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Keay 1984, type XXV - Ostia IV, XXII, n. 154 - Amphores Africaines III

ontenitore cilindrico di piccole e medie
dimensioni tipo Keay 1984, type Keay XXV
1-2; XXVI e XXVII - Ostia IV, XXII, n. 154;
"Contenitori cilindrici di piccole e medie
dimensioni" argilla di colore arancio, depurata,
compatta e ruvida in frattura, presenta solo
pochi inclusi calcarei e cristallini
irregolarmente distribuiti; ingubbio esterno di
colore rosato; contenitore cilindrico biansato
di piccole e medie dimensioni (H. cm. 94, L.
cm. 22, max.), di forma nolmalmente slanciata
terminante con un corto puntale pieno, collo
cilindrico o leggermente troncoconico, orlo
svasato con labbro estroflesso, corte anse
dal profilo a maniglia e sezione ellittica
applicate sul collo; La suddivisione in quattro
gruppi, proposta dal Keay, si basa su
differenze morfologice e nelle dimensioni, ma
soprattutto per le varianti decisive nel profilo
dell'orlo e nel profilo delle anse (Ostia IV). La
produzione � originaria della Bizacena-
Zeugitana (Tunisia) come � confermato
dall'individuazione dei centri di produzione e
dalla presenza di bolli epigrafici impressi
(IV-V secolo d.C.); la maggiore evidenza per
quanto riguarda i centri di produzione viene dal ritrovamento di fornaci  ad Ariana, presso cartagine (Ostia IV, pag. 185; Keay 1984, pag. 193). Sul contenuto trasportato non si hanno dati certi, e prtrebbe trattarsi di conserve di pesce, come olio, olive o altro; contenitori provenienti dal relitto di La Pointe de la Luque (Marsiglia) presentavano resti di pesce e molluschi marini. Tutte le varianti della forma sono state prodotte ed esportate tra la met� del IV e la met� del V secolo; le produzioni pi� tarde, rappresentate dai materiali di Ostia, Arles e Marsiglia, si nota una riduzione complessiva delle dimensioni ed una semplificazione del profilo del bordo (Panella 1982, pag. 180; Bonifay, Pier� 1997, pag. 97); a Tarragona il contenitore � documentato soprattutto in contesti funerari, poco esemplificativi per quanto riguarda l'evoluzione morfologica (Remol� Vallverd� 2000, pag. 133). L'area di diffusione del contenitore nelle sue diverse varianti � rappresentata dall'intera Europa occidentale; tra gli altri i maggiori ritrovamenti si sono avuti a Tarragona (necropoli paleocristiana), presso la basilica costantiniana della via Labicana a Roma (Manacorda 1981, tav. III), dal collettore fognario del Colosseo (Ostia IV, pag. 172), il gia citato relitto di La Luque (Liou 1973, pp. 579 ss.), contesti di IV e V secolo delle Terme del Nuotatore ad Ostia (Ostia IV pp. 242-243).ontenitore cilindrico di piccole e medie dimensioni tipo Keay 1984, type Keay XXV 1-2; XXVI e XXVII - Ostia IV, XXII, n. 154; "Contenitori ccilindrici di piccole e medie dimensioni" argilla di colore arancio, depurata, compatta e ruvida in frattura, presenta solo pochi inclusi calcarei e cristallini irregolarmente distribuiti; ingubbio esterno di colore rosato; contenitore cilindrico biansato di piccole e medie dimensioni (H. cm. 94, L. cm. 22, max.), di forma nolmalmente slanciata terminante con un corto puntale pieno, collo cilindrico o leggermente troncoconico, orlo svasato con labbro estroflesso, corte anse dal profilo a maniglia e sezione ellittica applicate sul collo; La suddivisione in quattro gruppi, proposta dal Keay, si basa su differenze morfologice e nelle dimensioni, ma soprattutto per le varianti decisive nel profilo dell'orlo e nel profilo delle anse (Ostia IV). La produzione � originaria della Bizacena-Zeugitana (Tunisia) come � confermato dall'individuazione dei centri di produzione e dalla presenza di bolli epigrafici impressi (IV-V secolo d.C.); la maggiore evidenza per quanto riguarda i centri di produzione viene dal ritrovamento di fornaci  ad Ariana, presso cartagine (Ostia IV, pag. 185; Keay 1984, pag. 193). Sul contenuto trasportato non si hanno dati certi, e prtrebbe trattarsi di conserve di pesce, come olio, olive o altro; contenitori provenienti dal relitto di La Pointe de la Luque (Marsiglia) presentavano resti di pesce e molluschi marini. Tutte le varianti della forma sono state prodotte ed esportate tra la met� del IV e la met� del V secolo; le produzioni pi� tarde, rappresentate dai materiali di Ostia, Arles e Marsiglia, si nota una riduzione complessiva delle dimensioni ed una semplificazione del profilo del bordo (Panella 1982, pag. 180; Bonifay, Pier� 1997, pag. 97); a Tarragona il contenitore � documentato soprattutto in contesti funerari, poco esemplificativi per quanto riguarda l'evoluzione morfologica (Remol� Vallverd� 2000, pag. 133). L'area di diffusione del contenitore nelle sue diverse varianti � rappresentata dall'intera Europa occidentale; tra gli altri i maggiori ritrovamenti si sono avuti a Tarragona (necropoli paleocristiana), presso la basilica costantiniana della via Labicana a Roma (Manacorda 1981, tav. III), dal collettore fognario del Colosseo (Ostia IV, pag. 172), il gia citato relitto di La Luque (Liou 1973, pp. 579 ss.), contesti di IV e V secolo delle Terme del Nuotatore ad Ostia (Ostia IV pp. 242-243).

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