Mid Roman 1 - Agora M254 - Ostia I nn. 453 - 454, Ostia II n. 523, Ostia III n. 464 Famiglia di piccoli contenitori , di dimensioni inferiori a quelle delle comuni giare. Caratterizzate dal collo alto e stretto, spalla fortemente carenata e anse dal profilo ricurvo, applicate sulla spalla e nella parte alta del collo, caratterizzate dalla sezione circolare con profonde scanalature ("a fiorellino"); orlo verticale e liscio, distinto da una sottile risega esterna, fondo rastremato con piede piano ad anello. L'argilla � compatta, liscia in frattura, di colore variabile dal rosso intenso al beige con ingabbiatura di colore pi� chiaro e piccole inclusioni calcaree, mica e frequenti grani di quarzo. Una principale distinzione all'interno della classe, in un tipo A e un tipo B, viene data dalla forma dell'orlo: nel primo caso la variante � rappresentata dal tipo Ostia III n. 464, con orlo a fascia leggermente rilevata e rastremato nella parte alta, nel secondo caso dal tipo Ostia I nn. 453 - 454, con l'orlo dal profilo "biconico", leggermente angolato verso l'esterno. La prima variante, pi� antica, � diffusa a Roma e nel Mediterraneo orientale dal I al III secolo d.C. La seconda variante, pi� antica, � diffusa a partire dalla seconda met� del II secolo, fino al IV ed oltre; in questo caso sembra che il profilo dell'orlo tenda ad attenuare il profilo acuto negli esemplari pi� tardi. Il contenitore, nella sua variante A, sembra originario del nord Africa, probabilmente della Tripolitania, mentre, secondo recenti ipotesi, la variante B potrebbe essere stata prodotta in Sicilia, forse nei pressi di Naxos. L'area di distribuzione, di entrambe le varianti, copre prevalentemente l'Europa occidentale, il nord Africa e l'Italia. Nel contesto delle Terme del Nuotatore, ad Ostia, frammenti relativi alla variante A (Ostia II n. 523 e Ostia III n. 464) sono presenti a partire dall'et� flavia, fino alla seconda met� del II secolo d.C.; nei magazzini di Ostia, tra i vari frammenti presenti, viene segnalata un' ansa con bollo retrogrado "CORIN", mentre un esemplare integro � conservato nei magazzini di Pompei (Ostia III, pag. 632, fig. 43). La maggiore diffusione del contenitore, nella sua variante A pi� tarda, � testimoniata dal numero di attestazione della forma Ostia I 453 - 454 in ambito Mediterraneo; tra l'altro � segnalata a Gerusalemme, Sabratha, Atene, in Corsica, in Sicilia, a Cartagine (e in altri siti della Tunisia; per un quadro della diffusione v. Ostia III, pag. 471), oltre che in numerosi siti dell'Europa centrale. Nell'ambito delle Terme del Nuotatore il contenitore � attestato a partire dalla fine del II - prima met� del III secolo e nel corso del IV e V secolo, anche con varianti formali rilevanti, come le anse non scanalate e l'orlo variamente sagomato. La definizione data negli anni '70, di "Piccole Tripolitane", era in parte giustificata, allora, dalla diffusione riscontrata nel nord Africa per entranbe le varianti della forma Agora M 254. a questo argomento si aggiungeva anche la somiglianza dell'argilla impiegata con quella dei contenitori di sicura origine locale. Tuttavia recenti analisi petrografichesul, eseguite su esemplari presenti tra il materiale della necropoli nord africana di Pupput (Bonifay 2004), hanno portato alcuni autori ad ipotizzare un'origine sud italica, per l'intera produzione o la variante pi� tarda di essa (Ostia I 453 - 454); pi� recentemente J.W. Hayes (in Wilson 2000), sulla base del materiale del deposito di El-Jem ha sottolineato l'impossibilit� (o difficolt�) di distinguere le argille prodotte in Africa e in Sicilia. Bibliografia C. Panella, "Appunti su un gruppo di anfore della prima, media e tarda et� Imperiale." Ostia III: Le terme del Nuotatore: scavo dell'ambiente V e di un saggio dell'area, Studi miscellenei, 21, Roma 1973, pp. 469 - 472 J.A. Riley, "The coarse pottery from Berenice." Excavations at Sidi Khrebish Benghazi (Berenice). Vol. II. Supplement to Libya Antiqua. 5, Tripoli 1979, pp. 91-467 G. Rizzo, Instrumenta Urbis I. Ceramiche fini da mensa lucerne ed anfore a Roma nei primi due secoli dell'impero, Rome 2003, pag. 169 F. Zevi, I. Pohl, Ostia (Roma). Casa delle Pareti Gialle; salone cenatale. Scavo sotto il pavimento a mosaico, in: Notizie degli Scavi di Antichit�, ser. VIII, vol. XXIV, 1970, pp. 43 ss., in part. Pag. 92, n. 139; pag. 112, n. 116; pag. 128, n. 329; pag. 182, fig. 92, n. 139 P.B. Bagatti, J.T. Milik, Gli scavi del "Dominus Flevit" (Monte Uliveto - Gerusalemme), Franciscan Printing Press, Jerusalem 1958, pag. 124, fig. 28, n. 4; tav. 39, fig. 123, n. 14 D. Manacorda, Le anfore, in Ostia IV, Le Terme del Nuotatore, Scavo dell'ambiente XVI e dell'area XXV, Roma 1977, pag. 232 R.J.A. Wilson, Rural Settlement in hellenistic and roman Sicily: excavations at Campanaio (AG), 1994-98, Papers of the British School at Rome, LXVIII, 2000, pp. 337 - 369 M. Bonifay, Etudes sur la c�ramique romaine tardive d'Afrique, British Archaeological Reports, International Series, 1301, Oxford 2004, pp. 147 - 148 M. Bonifay, Observations pr�liminaires sur la c�ramique de la n�cropole de Pupput, in : la n�cropole romaine de Pupput, Collection de l'Ecole Fran�aise de Rome 323, Rome 2000, pp. 21 - 58 G. Escribano Cobo, A. Mederos Martin, Frequentaci�n romana de ensenadas en Canarias: el Puerto de Guadamojete, Tabaiba-Radazul-La Nea (El Rosario-Tenerife), in: Cuadernos de Arqueolog�a Maritima, 7, 2006, pp. 16 - 31; pag. 25, fig. 12 |
Ostia I nn. 453 - 454; Mid Roman 1 B |
Ostia II n. 523 - Mid Roman 1 A |
Variante Ostia II n. 522 - Ostia III n. 464 |
Due esemplari quasi integri della variante B, conservati nell'Antiquarium di San
Sebastiano a Roma |
Variante Ostia II n. 522 - Ostia III n. 464 |