Late Roman 8 - Samos Cistern Amphora Questo contenitore trae la sua denominazione dalla localit� in cui � stata identificata per la prima volta negli anni '60 e dove, secondo i gli ultimi rinvenimenti, dovevano trovarsi anche alcuni centri produttori; sembra, tuttavia, che venisse fabbricata anche nell'attuale Turchia occidentale (zona del fiume Meandro), insieme alla Late Roman 3. Come elementi di paragone si richiamano in genere il tipo Kuzmanov XX e le anfore del tipo 2 del relitto di Yassi Ada (Bass 1982); si vedano anche gli importanti rinvenimenti del tunnel di Eupalino a Samo, dove centinaia di esemplari compaiono in contesti con monete di Costante II (HAUTUMM 1981). Si tratta di piccoli contenitori realizzati con argilla di colore beige, leggermente micacea e calcarea, tipica dei contenitori di provenienza orientale e microasiatica. Il corpo � cilindrico, leggermente rigonfio nella parte inferiore con fondo a puntale, superficie fittamente scanalata e corto collo con orlo indistinto leggermente rigonfio; ansette bifide a nastro o ellittiche, impostate sotto l'orlo e sulla spalla. Le localit� in cui presumibilmente il contenitore era prodotto, forti esportatrici di vino nell'antichit�, suggeriscono che questo fosse il suo utilizzo, analogamente a quello di altri piccoli contenitori della tarda antichit�. La presenza accertata in tutti i maggiori centri del Mediterraneo, in epoca bizantina, ne fa oggi uno dei principali "fossili giuda" per la prima epoca bizantina; ma pi� ancora � significativa la sua presenza in centri del Mediterraneo occidentale, che rivestono un ruolo militarmente e politicamente rilevante nei secoli tra il V e il VII (in Sicilia, Campania, area ravennate e alto Adriatico). "Cio consente di ipotizzare che la distribuzione di questo contenitore fosse direttamente indirizzata da interventi statali, con forniture riservate ai centri nei quali Bisanzio individuava i punti di forza della sua strategia politica" (Sagu� 2001). E' stata rilevata, innanzitutto, una rilevante presenza nel deposito di VI - VII della Cripta Balbi; come per i piccoli spatheia nordafricani la sua presenza appare sempre pi� chiaramente circoscritta ai centri pi� importanti nella geografia del potere bizantino, che godevano evidentemente di un canale privilegiato per le forniture di alcuni generi, sottoposte a direttive ufficiali. Un altro elemento che accomuna l'anfora di Samo agli spatheia risiede nella valenza di questi contenitori come indicatori cronologici dei contesti pi� tardi: al contrario di altri tipi anforari essi dovettero appartenere infatti a produzioni di breve durata (ma anche di limitata entit� dal punto di vista numerico), la cui diffusione si inquadra precisamente tra il VI secolo avanzato e il VII secolo. A Roma, nel deposito della Cripta balbi � presente con un numero eccezionalmente alto di frammenti (1200), corrispondenti a circa 37 esemplari. A Portus nel VII secolo � impiegata, insieme ad altre anfore tardo antiche, come contenitore per alcune sepolture infantili (anfore tipo Crypta Balbi 2, Keay LII, etc). E' possibile, tuttavia, che questa di Portus sia un'attestazione precoce del tipo; le altre anfore attestate in questo sito appartengono, infatti, a tipi la cui produzione va dalla fine del IV o dall'inizio del V secolo fino alla fine del VI secolo. Nel resto dell'Italia la presenza delle anfore di Samo si concentra nei centri rimasti in qualche modo sotto l'influenza bizantina dopo la fine delle guerre gotiche e nel momento dell'invasione longobarda. Rilevanti presenze sono state accertate sia a Napoli che nell'area dei castra di Cuma e Pozzuoli; anche in questo caso l'area in questione risente dei