rizzo, Instrumenta Urbis, I. Ceramiche da mensa, lucerne ed anfore a Roma nei primi due secoli dell'impero. Collection de l'�cole Fran�aise de Rome - 307, Roma 2003, pp. 149, E. Lapadula, Le anfore di Spello nelle Regiones VI e VII,. Papers of the British School at Rome, 65, 1997, pp. 127-156. F. Burragato, C. Panella, Le anfore italiche a fondo piatto: centri di produzione e mercati, in: Scavi e ricerche archeologiche dell'universit� di Roma "La Sapienza", a cura di L. Drago Troccoli, Roma 1998, pp. 77 - 80 J.A. Rylei, Coarse Pottery, in: Excavations at Sidi Khrebish Bengazi (Berenice), II, Tripoli 1979, pag. 197 Per la Corsica; cfr. W. Bebko, Les �paves antiques du sud de la Corse, Corsica, 1 3, 1971, pp. 4 ss.; A. Bouscaras, Notes sur les recherches sous marine d'Agde, Forma maris antiqui, V�, 1962 1964, pp. 274 ss. |
Contenitore tipo Ostia II n. 521 |
Contenitore tipo Ostia III n. 269 |
Contenitore tipo Ostia III n. 373 |
Frammenti vari di anfore del tipo Spello rinvenuti presso la Mola di Monte Gelato,
Mazzano Roman (RM) |
Anfora tipo Spello da Roma, criptoportico della Domus Tiberiana al Palatino |
Anfora di Spello conservata nell'Antiquarium di San Sebastiano a Roma |