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Keay LXII; Beltran 59; Mid
Roman Amphora 17 a;


Nella classificazione del Riley questo
contenitore viene datato al IV secolo,
come variante della "Africana Grande";
il prosieguo delle indagini soprattutto in
siti del Mediterraneo  occidentale, ha
dimostrato che si tratta di un contenitore
prodotto autonomamente, in una vasta
serie di varianti, ed ampiamente diffuso in Europa e in oriente; i contesti catalani ne hanno restituito una gran quantit�, suddivisibile in numerose varianti sulla base della forma dell'orlo, varianti che, tuttavia, non presuppongono implicazioni sulla cronologia centrale del contenitore che risulta essere uno dei pi� attestati nei secoli VI e VII (Keay 1984, pp. 309-350, figg. 134-163).
Si tratta di un contenitore cilindrico di grandi dimensioni, collo alto e per lo pi� troncoconico, con orlo distinto da una strozzatura, labbro ingrossato ("a mandorla") dal profilo variabile, per lo pi� caratterizzato da una risega o scalino lungo la faccia esterna; anse di sezione genericamente ovale e dall'andamento "a gomito", sono applicate alla met� del collo e sulla spalla; il fondo � generalmente provvisto di un corto puntale "a bottone"; � frequente la presenza di linee orizzontali o ondulate graffite "a pettine" sul collo e la spalla, soprattutto negli esemplari pi� tardi.
Tra le varianti proposte dal Keay il tipo LXII-A � quello maggiormente caratteristico dei contesti di VI secolo; presenta un bordo maggiormente svasato con labbro ingrossato esternamente di sezione pi� o meno triangolare; in contesti catalani questa variante compare gi� alla fine del V secolo (Remol� Vallverd� 2000, fig. 44, n. 12); nel VI secolo le attestazioni aumentano notevolmente e si diversificano dal punto di vista formale.
In tutti i siti dove � presente (Roma e Marsiglia) compare sempre in associazione con forme di T.S.A - D caratteristici dei secoli V e VII, quali Hayes 91, 96, 99, 103, 104, 106 e 109. La variante Keay LXII-Q, sembra essere cronologicamente anteriore e comparire gi� nella seconda met� del V secolo; rispetto alla variante A il bordo � meno svasato e il abbro presenta una pi� marcata sezione triangolare; la diffusione prosegue anche per gran parte del secolo VI. Ancora precedente sembra essere la variante Keay LXII-V, presente in contesti catalani gi� alla seconda met� del IV secolo e all'inizio del V; presenta una notevole semplificazione del profilo del labbro ed il bordo notevolmente svasato. Il tipo di argille utilizzate non lascia dubbi circa l'origine nord africana del contenitore, possibilit� avvalorata dall'individuazione di diversi probabili centri di produzione nell'area del Sael; sulla base delle potenzialit� produttive della regione in epoca tardo romana si ritiene che il prodotto trasportato fosse l'olio d'oliva. Al di fuori della Spagna le attestazioni riguardano principalmente siti del Mediterraneo occidentale: a Cartagine si hanno rinvenimenti nel contesto del c.d. Muro Teodosiano (Fulford, Peacock, p. 216, fig. 64), a Roma nei contesti tardi e altomedeivali del Palatino e della Crypta Balbi, a Napoli il sito di Carminiello ai Mannesi, tutti databili a partire dalla seconda met� del V secolo; gli esemplari del cimitero di Saint Seurin a Bordeaux si datano tra la met� del IV e l'inizio del V secolo; i frammenti della Schola Praeconum a Roma si datano negli anni 430-440 (Whitehouse etall. 1982, pag. 76, fig. 10, n. 129); da Benghazi provengono esemplari da un deposito databile al VI secolo (Riley 1979, fig. 95-388). In Italia si sono avuti rinvenimenti da contesti di V e VI secolo a Porto Torres (Not. Scavi XXIV, 1970, pag. 33, fig. 8 d) e Luni (Luni II, tavv. 81.7 e 282.II).

Bibliografia

S.J. Keay, Late roman amphorae. A tipology an economic study: the Catalan evidence, pp. 309-350, figg. 134-163;

M Bonifay, Observations sur les amphores � Marseille d'apres le fouilles de la Bourse (1980-1984), "Revue d'arch�ologie Narbonnaise", 19, 1987, fig. 12.55;

L. Long, G. Volpe, Origine e declino del commercio nel Mediterraneo occidentale tra et� arcaica e tarda antichit�. I relitti de La Palud (isola di Port Cros - Francia), "L'Africa Romana", 11.3, 1996, figg. 10-11;

P. Arthur, D. Oren, The North Sinau survey and the evidence of transport amphorae for roman and byzantine trading patterns, Journal of Roman Archaeology, 11, 1998, pp. 193-212;

M. Bonifay, D. Pieri, Amphores du Ve au VIIe s. a Marseille: nouvelles donn�es sur la typologie et le contenu, Jiournal of Roman Archaeology, 8, 1995, pag. 103;

J.A. Remol� Vallverd�, Las �nforas tardo antiguas en Tarraco (Hispania Tarraconensis), Barcellona 2000, pp.159-161, figg. 44-45.

M. Bonifay, Etudes sur la c�ramique romaine tardive d'Afrique, British Archaeological Reporta, International Series 1301, pp. 137-140, figg. 74-75






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