contatti preferenziali con Bisanzio nei secoli VI e VII, e la presenza di contenitori da trasporto di provenienza orientale appare frequente nei centri sui quali convergevano gli interessi del governo bizantino. Oltre che in area tirrenica, l'anfora di Samo � presente anche a Classe e nei siti dell'alto Adriatico pertinenti all'Esarcato, in Istria; � presente inoltre in Sicilia nel porto bizantino di Kaukana, gravitante intorno a Siracusa, e infine, con limitate attestazioni, a Cartagine. Il ritrovamento di un frammento nella laguna di Marano associato al frammento di un piccolo anforotto simile agli spatheia, sembra dare prova della vitalit� dei traffici nell'arco alto adriatico durante l'avanzato VI ed il VII secolo. Sempre in area adriatica � da segnalare, nel Salento, il relitto tra le localit� di Torre Mozza e Torre Pali per la presenza di frammenti pertinenti, anche se in via ipotetica, ad anfore di Samo. La presenza, infine, dell'anfora di Samo a Pescara in associazione con Late Roman 1 e 2, finora non attestata in altri contesti abruzzesi, costituirebbe un'ulteriore conferma dell'esistenza di scambi commerciali procedenti su rotte ben precise in relazione a centri strategici bizantini, che interessano anche l'Abruzzo costiero. Un altro centro occidentale con interessanti attestazioni, anche se limitate, � Tarragona; queste sono legate alle poche sepolture intramuranee rinvenute, nelle quali l'anfora di samo appare associata, ancora una volta, a Late Roman 4 e Late Roman 1 nella sua variante pi� tarda (Kellia 164). Altri frammenti, sempre in ambito urbano, provengono dall'anfiteatro, dove � associata anche alle cosiddette anforette globulari di Castrum Perti a fondo ombelicato Bibliografia P. Aupert, Objets de la vie quotidienne � Argos en 585 ap. J.C., "Bull. Corr. Hell. ", suppl 4, pp. 440 - 441 G.E. Bass, The Pottery, in G.E. Bass, F.H. Van Doorninick, Jr., Yassi Ada, I, A Seventh-Century Byzantine Shipwreck, College Station, Texas, 1982, pp. 155-188. HAUTUMM, Studien zu AmpPoren der spatromischer und frubbyzantinischen Zeit, Fulda 1981 C. Steckner, Les amphores LR1 et LR2 en relation avec le pressoir du complexe eccl�siastique des thermes de Samos, in D�ROCHE V., SPIESER J.-M. (a cura di), Recherches sur la c�ramique byzantine, "BCH", Suppl. XVIII. 1989, pp. 57-71. P. Arthur, Aspects of Byzantine Economy: an Evaluation of Amphorae Evidence from Italy, in V. D�roche, J. M. Spieser (a cura di), Recherches sur la c�ramique byzantine, "Bull. Corr. Hell. ", Suppl. XVIII, Ath�nes, 1989, pp. 79-93. P. Arthur, Anfore dall'alto adr�atico e il problema del 'Samos cistern type', "Aquileia Nostra ", LXI, 1990, pp. 281-295. P. Arthur et al., Fornaci medievali ad Otranto. Nota preliminare, "Archeologia Medievale ", XIX, 1992, pp. 91-122. P. Arthur, Eastern Mediterranean amphorae between 500 and 700: a view from Italy, in Ceramica in Italia: VI - VII secolo, atti del convegno in onore di J.W. Hayes, Firenze 1998, pp. 157 - 184 L. Sagu�, Il deposito della Cripta balbi: una testimonianza imprevedibile sulla Roma del VII secolo ?, in Ceramica in Italia: VI - VII secolo, atti del convegno in onore di J.W. Hayes, Firenze 1998, pp 305 -330 L. Sagu�, La circolazione delle merdi: il deposito della fine del VII secolo nell'esedra della Cripta Balbi, in: Roma dall'antichit� al medioevo. Archeologia e storia nel Museo Nazionale Romano Cripta Balbi, Roma 2001, pp. 266 - 295 D. Pieri, Le commerce du vin oriental � l'�poque byzantine (V - VII si�cles). Le t�moignage des amphores en Gaule, Beyrouth 2005, pp. 132 - 137 |
Anfore di Samo provenienti dal deposito di VII secolo della Crypta Balbi a Roma |
Anfore di Samo di provenienza sud gallica |